Trascrizione della riunione del 25 luglio 2001 Camillo Ricordi, notizie dall’8° Congresso dell’International Pancreas and Islet Transplant Association (IPITA)
Dibattito tenutosi su www.diabetesstation.com
Kate Gilbert: Tutti noi di Diabetes Station siamo onorati nel dare il benvenuto al Dr. Camillo Ricordi.
Il Dr Ricordi è un luminare nel campo dei trapianti di insule. Ha inventato la famosa “Ricordi chamber” (macchina di Ricordi, n.d.t.) per isolare le insule dal pancreas senza distruggerne le cellule. Il Diabetes Research Institute (DRI), dove lavora il Dr Ricordi, ha praticato molti trapianti di insule ed è uno dei centri in cui si sta sperimentando il Protocollo di Edmonton. Il DRI ha anche eseguito il primo trapianto di insule simultaneamente a trapianto di midollo osseo nel tentativo non solo di rendere il trapiantato insulinoindipendente, ma anche di eliminare il bisogno di immunosoppressori.
Come Presidente dell’IPITA il Dr Ricordi dividerà con noi stasera le notizie provenienti dal recente congresso svoltosi ad Innsbruck, Austria.
Grazie per il tempo che ci concede, Dr Ricordi. Potrebbe dirci quale sia stata secondo lei la notizia più clamorosa all’IPITA?Camillo Ricordi: Il Congresso dell’IPITA si è tenuto ad Innsbruck in Austria dal 12 al 15 giugno. È Stato un onore per me concludere il mio mandato presidenziale della Società Internazionale (1999- 2001)in un momento così importante in entrambi i campi dei trapianti di insule e di pancreas. Così tante cose sono cambiate in questi 2 anni e gli ultimi progressi nel campo dei trapianti di insule sono motivo di ottimismo per tutti.
Il momento saliente del Congresso è stato probabilmente l’elezione di Deb Butterfield a Consigliere della Società, in una dura sessione elettorale (stile Florida, con riconteggio e ripetizione di votazione ..). Congratulazioni Consigliere Deb! Il primo consigliere non-medico, non-chirurgo della Società!
La notizia scientifica più importante del Congresso è stata probabilmente la segnalazione, da parte di molti centri, di pazienti resi insulinoindipendenti grazie a trapianti di insule usando protocolli basati sul rapamycin.
Oltre al gruppo di Edmonton, ora anche Miami, Minneapolis, Ginevra, Zurigo e Milano hanno ottenuto risultati positivi e molto incoraggianti.
Kate Gilbert: Dr. Ricordi, l’ultima volta che è stato con noi, ci aveva chiesto dei suggerimenti per il suo discorso di benvenuto quale Presidente dell’IPITA…alla fine, cosa ha detto?
Camillo Ricordi: Nel mio discorso presidenziale ho riassunto la storia del metodo di separazione delle insule umane, che ha reso possibile la prima serie di trapianti di insule in Nord America e in Europa ed ho finito per riportare le parole del primo presidente della Società, il Prof Carl Groth, che un giorno mi disse (ci disse) che “l’unico modo per fallire, era abbandonare”. Di certo molti ricercatori sono stati tentati dall’abbandonare il concetto di trapianto di insule più volte, e molti hanno desistito, dopo tempi difficili, di fronte a sfide quasi impossibili, ma sono contento che molti di noi abbiano continuato a combattere. Ora cominciamo a vedere i frutti e le nuove sfide di fronte a noi.
Patrice: Benvenuto Dr Ricordi, verrò al DRI a settembre per uno screening di 3 giorni per essere inserito nel gruppo delle “cellule beta”. Cambierà qualcosa nei vostri protocolli in seguito alle notivà riportate al Congresso?
Camillo Ricordi: Patrice, i protocolli non cambieranno dopo il Congresso dell’IPITA, ma stiamo proponendo dei nuovi protocolli per provare nuove strategie antirigetto per migliorare l’assorbimento delle cellule staminali di midollo osseo del donatore trapiantate contemporaneamente alle insule. I protocolli con due infusioni di insule, simili a quelli del protocollo di Edmonton, continueranno, così come il protocollo multicentrico di Edmonton dovrebbe partire questo autunno.
Ellen: Dr Ricordi, che ne pensa della ricerca del Dr Opara della Duke con i babbuini e le insule incapsulate? Vede delle insule suine incapsulate nel futuro degli uomini?
Camillo Ricordi: Ellen, ci sono stati dei progressi nell’incapsulazione e oltre alle ricerche di Opara alla Duke, anche il gruppo di Gordon Weir di Harvard ha presentato dei risultati promettenti con le insule incapsulate. Oltre a questo, la Dr Denise Faustman, sempre di Harvard, recentemente ha dimostrato che le insule possono rigenerarsi nel pancreas dopo una terapia “tollerogenica” evitando quindi la necessità del trapianto. Questi risultati sono stati ottenuti su un topo (il famoso topo NOD), ma sono comunque molto promettenti.
Daver: Dr Ricordi, può dirci qualcosa sui motivi che hanno determinato dei cambiamenti nei criteri di selezione del Protocollo di Edmonton? Credo di aver capito che gli immunosoppressori hanno ulteriormente peggiorato le condizioni dei reni di pazienti che erano già in sofferenza renale.
Camillo Ricordi: Daver, ad Edmonton hanno notato questo peggioramento solo in due pazienti che avevano dei livelli di creatinina alterati già al momento del trapianto, ecco perché, io credo, ora stiano escludendo candidati con una creatinina alta, ma probabilmente verranno resi disponibili nuovi protocolli per questi pazienti, con medicinali che non abbiano effetti negativi sulla funzione renale (ad esempio eliminando il Tacrolimus).
Ellen: I pazienti che riceveranno le insule e il midollo osseo, avranno più di un’infusione? E i donatori di midollo saranno più di uno, come succede per i donatori di insule? Crede che così come servono più insule per kg, servano anche più cellule di midollo osseo per ottenere il chimerismo?
Camillo Ricordi: Noi abbiamo avuto tre pazienti insulinoindipendenti con una singola donazione. Anche a Minneapolis hanno avuto tre pazienti insulinoindipendenti con un solo donatore. Sembra che il numero di insule per kg o il peso del trapiantato siano il fattore importante (quando si usi la giusta combinazione di immunosoppressori). Infatti se si osserva il numero di insule che è stato trapiantato a Minneapolis, esso è comparabile al numero di insule per kg proveniente da due donatori e trapiantato ad Edmonton. Ciò significa che se si seleziona un “grande” donatore e se ne trapiantano le insule in un trapiantato “minuto”, con un ridotto bisogno di insulina, il trapianto si può fare con un solo donatore, ma se il trapiantato pesa oltre 60 kg e non si hanno più di 600-700.000 insule dal donatore, probabilmente ci sarà bisogno di un’infusione ulteriore.
Kate Gilbert: Dr Ricordi, che notizie sui primi trapiantati di Edmonton (credo fossero 15 in totale)?
Camillo Ricordi: Kate, i risultati dopo 2 anni sono ancora molto incoraggianti, anche se 3 dei 16 pazienti ora necessitano di piccole dosi di insulina.
Lyn: Dr Ricordi, perché il “telomerase” nelle cellule staminali è un elemento importante da tener presente nei prossimi protocolli?
Camillo Ricordi: Lyn, il Telomerase è un enzima presente nelle cellule staminali embrionali, che permette loro di essere “immortali” o di riprodursi indefinitamente, senza invecchiare. Quando le cellule embrionali cominciano a differenziarsi in tipi di cellule più differenziate o progenitrici, esse perdono il “telomerase” e diventano come “candele al vento”: se non succede niente (malattie, morte accidentale) tutte le cellule del corpo smettono di rigenerarsi perché si spengono come candele che si esauriscono. Ecco perché è così importante continuare la ricerca sulle cellule staminali. Perché se cerchiamo di riprodurre cellule adulte, possiamo farlo solo un numero limitato di volte, perché le cellule invecchiano e muoiono.
Paulo: Dr Ricordi, ho saputo che scienziati inglesi hanno ottenuto tessuti renali da cellule di midollo osseo, un incredibile risultato per la chirurgia dei trapianti. La scoperta potrebbe rivoluzionare la cura per le migliaia di pazienti che stanno aspettando il trapianto, si potrebbe “riparare” il rene danneggiato, piuttosto che aspettare un organo donato. Crede che la stessa tecnica potrebbe essere utilizzata per il pancreas?
Camillo Ricordi: Paulo, siamo in tanti a lavorare su tecniche che consentano di rigenerare il pancreas e portarlo a sviluppare cellule produttrici di insulina. Virtualmente, ogni tessuto è stato generato da cellule staminali, reni, fegato, tessuti nervosi, midollo osseo, pelle, cartilagine, ossa, muscoli….Le insule sono state le più difficili, per ora, ma ci sono risultati preliminari importanti ottenuti dai ricercatori del NIH e da altri, che ci rendono cautamente ottimisti.
Ellen: Ci sono altre cure promettenti in sperimentazione al di fuori di quelle sperimentate in USA e Canada?
Camillo Ricordi: Ellen, non sono a conoscenza di nuovi protocolli in altre nazioni.
Daver: Dr Ricordi, proiettandosi un po’ nel futuro, se le cellule staminali clonate da una persona potessero essere trasformate in insule pancreatiche, ci sarebbe bisogno di immunosoppressori? Ci sono studi che definiscano il numero di insule che possono essere trapiantate senza che si danneggi il fegato? Per es.: un’infusione annuale di nuove cellule?
Camillo Ricordi: Daver, le cellule staminali di una persona potrebbero sostituire le insule senza richiedere immunosoppressione solo se questa persona non fosse più diabetica, altrimenti sarebbero distrutte dalla stessa malattia autoimmune che aveva distrutto le cellule produttrici insulina in principio. Per questo è importante, ed un punto chiave su cui lavorare, cercare di ripristinare l’autotolleranza nei pazienti diabetici (provocando la tolleranza eliminando la malattia autoimmune) e poi avere nuove insule generate dalle cellule staminali del paziente stesso, dal midollo osseo, dal pancreas, o da altro.
Alice: Dr Ricordi, sono ancora in età fertile, dovrei considerare l’ipotesi di conservare degli embrioni da usare nel futuro?
Camillo Ricordi: Alice, penso che sia meglio concentrarsi sulle cellule embrionali eliminate ogni giorno quale risultato dei processi di fertilizzazione in vitro e non più utilizzabili. Le distruggiamo, mentre potremmo utilizzarle come ogni altro tessuto donato. Sarebbe difficile pensare di creare degli embrioni per curare la tua malattia, tra l’altro bisognerebbe renderli compatibili….ho sentito clonare?
Daver: Dr Ricordi, quando sarà il minicongresso di ottobre del DRI a NYC (New York City)?
Camillo Ricordi: Daver, credo sia intorno al 25-27 di ottobre, ma è meglio che controlli su www.drinet.org perché non ho l’agenda con me. Ci sarà anche la Dr Helena Edlung dalla Svezia, che parlerà delle cellule staminali e degli sviluppi sul pancreas.
Sandra: Dr Ricordi, conosce il lavoro del Prof Bob Elliot della Nuova Zelanda circa l’incapsulamento di cellule di insule suine, credo stia collaborando con il Dr Riccardo Calafiore dell’Università di Perugia….Credo che anche gli australiani stiano lavorando sugli xenotrapianti….naturalmente non crede che queste tecniche abbiano un futuro?
Camillo Ricordi: Sandra, conosco il lavoro di BobElliot e di Calafiore. Sono degli eccellenti ricercatori e auguro loro buona fortuna. Penso che non si debba abbandonare il concetto di xenotrapianto di insule incapsulate. Anche al DRI abbiamo uno studio in corso con dei risultati molto promettenti, ma non abbiamo ancora dati sufficienti per poter procedere a trials clinici.
Sandra: OK, grazie,….continuerò a seguirli con interesse.
Melanie: la lista d’attesa per pancreas e insule in Minnesota ora è unica….quali sono i pro e i contro di questa strategia?
Camillo Ricordi: Melanie, credo che la lista unica sia una buona cosa, ma non sono certo che molti programmi di trapianti di organi la adotteranno, e quando le insule otterranno risultati migliori dei trapianti di pancreas, neanche molte persone saranno favorevoli.
Paulo: Dr Ricordi, lei pensa ancora che il SPK (trapianto simultaneo rene-pancreas, n.d.t.) sia la cura migliore per i diabetici in insufficienza renale, o c’è spazio per il KTA ( solo trapianto di rene, n.d.t.) più insule?
Camillo Ricordi: Paulo, penso che rene più insule sia giustificabile anche oggi, ma non credo che sostituirà completamente il SPK nel prossimo futuro.
Kate Gilbert: Purtroppo il tempo a disposizione sta terminando….da parte di tutti vorrei ringraziare sinceramente il Dr Ricordi per il tempo che ci ha dedicato stasera e per l’ennesimo programma estremamente formativo ed interessante. Grazie Dr Ricordi.
Camillo Ricordi: Spero di aver risposto a tutti: se ho dimenticato qualcuno, per favore, perdonatemi…I migliori saluti e buona notte!
Kate Gilbert: Buona notte a tutti.
Traduzione e sintesi a cura di Daniela D'Onofrio
Tratto da www.diabetesstation.comData ultimo aggiornamento: Giovedì, 23 Agosto 2001 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/forum_35.html
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