Mancano ormai pochi anni al pancreas artificiale per i diabetici

di Anne Eisenberg, Lexington Herald-Leader

Presto, forse tra pochi anni, molti diabetici potrebbero poter gettar via le lancette pungidito per misurare la glicemia e gli aghi per iniettarsi l'insulina.

Al loro posto braccialetti o persino orrecchini in grado di rilevare in modo continuo la glicemia e segnalarla ad un pancreas artificiale: una pompa chirurgicamente impiantata che erogherebbe la giusta quantità di insulina nel sangue.

Secondo gli scienziati, le ultime scoperte, così come il perfezionamento di quelle meno recenti, hanno reso molto più plausibile un dispositivo di questo tipo.

"Quello che vedremo nei prossimi anni è un sempre maggior numero di informazioni fornite al paziente diabetico in un modo sempre meno doloroso" ha detto Mark A. Arnold, professore di chimica all'Università dello Iowa, che sta sviluppando un sensore non-invasivo di glicemia. "Non abbiamo ancora realizzato un circuito chiuso" ha continuato Arnold "non abbiamo un sistema automatico che rilevi le glicemie e le segnali ad una pompa in grado di erogare la giusta quantità di insulina. Ma stiamo avvicinandoci."

Un pancreas artificiale che funzioni deve unire la misurazione continua e in tempo reale dei livelli di glucosio con un serbatoio di insulina che immediatamente risponda a queste misure, erogando la quantità corretta di insulina esattamente come il pancreas nativo.

Il pancreas fa anche altre cose oltre a liberare insulina, l'ormone che mantiene la quantità di zucchero dissolta nel sangue ad un livello costante permettendone l'assorbimento da parte dell'organismo. Ma la ricerca si è concentrata su questa particolare funzione in quanto il diabete sta assumendo un'importanza crescente a causa della sua alta incidenza. Ci sono quasi 16 milioni di diabetici solo negli Stati Uniti. Di questi, circa 1 milione ha il diabete giovanile, o tipo 1, e non producono più insulina; gli altri diabetici, quelli con diabete ad esordio nell'adulto, o tipo 2, producono insulina, ma tendono a svillupare una condizione chiamata insulino resistenza, in cui il loro corpo non è in grado di usarla correttamente. Questo secondo tipo di diabete sta aumentando ad un tasso allarmante negli ultimi anni.

I diabetici che riescono a mantenersi a livelli normali o vicini ai livelli normali di glicemia, riducono il rischio di complicazioni gravi, compreso l'amputazione, la cecità, danni al sistema nervoso, malattie cardiache e insufficienza renale.
Un sensore continuo del glucosio, persino se non è collegato ad un erogatore automatico dell'insulina, potrebbe contribuire a ridurre questi rischi.

I medici che lavorano con i diabetici guardano ai progressi verso il pancreas artificiale con interesse crescente. "Attualmente stiamo facendo trapianti di pancreas con un discreto successo, ma vorremmo arrivare a sostituirlo con una macchina" dice il Dott. George L. Siegel, endocrinologo clinico a New York. Siegel, inoltre, ha spiegato che vi sono ancora molte difficoltà da superare "abbiamo l'attuatore, la pompa di insulina, e quando avremo anche un sensore sicuro e miniaturizzato in vivo per controllare costantemente il glucosio, il pancreas artificiale sarà più vicino alla realtà".


Tratto da drkoop.com, Health News, 8 dicembre 1999

Data ultimo aggiornamento: Mer, 12 Gennaio 2000 6:30:00
URL:http://www.progettodiabete.org/expert/e1_97.html

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