Sintesi della discussione del 15 Novembre 2002

Ignazio Marino, Trapianti: Nuove Speranze

Dibattito tenutosi su www.DiabetesStation.com

Il prof. Marino
Nato a Genova il 10 marzo 1955, il Professore Marino è laureato in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti e lode. Specialista in Chirurgia Generale e Vascolare, è stato, dal 1980 al 1990, assistente universitario presso l'Istituto di Patologia Chirurgica, dell'Università Cattolica a Roma. Nello stesso periodo, ha trascorso quattro anni nei prestigiosi centri di trapianto: il Transplant Centre della University of Cambridge ed il Pittsburgh Transplantation Institute.
Nel 1989 ha accettato una posizione universitaria presso la University of Pittsburgh dove è Professor of Surgery. Primario di una delle Divisioni di Chirurgia del Department of Surgery della University of Pittsburgh Medical Center, il Prof. Marino è anche Associate Director del National Liver Transplant Center del Veterans Affairs Medical Center di Pittsburgh, l'unico dipartimento per trapianti d'organo appartenente al Governo degli Stati Uniti. È anche Direttore della European Medical Division dell'University of Pittsburgh Medical Center e dell'Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (una partnership tra l'University of Pittsburgh Medical Center e l'Italia).
Professore Marino è uno dei tre Consulenti scelti dal Ministro della Sanità per la Consulta Tecnica Permanente del Centro Nazionale per i Trapianti, è membro del Centro Regionale per i Trapianti della Regione Siciliana ed è un membro del Centro Nazionale per i Trapianti istituito con Decreto del Ministro della Sanità il 24 Febbraio 2000.
Il professore ha una casistica personale di oltre 650 trapianti di fegato ed è stato uno dei componenti del team che ha eseguito, il 28 giugno 1992 ed il 10 gennaio 1993, gli unici due xenotrapianti di fegato da babbuino ad uomo della storia. Nel 1999 ha eseguito la prima serie di trapianti ortotopici di fegato della regione siciliana. È inoltre Professore nel Corso di Laurea della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Perugia, oltre ad essere Professore a Contratto presso l'Università di Milano e l'Università di Palermo.


Daniela: Buonasera a tutti, e bentornato Prof Marino su Diabetes Station: è in Italia?

Prof. Marino: sì, in questo momento a Palermo.
Sono tornato da Philadelphia la settimana scorsa. Lo sapevate che a Philadelphia c’è il più alto numero di donazioni da cadavere del mondo? 39 donatori per milione di abitanti!

Daniela: Caspita? Cosa si fa negli USA per aumentare il numero di donatori?

Prof. Marino: non tutti gli stati negli USA hanno queste percentuali. La media USA è di circa 22 donatori per milione, quindi di poco superiore all'Italia (16-17 per milione) ed inferiore a regioni come l'Emilia Romagna dove si raggiungono i 30 donatori.

Daniela: Parliamo di novità in tema di trapianti?

Prof. Marino: Una delle innovazioni più importanti negli ultimi mesi è forse costituita dagli studi che potrebbero portare ad una eliminazione completa della terapia antirigetto.

Daniela: ce ne vuole parlare?

Prof. Marino: per la terapia antirigetto, anzi per come forse evitarla in futuro, si stanno studiando delle forme di pre-condizionamento del ricevente somministrando dei farmaci che diminuiscono le sue difese immunitarie PRIMA dell'intervento. Poi si lascia che il ricevente abbia episodi di rigetto moderato, come per stabilire una forma di conoscenza tra i 2 sistemi immunitari (donatore e ricevente). In altre parole se il rigetto non è forte non viene più trattato. In questi pazienti poi viene progressivamente ridotta la terapia antirigetto. Vi sono almeno 100 pazienti nel mondo che seguendo questi protocolli non assumono più farmaci antirigetto.

Daniela: professore, come seguite i trapiantati in questione? Che tipo di accertamenti fanno? Immagino che la diagnosi precoce sia importantissima...

Prof. Marino: Daniela: l'accertamento più comune è la biopsia che viene programmata a tempi stabiliti, quindi accertamenti invasivi e fastidiosi per il paziente.

Giuseppe: Professore: sono stati effettuati già trapianti senza l'uso dei farmaci antirigetto anche nel pancreas?

Prof. Marino: Si anche alcuni pazienti di pancreas sono stati trattati con questo protocollo di "weaning" (si chiama così) dalla terapia immuosoppressiva. ma si tratta di non più di 20-30 pazienti. Comunque, sono protocolli sperimentali e nessun paziente può provare da solo. Rischierebbe di perdere l'organo.

Consuelo: È vero che nei pazienti che non hanno rigettato l'organo impiantato è stata isolata una proteina la Tr1, credo, responsabile di questa tolleranza?

Prof. Marino: si è vero ma non è chiaro il significato, nè è ancora chiaro perchè in alcuni pazienti si stabilisca la tolleranza ed in altri no.

Consuelo: sarebbe una svolta importante, credo.

Giuseppe: Professore: questi nuovi protocolli saranno applicabili a tutti o solo in casi particolari in cui i pazienti sono meno propensi a rigettare l'organo?

Prof. Marino: possono essere applicati in tutti i pazienti ma devono essere all'interno di studi controllati perchè non si può rischiare di perdere l'organo. Comunque, l'obiettivo è importantissimo perchè la terapia antirigetto condiziona la qualità di vita a distanza di anni dal trapianto ed oggi il trapianto viene fatto per tornare ad una vita normale e non per sopravvivere

Daniela: Quali centri stanno facendo questo tipo di sperimentazione oltre a Pittsburgh?

Prof. Marino: oltre a Pittsburgh hanno iniziato Miami e Cambridge. Inizieremo da Gennaio anche a Philadelphia.

Aldo: prof. quali sono attualmente i maggiori problemi post operatori in caso di trapianto di pancreas?

Prof. Marino: Il principale problema dopo il trapianto di pancreas è legato alle infezioni ed alla diagnosi di rigetto. Questa è molto più semplice nel trapianto di pancreas intero che nel trapianto di isole. Infatti quest'ultime non possono essere biopsiate.

Aldo: quale è la situazione attualmente in Italia??

Prof. Marino: in Italia ancora non esistono protocolli di questo tipo ma sono sicuro che se i risultati saranno buoni come sembra adesso, tutti nel mondo seguiranno questa strada

Giuseppe: Professore: quando lei pensa che inizieremo anche in Italia?

Prof. Marino: credo che in Italia inizieremo tra un anno. Bisogna comunque considerare che questi protocolli valgono per coloro che ancora devono ricevere un organo, infatti il "pre-condizionamento" deve avvenire almeno qualche ora prima del trapianto

Daniela: Prof, ho letto "inizieremo": allora vuol dire che non ci lascia del tutto??

Prof. Marino: "inizieremo" perchè sono e mi sento italiano, non escludo collaborazioni con alcuni gruppi,ma come ricercatore per il momento "lascio”.

Daniela: Mi spiace speravo in una novità.

Giuliano: Prof. come mai in Italia la "sperimentazione", per non parlare delle ricerca, viene sempre dopo "l'ultima" delle nazioni che le effettuano? Per farle fare in Italia.. (tanto non ci sente nessuno) cosa ci suggerisce? Noi, Malati, cosa possiamo fare?

Prof. Marino: in Italia le cose erano un po' migliorate dal 1996 in poi (molti ricercatori come la Ensoli - vaccino per l'AIDS-) erano tornati dagli USA. Adesso mi sembra che si stia di nuovo invertendo il flusso. Purtroppo l'Italia investe poco in ricerca e questi sono i risultati. A me dispiace moltissimo.

Giuliano: A lei dispiace, e ci credo! Ma immagina che "dolori" abbiamo nel sentirci abbandonati sia dallo "stato" (cioè da noi) che da "geni" come voi?

Prof. Marino: io non sono un genio e, purtroppo, è molto più grave l'esodo continuo di normali ricercatori che dei veri geni. Per un "Rubbia" che va via (premio nobel della fisica in Svizzera dopo essere stato "bocciato" al concorso a cattedra a Bologna ci sono ogni giorno molti volenterosi che lasciano.

Giuliano: Purtroppo lo so Prof. di queste "MENTI" che sono costrette alle fughe.! Che io ne sappia, 1800 all'anno..ma come Malati, questa emorragia dobbiamo fermarla con la vostra alta specializzazione! Domanda: cosa ci suggerisce per far "ricerca" in ITALIA???

Prof. Marino: Giuliano: forse scriverlo sulla stampa rivolgendosi al Governo...se ascolta

Giuliano: beh Daniela io ho un chiodo fisso e cioè: organizzare una raccolta fondi per la ricerca sul db..mi sono messo nel capo che VOGLIO FAR GUARIRE I MALATI DI DB!
Lei prof. ci darà una mano, scientifica, per poter risolvere questi problemi? Voglio dire se ci necessita una "relazione" per "pretendere" una ricerca lei è disposto a venire al Ministero della salute o per fare un "servizio televisivo" ecc.ecc.?

Prof. Marino: conti su di me! Io credo in queste iniziative!

Daniela: Il governo....non ci rimborsa Lantus, figuriamo se investe in ricerca! :-(

Prof. Marino: questa di Lantus è una storia incredibile: io mi sono trovato a prescriverla in America per pazienti Italiani...ma così si curano solo i benestanti

Daniela: I nostri amici diabetici se la fanno spedire A PROPRIE SPESE dalla Germania con DHL!! È vergognoso, Prof: abbiamo scritto a Sirchia...ancora aspettiamo una risposta! :-(

Giuseppe: Professore, io non capisco per un farmaco quasi indispensabile come questo perchè non lo passano.

Daniela: ci sono degli organi che "rigettano" meno degli altri?

Prof. Marino: Daniela, domanda importante (ma penso che lei già sappia la risposta...): il fegato è in assoluto l'organo che viene rigettato di meno, il rene è quello che è più facilmente rigettato.

Daniela: Quindi queste nuove sperimentazioni "partono" con gli organi più "resistenti"?

Prof. Marino: In realtà a Pittsburgh si sperimenta il nuovo protocollo su tutti i pazienti (fegato, rene, pancreas, intestino) che ricevono un trapianto di un organo addominale

Giuseppe: Professore:secondo lei se questo tipo di trapianto funzionasse bene potrebbe essere preso in considerazione anche per quei ragazzi che hanno un buon controllo e senza conplicanze? (con la voglia di guarire)

Prof. Marino: Giuseppe: intende iniziare il protocollo dopo il trapianto?

Giuseppe: Professore, si sarei interessato ad approfondire l'argomento eventualmente come potrei contattarla?

Prof. Marino: Giuseppe: la mia e-mail è marinoir@virgilio.it

Consuelo: in Italia è stato già eseguito qualche trapianto di organo contemporaneamente a quello di midollo osseo? A Miami pare che alcuni pazienti, così trattati, pochi per la verità, abbiano sospeso la terapia immunosoppressiva

Prof. Marino: no in Italia questo tipo di trapianto simultaneo non è ancora stato fatto. Forse, però, la nuova strada, farmacologica invece che basata sulle cellule del midollo, è più semplice

Consuelo: Parla del tentativo di ridurre la risposta immunitaria del ricevente subito prima del trapianto?

Prof. Marino: si è proprio così attraverso la somministrazione di farmaci che depauperano il numero dei linfociti T

Consuelo: Però, anche nel caso del fegato è possibile anche la donazione da vivente, sbaglio? Naturalmente di una parte......

Prof. Marino: anche io eseguo trapianti di fegato da vivente e penso sia una procedura molto importante per salvare altre vite, ma anche molto stressante per chirurghi e familiari

Consuelo: immagino

Giuliano: Prof. ma le cellule staminali e magari anche le cellule degli embrioni..possono essere utilizzate per la "ricostruzione" degli organi a noi interessati (rene e pancreas)?

Prof. Marino: la costruzione di organi da cell staminali è ancora fantascienza: ci si arriverà ma tra molti anni, perchè è difficile costruire un organo tridimensionale con le sue vene arterie ecc partendo da un tappeto di cellule

Daniela: e che novità negli xenotrapianti?

Prof. Marino: gli xenotrapianti si avvicinano ora che si è riusciti a produrre maialini che non hanno gli antigeni che scatenano nell'uomo il rigetto iperacuto: però questi mailaini per il momento sono meno di 10 nel mondo!

Consuelo: È vero che sono stati fatti già esperimenti con fegato di maiale transgenico utilizzato come "ponte" cioè un filtro esterno per purificare il sangue di pazienti in attesa di trapianto?

Prof. Marino: lo studio esiste ma non è ancora stato fatto. Io ritengo che sia una ottima idea.

Daniela: È difficile produrre questi maialini?

Prof. Marino: produrre i primi è molto difficile e costoso ma se i loro geni sono stabili possono probabilmente essere fatti riprodurre, e quindi il costo è molto molto inferiore

Consuelo: Quanto alla possibilità di contaminazione del ricevente attraverso questi animali di virus, si procede sempre con la modificazione genetica o ci sono altre possibilità

Consuelo: è un problema importante ma sino ad oggi non si è mai avuto prova della sua reale possibilità e consideri che tessutio come le valvole o la cute di maiale non transgenico vengono regolarmente usate sull'uomo (ustionati e malati cardiaci)

Daniela: Professore, quanto conta per la buona riuscita di un trapianto, l'età del donatore? Ho letto che la tendenza è a trapiantare anche organi di donatori non più giovanissimi, per sopperire alla carenza d'organi.

Prof. Marino: nel 1995 ho pubblicato su Hepatology un dettagliato studio che si intitolava "Effect of age and sex on the outcome of liver transplantation". Purtroppo i donatori anziani non garantiscono gli stessi risultati di quelli giovani, ma vanno utilizzati lo stesso perchè i donatori sono troppo pochi e troppi riceventi muoiono in attesa di un organo.

Daniela: "age and sex"? Vuol dire che anche il sesso del donatore influenza la riuscita del tx?

Prof. Marino: se il donatore è femmina ed il ricevente è maschio il risultato almeno nel trapianto di fegato è inferiore ad un trapianto da donatore maschio a ricevente femmina, ma non abbiamo spiegazioni chiarire. Inoltre se il donatore è anziano è meglio non utilizzarlo come donatore vivente

Consuelo: Una curiosità, nella sua esperienza clinica quanto sono rilevanti gli effetti collaterali psichiatrici nella terapia immunosoppressiva, come incidenza e gravità intendo

Prof. Marino: più che psichiatrici ho visto problemi neurologici anche gravi ma sempre risolvibili con il cambio dei farmaci. Per fortuna oggi abbiamo molte molecole e non più solo 2 o 3 come 10 anni fa.
Comunque ho visto anche problemi psichiatrici (soprattutto allucinazioni, incubi, insonnia) ma anche questi risolvibili con aggiustamenti terapeutici.

Daniela: È stato per noi un grande onore questa sera avere il Prof. Ignazio Marino come ospite su Diabetes Station: non solo perché è un chirurgo, uno scienziato di fama internazionale, ma perché la sua umanità, la sua disponibilità verso i suoi pazienti lo rende una “persona” speciale, rara.
È quindi con molto orgoglio che vi comunico ufficialmente che il “nostro” Prof. Marino sarà dal 1° dicembre Director Liver Transplantation and Liver Surgery, Professor of Surgery e Associate Director Transplantation Division a Philadelphia, USA.
Ci spiace che lasci l’Italia, ma.....Congratulazioni vivissime!!

Prof. Marino: Grazie, Daniela!

Daniela: Dovere, professore

Consuelo: Complimenti, grazie e in bocca la lupo......Professore.

Prof. Marino: Un caro saluto a tutti: aspetto il prossimo invito di Daniela!!!

Daniela: Ci conti, professore e soprattutto... ci conto!! Magari la prossima volta ci sentiamo su DS "versione" americana!

Aldo: nella speranza che la ricerca avanzi a tutto favore di noi pazienti....la ringrazio per la disponibilità e per i preziosi consigli

Aldo: possiamo eventualmente contattarla via mail per qualche consiglio o chiarimento??

Prof. Marino: Aldo: no problem per l'e-mail. Abbiate solo un po' di pazienza se in questo momento di transizione dall'Italia a Philadelphia non risponderò immediatamente. Prometto che però risponderò!|

Daniela: Professore, a questo punto, ringraziandola per il tempo che ha voluto dedicarci stasera, vogliamo esprimerle tutta la nostra più sincera gratitudine per quello che ha fatto per i pazienti italiani, e del Sud in particolare: siamo certi che nessuno dimenticherà il suo lavoro, il suo impegno, il suo insegnamento.Le offriamo i nostri migliori auguri per il suo nuovo incarico, che sia il proseguimento di un’intensa e brillante carriera al servizio dei malati, di chi soffre, speriamo che i suoi studi possano proseguire spediti e, ci conceda una speranza: riaverla presto con noi in Italia. Grazie professore, di cuore.

Prof. Marino: Grazie ancora a tutti. Daniela a lei un grazie particolare...e aspetto il testo della chat :-)

Tutti: grazie mille prof. e buonanotte!!

Daniela: Senz'altro Professore. A presto.

N.d.r.: Il testo del dibattito è stato pubblicato con l'autorizzazione di DiabetesStation.com.


Tratto da www.diabetesstation.com

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 2 Dicembre 2002 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/forum_57.html


Hosted by Publinet