Sintesi della discussione del 25 Novembre 2003 Alberto Pugliese, Le ultime novità dalla ricerca
Dibattito tenutosi su www.progettodiabete.it
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Il dottor Alberto Pugliese è Professore Associato e Direttore del Programma di Immunogenetica, presso il Diabetes Research Institute dell'Università di Miami.
Nato a Trapani nel 1962, si è laureato presso l'Università di Palermo nel 1987 e si è trasferito negli Stati Uniti dal 1990.
Qui ha lavorato fino al 1992 presso il Joslin Diabetes Center, alla Harvard University di Boston. Si è poi trasferito al Barbara Davis Center for Childhood Diabetes, Denver, Colorado, dove è rimasto fino al 1994, quando si è trasferito presso il Diabetes Research Institute di Miami.
I suoi principali interessi di ricerca sono il diabete di tipo 1, la prevenzione, la genetica, l'immunologia, la ricorrenza dell'autoimmunità, i trapianti; è attivamente coinvolto in studi che riguardano la tolleranza immunologica e le basi genetiche della predisposizione e resistenza allo sviluppo del diabete di tipo 1, in particolare l'espressione naturale dell'insulina in alcune cellule del timo che apparentemente ha un ruolo chiave nel prevenire lo sviluppo del diabete.
In questo dibattito potremo comunque porgli domande anche su altre tematiche, incluso le famose stem cells (cellule staminali), ed in generale ultimi progressi nella ricerca diabetologica. Posso essere più specifico se necessario.
Guido Seu: Ciao a tutti, benvenuti
carlo57: Buonasera a tutti
Guido Seu: Vedo con piacere che il nostro salotto si sta rapidamente riempiendo...
Guido Seu: Buonasera prof. Puglese e buonasera a tutti
Ornella: Egr.Dott Pugliese, è da qualche mese che mia madre, di anni 84 avverte dolori addominali e ripetute scariche. Si pensava fosse colite spastica, ma dopo un profilo diabetico ci si è resi conto che è diabetica.Ho letto su internet che il diabete può provocare questo tipo di sintomo..il suo diabete è del 2° tipo ed usa farmaci specifici. Ma il problema persiste. Che fare? Distintamente Paladino Ornella
Prof. Alberto Pugliese: Salve
Prof. Alberto Pugliese: cara signora Ornella
e' difficile rispondere senza poter visitare la paziente, ma ci sono farmaci che dovrebberso essere in grado di controllare i sintomi che lei riporta.Prof. Alberto Pugliese: Caro Guido,
grazie per l'invito a partecipare alla chatcarlo57: Prof, volevo che ci spiegasse che aspettative ci sono riguardo la generazione di cellule beta nel fegato tramite cellule staminali del paziente stesso, quindi senza rigetto.
Guido Seu: Grazie a lei. Vedo con piacere che sono già partite le prime domande. Do il benvenuto al Professor Pugliese, nel nostro forum on line, ed insieme a lui saluto e tutti coloro che hanno aderito a questo forum on-line.
Il prof. Pugliese è Professore Associato e Direttore del Programma di Immunogenetica, presso il Diabetes Research Institute dell'Università di Miami. E' nato a Trapani nel 1962, si è laureato presso l'Università di Palermo nel 1987 e si è trasferito negli Stati Uniti dal 1990.
Qui ha lavorato fino al 1992 presso il Joslin Diabetes Center, alla Harvard University di Boston. Si è poi trasferito al Barbara Davis Center for Childhood Diabetes, Denver, Colorado, dove è rimasto fino al 1994, quando si è trasferito presso il Diabetes Research Institute di Miami.
Inizio subito con il farle una domanda che esula un po' dal tema di discussione di questa sera, ma ci aiuta a conoscerci meglio: come mai si è trasferito negli Stati Uniti? Rientra anche lei in quel fenomeno che in Italia definiamo "fuga di cervelli"?giorgio: buonasera a tutti
alessandro: buonasera prof, pugliese, vorrei sapere tra quanti anni saranno applicabili i risultati della ricerca genica sul diabete
Prof. Alberto Pugliese: Io son partito con l’idea di andare ad imparare per poi tornare in Italia. Purtroppo non si e’ mai presentata un’opportunita’ seria per poter ritornare. Probabilmente e’ meglio non approfondire troppo questo argomento per consentire di partecipanti di discutere temi piu’ rilevanti al diabete. Potremmo parlarne per ore...
Laura63: dovendo prossimamente essere sottoposta ad intervento chirurgico, volevo chiederle se l'anestesia totale può avere conseguenze per il diabete tipo 1
anna: Buonasera prof
Prof. Alberto Pugliese: Caro Alessandro
spero al piu' presto. In parte sono gia' applicati, ad esempio alcuni geni sono usati per l'identificazione di soggetti a rischio e come criteri di classsificazione in trial clinici di prevenzioneGuido Seu: sono d'accordo... per procedere con calma, vi prego di lasciare il tempo al prof. puglieeìse di rispondere alle domande prima di porne di nuove...
alessandro: pensa che in futuro soggetti diabetici di tipo 1 potranno "guarire" definitivamente?
Prof. Alberto Pugliese: Laura63: l'importante e' che il tem chirurgico sia al corrente del tuo diabete e che abbiano un buon diabetologo che possa consultare se necessario. Di solito la cosa piu' importante e' mantenere la glicemia entro limiti accettabili, cossa che non e' un problema.
Laura63: Grazie Prof
Prof. Alberto Pugliese: Alessandro
penso di si, e' per questo che faccio questo mestiereProf. Alberto Pugliese: Scusate qualche errore di battitura ma devo scrivere molto velocemente
carlo57: Prof, volevo che ci spiegasse che aspettative ci sono riguardo la generazione di cellule beta nel fegato tramite cellule staminali del paziente stesso, quindi senza rigetto.
Prof. Alberto Pugliese: Carlo57 ci sono degli studi molto interessanti che riportano la trasformazione di cellule epatiche in cellule producenti insulina. Questi risultati sono stati ottenuti tramite l'introduzione del gene PDX1 in cellule epatiche tramite virus. Il gene PDX1 e' importante per la secrezione insulinica e per la differenziazione delle cellule producenti insulina. Questi studi sono al momento limitati a topi da esperimento ma il principio potrebbe essere applicato all'uomo. E' una storia che stiamo seguendo molto da vicino.
Prof. Alberto Pugliese: Carlo57: per fare seguito alla tua domanda, questi studi non sono fatti in cellule staminali
Ornella: caro prof. mia madre 84 enne sofre di scariche di diarrea ed a un diabete e possibile che ne sia la causa e che cosa posso farle oltre a le cure che gia segue ed sembrano che non abbiano effetto g mi oiacerebbe avere un suo parere grazie
giorgio: eissterebbe cmq il rischio di aggressione da parte di anticorpi?
Prof. Alberto Pugliese: Carlo57:
altri studi, molto recenti, hanno utilizzato cellule staminali di fegato umano e con lo stesso approccio - expressione di PDX1- hanno prodotto cellule producenti insulina. Una storia molto promettente.Prof. Alberto Pugliese: Giorgio:
il sistema immune puo' teoricamente attaccare cellule producenti insulina, comunque trapiantate o prodotte. Abbiamo pochi dati sulla probabilita' di tale evenienza ma e' una possibilita' da tenere in considerazionecarlo57: Prof, volevo sapere se il fatto di ricreare cellule beta all'interno del fegato è considerato un sito favorevole, voglio dire il fatto che l'insulina verrebbe prodotta dal fegato enzichè dal pancreas.
Laura63: vorrei chiederle a chi è consigliato l'uso del microinfusore e se quelli attuali offrono sufficienti garanzie
alessandro: quando queste terapie potranno essere applicate in sicurezza nell'uomo pensa saranno disponibili per tutti i diabetici (anche tipo 2)o solo per i diabetici ID?
Prof. Alberto Pugliese: Alessandro:
se ti riferisci alle terapie con PDX1 per indurre la produzione di insulina da parte di cellule epatiche ci vorra' del tempo. Al momento questi studi sono in fase di sperimentazione animale. Dovrebbero funzionare anche in pazienti con diabete di tipo 2.alessandro: ..se ho ben capito uno dei problemi per la messa a punto delle terapie menzionate sarebbe la modulazione della risposta immunitaria alla presenza di cellule che producono insulina...
Prof. Alberto Pugliese: Laura63:
dipende dalla persona, dallo stile di vita, livello educativo, e se il microinfusore potrebbe dare vantaggi rispetto alla terapia convenzionale in quel paziente. In genere un buon centro diabetologico con esperinza con microinfusori e' il miglior punto di riferimento.Dalia: io vorrei sapere perchè per poter affrontare un trapianto occorre avere già tante complicanze
Prof. Alberto Pugliese: Alessandro:
si, in pazienti con diabete di tipo 1, non in coloro con diabete di tipo 2.Prof. Alberto Pugliese: Dalia:
non necessariamente, in parte dipende anche dai criteri di inclusione dei trials clinici che offrono il trapianto. Tuttavia se uno puo' controllare bene il proprio diabete con terapia insulinica e' preferibile non fare un trapianto per evitare il rischio associato con la somministrazione di farmaci immunosoppressiviProf. Alberto Pugliese: Ornella: finalmente arrivo anche a te, anche se dubito di poter essere di grande aiuto. Tua madre dovrebbe essere valutata attentamente da un buon diabetologo, il diabete puo' influire sui sintomi che riporti ma ci sono farmaci che dovrebbero essere di sollievo.
giorgio: esistono anche studi che tendono ad eliminare il difetto sul dna,causa dell'attacco del sistema autoimmune. se si, è possibile la correzione in ID con il ritorno al corretto funzionamento delle cellule beta.
Prof. Alberto Pugliese: Giorgio pazienti diabetici non hanno difetti nel DNA. per quanto fattori genetici possono aumentare il rischio di diabete, non causano la malattia direttamente. Geni che controllano il rischio di diabete di tipo 1 non sono geni che funzionano nelle cellule beta, ma quelli che controllano in comportamento del sistema immune.
carlo57: Prof, vorrei sapere al vostro istituto su quali ricerche vi state impegnando, se avete in vista qualche obbiettivo promettente per la cura di mantenimento o definitiva.
anna: .sono d'accordo sul suo parere circa i trapianti ma chi stà dietro a questi centri spesso per fare numero non si fa tanti scrupoli vero?
Prof. Alberto Pugliese: Carlo57: la missione del nostro istituto e' la cura del diabete. Abbiamo programmi su trapianti di isole, gene therapy, prevenzione per diabete di tipo1 e 2, genetica, stem cells. Un trial in corso sta cercando di determinare se e' possibile trpaiantare isole pancreatiche e poi interrrompere l'immunosoppressione senza rigetto.
giampi: "trapiantare isole pancreatiche e poi interrrompere l'immunosoppressione senza rigetto"
i risultati come sono ? incoraggianti ?carlo57: Ho sentito parlare di una tecnica di precondizionamento che consentirebbe di eliminare completamente la terapia immunosoppressiva.
Guido Seu: Prof. ma se interrompiamo l'immunosoppressione non c'è il rischio che il sistema autoimmune torni a colpire le cellule appena impiantate che producono insulina distruggendole nuovamente?
giorgio: che richi comporta la terapia immunosoppressiva
Prof. Alberto Pugliese: Anna:
i trials clinici sono controllati da comitati etici. Se avessi idea di quello che ci vuole per fare approvare un protocollo che coinvolge pazienti.... ogni aspetto del protocollo e' attentamente valutato, e qualsiasi aspetto non totalmente etico e giustificabile puo' bloccare il protocolloanna: valori alti di tacrolinus quali rischi provocano e quanti casi di aplasia midollare ha riscontrato?
Prof. Alberto Pugliese: Guido:
c'e' questa possibilita'. Tuttavia, questo studio e' basato sulla somministrazione di isole e cellule del midollo osseo del donatore. Le cellule del midollo osseo dovrebbero provvedere a controllare le cellule autoimmuni del ricevente.Prof. Alberto Pugliese: giampi:
lo studio e' in corso, non sappiamo ancora se funzionaProf. Alberto Pugliese: anna:
nei nostri pazienti non abbiamo avuti effetti collaterali cosi' seri, quali aplasia midollare.giampi: è da tanto tempo che è iniziato ?
Guido Seu: prof, lei parla sempre di trials clinici per i trapianti. Ma in Italia si fanno anche trapianti di solo pancreas e ho sentito che questo viene fatto anche in assenza di complicanze. Il trapianto di pancreas può essere considerato un'opzione terapeutica? Crede che se vi fosse disponibilità illimitata di organi da trapiantare, i trapianti potrebbero davvero diventare consigliabili anche in situazioni di "normale controllo" raggiungibile con i metodi terapeutici classici?
Prof. Alberto Pugliese: Giorgio: la terapia immunosoppressiva facilita l'insorgenza di infezioni, puo' danneggiare altri organi (rene, per esempio) e facilitare lo sviluppo di tumori
giorgio: non può essere mirata al tipo di anticorpo contro cui va ad agire?
Prof. Alberto Pugliese: Giorgio:
ci sono studi che stanno valutando strategie terapautiche che selettivamente antagonizzano le risposte autoimmuni che causano il diabete. Certamente lo sviluppo di tali terapie, che non sono basate su immunosoppressori convenzionali, sarebbe uno dei progressi piu' importanti.silvana: COSA SONO LE CELLULE KILLER?
Prof. Alberto Pugliese: Guido:
Senz’altro c’e’ stato grande progresso nel campo dei trapianti, e di solito questi riescono a liberare il paziente dal bisogno di iniettare insulina. Anche quando la funzione e’ solo parziale, cioe’ quando il paziente ha un trapianto funzionante ma che non produce insulina in quantita’ sufficienti da poter sospendere la terapia iniettiva, il trapianto di isole rimane vantaggioso in quanto previene la possibilita’ di crisi ipoglicemiche. Infatti, le isole trapiantate contengono cellule che producono insulina ma anche cellule che producono glucagone, l’ormone che antagonizza l’azione dell’insulina. Pazienti che hanno serie difficolta’ a mantenere un adeguato controllo e sono soggetti a severe crisi ipoglicemiche sono quelli che possono ricevere il maggiore beneficio.Prof. Alberto Pugliese: Guido:
continuo la risposta alla tua domanda:
Per pazienti in grado di mantenere un buon controllo e specialmente per i piu’ giovani e’ piu’ consigliabile aspettare che si facciano ulteriori progressi per quel che riguarda la tolleranza immunologica. Al momento le cellule trapiantate sopravvivono perche’ il paziente viene trattato con potenti farmaci immunosoppressivi. In assenza di tale terapia le cellule verrebbero rigettate. Tali farmaci hanno seri effetti collaterali e a lungo termine potrebbero avere effetti deleteri, specialmente in persone giovani. Attualmente si stanno facendo seri sforzi per sviluppare schemi terapeutici che riescano ad indurre tolleranza immunologica delle cellule trapiantate senza il bisogno di terapia immunosoppressiva continua. L’obiettivo e’ quello di riuscire ad educare il sistema immune cosi’ da prevenire non solo il rigetto immunologico ma anche la possible ricorrenza della malattia autoimmune che im primo luogo aveva causato la malattia. Penso che il raggiungimento di tale obiettivo sia fondamentale per una applicazione dei trapianti su vasta scala.Guido Seu: Grazie
Prof. Alberto Pugliese: Silvana:
le cellule killer sono un tipo di cellule del sistema immune che hanno la capacita' di uccidere altre cellule. Fanno parte del nostro normale sistema difensivo.anna: ogni mattina vedo ragazzi che rincorrono il dosaggio giusto dell'immunosoppressore non so se la somministrazione di insulina abbia lo stesso peso del rincorrere il giusto dosaggio considerando anche i rischi che questa terapia comporta
carlo57: Professore, non ci sono studi su nuove insuline, per esempio che interagiscano con gli zuccheri presenti nel sangue e attivano la loro azione proporzionalmente ?
giampi: Ringrazio il prof. e tutti gli altri, debbo andare, attendo impaziente la triscrizione per leggere con attenzione tutte le risposte :-) Ciao a tutti e buonanotte
Prof. Alberto Pugliese: Anna:
l'insulina e e' una proteina che e' prodotta dal nostro corpo e l'unico effetto collaterale e' l'ipoglicemia da overdosaggio. Gli immunosoppressori sono molto piu' pericolosi.Prof. Alberto Pugliese: Carlo57:
ci sono diversi analoghi dell'insulina che hanno modalita' di azione ottimizzata per diverse applicazioni. L'insulina non interagisce direttamente con gli zuccheri ma con recettori specifici sulle cellule del fegato, muscoli e tessuto adiposo.giorgio: torno alla domanda:trovate le strategie terapeutiche appropriateche antagonizzano le risposte autoimmuni,sarebbe possibile applicarlo a chi è già ID. non mi è chiaro se non abbiamo più capacità di generare cell. beta o esse siano innative a causa degli AC
anna: sono consapevole di questo e quello che mi spaventa è vedere persone giovani e senza sviluppo di complicanze assumere questi farmaci
carlo57: Ho sentito parlare di una tecnica di precondizionamento che consentirebbe di eliminare completamente la terapia immunosoppressiva
Prof. Alberto Pugliese: Giorgio: una terapia in grado di bloccare selettivamente le riposte autoimmuni che causano il diabete e' fondamentale per prevenire ma anche curare il diabete. Ad esempio, se fossimo in grado di indurre la rigenerazione di bete cellule nel pancreas dei pazienti queste potrebbero essere distrutte dalle cellule autoimmuni. Non sappiamo se il processo autoimmune ha danneggiato anche le cellule che potrebbero rigenerare.
Guido Seu: Come lei sa i genovesi sono famosi perché pensano sempre ai soldi :-) e io sono genovese... A cosa è dovuto l'alto costo dei tapianti di isole (se ho capito bene $230,000 per tranpianto) nel vostro istituto?
Prof. Alberto Pugliese: I costi dei servizi sanitari negli Stati Uniti sono elevati in generale. Nel caso dei trapianti il costo dell'organo e isolamento di isole e' probabilmente intorno ai $ 15,000-20,000. Il resto sono costi per tests di screening e monitoraggio, l'infusione delle isole (il trapianto), e il costo dei farmaci. Tenga conto che in alcuni casi bisogna fare due o tre infusioni prima di poter sospendere la terapia insulinica.
anna: quanto sopravvivono le nuove isole
serena sessa: Secondo lei esiste davvero la possibilità di nuovi approcci formulativi dell'insulina che ne consentano 1 somministrazione orale?da molti è considerat velleitaria la ricerca di forme farmaceutiche che consentano la formulazione di compresse di insulina e ho paura che questo possa ostacolare la ricerca in questo senso
Prof. Alberto Pugliese: Carlo57:
probabilmente si riferisce a studi in topi di laboratorio, che non sempre funzionano nell'uomo. Comunque l'idea e' quella di sviluppare tali strategie in maniera tale che possano tovare applicazione clinica.anna: Guido ho letto la tua presentazione e sono con te W il microinfusore per chi ci stà a cuore
Prof. Alberto Pugliese: Anna:
dipende. Fino a poci anni fa sopravvivenao solo alcuni mesi. Con i progressi delgi utlimit anni ci sono pazienti che hanno isole funzionanti dopo due anni dal trapianto. Stiamo entrando in una nuova era e gli studi in corso daranno informazioni piu' precise.giorgio: quale strada, a suo parere, in questo momento a più possibilità di giungere a buon fine.
marco: ciao a tutti e un aff.mo ciao ad alberto:-))scusate x il ritardo mi potrò fermare poco ma volevo almeno fare una capatina
Prof. Alberto Pugliese: Serena: non mi preoccuperei troppo. Le case farmaceutiche sono le piu' interessate allo svluppo di un'insulina orale, e dubito che manchino dei fondi necessari per tentare di sviluppare tale insulina.
Prof. Alberto Pugliese: Marco:
Ciao carissimo, e benvenuto, magari rispondi a qualche domanda pure tu?Guido Seu: Ciao Marco, benvenuto!!!
marco: caro mio dopo una giornataccia in ospedale e domani di nuovo sveglia all'alba non so quanto mi tratterrò ma tu mi pare che sei mica male e non ti serve certo aiuto:-)
Guido Seu: Anna, in effetti il microinfusore è stato una grande invenzione...
serena sessa: #Ho letto articoli molto importanti sulla possibilità di nuove forme farmaceutiche a rilascio del colon, ma noto che la ricerca in questo senso e specialmente in Italia stenta a decollare.Secondo lei è anche colpa delle multinazionali farmaceutiche che perderebbero l'"appalto" nella vendita di siringhe e insulina?
Laura63: buona sera a tutti! purtroppo devo andare
Prof. Alberto Pugliese: Giorgio:
la cura del diabete richiede un'approccio multidisciplinare. L'eventuale cura sara' basata su una combinazione di approcci.Guido Seu: Sta venendo tardi, direi di lasciare che il prof. Pugliese risponda alle ultime domande e poi di aggiornarci ad un nuovo incontro... so che ci sarebbero sicuramente ancora molte domande da fare ma il tempo è tiranno e bisogna chiudere il dibattito. Prof, posso darle del tu? :-) Ti ringrazio moltissimo per le tue risposte e già da ora ti propongo di rivederci, magari tra un po' di tempo, per approfondire le molte domande rimaste in sospeso...
Prof. Alberto Pugliese: Serena:
dubito, esistono case farmaceutiche serie che investono miliardi per promuovere la ricerca diabetologica aldila' del profitto.marco: son d'accordo con alberto nella multidisciplinarietà dell'intervento anche se sono appena stato asan francisco ad uno dei meeting + avanzati sulle nuove prospettive high tech del diabete e come ho anche scritto su PD c'è ancora molta strada avanti a noi x riuscire a 'guarire'dal diabete x sempre e non semplicemente sosituire l'insulina che manca e comunque x tutta la vita
giorgio: non c'è il rischio che l'eccessivo dispersione di energie faccia perdere la giusta direzione, siete cmq tutti bravissimi e non mi rimane che ringraziare lei e tutti quelli che lavorano in questo mondo
Prof. Alberto Pugliese: Guido:
certamente possiamo darci del tu, con grande piacere. Sono disponibile riincontrarci nel prossimo futuro. Grazie a tutti per le domande.serena sessa: La ringrazio delle risposte
marco: forse prevenire sarà senz'altro + facile che guarire uno già diabetico almeno nel breve termine ma anche qui proprio questo mese un editoriale di diabetes care rifletteva sui recenti insuccessi con l'insulina sc ex os e con la nicotinamide...dobbiamo lottare con entusiasmo tutti insieme e a questo fine sono nati dei nuovi grandi consorzi di ricerca (l'uiltimo il TEDDY) che solo con la forze dell'unione riusciranno a svelare quello che pè ancora un enigma cioè la causa dell'autoimmunità nel diabete
Guido Seu: Ne sono davvero felice... credo che saremo tutti contenti di rivederti presto. Ringrazio anche Marco Songini che ci ha dato l'opportunità di questo dibattito invitando qui Alberto...
serena sessa: Buonasera a tutti
marco: alberto non posso fare altro che ringraziarti anche x tutto quanto hai fatto quando ero a miami e speriamo a cagliari di andare avanti con le isole (per adesso iniziamo con rene e pancreas associati) un abbraccio
alessandro3: buonasera a tutti e grazie al prof per le risposte
Prof. Alberto Pugliese: Grazie ancora per l'invito, e' stao un piacere. Marco ha ragione nel dire che il diabete bisogna sconfiggerlo insieme, pazienti e medici, e che la partecipazione dei pazienti e familiari in study tipo TEDDY ed altri ancora e' cruciale.
senz'altro il diabete bisogna coProf. Alberto Pugliese: Buona serata a tutti
marco: buonanotte a tutti:-))e ad alberto buon pomeriggio:-)) salutami camillo e tutti gli amici di miami:-)
Guido Seu: Bene credo proprio che a questo punto possiamo salutarci definitivamente. Grazie a tutti di aver partecipato al dibattito, spero presto di avere l'opportunità di organizzarne di nuovi anche su altri argomenti. Un abbraccio a tutti e buona notte.
carlo57: Grazie prof., alla prossima e buonasera a tutti.
anna: vorrei ringraziare il dr Songini per i suoi interventi e per darci la possibilità di questi incontri
Guido Seu: Grazie ancora Alberto, a presto allora...
giorgio: arrivederci a tutti e ancora grazie
Prof. Alberto Pugliese: A presto
Il dibattito è iniziato alle ore 21:00 e si è concluso alle ore 22:30
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 27 Novembre 2003 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/forum_66.html
