Sintesi della discussione del 13 Giugno 2002

Federico Bertuzzi, Trapianti di Isole al San Raffaelle, Milano

Dibattito tenutosi su www.DiabetesStation.com

Il dottor Federico Bertuzzi
Federico Bertuzzi è nato nel 1965, si è laureato in Medicina nel 1990 e specializzato in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo nel 1995 presso l'Università degli Studi di Milano. Si è occupato di trapianto di isole presso l'Istituto Scientifico San Raffaele di Milano sin dal 1989, all'inizio come studente del Prof Camillo Ricordi, poi come borsista ed infine come ricercatore, sotto la guida dei Professori Valerio Di Carlo e Guido Pozza.
Nel 1998 Dr Bertuzzi è diventato responsabile del Laboratorio Trapianto Isole dell'Istituto Scientifico San Raffaele, dove vengono preparate le isole pancreatiche destinate al trapianto. Da allora ha eseguito più di 30 trapianti in pazienti diabetici di tipo 1. E' autore inoltre di 36 articoli su riviste recensite e a più di 100 comunicazioni a congressi nel campo della fisiologia delle isole pancreatiche e del loro trapianto nei pazienti affetti da diabete.
Grazie a questa attività di ricerca e ai risultati ottenuti, il laboratorio trapianto isole è stato accreditato dall'National Institutes of Health americani alla partecipazione ad il trial clinico multicentrico sul trapianto di isole. Alla attività di ricerca affianca una attività clinica nel campo dell'endocrinologia e diabetologia.


Daniela: Buona sera Dr Bertuzzi, benvenuto su Diabetes Station Italia e grazie per aver accettato il nostro invito.

Dr. Federico Bertuzzi: Grazie a voi per l'invito spero di esservi utile

Aldo: Federico vorrei subito rivolgerti una domanda banale ma essenziale...qualsiasi soggetto può ricevere un trapianto di cellule o servono parametri particolari?

Dr. Federico Bertuzzi: Cominciamo con la prima domanda a toccare uno dei punti più caldi: per chi il trapianto? I candidati sono o pazienti diabetici che devono dare una terapia immunosoppressiva per avere ad esempio già ricevuto un altro organo o pazienti per i quali tutte le attuali strategie di trattamento provato (analoghi di insulina, microinfusori...) non sono stati in grado di ottenere un pur minimo compenso metabolico con una qualità di vita scaduta, destinati a sviluppare le complicanze

Simone: Federico: quante persone sono insulinoindipendenti al S.Raffaele usando il protocollo di Edmonton? E quante persone avete trattato?

Giovannella: Buonasera, mia figlia è affetta da diabete sin dall' età di 21 mesi. Adesso ha 17 anni e sta bene, conduce una vita normale senza grosse difficoltà. E' stata nel passato paziente del prof Chiumello presso il San Raffaele. Sento parlare da più parti di novità nella cura del diabete. Ma quali sono le reali possibilità di successo delle nuove terapie, in tempi brevi o a medio termine?

Dr. Federico Bertuzzi: Il trapianto di isole rappresenta adesso una possibilità terapeutica con ancora dei limiti come la necessità di terapia immunosoppressiva ed una funzione limitata nel tempo per cui spesso deve essere ripetuto più volte. Per il futuro sono state fatte molte scommesse: stiamo lavorando su molti aspetti di questa terapia per renderla più sicura e con una durata maggiore. Sua figlia continui pertanto a ben controllarsi così che si riparlerà di trapianto più avanti

Giuseppe: Dr. Bertuzzi ma il numero dei trapiantati crescerà in futuro dando speranza anche a chi sta un po' meglio...?

Dr. Federico Bertuzzi: Il numero dei trapianti non potrà aumentare molto perché limitato è il numero degli organi donati. Buoni risultati stanno ottenendo i gruppi che cercano di ottenere isole differenziandole da cellule duttali che normalmente durante gli isolamenti noi adesso scartiamo. In futuro da queste cellule
arriveranno probabilmente nuove isole in numero tale da allargare il numero dei soggetti trapiantati.

Giampi: gli studi per incapsulare le cellule in modo da non dover più usare la terapia immunosopressiva promettono speranze o sono false illusioni ?

Dr. Federico Bertuzzi: Ogni tanto ai congressi sentiamo anche in questo campo delle novità, ma ancora non c'è niente di concreto o comunque in fase clinica. E' vero però che ci sono in questo campo interessi delle industrie che non hanno molto interesse a fare sapere i loro risultati preliminari. Per cui è possibile che da un giorno all'altro esca qualcuno a dire: abbiamo finalmente trovato la microcapsula ideale. A quel punto all'interno di queste si potrebbero metter anche linee cellulari con una potenzialità di trattamento di molti pazienti

Daniela: Come si esegue un trapianto di insule?

Giovannella: Scusa, potresti gentilmente spiegarmi cos'è il protocollo Edmonton?

Giampi: allora le voci che sostengono che in Italia ci sono pancreas che vengono buttati perchè non usati è una bufala ?

Dr. Federico Bertuzzi: tante domande: Il trapianto si fa in anestesia locale con una puntura nell'addome che permette di arrivare al fegato dove si iniettano le isole (come una angiografia!) Il protocollo di Edmonton è praticamente un nuovo trattamento immunosoppressore molto efficace per quanto riguarda la funzione del trapianto (i trapianti funzionano quasi tutti) E' proposto come trattamento meno dannoso per il ricevente, ma ancora a lungo termine non sono noti i suoi effetti Alcuni pancreas in Italia vengono buttati perché sono pochi i centri che possono fare gli isolamenti e queste procedure sono molto costose. Nella nostra area (quasi tutto il nord)li utilizziamo tutti, ma in altre regioni vengono per la maggior parte persi ad eccezione di quelli usati per i trapianti di organi in toto -Siamo per ora l'unico centro in Italia operativo in fase clinica Mi risulta che Pisa sia operativo solo sull'organo in toto e non più sulle isole

Aldo: Per il nord Italia solo il San Raffaele e' abilitato a questo tipo di interventi??

Daniela: ci sono dei "limiti" di età per sottoporsi a trapianto?

Dr. Federico Bertuzzi: Secondo il protocollo di Edmonton i limiti di età sono 18 e 65 anni. Ma ritengo non sia ragionevole proporre a pazienti molto giovani il trapianto. Gli effetti della immunosoppressione sono tanto maggiori quanto più è la durata della esposizione alla terapia. Nei giovani pertanto che hanno davanti a se tanti anni, fare un trapianto vuol dire sottoporli per tanti anni a farmaci potenzialmente dannosi.

Giuseppe: Dr Bertuzzi io credo che col passare del tempo si arriverà ad una quasi perfezione di questa tecnica che darà immani speranze a chi oggi (non è il caso di mia nipote) a bisogno di doppi trapianti ecc...

Aldo: l'utilizzo delle cellule staminali potrebbe migliorare e facilitare tali interventi??

Daniela: una domanda che potrebbe sembrare "fuori tema" ma che non lo è: secondo lei, si fa abbastanza prevenzione contro le complicanze del diabete?

Dr. Federico Bertuzzi: Caro Giuseppe striamo lavorando per questo che dici e speriamo di raggiungere buoni risultati in un lasso di tempo più breve possibile. Le cellule staminali possono determinare una svolta in questo campo. Ricordo che senza ricorrere alle cellule fetali, (cosa che tra l'altro non approvo per le sue importanti implicazioni etiche) il pancreas dell'adulto e quindi dei donatori di organi contiene molte cellule staminali che potrebbero essere utilizzate per fare nuove isole (tanti sono i gruppi che stanno lavorando su questo) Sulle complicanze del diabete si sta facendo più del passato ma si potrebbe fare di più. Sicuramente c'è adesso molta più informazione tra i diabetologi e di aggiornamento rispetto al passato. L'informazione dei diabetologi è chiaramente il presupposto per la informazione al paziente. Importante è comunque anche il ruolo di iniziative come queste che state portando avanti in siti come questo. Inventare nuovi modi per diffondere la informazione sulla prevenzione delle complicanze diabetiche è sicuramente una intuizione vincente (sono stato un po' generico, ma sono disponibile ad approfondire questo aspetto)

Daniela: grazie Federico, era proprio quello che speravo di sentire!

Simone: Federico: ci sono dei nuovi protocolli in sperimentazione più efficaci di quello di Edmonton? con dei nuovi farmaci più innocui? Grazie

Dr. Federico Bertuzzi: Sì Simone ci sono diversi protocolli in corso. Negli USA il governo ha stanziato una cifra considerevole su studi sulla tolleranza (140 miliardi).Questo ha fatto sì che tanti ricercatori si dedicassero a questo problema. Soldi + bravi ricercatori rappresentano una buona base per aspettarsi dei risultati in questo campo. Alcuni trials sono già cominciati. E' presto parlare però di risultati.

Simone: Questa è una buona notizia che ci sia uno stato che stanzia molti soldi per il diabete.

Dr. Federico Bertuzzi: E' possibile per chi lo desiderasse, venire anche a visitare il nostro laboratorio di produzione cellulare. Occorre chiaramente un preavviso.

Giuseppe: Verrò volentieri anche per conoscerti.

Daniela: Federico, io avevo portato Kate quando è venuta a Milano a Gennaio: era in corso un isolamento

Aldo: Federico ci potresti lasciare un recapito mail o telefonico qualora fossimo interessati a visitare questi laboratori?

Dr. Federico Bertuzzi: la mia e-mail è bertuzzi.federico@hsr.it.

Giuseppe: Purtroppo in Italia la ricerca è considerata poco. Ma speriamo che le "menti eccellenti" non fuggano all'estero per ovvi motivi!

Simone: secondo me è considerato poco solo per il diabete ma per altre malattie non ci sono problemi......

Dr. Federico Bertuzzi: In Italia sta facendo un buon lavoro Telethon. Insieme alla JDF, organizzazione non profit americana, hanno messo a disposizione molti fondi (14 miliardi) sulla ricerca sul diabete e sul trapianto. Al san Raffaele abbiamo ottenuto un ricco finanziamento proprio da questi due gruppi

Giovannella: La speranza è che anche al sud si possano creare, non solo centri di ricerca come nel nord, ma almeno centri specializzati in grado di venire incontro alle famiglie che si confrontano con questa realtà. Tuttavia oggi c'è la possibilità di avere medici aggiornati sensibili alle necessità dei loro pazienti.

Dr. Federico Bertuzzi: Al sud ci sono già molti centri diabetologici di grande valore che si occupano di altri problemi che riguardano la malattia diabetica con risultati che li portano tra i gruppi all'avanguardia. Le isole rappresentano solo un aspetto limitato del mondo diabete.

Daniela: Quando avete fatto l'ultimo trapianto?

Dr. Federico Bertuzzi: Gli ultimi due trapianti sono stati fatti nel mese di maggio. Il primo sta facendo ora solo 6 unità di insulina, la seconda ha ridotto poco il fabbisogno di insulina, ma avendo ricevuto poche isole è in lista per una seconda infusione.

Daniela: Il numero di insule da trapiantare dipende anche dal peso del ricevente, giusto?

Simone: Federico: ma per diventare insulinoindipendenti quante isole ci vogliono?

Dr. Federico Bertuzzi: Per la insulino indipendenza ci vogliono 10 000 isole per kg del peso corporeo del ricevente. Abbiamo però avuto pazienti insulino indipendenti anche con 7 000 isole per kg. Per un soggetto di 70 kg 700 000 o addirittura un milione. Il numero di isole medio isolate da un pancreas è di 300 000. Questo è il motivo per cui ci vogliono da 1 a 3 pancreas per ricevente (si trapiantano in genere le preparazioni migliori, che possono superare le 400 000 isole).

Giuseppe: Federico non sono d'accordo con te sul tuo pessimismo credo che il male come ho detto la volta scorsa al Prof.Boggi sarà sconfitto

Aldo: Brescia per quanto tu ne possa sapere a che punto sta' nella ricerca?? conosci l'equipe del Dr. Valentini??

Dr. Federico Bertuzzi: Il centro di Brescia di Valentini è un ottimo centro di Diabetologia. Giuseppe il mio non vuole essere pessimismo, ma solo cautela per evitare eccessive aspettative che talvolta sono controproducenti. E' giusto aspirare in un trattamento risolutivo, ma questo non deve far dimenticare l'importanza di un controllo ora della malattia che ancora non è stata debellata. Ma se non credessimo in un risultato del nostro lavoro non saremmo qui a fare questo lavoro che ti posso assicurare è massacrante

Giuseppe: Lo so bene ho sbagliato a parlare di pessimismo intendevo dire che il Vostro centro e tra i primi al mondo ed è vero!!!

Daniela: Lo sappiamo Federico, e vi apprezziamo sinceramente: purtroppo sono 20 anni che sentiamo che "la cura è dietro l'angolo" e vogliamo cercare di essere più ottimisti possibile, per non perdere la speranza! :-)

Daniela: La Ricordi chamber è l'unico sistema per isolare le insule?

Simone: Ci sono dei sistemi nuovi più efficaci della Ricordi chamber?

Giada: Ma, considerate le quantità così elevate,fino ad oggi quante persone è stato possibile sottoporre a questo tipo di trapianto? O, scusate l'ignoranza, è ancora in via sperimentale?

Dr. Federico Bertuzzi: La Ricordi chamber è un metodo efficace di isolamento che tanti anni di studio non sono stati in grado di migliorare. Gli studi sono comunque ancora aperti. Giada, in 10 anni abbiamo fatto più di 50 trapianti. Nel mondo più di 400. E' vero che dopo i dati di EDMONTON tanti gruppi l'anno scorso si sono inseriti nel campo ed il numero di pazienti trapiantati è in costante aumento. E' ancora in via sperimentale se si considera il fatto che è oggetto di studio per migliorarne i risultati. E' in fase clinica se si considera che vengono ogni mese inseriti nuovi pazienti e fatti trapianti. La procedura di isolamento delle isole è comunque migliorabile per permetter una continuità di risultati che ancora non sempre c'è

Daniela: direi che è ora di salutare il Dr Bertuzzi!

Dr. Federico Bertuzzi: OK. Buona notte a tutti. In caso aveste bisogno di altri chiarimenti vi ripeto la mia e-mail bertuzzi.federico@hsr.it. Grazie della accoglienza

Daniela: Dr Bertuzzi, la ringraziamo per il tempo che ci ha concesso. Speriamo voglia tornare presto su DS Italia e le auguriamo buon lavoro! Arrivederci e buona notte.

N.d.r.: Il testo del dibattito è stato pubblicato con l'autorizzazione di DiabetesStation.com.


Tratto da www.diabetesstation.com

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 1 Agosto 2002 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/forum_53.html

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