Sintesi della discussione del 6 Giugno 2002 Ugo Boggi, Trapianti a Pisa
Dibattito tenutosi su www.DiabetesStation.com
Il prof. Ugo Boggi
Il Prof Boggi si è laureato all'Università di Pisa, dove si è poi specializzato in chirurgia e medicina dei trapianti. Nel 2001 è stato nominato Professore Associato.
Ha contribuito notevolmente allo sviluppo del programma dei trapianti di pancreas nell'area di Pisa: il programma è iniziato nel 1996 ed è diventato velocemente il programma più attivo in Italia nel 2000 per quel che riguarda il trapianto di pancreas ed il più attivo in Europa nel 2001.
Il Prof. Boggi ha eseguito oltre 300 espianti di organi, tra cui pancreas, rene, fegato ed ha eseguito oltre 200 trapianti. Ha inoltre eseguito trapianti di solo pancreas e trapianti simultanei di pancreas da cadavere e di rene da donatore vivente.
L'interesse del Prof. Boggi per la ricerca verte sulla comprensione dei meccanismi che possano portare vantaggi immunologici nei trapianti di pancreas.
È inoltre coinvolto nel programma di trapianto di insule.
Daniela: Il Prof. Ugo Boggi si è laureato all'Università di Pisa dove si è specializzato e dove nel 2001 è stato nominato Professore Associato. Grazie al suo contributo il programma di trapianti di pancreas a Pisa si è notevolmente sviluppato sino ad essere nel 2000 il più attivo in Italia e nel 2001 il più attivo in Europa. E' per me un grande onore oltre che un grande piacere averlo stasera come nostro ospite su DS Italia. Professore, benvenuto!
Prof. Ugo Boggi: Grazie dell'invito e della presentazione.
Daniela: Dunque professore, quando un diabetico dovrebbe pensare al trapianto di pancreas?
Prof. Ugo Boggi: Parlando di diabete di tipo 1, sempre quando vi sono problemi di nefropatia (trapianto di pancreas-rene) prima della nefropatia manifesta se il diabete è molto instabile o se vi sono complicanze croniche rapidamente evolutive nonostante una terapia insulinica ottimale
Daniela: Quanto è importante arrivare al trapianto prima della dialisi?
Prof. Ugo Boggi: Molto. Una volta che la nefropatia è clinicamente rilevante (creatinina > 2 mg%; clearance < 30 ml/min, soprattutto se accompagnata da sindrome nefrosica o proteinuria grave) aspettare l'inizio della dialisi dà solo tempo per la progressione delle altre complicanze del diabete. In particolare è temibile la progressione delle complicanze cardio-vascolari che possono poi precludere l'esecuzione del trapianto
Giampi: per un diabetico, diciamo con buon controllo, avrebbe senso pensare al trapianto?
Prof. Ugo Boggi: Giampi. Se il diabete è ben controllato e le complicanze croniche sono minime e/o poco evolutive il trapianto non è la prima opzione terapeutica
Giampi: per via dei rischi o per il costo dell'intervento ?
Prof. Ugo Boggi: Giampi. Per il rischio-beneficio soprattutto in relazione alla necessità di assumere cronicamente la terapia antirigetto. Il rischi chirurgico è oggi piuttosto basso.
Vera: e che controindicazioni ha il trapianto?
Prof. Ugo Boggi: La prima controindicazione è la mancata comprensione da parte del paziente delle finalità terapeutiche del trapianto, delle sue necessità di terapie (antirigetto) e dei successivi controlli. Anche il tabagismo è una controindicazione così come le neoplasie in atto o recenti. Per i diabetici la controindicazione più frequente è la malattia cardiovascolare
Daniela: Avete dati sulle percentuali di successo tra pazienti già in dialisi e pazienti non ancora in dialisi trapiantati?
Prof. Ugo Boggi: La percentuale di successo per i pazienti in pre-dialisi è, ad un anno, del 100% per la sopravvivenza del paziente e prossima al 100% per la funzione del pancreas e del rene. Anche i risultati per i pazienti già in dialisi sono buoni ma decrescono con l'allungarsi del periodo di dialisi
Daniela: Quindi, perchè solo voi a Pisa fate il trapianto di solo pancreas? :-(
Prof. Ugo Boggi: Daniela. Il trapianto di pancreas isolato è stato fino in data molto recente considerato ad alto rischio immunologico (rischio di rigetto). Oggi grazie ai nuovi farmaci ed ad una nuova tecnica di trapianto i risultati del trapianto isolato sono molto migliorati. Credo che presto altri centri Italiani ci seguiranno
Silvia: quanto detto fin'ora vale nel caso in cui ci sia nefropatia e quindi trapianto rene + pancreas?E se le complicanze fossero diverse dalla nefropatia, quando si consiglia il trapianto di solo pancreas?
Prof. Ugo Boggi: Il trapianto di pancreas isolato è consigliato in caso di instabilità metabolica grave (soprattutto ipoglicemie non avvertite nonostante ottimale terapia insulinica). In alternativa il trapianto isolato è consigliato quando le complicanze croniche (retinopatia, neuropatia, etc.) tendono a progredire rapidamente facendo presagire in tempi medio-brevi lo sviluppo di gravi morbilità
Simone: Professore: quanto puo' durare un trapianto di solo pancreas (quanti anni?)
Prof. Ugo Boggi: SIMONE. E' difficile predirre la durata di un trapianto. I dati che oggi abbiamo indicano che se si giunge ad un anno insulino-indipendenti esiste una probabilità del 50% di restare tali per i successivi 36 anni
Daniela: CHE NOTIZIA PROFESSORE!!!!!!!!!
Simone: Professore: quindi è sopportabile una terapia immunosoppressiva per 36 anni?
Prof. Ugo Boggi: SIMONE. Certamente si. Vi sono pazienti che hanno avuto un trapianto di rene da 30 -40 anni e che sono invecchiati (e bene) nonostante la terapia immunosoppressiva. I rischi esistono ma non devono essere demonizzati.
Silvia: Buonasera a tutti. Professore, desidero conoscere a che punto è il trapianto di insule soltanto?
Daniela: Silvia, il professore ti risponderà certamente, ma sappi che giovedì prossimo tratteremo proprio il "trapianto di insule", stasera ci concentriamo maggiormente sul tx di pancreas. :-)
Prof. Ugo Boggi: SILVIA. Il trapianto di isole è per tutti noi una grande speranza ed una continua frontiera di ricerca. Ad oggi è una terapia sperimentale, di cui si sa molto meno rispetto al trapianto della ghiandola, da riservare a casi sperimentali o a coloro che non possono affrontare il trapianto di ghiandola
Nino: dott boggi, posso chiedere una cosa che mi sta creando parecchia ansia? mi è uscito un valore di clearance creatinina di 37 pur avendo creatinina a 1, azotemia a 22 ( nella norma perfettamente cioè) può essere legato al fatto che bevo pochissimo, o più probabilmente ad un errore del laboratorio analisi? il mio medico dice che hanno sbagliato. scusate se sono entrato nel personale.
Prof. Ugo Boggi: NINO. Con una creatinina di 1 è improbabile avere una clearance di 37 ml/min ma molto dipende dal suo peso corporeo ed in particolare dalla sua massa magra. segue per caso una dieta ipoproteica? ha proteinuria dosabile?
Nino: faccio molto attività fisica da due mesi circa associando dieta in effetti.e sono dimagrito pertanto molto negli ultimi due mesi. può essere legato a questo, quindi? la proteinuria non lo so.
Prof. Ugo Boggi: NINO. Le consiglio un esame delle urine. La nefropatia diabetica invariabilmente si associa a proteinuria. Se mi dice il suo peso posso dirle se la clearence di 37 è compatibile con la creatinina di 1. Però per capire se il danno è evolutivo bisogna conoscere la proteinuria ed avere più controlli nel tempo
Nino: peso 86,5 kg per 170 cm di altezza. dimagrito corca 4/5 kg in due mesi.
Nino: nell'esame delle urine fatte la settimana scorsa leggo: proteine= negativo. quindi no proteinuria.giusto?
Prof. Ugo Boggi: NINO. Con questo peso ed una creatinina di 1 la sua clearance deve essere maggiore. Faccia la raccolta delle urine delle 24 ore e la ricalcoli
Nino: microalbuminuria di 6 su valori "valori normali > 20. percio è ok. grazie. rifaccio infatti l'esame tra qualche gg. :)
Nino: valori normali minori di 20, volevo dire. di microalbuminuria
Silvia: Grazie, professore. Una domanda personale: io assumo già immunosoppressori per artrite reumatoide. Ho il diab. tipo 1. Nel mio caso, sarebbe comunque sconsigliato il trapianto di pancreas? Non ci sarebbe + lo svantaggio dell'immunosoppressione: la faccio già.
Prof. Ugo Boggi: SILVIA. Dipende dal grado di immunosoppressione (solitamente per le malattie autoimmuni è un solo farmaco, per il trapianto sono 3). Ma la domanda è logica. Per i diabetici già trapiantati di rene il rischio dell'immunosoppressione non viene calcolato quando si programma il trapianto di pancreas (dopo rene)
Silvia: Quali sono i 3 farmaci che usate a Pisa per l'immunosoppressione di trapianto di solo pancreas?
Prof. Ugo Boggi: SILVIA Per l'immunosoppressione si utilizza un farmaco solo nel post-tyrapianto (basiliximab) e poi 3 farmaci di mantenimento (cortisone, micofenolato mofetile e ciclosporina o tacrolimo) Come per tutti i farmaci esistono rischi di tossicità
Daniela: Professore, com'è la qualità della vita di un trapiantato? Che limiti ha?
Prof. Ugo Boggi: Daniela. La qualità di vita in genere è ottima. Esistono solo alcune limitazioni nel primo periodo. Come sa uno dei nostri trapiantati di solo pancreas è stato in grado 7 mesi dopo il trapianto di correre la maratona
Daniela: Mantenete il cortisone anche dopo i primi 6 mesi?
Prof. Ugo Boggi: DANIELA. Per ora manteniamo dosi minime di cortisone, ma effettivamente dopo i primi 6 mesi alcuni centri lo sospendono. Basse dosi di cortisone non hanno comunque significativi effetti negativi
Silvia: Ma il cortisone non contrasta l'azione dell'insulina? Scusi i termini poco tecnici ;-)
Prof. Ugo Boggi: SILVIA. Certamente il cortisone determina insulino-resistenza, ma ha anche una serie di effetti benefici. La sospensione del cortisone si riferisce soprattutto ad evitare i danni da assunzione cronica tra cui potenzialmente (ma fortunatamente assai raramente) può rientrare un diabete iatrogeno.
Mimmo: Prof. scusi la domanda da profano. ma mi sono sempre chiesto .... come mai non si danno gli stessi immunosoppressori che si danno al trapianto quando c'e un esordio di diabete I?
Prof. Ugo Boggi: MIMMO. La sua è veramente una bella domanda. Principalmente perchè quando il diabete è clinicamente manifesto il danno autoimmune delle isole si è presumibilmente già consumato. sarebbe bello sapere chi diventerà diabetico e vedere se l'immunosoppressione può prevenire la malattia. Ma ciò ovviamente non è possibile
Daniela: "Agganciandomi" alla domanda di Mimmo, e il diab di tipo 2? Potrebbe trarre beneficio dagli immunosopressori?
Prof. Ugo Boggi: DANIELA. In linea di massima no. Diversamente dal diabete di tipo 1 che ha una genesi di tipo autoimmune la causa del diabete tipo 2 è del tutto diversa.
Mimmo: Professore, per mio figlio diabetico da 2 anni, credo che solo adesso la funzionalità delle beta cell. sono quasi terminate (me ne accorgo dai valori che stanno cominciando a cambiare) ma se ci fosse stato anche una minima dose di immuno credo che ancora per altri 2 anni ci sarebbe stato più funzionalità!
Simone: Professore: ci sono dei nuovi farmaci in prossima uscita che potrebbero essere utilizzati nel trapianto di pancreas anche per i diabetici con un discreto controllo?
Prof. Ugo Boggi: SIMONE. Vi sono diversi nuovi farmaci di prossima uscita. La filosofia generale dell'immunosoppressione post-trapianto non prevede però al momento delle rivoluzioni nella sua "filosofia". In ogni caso l'evoluzione è sempre costantemente verso farmaci più efficaci e più sicuri
Silvia: Come diabetica, resto abbastanza "amareggiata" quando leggo che molti pancreas vengono buttati... non è dunque la carenza degli organi che limita l'utilizzo del trapianto di pancreas come terapia?
Prof. Ugo Boggi: SILVIA. Certamente non sono i pancreas a mancare. In Italia ne abbiamo, almeno per ora, tanti più di quelli che servirebbero. Il problema è che solo pochi diabetologi conoscono il mondo dei trapianti e le opportunità che il trapianto può offrire. E' forse l'unico caso in cui il trapianto potrebbe già offrire di più a più pazienti, solo che loro non lo sanno
Daniela: Che affermazione forte e coraggiosa Prof
Silvia: E anche piena di speranza, Daniela
Prof. Ugo Boggi: DANIELA. E' semplicemente la verità
Giampi: è possibile rieducare il sistema immunitario del ricevente in modo da non avere il rigetto ?
Prof. Ugo Boggi: GIAMPI. E' una delle direzioni di ricerca. Probabilmente è il nostro obiettivo principale. Ma non credo che ci siamo molto vicini
Simone: Professore: quali sono le nuove tecniche per il trapianto di pancreas che lei ha accennato all'inizio?
Prof. Ugo Boggi: SIMONE. Oggi il sangue che irrora il pancreas trapiantato viene drenato nella vena porta, così come accade per i pancreas nativi. Il sistema è più fisiologico dei precedenti, riproponendo la situazione naturale, e sorprendentemente ha abbassato in modo consistente il rigetto del pancreas (e anche del rene in caso di trapianto di pancreas-rene)
Silvia: ma allora.. mi spiace tornare al mio caso personale, io prendo methotrexate, Plaquenil e ciclosporina per l'artrite. E' una terapia compatibile con quella per il trapianto di pancreas?
Prof. Ugo Boggi: SILVIA. La sua terapia è già abbastanza complessa. Per fare il trapianto probabilmente dovrebbero essere sostituiti alcuni farmaci (la cui efficacia per le malattie autoimmuni dovrebbe essere anche maggiore. In ogni caso la sua domanda è sensata. Lei effettivamente ha già i rischi legati all'immunosoppressione. Si potrebbe valutare l'ipotesti di renderla ex-diabetica con un trapianto
Silvia: Sarebbe un sogno, prof. Boggi! :-)
Prof. Ugo Boggi: SILVIA. In parte dipende anche da lei. Effettivamente nel suo caso i rischi dell'immunosppressione sono meno evidenti, dal momento che per curare altre patologie lei ha già una discreta immunosoppressione
Silvia: Che cosa intende per motivazioni personali, prof.?
Prof. Ugo Boggi: SILVIA. Dipende da quanto il paziente "soffre" lo stato di diabetico, indipendentemente dai danni fisici, e quindi quanto forte è la sua determinazione a "guarire" dal diabete. Una simile decisione richiede però una completa presa di coscienza della propria condizione medica, dei benefici del trapianto e di tutti i suoi rischi. Tutto ciò richiede un colloquio che dura almeno 1 o 1,30 ore
Silvia: La mia determinazione è talmente forte che ho il microinfusore e sono da un anno e 1/2 in lista d'attesa per un trapianto di insule al San Raffaele! E qui chiudo la parentesi personale, grazie e scusate
Prof. Ugo Boggi: SILVIA. Tenga duro. Prima o poi il sogno diverrà realtà
Mimmo: Prof. mio figlio diabetico da 2 anni (oggi anni 17) con buon controllo metabolico, potrebbe fare trapianto di pancreas e porre fine a questa (sofferenza) (scusate il termine e appena sussurrato), o oppure è meglio aspettare molti anni fino a quando forse arriverà (speriamo mai) qualche .... Cioè questo non l'ho mai capito.
Prof. Ugo Boggi: Caro mimmo, fino a che il diabete è ben controllato e non vi è evidenza di danni evolutivi i benefici del trapianto non sono tali da giustificarne i rischi. Capisco anche la sua domanda. Non è sempre certo che vi siano avvisaglie prima di danni gravi o irreparabili. In ogni caso le indicazioni sono quelle che le ho detto
Giampi: ma se i rischi sono bassi perchè un diabetico in buon controllo e quindi con rischio di ipo piu' frequenti, non dovrebbe fare il trapianto ?
Prof. Ugo Boggi: GIAMPI. Dipende dalla frequenza delle ipo e dal fatto che siano o meno avvertite. Se le ipoglicemie sono di tipo non-avvertito il trapianto è indicato. Diversamente si tratta di fare un bilancio individuale fra rischi del trapianto (rischio chirurgico: oggi piuttosto basso; e rischio immunosoppressivo: piuttosto basso ma non trascurabile)e rischi del diabete. Ovviamente anche le motivazioni personali del paziente dovrebbero essere valutate attentamente
Simone: Professore: il trapianto di pancreas protegge completamente dalle ipo e iper ?
Prof. Ugo Boggi: SIMONE. Il trapianto di pancreas è, ad oggi, l'unica terapia in grado di far "guarire" dal diabete. Cioè con un trapianto di pancreas si diventa ex-diabetici (basta ipo e iper indipendentemente dalla dieta, dall'esercizio fisico, etc.)
Daniela: Prof, si legge di donne trapiantate (quindi sotto immunosoppressori) che portano a termine gravidanze e se ne parla come dei quasi "miracoli": per gli uomini, ci sono controindicazioni a diventare papà?
Prof. Ugo Boggi: DANIELA. Anche in questo caso gli uomini sono avvantaggiati. Nessun problema con la paternità. Per le donne la gravidanza, mai consigliabile nei primi 2 anni dopo il trapianto, è possibile ma comporta un rischio addizionale di rigetto e quindi di perdita degli organi trapiantati.
Stefania: Da quanti anni bisogna aver smesso di fumare x poter essere considerati ex-tabagisti e almeno eliminare una delle controindicazioni? :-))
Prof. Ugo Boggi: Stefania. E' accettato che il paziente non debba più fumare quando entra in lista di trapianto. Eliminare il rischio del tabagismo richiede almeno 10 anni. Un tempo scarsamente compatibile con un programma di trapianto
Stefania: grazie... mi preoccupava il fatto delle ipo, perché io a volte me ne accorgo quando sono a 25-30 :-( nonostante con il microinfusore sia riuscita a raggiungere un ottimo controllo..
Mimmo: Professore, io seguo giornalmente tutto quello che accade nel mondo medico e scientifico (ovviamente legato al diabete) una notizia di quasi un anno fà che fece titolo di prima pagina in Italia e forse altrove diceva che si era scoperto come mettere a punto il problema del rigetto (farmaci o geni o che altro adesso non ricordo esattamente) ma che fine ha fatto?? Ricordo di aver tirato un sospiro di sollievo e di aver brindato con i miei amici per questa notizia!
Prof. Ugo Boggi: MIMMO. Le notizie che a volte si sentono sui mass-media sono a volte sensazionalistiche. La terapia antirigetto ha fatto grandi passi in avanti. Oggi consciamo molto (tutto??) dei meccanismi del rigetto. Credo che in futuro si arriverà dove dice lei. Ma non ci siamo oggi e credo che non ci arriveremo domani
Giampi: con il trapianto il pancreas viene sostituito o aggiunto ? Nel secondo caso produce "solo" insulina?
Prof. Ugo Boggi: GIAMPI. Il trapianto di pancreas si aggiunge al pancreas nativo (che quindi non viene tolto) il nuovo pancreas oltre a produrre insulina (ciò di cui il diabetico necessita) produce tutti gli altri ormoni pancreatici ed anche il succo esocrino (cioè gli enzimi digestivi)
Giuliano: Il trapianto di pancreas è, ad oggi, l'unica terapia in grado di far "guarire" dal diabete. Cioè con un trapianto di pancreas si diventa ex-diabetici (basta ipo e iper indipendentemente dalla dieta, dall'esercizio fisico, etc.) Mi sembra che una " proposta di vittoria " sul diabete "oggi " l'abbiamo!
Stefania: sì giuliano ma finché ne potrà usufruire solo una piccola percentuale sarà solo una vittoria di Pirro
Daniela: Dopo quanto tempo si può dire che le probabilità di rigetto scemano notevolmente?
Prof. Ugo Boggi: DANIELA. Dopo il primo anno la possibilità di rigetto acuto è molto ridotta, soprattutto se non si è verificato alcun episodio nei primi 12 mesi. Resta il rischio del rigetto cronico
Daniela: riuscite a bloccare con successo gli eventuali episodi di rigetto? Che percentuali?
Prof. Ugo Boggi: Oggi gli episodi di rigetto acuto vengono controllati quasi nel 100% dei casi. Ciò che varia è l'entità della terapia richiesta. Più spesso (circa 80% dei casi) basta il cortisone (a dosi maggiori). Più raramente sono necessari farmaci più potenti.
Simone: Professore: quanto tempo è la durata in sala operatoria del trapianto di pancreas?
Prof. Ugo Boggi: SIMONE. Dura circa 6 ore. Ma con l'anestesia moderna, tollerata sempre meglio, la durata degli interventi perde di valore. L'importante è che la tecnica sia meticolosa così da ridurre al rischio gli errori tecnici (cioè quelli legati all'uomo)
Simone: Professore: che cosa prevede da qui al 2005 ci saranno delle novità ?
Prof. Ugo Boggi: SIMONE. Prevedo che migliorerà la terapia immunosoppressiva. Mi auguro che il trapianto di isole diventi una realtà clinica anche se al momento non ho molti elementi per sostenere questa ipotesi. Mi auguro anche che altro aiuto possa venire dalle cellule sta,minali. Ma è molto difficile fare previsioni.
Mimmo: Professore, in definitiva, lei cosa consiglia ad un giovane diabetico di fare o di come disporre il suo futuro? Il suo personale parere. !!
Prof. Ugo Boggi: MIMMO. Io consiglio ad ogni giovane diabetico di sapere che esiste la possibilità del trapianto e di rivolgersi ad un centro specializzati ove possa avere le informazioni adeguate. Se l'indicazione non fosse presente oggi sarà comunque utile mantenersi in contatto con il centro per saper cogliere, se mai arriverà, in futuro il momento del trapianto. E' fin troppo ovvio dire, che io sono abbastanza favorevole ai trapianti di pancreas. Ma forse il mio è un parere di parte (scherzo).
Giulio: Vorrei sapere in quali casi un diabetico deve prendere in considerazione l'eventualità di un trapianto e quali sono, ad oggi, le probabilità di successo e le controindicazioni.
Prof. Ugo Boggi: GIULIO. Troverà le risposte alle sue domande riscorrendo la chat
Giuliano: Carissimo Boggi, un caso personale, ma come me ci sono molti miei associati, che sono stato operato di un adenoma ipofisaro (scoperto dopo 18 anni di " bella vita" )e sono rimaste delle cellule attive ( GH, PRL, IGF-1 alti ecc.ecc.). Nella sua bella vita " tumorale", tra le varie " complicanze" c'è anche il diabete.....! Ora le chiedo: per vincere il diabete dovrò tagliarmi la testa o posso fare un trapianto del pancreas?
Prof. Ugo Boggi: Caro Giuliano. Questo è un caso delicato. Per darle una risposta sensata dovrei vedere la documentazione completa
Mimmo: Prof. la ringrazio di tutto, ma adesso vorrei gentilmente sapere come fare a contattarla, proprio per quello che mi ha appena detto. Non capita tutti i giorni di avere a che fare con una persona come lei gentile e che sa stare dalla nostra parte. Grazie!
Prof. Ugo Boggi: MIMMO. Per contattarmi può chiamare questi numeri 050995342 (Chiedere del Dott. Scotto) oppure 050996731 (coordinamento trapianti)
Andrea: Prof. chi ha + patologie come tiroide o epatite puo' fare un innesto o trapianto?
Prof. Ugo Boggi: ANDREA. In linea di massima si. Dipende però da quali patologie e dalla loro gravità.
Daniela: Io sto guardando l'orologio, ma non ci credo che siano già le 10!!! Mai "volata" una chat così!
Prof. Ugo Boggi: DANIELA. E' la prima volta che partecipo ad una chat, ma mi sono divertito molto e anche per me il tempo è volato
Daniela: Prof, le assicuro che non solo è stato bravissimo perchè ha risposto a tutte le domande ad una velocità supersonica, ma per la prima volta in Italia si è sentito parlare di trapianto in modo diverso, posso dire in modo consono all'InsulinFree World?
Daniela: Professore, stasera ha dato a tutti noi parole di speranza, parole di fiducia: finalmente il trapianto non è stato presentato come "l'ultima spiaggia per i relitti", ma una prospettiva di vita. Non sa quanto sia importante per noi sapere di poter contare su medici come lei! Di cuore. Non vedo l'ora di incontrarla a Pisa.
Prof. Ugo Boggi: DANIELA. La ringrazio. Mi auguro che la nostra chat sia realmente servita a portare a conoscenza di più persone le opportunità del trapianto.
Giampi: è servita prof. è servita MOLTO
Prof. Ugo Boggi: DANIELA. Vi aspetto a Pisa tutti per ascoltare il Prof. Sutherland, un maestro ed un esempio per tutti noi.
Andrea: Daniela ma parli di Pisa il 24 di giugno?
Daniela: Certo ragazzi PISA 24 giugno: per me sarà la realizzazione di un sogno: aver la possibilità di ascoltare Sutherland è come vedere Babbo Natale per un bambino Scherzi a parte poter ascoltare Sutherland è qualcosa di eccezionale e spero non vi farete scappare l'occasione.
Daniela: Se il Prof deve andare lo salutiamo, ci promette, però, che tornerà presto nostro ospite su DS?
Prof. Ugo Boggi: DANIELA. E' stato un vero piacere e sarò onorato se vorrete inviarmi ancora
Silvia: Anch'io non vedo l'ora di riabbracciarvi e di conoscere magari il Prof. Boggi. Grazie di cuore. Buona notte
Prof. Ugo Boggi: Vi aspetto tutti a Pisa il 24 Giugno
Daniela: Grazie Professore per essere stato con noi e per aver risposto alle nostre domande. Nell'augurarle un buon lavoro, ci auguriamo voglia presto essere nuovamente nostro ospite su Diabetes Station Italia e …arrivederci a Pisa il 24 giugno.
Prof. Ugo Boggi: Buonasera Daniela e buonasera a tutti.
N.d.r.: Il testo del dibattito è stato pubblicato con l'autorizzazione di DiabetesStation.com.
Tratto da www.diabetesstation.com
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 1 Luglio 2002 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/forum_51.html
|
|
|
