I Grandi Medici rispondono
I Grandi Medici rispondono è un'iniziativa di Corriere.it -Corriere Salute in cui si mette a disposizione dei lettori l'esperienza di alcuni tra i più noti esperti italiani nei rispettivi campi della medicina.
(Forum di Venerdì 20 Aprile 2001, ore 21,00
Risposte del professor Antonio Pontiroli)Nel forum di Corriere.it-Corriere Salute di Venerdì 20 Aprile si è parlato di diabete.
Ha risposto alle domande il professor Antonio Pontiroli, diabetologo e ordinario di Medicina Interna all'Università di Milano.La redazione N&T di Progetto Diabete ha voluto visionare, selezionare e riportare quelle domande/risposte ritenute più esaurienti ed esemplificative riguardanti il diabete.
Per far questo si è pensato di suddividere le domande/risposte sotto la forma di argomenti chiave così da facilitarne la ricerca o la consultazione per argomento di interesse.Le domande saranno individuabili dalla grafia in corsivo, mentre le risposte useranno una grafia normale.
Indice delle domande
- Diagnosi
- Prevenzione
- Diabete Insulino-Dipendente
- Diabete LADA
- Diabete Non Insulino-Dipendente
- Complicanze
- Cortisone e diabete
- Diabete e psicologia
- Diabete e “cultura”
- Diabete e dottori
- Diabete, ricerca e interessi…
- Note finali
Diagnosi
La glicemia a digiuno è nella norma,la post-prandiale varia 150/180 con qualche punta oltre i 200-nel 1991 ho avuto una pancreatite con formazione di pseudo cisti,operata nel 1993.
Il colesterolo e i trigliceridi sono un po' alti.
La mia quindi è solo un'intolleranza agli zuccheri o è diabete? Al momento dovrei seguire solo una ferrea dieta? (ho 2 o 3 kg.in piu' e adoro dolci e cioccolato)Quali sono i valori di glicemia, al di sopra dei quali si può parlare di diabete di tipo 2?
Mi interessa soprattutto sapere il valore postprandiale o a carico. È giusto 140 o di più?Desidererei conoscere quali sono i "campanelli" d'allarme, in termini di sintomatologia, per i soggetti aventi tassi di glucosio eccedenti i valori massimi accettabili. Soprattutto vorrei conoscere quali sono realmente i valori ritenuti "normali" in soggetti adulti fra i 40 e 50 anni di età.
Per porre diagnosi di diabete bisogna riferirsi a condizioni standard; quindi è necessario avere un valore di glicemia superiore a 126 mg/dl dopo un digiuno di 8 ore, o un valore di glicemia superiore a 200 mg/dl due ore dopo un carico orale di glucosio di 75 grammi.
Se la glicemia a digiuno è superiore a 110 mg/dl (e inferiore a 126 mg/dl) si è in uno stato chiamato IFG, ed è consigliabile un carico orale di glucosio.
Se al carico di glucosio la glicemia alla seconda ora è compresa tra 140 e 200 mg/dl si parla di "alterata tolleranza ai carboidrati", situazione intermedia tra normalità e diabete, che nel tempo può evolvere a diabete, e che rappresenta una condizione di rischio per le malattie cardiovascolari simile al diabete, soprattutto in presenza di alterazioni lipidiche come aumento del colesterolo e dei trigliceridi.
I campanelli d'allarme sono costituiti dalle complicanze del diabete a carico di cuore, cervello, reni, occhi; non si devono aspettare questi campanelli
Al di fuori di queste condizioni standardizzate, per porre diagnosi di diabete occorrono due glicemie a caso superiori a 200 mg/dl. non si può porre diagnosi di diabete (o di normalità) sulla base della glicemia post-prandiale
Anche la dieta deve essere stabilita d'accordo con lo specialista e seguita rigidamente.Torna all'indice delle domande
Prevenzione
Avendo superato i 45 anni, chiedo cortesemente di sapere come fare a prevenire il diabete.
Un normale peso corporeo, una buona attività fisica sportiva, l'alimentazione corretta dal punto di vista qualitativo, una pressione arteriosa normale sono gli unici presidi per prevenire il diabete.
Data la sua età è anche consigliabile eseguire un carico orale di glucosio, e una valutazione di trigliceridi, colesterolo totale e colesterolo HDL.Torna all'indice delle domande
Diabete Insulino-dipendente
Sono un uomo di 61 anni, affetto da diabete mellito e attualmente in sovrappeso. Oltre ad una dieta rigida ( che mi consente un pranzo composto da un primo piatto e da un piatto di verdura, più un frutto e da una cena composta da un secondo leggero, un contorno con una fettina di pane e un frutto),assumo un miligrammo di repaglinide prima di cena e tre compresse di metformina cloridato da 500mg durante i tre pasti. Ho ottenuto un calo della glicemia a digiuno da 215 a 130 in 15 giorni e vorrei chiederle se con questi risultati posso sperare di eliminare a breve i farmaci e di poter modificare la dieta impostami in quanto lavorando duramente per più di 8 ore al giorno, sto letteralmente morendo di fame !!! La ringrazio e spero di avere da lei una risposta. (vedere anche Diabete Non Insulino-Dipendente)
Diabete non significa solamente iperglicemia; coesistono spesso dislipidemia (colesterolo elevato, colesterolo-HDL ridotto) e ipertensione arteriosa. Iperglicemia, dislipidemia e ipertensione causano arteriosclerosi grave, con altissimo rischio d’infarto, ictus cerebrale e gangrena dei piedi, e di danni oculari e renali.
Il diabetologo deve prevenire questi eventi.
La terapia è complessa, e richiede collaborazione tra medico e paziente: la dieta è molto importante per far dimagrire i pazienti obesi e per prevenire l’arteriosclerosi, e deve essere di tipo mediterraneo, cioè ricca in fibre e con pochi grassi animali.
Oltre a dimagrire, i pazienti devono fare esercizio fisico con regolarità (camminate a passo svelto, corsa rilassata).
Lei sta assumendo farmaci adeguati, e non deve pensare di abolirli presto, a meno che non diventino superflui.
In ogni caso lei deve sapere che dalla condizione di diabete non si guarisce, ma con la condizione di diabete si dovrebbe convivere normalmente, cercando di fare una vita attiva e di avere un controllo glicemico sempre ottimale, e cioè con un’emoglobina glicosilata inferiore a 7.0%.
I pazienti diabetici dovrebbero misurare con regolarità la glicemia e la pressione arteriosa, controllare ogni 2-3 mesi l’emoglobina glicata (indice del controllo glicemico) e i lipidi ematici (colesterolo, colesterolo-HDL, trigliceridi).
In caso di valori anormali si ricorrerà ai farmaci adeguati (ACE-inibitori o beta-bloccanti per la pressione, statine o fibrati per i lipidi).
Solo così si sarà al riparo dai rischi del diabete e si potrà condurre una vita normale.
Egregio Prof. Pontiroli,
desidererei avere lumi sui seguenti aspetti relativi al diabete di tipo I:
1) tra le eventuali complicanze (cardiopatie, nefropatie, retinopatie, ecc.) legate al diabete vi è anche la comparsa di macchie scure sulle gambe e sui piedi. Quali sono gli eventuali rimedi e quale tipo di evoluzione possono avere le stesse?
2) Gravidanza: una donna affetta da diabete di tipo I può tranquillamente (purché, ovviamente, sotto stretto controllo medico) pianificare una gravidanza? Non è ereditario o familiare?
3) Ci sono reali speranze derivanti dal trapianto di insulae pancreatiche o è ancora troppo presto per poter stabilire i reali benefici (considerate anche le conseguenze derivanti da un impiego protratto nel tempo di farmaci anti rigetto)? Ci sono altre possibili alternative?
La comparsa di macchie scure sulle gambe nel corso del diabete si chiama necrobiosis diabeticorum, indice di scarso controllo metabolico. un dermatologo può toglierle questo dubbio.
Una donna diabetica può avere una gravidanza, purché sia in buon controllo glicemico prima e durante tutta la gravidanza per evitare conseguenze sia per la madre che per il bambino; l'ereditarietà per il diabete tipo 1 da madre a figlio è stata ipotizzata ma non suffragata
Come afferma lei, il rischio della terapia anti-rigetto va soppesato e confrontato con i reali benefici che si possono ottenere con un trapianto; in assenza di insufficienza renale che giustifichi un trapianto di rene e isole, l'alternativa al trapianto al momento è costituito dalla terapia insulinica ottimizzata
Un soggetto con un diabete di tipo I deve evitare IN MODO ASSOLUTO l'ingestione di pietanze contenenti zucchero?
In quest'ultimo caso ,deve solo iniettarsi una dose maggiore di insulina?
Potrebbero esserci danni ulteriori per il suo pancreas?La dieta del paziente con diabete tipo 1 non dovrebbe contenere zuccheri semplici (saccarosio e glucosio).
Invece si possono ingerire carboidrati complessi (pasta, riso, pane) in quantità prefissate nella dieta fornita dallo specialista.
È inoltre buona regola che la assunzione di cibo sia costante nei diversi giorni della settimana, e che quindi anche le dosi insuliniche siano costanti.
Anche se teoricamente si può aumentare le dosi di insulina quando si vuole fare un'abbuffata, purtroppo capita spesso che dopo un'abbuffata ci sia un lungo periodo di iperglicemia
Ho una figlia trentenne, diabetica insulinodipendente dall'età di 14 anni.
È sovrappeso di circa 10 chili.
Ora sta cercando di avere un figlio, ma dopo 10 mesi non è ancora rimasta incinta
Vorrei sapere se le difficoltà sono legate alla malattia (anche se tenuta sotto controllo) o se anche il sovrappeso può avere delle ripercussioni.L'obesità condiziona spesso anomalie della fertilità.
È comunque opportuno un esame della fertilità sia della donna che del partner per capire il motivo dell’apparente sterilità<7p>Torna all'indice delle domande
Diabete LADA
Buongiorno, sono un giovane di 33 anni con diabete di tipo I riscontrato un anno fa: in famiglia non risultano essere presenti casi di diabete ereditario e le analisi effettuate nel primo ricovero di riscontro non hanno rilevato valori anomali di reazione auto immunitaria.
A distanza di 1 anno tutti i valori del sangue sono nella norma (emoglobina glicata 4,8); non soffro fortunatamente di ipoglicemie ma devo continuare ad assumere insulina.
Mi chiedo come sia possibile considerarsi diabetici in queste condizioni e vivere senza conoscerne la vera causa (io resto della convinzione che lo stress e/o l'alimentazione possano aver inciso sull'insorgere della malattia mentre i diabetologi sono di parere diverso ma non forniscono risposte in merito).
La ringrazio anticipatamente per l'eventuale risposta. CordialitàIl suo caso è certamente "non-classico".
Non indica il peso corporeo: è obeso?
Esiste un tipo di diabete chiamato LADA, in cui le caratteristiche cliniche sono quelle del diabete tipi 1 (necessità di somministrazione di insulina) ma i markers dell'autoimmunità sono negativi.
Dovrebbe far valutare: risposta del peptide C all'iniezione endovenosa di glucagone, presenza di anticorpi anti insulina, ICA, e anti GAD65 per meglio capire la genesi del diabeteTorna all'indice delle domande
Diabete non insulino-dipendente
Sono un uomo di 61 anni, affetto da diabete mellito e attualmente in sovrappeso. Oltre ad una dieta rigida ( che mi consente un pranzo composto da un primo piatto e da un piatto di verdura, più un frutto e da una cena composta da un secondo leggero, un contorno con una fettina di pane e un frutto),assumo un miligrammo di repaglinide prima di cena e tre compresse di metformina cloridato da 500mg durante i tre pasti.
Ho ottenuto un calo della glicemia a digiuno da 215 a 130 in 15 giorni e vorrei chiederle se con questi risultati posso sperare di eliminare a breve i farmaci e di poter modificare la dieta impostami in quanto lavorando duramente per più di 8 ore al giorno, sto letteralmente morendo di fame !!!
La ringrazio e spero di avere da lei una risposta. (vedere anche Diabete Insulino-Dipendente)Diabete non significa solamente iperglicemia; coesistono spesso dislipidemia (colesterolo elevato, colesterolo-HDL ridotto) e ipertensione arteriosa. Iperglicemia, dislipidemia e ipertensione causano arteriosclerosi grave, con altissimo rischio d’infarto, ictus cerebrale e gangrena dei piedi, e di danni oculari e renali.
Il diabetologo deve prevenire questi eventi.
La terapia è complessa, e richiede collaborazione tra medico e paziente: la dieta è molto importante per far dimagrire i pazienti obesi e per prevenire l’arteriosclerosi, e deve essere di tipo mediterraneo, cioè ricca in fibre e con pochi grassi animali.
Oltre a dimagrire, i pazienti devono fare esercizio fisico con regolarità (camminate a passo svelto, corsa rilassata).
Lei sta assumendo farmaci adeguati, e non deve pensare di abolirli presto, a meno che non diventino superflui.
In ogni caso lei deve sapere che dalla condizione di diabete non si guarisce, ma con la condizione di diabete si dovrebbe convivere normalmente, cercando di fare una vita attiva e di avere un controllo glicemico sempre ottimale, e cioè con un’emoglobina glicosilata inferiore a 7.0%.
I pazienti diabetici dovrebbero misurare con regolarità la glicemia e la pressione arteriosa, controllare ogni 2-3 mesi l’emoglobina glicata (indice del controllo glicemico) e i lipidi ematici (colesterolo, colesterolo-HDL, trigliceridi).
In caso di valori anormali si ricorrerà ai farmaci adeguati (ACE-inibitori o beta-bloccanti per la pressione, statine o fibrati per i lipidi).
Solo così si sarà al riparo dai rischi del diabete e si potrà condurre una vita normale.
Buongiorno, sapreste informarmi , per favore, se con il diabete (2) la carne é sconsigliata, grazie
Il diabete tipo 2 è caratterizzato da glicemia alta.
Spesso insieme alla glicemia alta sono presenti alti livelli di grassi ematici, quali trigliceridi e colesterolo
Spesso coesiste ipertensione arteriosa.
Per curare bene il diabete si deve cercare di controllare la glicemia, il peso corporeo, la pressione arteriosa, i grassi ematici.
La dieta è parte essenziale della terapia del diabete tipo 2.
La dieta ha lo scopo di far perdere peso quando c'è obesità, di mantenere il peso ideale, e di non provocare iperlipemia e iperglicemia, al fine di prevenire le complicanze croniche del diabete.
Il medico curante dovrebbe fornire uno schema preciso di dieta alla persona affetta da diabete.
I quantitativi dei cibi dovrebbero essere indicati con precisione.
La dieta del diabete tipo 2 deve essere completa e varia, possibilmente di tipo mediterraneo, contenendo quindi verdure, frutta, pasta, pane, carne o pesce, talvolta uova e formaggi.
Vino e birra possono essere ammessi, purché in quantità moderate e calcolate nella dieta.Torna all'indice delle domande
Complicanze
Vorrei qualche chiarimento sulle complicanze agli occhi provocate, nel tempo, dal diabete; e come prevenirle o ritardarle
La retinopatia diabetica è certamente la complicanza più frequente e più importante del diabete a livello oculare.
Un'altra complicanza è la cataratta.
Il miglior modo per prevenire la comparsa e la progressione delle complicanze oculari e renali del diabete è senza dubbio l'ottimo controllo glicemico. L'emoglobina glicosilata non dovrebbe mai superare il livello di 7.0%
Egregio Prof. Pontiroli gradirei sapere cosa bisogna fare in caso di neuropatia causata da diabete agli arti inferiori.
La miglior cura disponibile per la neuropatia degli arti inferiori consiste nel controllo il più possibile accurato della glicemia, evitando sia le iperglicemie che le ipoglicemie.
È essenziale quindi scegliere il farmaco antidiabetico che porti ad un'emoglobina glicosilata inferiore a 7%, e praticare l'autocontrollo domiciliare della glicemia.
Al momento non esistono altre cure per la neuropatia.
Solo quando la neuropatia è dolorosa possono essere usati vari farmaci non specifici e su base empirica.Torna all'indice delle domande
Cortisone e diabete
Sono un ragazzo diabetico da un anno!
Sto prendendo alte dosi di cortisone, con conseguente aumento dei valori glicemici.
Mi controllo ogni ora la glicemia e ogni ora mi inietto insulina per tenere bassa la glicemia, questo può provocarmi dei problemi?
È sbagliato fare tutte queste iniezioni?Quando una persona con diabete deve assumere cortisonici, la glicemia tende ad aumentare e quindi è necessario modificare la terapia insulinica.
È però necessario che questi aggiustamenti nella posologia siano discussi assieme allo specialista.
Di regola la glicemia dovrebbe essere misurata al mattino a digiuno, due ore dopo il pasto e dopo la cena, se necessario anche prima del pasto e della cena.
Esistono insuline a diversa durata d'azione, che vanno miscelate per consentire una buona glicemia basale e un buon controllo delle impennate glicemiche post-prandiali.Torna all'indice delle domande
Diabete e psicologia
Sono un uomo di 29 anni, diabetico da circa 10.
Gli specialisti con i quali mi sono confrontato sin dall'esordio della patologia hanno quasi tutti riscontrato nel mio anelare "ultim'ora" in materia, un cattivo rapporto con la malattia, cronica in particolare.
È davvero così sbagliato questo approccio?
Quali sono le fonti ufficiali a cui far riferimento per difendersi dal taglio, spesso giornalistico, di molte notizie che finiscono per alimentare false speranze?Il diabete è una malattia cronica che richiede una costante cura.
Una volta individuata una cura efficace (non si devono aspettare i miracoli) la si deve seguire con regolarità.
Solo così si potranno prevenire le complicanze del diabete.
Bisogna accettare la malattia e conviverci, curandola al meglio, non rifiutarla e sperare. le associazioni dei pazienti diabetici possono esserle d'aiuto, indicandole le pubblicazioni più serie, e fornendole anche supporto psicologico nell'affrontare una malattia quale la sua.Torna all'indice delle domande
Diabete e “cultura”
Soggetto:
Mia Nipote di 14 anni con diabete da virus contratto dall'età di 6 anni è costretta ad iniettarsi tre volte al giorno l'insulina.
DOMANDA:
Esiste un metodo alternativo e meno invasivo che permetta al soggetto di avere una vita più serena?L'iniezione di insulina è al momento l'unica terapia disponibile per il diabete insulino-dipendente, o giovanile, o del tipo 1.
Negli anni sono stati effettuati molti studi con la somministrazione di insulina per via nasale e al momento si sta studiando la somministrazione per via inalatoria.
È fondamentale, per una vita serena, ottenere il miglior controllo glicemico possibile, e cioè un'emoglobina glicosilata inferiore a 7.0%, evitando nel frattempo le ipoglicemie.
È anche fondamentale condurre una vita il più possibile normale, attiva, che includa anche l'attività sportiva.Torna all'indice delle domande
Diabete e dottori
Chiarissimo Prof. Antonio Pontiroli,
sono un "navigatore" di 63 anni e grazie al Corriere mi rivolgo a Lei con delle considerazioni che possono avere una risposta oltre che da medico anche come uomo.
Il Diabete tipo 2 o dell'adulto oltre che una malattia fisica è quasi una indisposizione mentale (almeno all'inizio) e mi spiego: dopo una serie di prelievi del sangue e il tasso glicemico per tre volte di seguito oscilla tra 130/140 di glicemia , siamo certi che è Diabete tipo 2, ma non essendoci sintomi o disturbi significativi, si fà come lo struzzo si nasconde il problema, ed è quì che entra in gioco l'indisposizione mentale oppure il "rifiuto" di accettare la malattia.
È a questo stadio che il medico/diabetologo oltre che indicare la cura e la dieta deve aprire il dialogo e pilotare la volontà del paziente, perché non sono molti che hanno voglia di "diventare" Diabetici tipo 2, con tutte le conseguenze annesse, non ultima una "strisciante impotenza" che sicuramente può indurre ad una momentanea depressione.
Quindi é compito del medico per far si che un paziente intraprenda "subito" le cure e i consigli
da quando gli é stato riscontrato il tasso glicemico elevato e capisca da subito che si deve curare e non ritrovarsi "convinto" di essere Diabetico dopo 4 o 5 anni.
Concludo non chiedendo consigli, ma ringraziandoLa per il suo bellissimo articolo su "Salute " di domenica 8 Aprile a pag.2 che è perfetto e illuminante.
Non sò se questo mio scritto andrà on-line però spero di aver spiegato il mio pensiero.
P.S. Attualmente sono in terapia con un farmaco a base di Acarbose, inoltre per non essere Diabete tipo 2 bisognava cambiare un genitore (mia madre).
Cordiali saluti.quello che dice va sottoscritto parola per parola, comprese le ultime
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Diabete, ricerca e interessi…
Egr.Prof.
come mai sono state definitivamente risolte patologie, forse più complesse del diabete?
Senza polemica ma non può essere il gioco di interessi di grosse multinazionali farmaceutiche che, fanno un grosso "business" con prodotti mirati esclusivamente per tale patologia?Il diabete e l'ipertensione arteriosa sono tra le malattie più diffuse e quelle in cui la genetica è più complessa. la previsione è che nel 2015 nel mondo ci saranno più di 300 milioni di pazienti affetti da diabete.
Con questi numeri appare chiaro che il diabete non è una malattia sola, ma un insieme di malattie che hanno in comune l'iperglicemia.
Già ora si sa che esistono un diabete tipo I e un diabete tipo II.
Queste due categorie, al loro interno, vengono via via suddivise in sottospecie, che hanno caratteristiche diverse.
Si tratta quindi di malattie (o di gruppi di malattie) in cui oggi si conosce molto di più di qualche anno fa, ma in cui le incertezze sono ancora molte.
I progressi sono stati evidenti soprattutto nella terapia.
I pazienti oggi sono curati molto meglio di qualche anno fa, e i risultati si vedono in termini di miglior qualità della vita e minore incidenza di complicanze invalidanti.
Non dobbiamo aspettarci miracoli, né una sola risposta a tanti casi diversi, a tante malattie che noi scambiamo per una sola malattia.
Solo la ricerca continua di tanti gruppi sparsi nel mondo, ma che collaborano tra loro, potrà dare risposte valide ai vari aspetti del diabete.Torna all'indice delle domande
N.d.T. = L’iniziativa del Corriere della Sera è senza dubbio lodevole.
Lodevole perché implicitamente avvalora un concetto basilare nella gestione del diabete qual è la corretta informazione.
Noi di Progetto Diabete siamo fermamente convinti che, una delle armi più potenti in mano a noi diabetici, sia la conoscenza della malattia e delle relative cure.
Attraverso esse si è dimostrato come il diabete possa essere gestibile e “vivibile”.
In una domanda posta si parlava di come fosse possibile “… avere una vita più serena?…”.
In tutte le risposte date dal Prof. Pontiroli c’è la soluzione.
Certo sarebbe bello avere una cura definitiva (“…come mai sono state definitivamente risolte patologie, forse più complesse del diabete?…”).
Ma rimanere affossati fra idee di congiure e sindromi d’accerchiamento (“…il gioco di interessi di grosse multinazionali farmaceutiche che, fanno un grosso "business" con prodotti mirati esclusivamente per tale patologia?…”) ci fa perdere di vista la realtà.
Ed oggi la realtà è che il diabete si PUÒ VINCERE !!!
Data ultimo aggiornamento: Martedì, 24 Aprile 2001 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/forum_32.html
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