Sintesi della discussione del 26 Febbraio 2003

Ezio Bonifacio, A che punto è la ricerca sul diabete tipo 1

Dibattito tenutosi su www.DiabetesStation.com

Daniela: Diamo questa sera il benvenuto su Diabetes Station al Prof. Ezio Bonifacio, illustre ricercatore del San Raffaele. Mi ha pregato di dirvi di scusarlo per il suo italiano non “perfetto”: ci mancherebbe! Speriamo lui voglia scusare la nostra ignoranza e si sforzi di parlare in modo semplice per noi che non siamo “esperti”. Buona sera Professore.

Prof. Bonifacio: Introduzione: Sono immunologo, vengo dall’Australia. I miei studi principali sono nella eziopatogenesi, genetica, prevenzione del diabete e il trapianto isole.

Silvia: buonasera, Prof. ci sono prove che certi alimenti possano scatenare la reazione autoimmune contro le insulae? Ho letto di recente ancora di studi su grano e latte vaccino.....

Prof. Bonifacio: Allora. Grano. Sono due gli studi nei bambini che hanno trovato un alto rischio di diabete in bambini che sono stati esposti a cibi che contengano glutine nei primi 3 mesi di età. Non è una evidenza diretta, ma indicativa. Per il latte, parli con uno che non ha mai visto evidenza che dare il latte bovino a bambini piccoli causi il diabete. Tutti gli studi prospettivi non hanno dimostrato un associazione. Nonostante ciò c'è un grosso studio internazionale che cerca di vedere se dando un latte 'idrolizzato' ai neonati si può prevenire il diabete -

Daniela: Prof, ritiene credibili le teorie che insinuano che i vaccini scatenino il diabete 1?

Prof. Bonifacio: Di più. Ci sono anche le teorie che dicono che il diabete (come l’asma) può essere aumentato perchè non siamo esposti ad abbastanza stimoli immunologici (siamo tropo puliti).

Silvia: a proposito di trapianti di insulae, si sa se chi non raggiunge l'insulino-indipendenza è a causa di errori dell'intervento, morte delle cellule durante l'impianto, poche insulae trapiantate.... oppure perchè si scatenano gli anticorpi?

Prof. Bonifacio: Il trapianto di isole è per poche persone. Si tratta di isolare le isole dal pancreas di donatore. Questo ha successo in circa 30% dei donatori. Il trapianto per se è semplicissimo con un intervento di 'puntura' nella vena del fegato. Attualmente funzionano nel 50% dei casi. Non funziona per tanti motivi - tutti quelli di Silvia, oltre ad errori d'intervento.

Mimmo: Prof come mai a oggi con tutti i mezzi di comunicazione a disposizione non c’è un coordinamento internazionale sulle ricerche del diabete tipo 1? In tre anni di giornaliere ricerche e letture ho appurato che le stesse scoperte o trial o sperimentazioni vengono eseguiti almeno in tre o quattro punti diversi nel nostro pianeta E‘ sempre la solita corsa al primo? O che altro.

Valentina: Mimmo, molto probabilmente si tratta di trials multicentrici. Servono numeri molto alti e per questo diversi centri fanno lo stesso studio, ma sono coordinati fra loro! O no Prof? Ci dica lei!

Prof. Bonifacio: I trials. Bella domanda. E ci sono delle novità. Il JDRF (www.JDRF.org) e il NIH hanno iniziato TRIALNET proprio per fare dei trials unici e conclusivi nel mondo per il diabete tipo 1. Sono 20 centri - 16 in america e quattro altri - Australia, Finlandia, Inghilterra, e noi qui al San Raffaele di Milano. Fra pochi mesi cominciano i primi trials che sono nei neo-diagnosticati.

Valentina: certo prof! Dicevo a Mimmo che penso che non si tratti di centri diversi che fanno in modo autonomo la stessa ricerca, ma di trials multicentrici per reclutare il più alto numero di pazienti in diverse parti del mondo che però sono coordinate. Per esempio come avviene nel TRIGR, lo studio sul latte idrolizzato cui lei accennava prima. C'e Cagliari, ma anche il Canada, altre parti di Italia e d'Europa, tutte controllate dai monitors e da internet. Non è che si lavora separati...altrimenti si disperdono le energie!

Alberto: Prof., con quali criteri viene scelto un donatore?

Prof. Bonifacio: Donatore. Purtroppo, si parla di donatori di organi....

Alberto: Prof., qual è lo scopo di Trialnet?

Prof. Bonifacio: Trialnet. Scopo principale è di prevenire il Diabete tipo 1. Si parla di vari livelli. Il primo è la preservazione delle beta cellule rimaste ancora sane alla diagnosi ( averne un pò è meglio che niente). Il secondo livello è di ritardare la diagnosi in individui che sono altamente predisposti con autoanticorpi. Il terzo livello e di prevenire il diabete con trattamento già in età minore tipo TRIGR -

Francesca: ma cosa sono i TRIAL?? Scusate l'ignoranza ma non ci sto capendo nulla :-(

Prof. Bonifacio: I trials sono quando 100 persone prendono il farmaco A e 100 il farmaco B e si vede quali dei due hanno un effetto positivo o negativo sulla malattia.

Daniela: Dunque siete in grado di "predire" il diabete?

Prof. Bonifacio: Predire. Siamo bravi nei parenti di primo grado.

Daniela: Una volta scoperto il marker del diabete, cosa si può fare?

Francesca: Ma Prof. PREDIRE significa anche BLOCCARE oppure NON si può fare nulla per evitare il diabete a chi é PREDETTO???

Prof. Bonifacio: Bloccare il processo autoimmune. Siamo arrivati al punto di pensare che ci vorrà una terapia multipla. C'è sempre la speranza che un 'vaccino' tipo un antigene delle beta cellule modificato funzioni, ma tanti di noi pensano che ci vuole anche un pò di trattamento antinfiammatorio e forse immunosoppressione per riuscire a bloccarlo. Il trials proposti hanno un pò di tutto di queste via.

Valentina: però prof...dopo che troviamo la positività degli autoanticorpi (nei parenti di primo grado) non c'è ancora niente che rallenti la malattia...lei ha fiducia in qualche tecnica per rallentare l'evoluzione della distruzione delle beta-cellule? L'insulina precoce ha fallito, la nicotinamide ha fallito...sembra proprio invincibile il diabete!

Prof. Bonifacio: Valentina, ci sono grossi sforzi in questo momento per trovare qualcosa. Siamo rimasti delusi dei risultati di insulina e nicotinamide. Abbiamo tanti candidati, ma siamo un pò timorosi di provare un altra cosa che non funziona! Il trialnet è proprio per dare strutture e una linea per riuscire a fare un nuovo trial

Silvia: quali strade si stanno tentando per bloccare il processo autoimmune, una volta individuati gli auto-anticorpi? ci sono strategie?

Alberto: Prof., Trialnet: quali sono le direzioni di azione per i vari livelli accennati: somministrazione "precoce" di insulina?

Prof. Bonifacio: La somministrazione precoce di insulina ha fallito da sola.

Mimmo: Professore, a che punto è la ricerca sul diabete 1?

Prof. Bonifacio: Il punto della ricerca. Siamo in uno stato di avanzamenti tecnologici che permette di fare tanti passi avanti. per esempio la scoperta della sequenza del genoma umano. Secondo me siamo ancora in dietro su come sfruttare questi avanzamenti, ma sono certo che nei prossimi 5-10 matureremo anche le nostre idee.

Alberto: Prof., mia figlia ha il diabete. Che probabilità ci sono statisticamente di generare un figlio diabetico: I caso, se sposasse un uomo senza diabete, II caso, un uomo con diabete?

Prof. Bonifacio: La probabilità che i figli di un diabetico tipo 1 sviluppino il diabete sono il 5%.

Daniela: Professore e tra fratelli? Che incidenza c'è?

Prof. Bonifacio: Tra fratelli verso il 7%

Grazia: vorrei sapere ulteriori informazioni circa la possibilità di trasformare cellule epatiche in cellule del pancreas.

Prof. Bonifacio: Cellule epatiche. Difficile pensare che la trasformazione di una cellula epatica in una beta cellula sia la cura. Si può insegnare ad una cellula epatica a produrre l'insulina (che non vuol dire che è una beta cellula). Piuttosto ci sono nuove speranze nel trovare cellule staminali che possono essere differenziate in beta cellule.

Silvia: per trattare altre malattie autoimmuni (es. artrite) vengono dati come farmaci gli immunosoppressori. Come mai non si fa lo stesso per il db, che è anch'esso autoimmune? Non funzionano? O è troppo tardi darli quando si manifestano i primi sintomi?

Prof. Bonifacio: Immuno-soppressori. Tante delle nuove terapia che stiamo pensando hanno una base di immunosoppressione, ma solo per poco tempo.

Daniela: So che avremmo ancora centinaia di domande da fare, ma è quasi passata un'ora. Prof, se deve andare, la capiamo.

Prof. Bonifacio: OK. Vi saluto e vi ringrazio per la pazienza. Ho anche scoperto che il mio computer è molto lento a rispondere..... Spero che non sono stato pessimista. Cerco di essere realistico. Cioè c'è un forte investimento nella ricerca del diabete tipo 1 e si vuole farlo bene e coordinato al livello mondiale. Porterà a risultati pratici, ma non abbiamo la cura e la prevenzione in mano in questo momento. Siamo uniti per trovarle.

Silvia: grazie professore! E' stato molto chiaro e realista. Buon lavoro!

Valentina: professore grazie mille. Continuate un ottimo lavoro lì al San Raffaele: siete davvero una bellissima squadra. Buonanotte!

Daniela: Ringraziamo allora il Prof. Bonifacio per essere stato con noi. E’ stata una discussione veramente interessante e di alto livello. Speriamo di averla ancora con noi in futuro, magari con una buona notizia: quella che tutti aspettiamo. Buona notte professore e grazie.

N.d.r.: Il testo del dibattito è stato pubblicato con l'autorizzazione di DiabetesStation.com.


Tratto da www.diabetesstation.com

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 25 Marzo 2003 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/forum_63.html


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