Cibo e diabete
un rapporto difficile?Introduzione
Al dibattito di Martedì 4 luglio 2000, ore 21,00
moderatore Alessandra Aronica
Carissime amiche, amici e frequentatori di PD,
il 4 luglio alle ore 21 ci siamo incontrati virtualmente per discutere insieme sulla seguente tematica: "Cibo e diabete: un rapporto difficile?"Ci siamo raccontati vicendevolmente come viviamo oggi il nostro rapporto col cibo; come lo abbiamo vissuto quando ci è stato diagnosticato il diabete; come lo viviamo nei confronti dei nostri figli, mariti, mogli, fidanzati diabetici o diabetiche; come abbiamo fronteggiato le difficoltà connesse al nostro rapporto col cibo; quali consigli vorremmo dare a chi ha ancora problemi nei rapporti col cibo.
Accludo qui sotto una sintesi di quanto ho pubblicato sul mio libro: "Il diabete di tipo uno in età evolutiva. Un approccio olistico" edito dalle Edizioni TIERRE.
Un caro saluto a tutti voi!"Negli ultimi 15 anni moltissimi ricercatori hanno segnalato la presenza di casi significativamente numerosi di pazienti insulino-dipendenti che soffrono anche di disturbi dell'alimentazione, in particolare anoressia nervosa e bulimia nervosa.
Di anoressia nervosa soffrono particolarmente le adolescenti femmine; questo disturbo è caratterizzato dal vivere il proprio corpo come grasso anche se si è notevolmente sotto peso, da una drastica riduzione dell'alimentazione, dall'uso di condotte come vomito auto indotto, abuso di purghe o lassativi, eccessiva attività fisica, per poter diminuire ulteriormente di peso, e da conseguente perdita del ciclo mestruale.
La bulimia nervosa colpisce sia i maschi che le femmine; è caratterizzata da ripetuti attacchi di abbuffate, ovvero da un comportamento che porta il soggetto a mangiare in maniera rapidissima un'enorme quantità di cibo; i soggetti riferiscono di essere come presi da un raptus, che avviene soprattutto di notte, e che li porta a non riuscire più a controllarsi e a divorare di tutto. Dopo l'abbuffata i bulimici provano notevoli sensi di colpa e utilizzano gli stessi comportamenti delle anoressiche, con la differenza che non arrivano mai ad essere sotto peso; inoltre essi non hanno la percezione distorta del proprio corpo come lo hanno le anoressiche.
Dagli studi emerge che coloro che sono affetti sia da disturbi dell'alimentazione sia da diabete tipo 1 non utilizzano solamente i metodi di cui sopra, ma riducono o addirittura arrivano a sospendere la terapia insulinica, così da procurarsi iperglicemia e chetoacidosi, con conseguenti vomito, innalzamento della glicemia e successivo calo del peso; oppure falsificano i risultati delle glicemie, manipolano gli apparecchi per il controllo glicemico, consumano cibi "proibiti", si somministrano dosi eccessive di insulina per giustificare a sé stessi la successiva assunzione di cibi dolci.
Naturalmente tutti questi comportamenti portano a un peggioramento del metabolismo glicemico, il che a sua volta porta a un peggioramento dei vissuti con il diabete, con il proprio corpo, con il cibo, e crea quindi un circolo vizioso."
Alessandra Aronica Alcuni articoli sull'argomento
- Nutrizione e Diabete: un Approccio Globale, di G.Riccardi, L.Busiello, G.Mansueto, R.Giacco
- Associazione tra IDDM e disturbi dell'alimentazione, Alessandra Aronica
- La dieta dell'Atleta diabetico, Mariano Agrusta
- L'Indice Glicemico (Glycemix Index)
- Perché il diabetico ha spesso così tanta fame?, Leone Arsenio
- Diabete, senza privarsi di una fetta di torta, Barbara Tomasi
- Disturbi dell'alimentazione e diabete mellito, di Ilaria Vannucci e Marco Songini
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Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 5 Luglio 2000 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/forum/forum_19.html
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