I Grandi Medici rispondono

I Grandi Medici rispondono è un'iniziativa di Corriere.it -Corriere Salute in cui si mette a disposizione dei lettori l'esperienza di alcuni tra i più noti esperti italiani nei rispettivi campi della medicina.

(Forum di Venerdì 20 Aprile 2001, ore 21,00
Risposte del professor Antonio Pontiroli)

Nel forum di Corriere.it-Corriere Salute di Venerdì 20 Aprile si è parlato di diabete.
Ha risposto alle domande il professor Antonio Pontiroli, diabetologo e ordinario di Medicina Interna all'Università di Milano.

La redazione N&T di Progetto Diabete ha voluto visionare, selezionare e riportare quelle domande/risposte ritenute più esaurienti ed esemplificative riguardanti il diabete.
Per far questo si è pensato di suddividere le domande/risposte sotto la forma di argomenti chiave così da facilitarne la ricerca o la consultazione per argomento di interesse.

Le domande saranno individuabili dalla grafia in corsivo, mentre le risposte useranno una grafia normale.


Indice delle domande
Diagnosi

Per porre diagnosi di diabete bisogna riferirsi a condizioni standard; quindi è necessario avere un valore di glicemia superiore a 126 mg/dl dopo un digiuno di 8 ore, o un valore di glicemia superiore a 200 mg/dl due ore dopo un carico orale di glucosio di 75 grammi.
Se la glicemia a digiuno è superiore a 110 mg/dl (e inferiore a 126 mg/dl) si è in uno stato chiamato IFG, ed è consigliabile un carico orale di glucosio.
Se al carico di glucosio la glicemia alla seconda ora è compresa tra 140 e 200 mg/dl si parla di "alterata tolleranza ai carboidrati", situazione intermedia tra normalità e diabete, che nel tempo può evolvere a diabete, e che rappresenta una condizione di rischio per le malattie cardiovascolari simile al diabete, soprattutto in presenza di alterazioni lipidiche come aumento del colesterolo e dei trigliceridi.
I campanelli d'allarme sono costituiti dalle complicanze del diabete a carico di cuore, cervello, reni, occhi; non si devono aspettare questi campanelli
Al di fuori di queste condizioni standardizzate, per porre diagnosi di diabete occorrono due glicemie a caso superiori a 200 mg/dl. non si può porre diagnosi di diabete (o di normalità) sulla base della glicemia post-prandiale
Anche la dieta deve essere stabilita d'accordo con lo specialista e seguita rigidamente.

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Prevenzione

Un normale peso corporeo, una buona attività fisica sportiva, l'alimentazione corretta dal punto di vista qualitativo, una pressione arteriosa normale sono gli unici presidi per prevenire il diabete.
Data la sua età è anche consigliabile eseguire un carico orale di glucosio, e una valutazione di trigliceridi, colesterolo totale e colesterolo HDL.

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Diabete Insulino-dipendente

Diabete non significa solamente iperglicemia; coesistono spesso dislipidemia (colesterolo elevato, colesterolo-HDL ridotto) e ipertensione arteriosa. Iperglicemia, dislipidemia e ipertensione causano arteriosclerosi grave, con altissimo rischio d’infarto, ictus cerebrale e gangrena dei piedi, e di danni oculari e renali.
Il diabetologo deve prevenire questi eventi.
La terapia è complessa, e richiede collaborazione tra medico e paziente: la dieta è molto importante per far dimagrire i pazienti obesi e per prevenire l’arteriosclerosi, e deve essere di tipo mediterraneo, cioè ricca in fibre e con pochi grassi animali.
Oltre a dimagrire, i pazienti devono fare esercizio fisico con regolarità (camminate a passo svelto, corsa rilassata).
Lei sta assumendo farmaci adeguati, e non deve pensare di abolirli presto, a meno che non diventino superflui.
In ogni caso lei deve sapere che dalla condizione di diabete non si guarisce, ma con la condizione di diabete si dovrebbe convivere normalmente, cercando di fare una vita attiva e di avere un controllo glicemico sempre ottimale, e cioè con un’emoglobina glicosilata inferiore a 7.0%.
I pazienti diabetici dovrebbero misurare con regolarità la glicemia e la pressione arteriosa, controllare ogni 2-3 mesi l’emoglobina glicata (indice del controllo glicemico) e i lipidi ematici (colesterolo, colesterolo-HDL, trigliceridi).
In caso di valori anormali si ricorrerà ai farmaci adeguati (ACE-inibitori o beta-bloccanti per la pressione, statine o fibrati per i lipidi).
Solo così si sarà al riparo dai rischi del diabete e si potrà condurre una vita normale.

  1. La comparsa di macchie scure sulle gambe nel corso del diabete si chiama necrobiosis diabeticorum, indice di scarso controllo metabolico. un dermatologo può toglierle questo dubbio.

  2. Una donna diabetica può avere una gravidanza, purché sia in buon controllo glicemico prima e durante tutta la gravidanza per evitare conseguenze sia per la madre che per il bambino; l'ereditarietà per il diabete tipo 1 da madre a figlio è stata ipotizzata ma non suffragata

  3. Come afferma lei, il rischio della terapia anti-rigetto va soppesato e confrontato con i reali benefici che si possono ottenere con un trapianto; in assenza di insufficienza renale che giustifichi un trapianto di rene e isole, l'alternativa al trapianto al momento è costituito dalla terapia insulinica ottimizzata

La dieta del paziente con diabete tipo 1 non dovrebbe contenere zuccheri semplici (saccarosio e glucosio).
Invece si possono ingerire carboidrati complessi (pasta, riso, pane) in quantità prefissate nella dieta fornita dallo specialista.
È inoltre buona regola che la assunzione di cibo sia costante nei diversi giorni della settimana, e che quindi anche le dosi insuliniche siano costanti.
Anche se teoricamente si può aumentare le dosi di insulina quando si vuole fare un'abbuffata, purtroppo capita spesso che dopo un'abbuffata ci sia un lungo periodo di iperglicemia

L'obesità condiziona spesso anomalie della fertilità.
È comunque opportuno un esame della fertilità sia della donna che del partner per capire il motivo dell’apparente sterilità<7p>

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Diabete LADA

Il suo caso è certamente "non-classico".
Non indica il peso corporeo: è obeso?
Esiste un tipo di diabete chiamato LADA, in cui le caratteristiche cliniche sono quelle del diabete tipi 1 (necessità di somministrazione di insulina) ma i markers dell'autoimmunità sono negativi.
Dovrebbe far valutare: risposta del peptide C all'iniezione endovenosa di glucagone, presenza di anticorpi anti insulina, ICA, e anti GAD65 per meglio capire la genesi del diabete

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Diabete non insulino-dipendente

Diabete non significa solamente iperglicemia; coesistono spesso dislipidemia (colesterolo elevato, colesterolo-HDL ridotto) e ipertensione arteriosa. Iperglicemia, dislipidemia e ipertensione causano arteriosclerosi grave, con altissimo rischio d’infarto, ictus cerebrale e gangrena dei piedi, e di danni oculari e renali.
Il diabetologo deve prevenire questi eventi.
La terapia è complessa, e richiede collaborazione tra medico e paziente: la dieta è molto importante per far dimagrire i pazienti obesi e per prevenire l’arteriosclerosi, e deve essere di tipo mediterraneo, cioè ricca in fibre e con pochi grassi animali.
Oltre a dimagrire, i pazienti devono fare esercizio fisico con regolarità (camminate a passo svelto, corsa rilassata).
Lei sta assumendo farmaci adeguati, e non deve pensare di abolirli presto, a meno che non diventino superflui.
In ogni caso lei deve sapere che dalla condizione di diabete non si guarisce, ma con la condizione di diabete si dovrebbe convivere normalmente, cercando di fare una vita attiva e di avere un controllo glicemico sempre ottimale, e cioè con un’emoglobina glicosilata inferiore a 7.0%.
I pazienti diabetici dovrebbero misurare con regolarità la glicemia e la pressione arteriosa, controllare ogni 2-3 mesi l’emoglobina glicata (indice del controllo glicemico) e i lipidi ematici (colesterolo, colesterolo-HDL, trigliceridi).
In caso di valori anormali si ricorrerà ai farmaci adeguati (ACE-inibitori o beta-bloccanti per la pressione, statine o fibrati per i lipidi).
Solo così si sarà al riparo dai rischi del diabete e si potrà condurre una vita normale.

Il diabete tipo 2 è caratterizzato da glicemia alta.
Spesso insieme alla glicemia alta sono presenti alti livelli di grassi ematici, quali trigliceridi e colesterolo
Spesso coesiste ipertensione arteriosa.
Per curare bene il diabete si deve cercare di controllare la glicemia, il peso corporeo, la pressione arteriosa, i grassi ematici.
La dieta è parte essenziale della terapia del diabete tipo 2.
La dieta ha lo scopo di far perdere peso quando c'è obesità, di mantenere il peso ideale, e di non provocare iperlipemia e iperglicemia, al fine di prevenire le complicanze croniche del diabete.
Il medico curante dovrebbe fornire uno schema preciso di dieta alla persona affetta da diabete.
I quantitativi dei cibi dovrebbero essere indicati con precisione.
La dieta del diabete tipo 2 deve essere completa e varia, possibilmente di tipo mediterraneo, contenendo quindi verdure, frutta, pasta, pane, carne o pesce, talvolta uova e formaggi.
Vino e birra possono essere ammessi, purché in quantità moderate e calcolate nella dieta.

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Complicanze

La retinopatia diabetica è certamente la complicanza più frequente e più importante del diabete a livello oculare.
Un'altra complicanza è la cataratta.
Il miglior modo per prevenire la comparsa e la progressione delle complicanze oculari e renali del diabete è senza dubbio l'ottimo controllo glicemico. L'emoglobina glicosilata non dovrebbe mai superare il livello di 7.0%

La miglior cura disponibile per la neuropatia degli arti inferiori consiste nel controllo il più possibile accurato della glicemia, evitando sia le iperglicemie che le ipoglicemie.
È essenziale quindi scegliere il farmaco antidiabetico che porti ad un'emoglobina glicosilata inferiore a 7%, e praticare l'autocontrollo domiciliare della glicemia.
Al momento non esistono altre cure per la neuropatia.
Solo quando la neuropatia è dolorosa possono essere usati vari farmaci non specifici e su base empirica.

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Cortisone e diabete

Quando una persona con diabete deve assumere cortisonici, la glicemia tende ad aumentare e quindi è necessario modificare la terapia insulinica.
È però necessario che questi aggiustamenti nella posologia siano discussi assieme allo specialista.
Di regola la glicemia dovrebbe essere misurata al mattino a digiuno, due ore dopo il pasto e dopo la cena, se necessario anche prima del pasto e della cena.
Esistono insuline a diversa durata d'azione, che vanno miscelate per consentire una buona glicemia basale e un buon controllo delle impennate glicemiche post-prandiali.

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Diabete e psicologia

Il diabete è una malattia cronica che richiede una costante cura.
Una volta individuata una cura efficace (non si devono aspettare i miracoli) la si deve seguire con regolarità.
Solo così si potranno prevenire le complicanze del diabete.
Bisogna accettare la malattia e conviverci, curandola al meglio, non rifiutarla e sperare. le associazioni dei pazienti diabetici possono esserle d'aiuto, indicandole le pubblicazioni più serie, e fornendole anche supporto psicologico nell'affrontare una malattia quale la sua.

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Diabete e “cultura”

L'iniezione di insulina è al momento l'unica terapia disponibile per il diabete insulino-dipendente, o giovanile, o del tipo 1.
Negli anni sono stati effettuati molti studi con la somministrazione di insulina per via nasale e al momento si sta studiando la somministrazione per via inalatoria.
È fondamentale, per una vita serena, ottenere il miglior controllo glicemico possibile, e cioè un'emoglobina glicosilata inferiore a 7.0%, evitando nel frattempo le ipoglicemie.
È anche fondamentale condurre una vita il più possibile normale, attiva, che includa anche l'attività sportiva.

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Diabete e dottori

quello che dice va sottoscritto parola per parola, comprese le ultime

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Diabete, ricerca e interessi…

Il diabete e l'ipertensione arteriosa sono tra le malattie più diffuse e quelle in cui la genetica è più complessa. la previsione è che nel 2015 nel mondo ci saranno più di 300 milioni di pazienti affetti da diabete.
Con questi numeri appare chiaro che il diabete non è una malattia sola, ma un insieme di malattie che hanno in comune l'iperglicemia.
Già ora si sa che esistono un diabete tipo I e un diabete tipo II.
Queste due categorie, al loro interno, vengono via via suddivise in sottospecie, che hanno caratteristiche diverse.
Si tratta quindi di malattie (o di gruppi di malattie) in cui oggi si conosce molto di più di qualche anno fa, ma in cui le incertezze sono ancora molte.
I progressi sono stati evidenti soprattutto nella terapia.
I pazienti oggi sono curati molto meglio di qualche anno fa, e i risultati si vedono in termini di miglior qualità della vita e minore incidenza di complicanze invalidanti.
Non dobbiamo aspettarci miracoli, né una sola risposta a tanti casi diversi, a tante malattie che noi scambiamo per una sola malattia.
Solo la ricerca continua di tanti gruppi sparsi nel mondo, ma che collaborano tra loro, potrà dare risposte valide ai vari aspetti del diabete.

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N.d.T. = L’iniziativa del Corriere della Sera è senza dubbio lodevole.
Lodevole perché implicitamente avvalora un concetto basilare nella gestione del diabete qual è la corretta informazione.
Noi di Progetto Diabete siamo fermamente convinti che, una delle armi più potenti in mano a noi diabetici, sia la conoscenza della malattia e delle relative cure.
Attraverso esse si è dimostrato come il diabete possa essere gestibile e “vivibile”.
In una domanda posta si parlava di come fosse possibile “… avere una vita più serena?…”.
In tutte le risposte date dal Prof. Pontiroli c’è la soluzione.
Certo sarebbe bello avere una cura definitiva (“…come mai sono state definitivamente risolte patologie, forse più complesse del diabete?…”).
Ma rimanere affossati fra idee di congiure e sindromi d’accerchiamento (“…il gioco di interessi di grosse multinazionali farmaceutiche che, fanno un grosso "business" con prodotti mirati esclusivamente per tale patologia?…”) ci fa perdere di vista la realtà.
Ed oggi la realtà è che il diabete si PUÒ VINCERE !!!


Data ultimo aggiornamento: Martedì, 24 Aprile 2001 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/forum_32.html

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