Trascrizione della discussione del 21 Novembre 2001 Antonio Secchi, MD., Trapianto di insule, Milano
Dibattito tenutosi su www.DiabetesPortal.com
Daniela: questa sera sono particolarmente emozionata perché presentarvi il Prof Secchi è per me non solo un grande onore, ma soprattutto una grande gioia, avendo avuto la fortuna di conoscerlo personalmente essendo il medico che con la sua eccezionale equipe si è preso cura di mio fratello
Antonio Secchi: daniela, poche ciancie!!!
Fiorenzo: Buona sera, prof. A che punto sono le sperimentazioni sul trapianto di insule al S. Raffaele?
Giampi: con il prof. Calafiore dell’università di Perugia si è parlato dello xenotrapianto usando cellule di animali incapsulate, la tecnica non si potrebbe usare anche per le cellule di origine umana?
Antonio Secchi: fiorenzo: abbiamo recentemente iniziato un trial per il trapianto di isole nei pazienti diabetici, che non abbiano già ricevuto un trapianto di rene.
Fragolamordace: Quali sono gli effetti collaterali degli immunosoppressori? E per quanto tempo bisogna assumerli?
Antonio Secchi: giampi: le tecniche di Calafiore sono promettenti: aspettiamo!
Giampi: spero non molto;-)
Giuseppe: Avendo scoperto da poco tempo che mio figlio Luca, di 11 anni, è affetto da diabete, vorrei cogliere l’occasione per chiedere al prof. Secchi consigli su come muovermi per aiutare al meglio il bambino.
Fiorenzo: quanti trapianti di isole sono stati per il momento portati a termine in Italia? Con quali percentuali di successo? Grazie
Sly: professore qualora una persona volesse “candidarsi” per un trapianto di insule, quale iter dovrebbe seguire?
Daniela: Prof. Secchi, come si “entra” in lista d’attesa per ricevere un tx di insule?
Antonio Secchi: Giuseppe: un buon pediatra diabetologo, tanto amore e molta responsabilizzazione del bambino
Giampi: per quanto tempo una persona che ha avuto un trapianto di insule è rimasto insulino-indipendente?
Antonio Secchi: fiorenzo: 52 trapianti al San Raffaele, 1 a Pisa e non credo altri.
Fragolamordace: Infatti…quali sono i requisiti per poter far richiesta di trapianto di insule?
Antonio Secchi: Sly: leggere le informazioni sul sito www.immunetolerance.org, poi telefonarmi (02-26432575)
Fragolamordace: mi scusi se mi ripeto, ma quali sono gli effetti collaterali degli immunosoppressori e per quanto tempo si devono assumere?
Antonio Secchi: giampi: nel nostro centro 4 anni
Antonio Secchi: Fragola: Maggiorenne, più di 5 anni di diabete insulino-dipendente, normale funzione renale, normopeso
Giampi: bene…ma su 52 persone è il tempo max o è la media?
Fragolamordace: se la funzione renale è compromessa, ma non è il mio caso allora ci sono delle controindicazioni?
Antonio Secchi: Fragola (non mordace, ma loquace): i farmaci vanno presi per tutta la vita se il trapianto funziona. Si sospendono in caso di cessata funzione
Giampi: in media quanto tempo ci vuole per arrivare al trapianto vero e proprio? 1 mese 1 anno??
Daniela: Quante persone avete in lista d’attesa per ricevere un tx di insule a Milano?
Katherine: buona sera professore. Perché è necessario fare il “cross match” dopo aver isolato le insule? Sono “personally concerned” alla risposta
Antonio Secchi: giampi: dipende dalla idoneità e dalla compatibilità con i potenziali donatori che sono, ricordiamolo, donatori cadavere per trapianto d’organo
Pietro: Professore abbiamo letto che l’impianto è nella vena porta con problemi di vario genere si stanno studiando altri tipi di impianto? O magari veicolazioni?
Daniela: Katherine, professore, è una nostra amica francese che sta aspettando il trapianto di insule a Ginevra
Antonio Secchi: Daniela: stiamo valutando alcune decine di pazienti. Quali saranno idonei è da definire
Antonio Secchi: Pietro, il trapianto in vena porta è al momento l’unica prospettiva reale
Pietro: Professore per quanto riguarda le cellule staminali pensa sia una pista percorribile, visto che personalmente ho “timore” per uno xenotrapianto
Sly: professore, nel caso di problemi renali non particolarmente gravi o comunque sotto controllo, le controindicazioni valgono lo stesso? Ed eventualmente per questo tipo di pazienti esistono alternative altrettanto valide?
Giampi: come è la situazione delle donazioni?
Antonio Secchi: Pietro le cellule staminali sono un’ interessante prospettiva anche se molto lontana da applicazioni cliniche
Antonio Secchi: Sly, i farmaci per il trapianto possono essere nefrotossici, l’importante è non danneggiare la funzione renale
Antonio Secchi: Giampi: l’Italia è al top in Europa, nonostante le notizie “pessimiste” dei media.
Fiorenzo: in che arco di tempo sono stati effettuati i 52 trapianti dell’HSR? Tutti i trapiantati sono a tutt’oggi insulinoindipendenti?
Antonio Secchi: fiorenzo, dal 1989. L’attesa di insulinoindipendenza è del 60%, ciò che non è ancora certo è la sua durata.
Nino: professore mi chiedevo se e quali effetti/ controindicazioni comporta la terapia con immunosoppressori dopo il trapianto e se e che stile di vita bisognerà seguire dopo per non compromettere il lavoro fatto, intendo
Guido: buona sera, prof, sono guido da genova. Per quale motivo le cellule devono essere prelevate da donatore cadavere e non da donatore vivente?
Antonio Secchi: Nino, bisogna fare i bravi…controllo glicemico, dieta e sport. Il trapianto non cancella il diabete: lo cura in modo diverso dall’insulina
Pietro: non si preoccupi professore, non ho ancora capito perché, ma l’italiano è proporzionalmente autodisfattista con il crescere del successo altrui, anche se spesso come nel nostro caso è a tutto proprio vantaggio, la storia ci insegna la grande esportazione di cervelli che siamo riusciti a fare nei secoli.
Antonio Secchi: guido, di pancreas ne abbiamo uno solo: se lo preleviamo a un donatore vivente gli “regaliamo” il diabete
Daniela: Pietro, meno male che qualche “cervello” rimane anche in Italia!!
Fiorenzo: prof, possiamo sperare che il trapianto di isole trovi una diffusione sempre più ampia? In quanto tempo prevede che potrà essere eseguito su larga scala? Grazie
Guido: ma non si possono prelevare solo alcune isole da trapiantare? Mi sembra quindi di capire che una volta prelevate da un vivente non verrebbero più rigenerate
Pietro: certo Daniela e speriamo che sia legato a qualche cosa di tanto forte che ci consenta di tenercelo, professore non le ripeto i complimenti di Daniela per Lei (solo per non fare il lecchino)
Nino: era quello che volevo sapere, grazie. Il mio dubbio è di quanto oggettivamente migliora la qualità di vita e complicanze, perché se alla fine della fiera devo sostituire la mia terapia insulinica con un’altra dipendenza (immunosoppressori, fare il “bravo” ancora più di ora etc), se il risultato è considerevolmente migliorativo bene, altrimenti mi tengo Lina. Mi scusi la mia ignoranza in materia mi rende scettico con grande curiosità-positiva
Antonio Secchi: Fiorenzo, il trapianto di isole non sarà mai una cura per tutti i diabetici: sarà indicato per casi particolarmente gravi. In Italia abbiamo migliaia di diabetici e centinaia di donatori. Deve essere considerato il pioniere di altre cure (terapia genica, cellule staminali etc)
Katherine: utilizzando le cellule staminali si potrebbe limitare od eliminare la necessità di immunosoppressori?
Antonio Secchi: guido, nein
Fabrizio: buona sera professore io penso che con il trapianto si elimina l’insulina ma si dovrà, ovviamente, prendere altre medicine quindi il problema non cambia
Daniela: Quando è preferibile sottoporsi a tx di pancreas (+ rene, normalmente) piuttosto che a quello di insule?
Antonio Secchi: nino hai ragione: va sempre valutato il rapporto rischi/ beneficio per ogni nostra azione, in particolare per le terapie. Le indicazioni al trapianto devono tener conto di questo
Giampi: esiste il problema di un’ipoglicemia e anche di un’iperglicemia in una “persona trapiantata”
Antonio Secchi: Katherine, le cellule staminali non sono ancora applicabili in clinica
Guido: professore, la ringrazio, è stato chiarissimo. Un’altra domanda: se uno fa il trapianto di insule e dopo rifiuta gli immunosoppressori (mi viene in mente quel trapiantato della mano), a quali problemi va incontro oltre al fatto di tornare insulinodipendente…
Pietro: amici il diabete “IMPONE” uno stile di vita che dovrebbe essere quello normale di tutti, con in più un ascolto-monitoraggio-ecc. di se stessi maggiore, una correzione esogena del metabolismo, possibili ma non certe possibilità di complicanze, insomma un casino da gestire psicologicamente oltre che fisicamente con una marcia in più di attenzione
Mozart: Prof, qual è la speranza? E qual è la realtà? E quale futuro abbiamo?
Antonio Secchi: Daniela, il trapianto di pancreas è un intervento di chirurgia maggiore, con un rischio di reintervento del 70%. Ha indicazioni limitate a casi molto gravi
Antonio Secchi: giampi, no
Fabrizio: si deve essere medico di se stesso non è vero prof!
Antonio Secchi: Guido, a noi è capitato: il paziente ritorna all’insulina. A lui non è successo niente. Peccato che si sia buttato “al gatto” un pancreas e si siano spese risorse incredibili per uno che “non aveva capito”. E’ un problema morale di utilizzo delle risorse.
Pietro: Professore, quali sono le cause principali di rigetto, o di altri problemi per cui si ritorna insulino dipendenti?
Fabrizio: professore dopo il trapianto si può tornare ad una vita normale?
Antonio Secchi: Sly, ci sono molte soluzioni “in cantiere”: dai trapianti alle pompe, ai sensori per il glucosio: aspetta con fiducia, vedrai che con il vostro aiuto ci arriviamo
Giampi: a proposito di soldi…gli immunosoppressori sono dati dal SSN vero?
Antonio Secchi: guido, il trapianto costa molto. Non costa niente al paziente, ma costa al sistema: sono soldi ben spesi.
Antonio Secchi: giampi, yes
Guido: Professore sono d’accordissimo con lei!!!
Daniela: Che ne dite se cominciamo a salutare il Prof?
Sly: grazie abbiamo tutti bisogno di una iniezione di fiducia (le iniezioni di insulina ci abbassano gli zuccheri, quelle di fiducia ci alzano il morale) J
Antonio: buona sera professore, grazie per il mio amico Lallo
Antonio Secchi: Daniela, domani comincio presto, vi ringrazio e vi saluto: non dimenticate che siamo a vostra disposizione sempre (davvero!!!!): è la nostra missione! Good night!
Nino: buona notte professore, grazie
Fiorenzo: grazie prof, grazie daniela!!
Giampi: be oltre i saluti penso sia anche il caso di dire GRAZIE PROF.
Katherine: Daniela ha ragione. Grazie mille Professore per averci dato il suo tempo e per aver risposto gentilmente alle nostre domande
Daniela: Grazie Professore per essere stato con noi ed aver risposto alle nostre domande. Buona notte e arrivederci a presto
Pietro: ovviamente un saluto particolare alla nostra Angela Custoda
Guido: Buona notte professore. Grazie di tutto….e grazie anche a Kate e Daniela per averci dato questa opportunità
Antonio: un abbraccio a tutti
Katherine: ciao a tutti.
Fabrizio: Ringrazio il prof per le sue parole che ci hanno chiarito le idee e ci aiutano a sperare in un nostro futuro migliore di quello che abbiamo ora
Daniela: non dobbiamo mai dubitare del fatto che il futuro sarà migliore!!
Tratto da www.diabetesstation.com
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 10 Dicembre 2001 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/forum_39.html
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