Rassegna su alcune pubblicazioni apparse su riviste scientifiche nell'ultimo decennio
Il diabete influisce sul rischio di incidenti automobilistici?
di Guido Seu
Scopi, progetto e metodi:
La presente rassegna contiene il riassunto (abstract) di alcune tra le più significative pubblicazioni scientifiche sul rapporto presunto tra diabete mellito e rischio di incidenti della strada. È stata selezionata a partire dalla fine degli anni '80 per due semplici considerazioni: 1) che prima di allora gli studi erano spesso basati su indagini condotte su gruppi limitati e spesso poco rappresentativi di persone, ma 2) soprattutto sul fatto che con le più moderne terapie ormai largamente diffuse, molto è cambiato nella cura del diabete, permettendone un controllo molto più accurato e rigoroso e limitando le complicanze a breve termine (ipoglicemia, iperglicemia) e quelle più a lungo termine (nefropatia, retinopatia, neuropatia, ecc.).
Obiettivo di questa selezione è rispondere alla domanda se il diabete mellito, soprattutto quello insulino trattato, rappresenti o meno un rischio per la sicurezza del traffico, sia nel caso di automobilisti di vicoli privati che di veicoli commerciali. Dare insomma una risposta finalmente basata su dati e conoscenze derivati da studi scientifici e specifici e non semplicemente dal senso comune, come oggi invece spesso accade.
La ricerca degli articoli è stata fatta con MedLine e con PubMed prendendo in considerazione gli anni dal 1988 ad oggi ed usando le parole chiave "diabetes and driving". Sono pubblicati solo gli articoli di cui si è riusciti a consultare almeno l'abstract. In bibliografia vengono comunque segnalati tutti gli articoli, tra cui anche quelli di cui non si è riusciti a conoscere il contenuto, ma che potrebbero essere rintracciati dai nostri lettori, o che comunque sono in qualche modo correlati all'argomento trattato.
Legenda: le parentesi quadre indicano che il titolo è stato tradotto in inglese dalla lingua originale.
Bibliografia:
(Clicca sul link per vedere l'abstract tradotto in italiano)
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Abstracts:
Diabetes Care Gennaio Febbraio 1988;11(9):701-7 - Motor vehicle accidents and IDDM
Songer TJ, LaPorte RE, Dorman JS, Orchard TJ, Cruickshanks KJ, Becker DJ, Drash AL
(Dipartimento di Epidemiologia, Scuola Superiore di Sanità Pubblica, Università di Pittsburgh, PA 15261)Attraverso uno studio controllato su un anno di incidenti automobilistici in 158 casi di diabete mellito insulino-dipendente (IDDM) e 158 non diabetici si è valutato il rischio di incidente tra gli automobilisti affetti da IDDM. Dall'analisi multivariata il rischio complessivo di incidente dei due gruppi di soggetti non differiva in modo significativo. Le guidatrici diabetiche, tuttavia, hanno mostrato un notevole incremento del rischio di incidenti, che si è rivelato 5 volte più grande rispetto al gruppo di controllo (P < .05). L'età e lo stato civile sono anche risultati associati con la probabilità di incidente nel modello multivariato. I risultati suggerirebbero che l'IDDM può avere un effetto sul numero di incidenti automobilistici, particolarmente tra le donne. Tuttavia, i tradizionali fattori di rischio come lo stato civile, e l'età appaiono avere un'eguale incidenza sull'occorrenza di tali incidenti. Sono quindi necessari ulteriori studi per 1) documentare il ruolo dell'IDDM negli incidenti tra campioni rappresentativi della popolazione IDDM e 2) valutare in modo proprio le restrizioni alla licenza di guida raccomandate per i pazienti diabetici.
Diabetic Medicine Marzo 1989;6(2):137-41 - Type 1 diabetes and driving experience: an eight-year cohort study.
Eadington DW, Frier BM
(Diabetic Department, Royal Infirmary, Edinburgh, UK)Sono state esaminate le abitudini di guida di 250 automobilisti con diabete Tipo 1 8 anni dopo una precedente valutazione. 45 di questi pazienti erano deceduti e 18 risutavano non raggiungibili. È stato inviato un questionario postale al quale hanno risposto l'89% degli intervistati. 56 pazienti (34%) avevano ancora la patente priva di restrizioni, dimostrando che una quota significativa di loro non aveva dichiarato il diabete alle autorità e/o agli assicuratori continuando a ignorare le leggi. Rispetto a 8 anni prima, un minor numero aveva la licenza per la guida di mezzi pesanti. 24 pazienti avevano cessato di guidare, quasi tutti volontariamente per diminuizione della capacità di guida e per la sopravvenenza di malattie. Due di loro hanno visto revocati i loro permessi di guida. 39 pazienti hanno ammesso un totale di 55 incidenti stradali dal 1979; 9 di questi (16%) sono stati attribuiti a ipoglicemia. Benché dipendenti dall'onestà e dall'accuratezza dei ricordi, il tasso di incidenti per milione di miglia percorse era di 4.9 per i maschi e di 6.3 per le femmine, comparabile a quello della popolazione generale della stessa età.
BMJ Clinical Research Ed. Settembre 1989;299(6699):591-5 - Motor vehicle driving among diabetics taking insulin and non-diabetic.
Stevens AB, Roberts M, McKane R, Atkinson AB, Bell PM, Hayes JR
(Eastern Health and Social Services Board, Belfast)OBIETTIVI. Determinare se il tasso di incidenti stradali era più alto nei diabetici insulino trattati rispetto ai soggetti non diabetici. PROGETTO. Indagine retrospettiva controllata su cinque anni. AMBIENTE. Pazienti ambulatoriali di diabetologia, dermatologia, e gastroenterologia. PAZIENTI. 596 diabetici trattati con insulina (354 automobilisti) di età tra 18-65 anni afferenti a due cliniche e 476 non diabetici ambulatoriali (302 automobilisti). METODI PRINCIPALI DI VALUTAZIONE. Tasso di incidenti nei soggetti diabetici e non diabetici. RISULTATI. È stato somministrato un questionario autocompilato per registrare l'età, il sesso, lo stato di guida, e il tasso di incidenti e codanne per reati stradali tra i volontari diabetici e i non diabetici. Per i diabetici sono state raccolte ulteriori informazioni sul trattamento, esperienze di ipoglicemia, e dichiarazioni di disabilità alla guida alle autorità e alle assicurazioni. Il tasso di incidenti era simile (81 (23%) diabetici e 76 (25%) non diabetici avevano avuto incidenti stradali nei 5 anni precedenti). Un totale di 103 diabetici avevano avuto sintomi di ipoglicemia mentre guidavano durante l'anno precedente. Solo 12 hanno riferito che l'ipoglicemia era la causa di un incidente. Complessivamente, 249 avevano dichiarato il diabete alle compagnie di assicurazione. Di questi, 107 hanno dovuto pagare un supplemento di premio, ma non sono risultate eccedenze di incidenti in questo gruppo. CONCLUSIONI. Gli automobilisti diabetici trattati con insulina e seguiti clinicamente non hanno avuto più incidenti dei soggetti non diabetici e sarebbero stati penalizzati ingiustamente dalle compagnie di assicurazione.
New England Journal of Medicine Gennaio 1991;324(1):22-6 - The effect of epilepsy or diabetes mellitus on the risk of automobile accidents
Hansotia P, Broste SK
(Marshfield Clinic Neurosciences Department, WI 54449)Precedenti studi sulla possibile associazione tra condizioni mediche croniche e la sicurezza della strada sono risultati inconsistenti e soggetti a risultati devianti a causa della loro incompleta identificazione delle persone affette. Recenti progressi nella diagnosi e gestione dell'epilessia e del diabete mellito hanno migliorato il controllo di queste malattie e impongono la necessità di un riesame dei rischi di incidenti stradali tra i pazienti affetti da queste condizioni. METODI. Abbiamo condotto una studio retrospettivo su un gruppo di 30420 soggetti da 16 a 90 anni di età, con o senza epilessia o diabete mellito. I soggetti comprendevano tutti gli automobilisti patentati in sette aree con codice postale contiguo in cui la Marshfield Cinic e il St. Joseph's Hospital, Marshfield, Winconsin, sono le principali fonti di cure mediche. Il conteggio standardizzato delle violazioni del codice della strada e degli incidenti su un periodo di 4 anni (1985-1988) è stato comparato in gruppi affetti e non affetti. RISULTATI. I punteggi standardizzati di incidenti per i soggetti con diabete erano 1.14 per le violazioni del codice (P = 0.23) e 1.32 per gli incidenti (P = 0.01); per i soggetti con epilessia i punteggi erano 1.13 per le violazioni del codice (P = 0.26) e 1.33 per gli incidenti (P = 0.04). CONCLUSIONI. Concludiamo che i conduttori di veicoli a motore con epilessia o diabete mellito presentano un aumento di rischio esiguo di incidenti stradali se paragonati alle persone non affette. L'aumento di rischio osservato nel nostro studio era generalmente inferiore a quello rilevato nei precedenti studi, e crediamo che esso non sia sufficientemente grande da permettere ulteriori restrizioni nelle prerogative alla guida.
Wisconsin Medical Journal Marzo 1991;90(3):115-8 - Diabetes and the license to drive
Ehrlich EN
(Department of Medicine, University of Wisconsin, Madison 53706)Le persone con il diabete sono soggette a politiche restrittive sulle licenze che impediscono loro la guida di alcuni tipi di veicoli. Le leggi discriminatorie riguardo la patente di guida sono basate soprattutto sul fatto che l'uso di sostanze ipoglicemizzanti, in particolare l'insulina, possono indurre episodi di coscienza alterata dovuta ad ipoglicemia. Il rischio di ipoglicemia, tuttavia, differisce enormemente tra i soggetti diabetici trattati con insulina e non è difficile identificare quei pochi che presentano un rischio significativo. Inoltre, l'avvento dei semplici dispositivi portatili per il controllo personale della glicemia permettono ai diabetici di conoscere quando i livelli di glucosio nel sangue si abbassano ed è il momento di ricorrere ad azioni correttive. Quindi, sembrerebbe che le leggi che impediscono ai diabetici di ottenere la patente per alcuni tipi di veicoli siano ingiuste e non garantiste. A seguito di queste considerazioni, le leggi dovrebbero essere rivedute per eliminare tali restrizioni e permettere una valutazione caso per caso per determinare da un punto di vista medico l'adeguatezza delle persone diabetiche. Lo stretto controllo del diabete attualmente richiesto per prevenire le complicazioni croniche può portare ad un maggior rischio di ipoglicemia. I medici che richiedono un regime terapeutico intensivo devono assicurarsi che i pazienti comprendano l'importanza dei rischi di ipoglicemia e siano in grado di minimizzarli. I medici dovrebbero segnalare alle autorità i pazienti che, a loro giudizio, non sono in grado di guidare in modo sicuro a causa delle ipoglicemie. Le leggi dello stato del Wisconsin proteggono i medici che si prendono questa responsabilità.
Diabete et Metabolisme Ottobre 1991;17(1):61-8 - [Impact of diabetes mellitus on driving safety]
Ekoe JM, Laberge-Nadeau C, Ghadirian P, Hamet P
(Unità di Ricerca in Epidemiologia Hotel-Doeu di Montreal, Università di Montreal, Quebec, Canada)L'abilità alla guida è controllata da leggi specifiche. Quindi le persone disabili o con certe malattie croniche possono essere sottoposte a queste restrizioni. Queste sono basate sull'assunto che l'esistenza e la natura di alcune malattie può costituire una fonte particolare di rischio; e ciò potrebbe essere prevenuto tramite l'introduzione di regole restrittive. Tale ipotesi non è stata provata adeguatamente, considerando tutti i fattori di rischio. Il Diabete mellito è un buon esempio delle condizioni mediche che interessano questo campo. La letterattura non ci fornisce un'informazione tale da permetterci di concludere se le persone diabetiche insulino trattate siano a più alto rischio di provocare incidenti stradali rispetto a quelle non diabetiche; e non esistono chiare indicazioni se l'ipoglicemia giochi un ruolo causale nell'eziologia degli incidenti stradali tra i diabetici insulino trattati. Forse la lacuna nelle conoscenze in questo campo è dovuta ad un uso di metodologie non standardizzate e piccoli campioni in studi che rendono difficile la comparazione. Le leggi differenti a seconda dei paesi sono basate su conoscenze empiriche e il senso comune. Questo spesso porta a situazioni conflittuali e a decisioni apparentemente discriminatorie nei confronti dei diabetici. Sono quindi necessari ulteriori studi comparativi.
Nederlands Tijdschrift Voor Geneeskunde Agosto 1992;136(35):1712-6 - [Diabetic patients: no danger on the road]
Langens FN, Bakker H, Erkelens DW
(Academisch Ziekenhuis, afd. Interne Geneeskunde, Utrecht)La valutazione del rischio di incidenti stradali tra i conduttori di veicoli a motore con IDDM e le ragioni per escluderli dalla licenza di guida sono temi attuali, in quanto la Comunità Europea sta preparando nuove linee guida restrittive. Il rischio per i pazienti diabetici di essere coinvolti in incidenti stradali come riportato da studi condotti all'estero e calcolati sui dati tedeschi, non eccedono quelli che ci si aspetta siano causati dalla prevalenza del diabete mellito. Questo giustifica una politica di flessibilità nella concessione della patente di guida alle persone affette da diabete.
Risk Analysis Giugno 1993;13(3):319-26 - The risk of licensing persons with diabetes to drive trucks.
Songer TJ, Lave LB, LaPorte RE
(Department of Epidemiology, University of Pittsburgh, Pennsylvania)Gli American with Disabilities Act 1990 proibiscono di assumere le persone disabili in lavori dove esse non fossero in grado di compiere tali attività. La Fedral Highway Administration non concede la patente di guida interstatale per i veicoli commerciali alle persone con diabete mellito. Esse potrebbero avere crisi ipoglicemiche, aumentando notevolmente il loro rischio di perdere ill controllo del camion. Questa proibizione sta per essere riesaminata. Noi descriviamo il processo che conduce all'ipoglicemia grave e le sue manifestazioni fisiche. Per quantificare i rischi di concedere la patente a persone insulino trattate, abbiamo prima stimato il numero di potenziali conducenti che usano insulina. Abbiamo stimato che 1420 persone che usano insulina potrebbero cercare di ottenere la licenza negli Stati Uniti se fosse permesso loro (920 non isulino dipendenti e 500 insulino dipendenti). Poi, abbiamo simato l'incidenza annuale di ipoglicemia grave in questa popolazione. Il terzo passo È stato di stimare il numero di episodi di ipoglicemia durante la guida. Stimare la probabilità di un icidente dovuto a un episodio di lieve o grave ipoglicemia è stato il quarto passo. Abbiamo stimato che potrebbero verificarsi 42 incidenti in più ogni anno se le persone che fanno uso di insulina fossero abilitate alla guida di veicoli commerciali nel commercio interstatale (20 insulino dipendenti e 22 non isulino dipendenti).
Risk Analysis Giugno 1993;13(3):327-34 - Should persons with diabetes be licensed to drive trucks?--Risk management.
Lave LB, Songer TJ, LaPorte RE
(Graduate School of Industrial Administration, Carnegie Mellon University, Pittsburgh, Pennsylvania)Come potrebbe un ente governativo interpretare un'analisi di rischio che conclude che c'è un piccolo incremento nel rischio? Questo ente può decidere a nome della società se l'aumento di rischio è abbastanza grande da giustificare la proibizione di attività rischiose o fare qualche altro passo per diminuire il rischio. In uno studio gemello, abbiamo concluso che dare la licenza di guida di veicoli commerciali alle persone insulino trattate comporterebbe 42 incidenti in più ogni anno. Sono questi numeri (42) significativi? Il rischio annuale di incidenti è significativo(da 0.00785 a 0.032 per i non insulino dipendenti e 0.048 per gli insulino dipendenti)? I relativi rischi sono significativi per tutti i conducenti insulino trattati (4.7)? Per gli autisti con una storia di gravi ipoglicemie (19.8)? Come potrebbe la società controbilanciare l'aumento del rischio per aumentare le opportunità per queste persone handicappate? Abbiamo rivisto altre decisioni sociali concernenti la sicurezza autostradale: accettare l'aumento di rischio permettendo di guidare ai sedicenni, permettendo vetture estremamente leggere, consentendo la pericolosità di alcune autostrade, e consentendo condizioni di guida estremamente pericolose in certi momenti del giorno. Abbiamo concluso che il rischio aggiuntivo derivante dalle persone insulino trattate sta all'interno della soglia di rischio attualmente accettata.
Canadian Journal of Public Health Luglio-Agosto 1994;85(4):282-5 - Risk of automobile accidents among elderly drivers with impairments or chronic diseases.
Gresset J, Meyer F
(Groupe de Recherche en Epidemiologie, Faculté de Medicine, Université Laval, Montreal, Quebec)Lo studio controllato è stato condotto su uomini anziani del Quebec per documentare il rischio di incidente stradale associato a menomazioni o condizioni mediche croniche. Tutti i 1400 automobilisti che hanno avuto un incidente sia con lievi conseguenze fisiche sia solo con danno alla proprietà durante il loro 70° anno nel 1988 e 1989 sono stati prelevati dallo schedario sugli incidenti della "Societé de l'Assurance Automobile du Quebec" (SAAQ). Sono stati comparati a 2636 casi si controllo scelti casualmente tra gli automobilisti della stessa età. Le informazioni sulle condizioni mediche sono state ottenute soltanto dal SAAQ. Chilometraggio e abitudini di guida sono state documentate tramite un questionario per posta. Il relativo rischio di incidenti associati con le condizioni mediche è stato stimato durante i controlli. Complessivamente, i risultati mostrano che gli automobilisti anziani di veicoli privati con minorazioni o malattie croniche non costituiscono un incremento di rischio di incidenti della strada. Solo quelli con aritmia hanno mostrato un significativo aumento di rischio (OR = 1.63, CI: 1.00-2.65). Questo studio non giustifica norme più severe per gli automobilisti anziani.
Vojnosanit Pregl Luglio-Agosto 1995;52(4):335-40 - [The effect of drivers' health status on the occurence of traffic accidents]
Jovanovic J, Jovanovic M, Dokic L, Stojicic R
(Zavod za zdravstvenu zastitu radnika - Nis)Viene presentata un'analisi dell'influenza delle condizioni di salute nella frequenza di incidenti stradali. Il gruppo controllato consisteva di 930 automobilisti con malattie o condizioni che richiedono il costante controllo e monitoraggio. Il gruppo di controllo era composto di 320 automobilisti completamente sani. Entrambi i gruppi erano approssimatamente simili in relazione agli altri fattori che potrebbero influenzare la frequenza degli incidenti stradali. Il comportamento di questi automobilisti è stato seguito in un periodo di 4 anni. I risultati mostrano che gli automobilisti con alcune condizioni mediche (condizioni e malattie psichiatriche-psicologiche, ipertensione arteriosa, diabete mellito, problemi all'udito e alla vista, ulcere allo stomaco e al duodeno) causano molto più spesso incidenti stradali rispetto quelli sani. Si impone la necessità di un costante e rigoroso controllo nella selezione medica degli automobilisti per alleviare l'epidemia dei traumi da incidente stradale.
Netherlands Journal of Medicine Gennaio 1996;48(1):24-8 - Diabetes mellitus and traffic incidents
Veneman TF
(Department of Internal Medicine, University Hospital Utrecht, Netherlands)Attualmente non esistono prove che, come gruppo, i pazienti con diabete mellito siano a maggior rischio di essere coinvolti in incidenti stradali. Tuttavia, si possono verificare incidenti dovuti ad ipoglicemia, e la loro percentuale è stata stimata intorno al 5.2%. Uno studio recente che ha utilizzato tecniche di simulazione al computer ha mostrato che durante una moderata ipoglicemia (2.6 mmol/l) le performance di guida erano peggiorate notevolmente. Solo un terzo di questi soggetti era consapevale di questo. Sorprendentemente, solo la metà di essi hanno affermato che non avrebbero guidato in queste circostanze. L'ipoglicemia asintomatica rappresenta il maggior fattore di rischio. Con gli sforzi attuali di migliorare il controllo metabolico con terapie intensive di insulina, l'incidenza del mancato riconoscimento dell'ipoglicemia e quindi di gravi ipoglicemie è in crescita. Con un programma di educazione come il blood glucose awareness training (BGAT) introdotto da Cox et al. i pazienti imparano a stimare le glicemie e soprattutto ad accorgersi dell'ipoglicemia con anticipo. I primi studi mostrano che dopo il BGAT l'incidenza dell'ipoglicemia decresce. È interessante anche osservare che dopo il BGAT i pazienti sono meno frequentemente coinvolti in incidenti stradali (tasso per 1.000.000 di milia 6.8 vs. 29.8, p=0.01). Quindi, mentre molte questioni rimangono senza risposta, il BGAT ha provato di essere in grado di ridurre gli episodi ipoglicemici e gli incidenti stradali.
South African Medicine Agosto 1996;86(8 Suppl):1018-20 - Driving and Diabetics on insulin therapy.
Distiller LA, Kramer BD
(Centre for Diabetes and Endocrinology, Johannesburg)I pazienti con diabete mellito che richiedono terapia insulinica si è sempre pensato essere ad alto rischio di incidenti di guida, soprattutto a causa della possibilità di eventi ipoglicemici mentre guidano. Ci sono, tuttavia, direttive non specifiche in Sud Africa che tengono conto della ragionevolezza della decisione su come e quando un diabetico sia in grado di guidare da un punto di vista medico. La Road Traffic Ordinance afferma semplicemente che "I pazienti con diabete non controllato dovrebbero essere interdetti dalla guida". Non è stata data alcuna direttiva su cosa costituirebbe il "diabete non controllato". La situazione non è molto chiara neppure a livello internazionale, dove ogni paese ha differenti leggi al riguardo. I diabetici sotto terapia insulinica non subiscono restrizioni nella guida di veicoli privati in tutti i paesi, ma le leggi riguardanti i veicoli commerciali sono molto più disparate. L'aumento di rischio di incidenti automobilistici provocati da automobilisti diabetici sotto insulina è pure incerto, ci sono significative variazioni nel tasso di rischio nelle diverse pubblicazioni. La letteratura suggerisce, tuttavia, che i diabetici presentano un esiguo aumento di rischio nelle violazioni del codice e negli incidenti della strada comparati alla popolazione generale, ma che questo aumento complessivo del rischio è minimo e, probabimente, accettabile. Non esistono, tuttavia, statistiche per il Sud Africa e ogni direttiva sulla guida per i diabetici in cura con insulina in questo paese necessiterà di essere basata sull'esperienza internazionale, in particolar modo quella degli USA e dell'Europa Occidentale. La decisione di come e se un diabetico insulino trattato debba poter guidare (sia un veicolo privato che, molto spesso, un veicolo commerciale) è spesso lasciata al medico curante. Direttive appropriate, basate sull'esperienza internazionale, sono auspicabili.
Wiener Klinische Wochenschrift Novembre 1996;108(22):731-6 - [Driver license, driving habits and traffic safety of patients with diabetes mellitus].
Brunner GA, Semlitsch B, Siebenhofer A, Pieber TR
(Diabetologie und Stoffwechsel, Medizinische Universitatsklinik, Graz)La pratica automobilistica degli autisti diabetici è simile a quella della popolazione media. A causa dell'insorgenza repentina dell'ipoglicemia disabilitante e delle complicazioni a lungo termine dovute a questa malattia, in modo particolare la retinopatia, si dà per assunto che gli automobilisti diabetici siano più portati agli incidenti stradali rispetto alla media; tuttavia, il rischio non è superiore. Per affrontare questo problema, il Congresso dell'Unione Europea ha recentemente elaborato delle direttive che condurranno in Austria all'introduzione di una nuova legge per la patente di guida. Questa legge è attualmente in esame. Raccomandiamo che sia definita la discriminazione tra pazienti a rischio ipoglicemico (insulina e/o sulfaniluree) e quelli che non sono a rischio di ipoglicemia (controllati solo con dieta o antidiabetici orali diversi dalle sulfoniluree) dalle autorità deputate alla concessione delle licenze. Inoltre, i diabetici dovrebbero essere invogliati dalle leggi a partecipare a programmi educativi, con il fine specifico di informarli sulle attitudini alla guida e ad evitare le ipoglicemie mentre sono al volante, questo potrebbe essere di grande importanza per la sicurezza sulla strada.
Journal of Internal Medicine Marzo 1997;241(3):213-9 - Medical risk factors drivers in single-car accidents
Gislason T, Tomasson K, Reynisdottir H, Bjornsson JK, Kristbjarnarson H
(Department of Psychiatry, National University Hospital, Rwykjavik, Iceland)OBIETTIVI. Stimare i fattori medici di rischio tra i conducenti in incidenti che coinvolgono singole automobili con speciale riguardo ai colpi di sonno e all'abuso di alcol. PROGETTO. Un indagine epidemiologica tramite questionari multi scelta spediti ad automobilisti coinvolti e ad un gruppo casuale di controllo. AMBIENTE. Islanda. SOGGETTI. Tutti i conducenti coinvolti in incidenti (n = 471) nel corso del 1989-91 e un gruppo di controllo della popolazione generale (n = 1000). PRINCIPALI METODI DI VALUTAZIONE. Un profilo sanitario e la risposta a domande concernenti disturbi del sonno e abusi di alcolici. RISULTATI. Rispetto al gruppo di controllo gli automobilisti incidentati erano più giovani e i maschi erano tre volte le femmine. Quelli che abusavano di alcolici erano più prequenti. I disturbi cronici come l'epilessia, il diabete mellito, e i disturbi cardiaci non erano sovra-rappresentati all'interno del gruppo che avevano riportato un incidente. Complessivamente, 15.4% hanno dichiarato che gli incidenti erano causati da sonnolenza, un'analisi ulteriore ha rivelato che questi automobilisti "assonnati" molto spesso hanno una storia di abuso di alcol e di "almeno un colpo di sonno durante la guida". CONCLUSIONI. Confrontati con il controllo, gli automobilisti coinvolti in incidenti erano più spesso giovani, maschi, con una storia di colpi di sonno durante la guida, e anche una storia di alcolismo. Le malattie croniche come l'epilessia e il diabete mellito non erano sovrarappresentate tra di essi. Questi risultati danno rilevanza alla questione di come gli automobilisti ad alta probabilità di causare incidenti (sonnolenza e alcolismo) possano essere identificati in tempo e possano essere prese misure preventive.
Diabetes Care Febbraio 1999;22(2):220-7 - Diabetes and automobile crashes in the elderly. A population-based case-control study
McGwin G Jr, Sims RV, Pulley L, Roseman JM
(Department of Epidemiology, University of Alabama at Birmingham 35294-0009, USA. mcgwin@eyes.uab.edu)OBIETTIVI. Stimare l'associazione tra diabete e sue complicazioni e incidenti causati da errore tra gli automobilisti anziani. PROGETTO E METODI. Studio basato su una popolazione controllata. I soggetti erano automobilisti di età > 65 anni che erano stati coinvolti in incidenti durante il 1996 in cui risultavano in colpa. Sono stati selezionati due gruppi di controllo: 1) coinvolti in incidenti in cui non avevano colpa e 2) non coinvolti in incidenti. Sono state realizzate interviste telefoniche per le informazioni sulle caratteristiche demografiche, abitudini di guida, postumi e trattamento del diabete, altre condizioni mediche, e funzionalità visiva. RISULTATI. Complessivamente, non è risultata associazione tra diabete e incidenti causati. Il tasso di probabilità (OR) per il diabete era 1.1 (CI 0.7-1.9) quando il gruppo esaminato è stato comparato con entrambi i gruppi di controllo. Tuttavia, l'OR di diabete era 2.5 (0.9-7.2) tra i soggetti che erano stati coinvolti in incidenti nei 4 anni precedenti il 1996, mentre era solo 0.9 (0.5-1.7) tra quelli che non ne avevano avuti. Non vi sono evidenze di un'associazione tra modalità di trattamento e colpa negli incidenti. I soggetti considerati erano, sebbene non significativamente (P=0.25), più probabilmente (OR 2.4) affetti da neuropatia rispetto a quelli del gruppo di controllo, e la retinopatia non risultava associata al rischio di incidenti. CONCLUSIONI. Questo studio non ha fornito evidenze che gli autisti anziani con il diabete siano a maggior rischio di infortuni stradali. Rimane la possibilità che quelli con diabete che hanno molti più disturbi o hanno avuto molti incidenti siano a maggior rischio.
Diabetes Care Febbraio 2000;22(2):Editorial - Hypoglycemia and Driving Performance
M. Frier
Guidare è un'attività che richiede complessa perizia psicomotoria, buona funzione visuo-spaziale, processo rapido delle informazioni, vigilanza, e soddisfacente capacità di giudizio. L'ipoglicemia acuta può compromettere queste funzioni. Modesti abbassamenti di neuroglicopenia possono provocare disfunzioni cognitive senza dar luogo necessariamente alle avvisaglie dell'ipoglicemia. Siccome l'ipoglicemia è un fattore causale in alcuni incidenti stradali, molte autorità nazionali hanno bisogno di maggiori dati scientifici su cui basare le loro decisioni in materia.
Nel recente studio di Cox et al. si è usato un simulatore di guida sofisticato e, mediante infusione, si è progressivamente indotto uno stato di ipoglicemia in 37 diabetici tipo 1 di cui metà con ridotta sensibilità alle ipoglicemie. Per un periodo di circa 30 minuti sono state valutate la loro percezione dei sintomi, il giudizio e l'abilità di guida.
La perizia di guida è risultata diminuita già dopo modeste ipoglicemie (3.4-4.0 mmol/l) e meno di un quarto dei diabetici ne risultava cosciente. L'imperizia includeva: frenate a strada libera e/o guida troppo veloce e/o in posizione errata della carreggiata e/o mancato rispetto dei segnali di stop con conseguente coinvolgimento in incidenti. Solo 1/3 del campione ha trattato l'ipoglicemia e/o si è fermato. Poiché durante l'ipoglicemia viene mantenuto il normale apporto di glucosio al cervello, è possibile che questa sia la ragione della frequente mancanza di un'azione correttiva da parte di molti pazienti. Pur esseendo l'ipoglicemia causa solo di una piccola percentuale di incidenti della strada, è indubbio che possa influire negativamente sulla performance di guida e deve essere evitata dai diabetici durante la guida. Come conseguenza dei risultati di questo importante studio, i diabetici che sono ad alto rischio di incorrere in gravi ipoglicemie asintomatiche avranno maggiori difficoltà ad ottenere la loro patente di guida.Conclusioni:
Complessivamente, la maggior parte degli studi condotti in questi ultimi anni, concordano sulla necessità di un maggior approfondimento sull'argomento, promuovendo nuovi studi su grandi numeri in cui il gruppo dei pazienti con Diabete Mellito insulino trattato possa essere messo a confronto con un campione di controllo significativo della popolazione generale.
È pur vero che, in base ai dati emersi dagli studi finora condotti in diverse parti del mondo (soprattutto Europa Occidentale e Stati Uniti, ma abbiamo anche visto Sud Africa e stati dell'Est europeo), tranne qualche rara eccezione concordano tutti nel ritenere che la percentuale di rischio di incidente causato o in cui resta coinvolto un diabetico trattato con insulina, non differisce in modo statisticamente significativo dalla popolazione generale.
Ci appaiono anche molto interessanti le considerazioni di carattere sociale portate da Lave, Songer e LaPorte nel loro articolo, secondo cui molto spesso le autorità sono obbligate ad accettare un certo margine di rischio nel concedere la licenza di guida (come in altre decisioni del resto) per non dover limitare la circolazione ad un gruppo molto ristretto di persone con caratteristiche ideali (aspetti psico-sociali della personalità, abitudini di vita, abuso di sostanze, uso di farmaci, ecc....) ed in condizioni ambientali ideali (bassa densità di circolazione, condizioni climatiche favorevoli, ecc...). "Abbiamo concluso" affermano "che il rischio aggiuntivo derivante dalle persone insulino trattate sta all'interno della soglia di rischio attualmente accettata".
Interessante ci appare la proposta di far partecipare i diabetici trattati con insulina e/o con alcuni antidiabetici orali a corsi che li aiutino a riconoscere in anticipo l'insorgenza di eventuali ipoglicemie (che poi è l'unico reale fattore di rischio, se si escludono le complicanze a lungo termine). Risulta infatti dallo studio di Vaneman che somministrando ai pazienti a rischio ipoglicemico un programma educativo (il BGAT per esempio), il tasso di rischio di incidente risultava notevolmente ridotto. Tale programma potrebbe essere condotto dal centro medico che segue il paziente e che fornisce un attestato per le commissioni mediche esaminatrici.
Vista comunque la complessità dell'argomento, si ritiene comunque indispensabile la presenza di un medico specialista in diabetologia nella commissione medica esaminatrice, o, in alternativa, una certificazione del medico diabetologo curante che attesti l'idoneità del richiedente alla guida (tale certificazione dovrebbe semplicemente basarsi sulla certificazione del fatto che l'esaminando si sottopone regolarmente ad una terapia personalizzata concordata con il medico, e/o l'équipe medica, stessi).
Per quanto riguarda invece l'uso di veicoli commerciali, la tendenza è ad una maggiore prudenza nel concedere le licenze, soprattutto per l'esiguità degli studi finora condotti (che comunque non si discostano nei dati riscontrati dagli altri). In questo particolare settore è assolutamente necessario studiare meglio i dati in possesso e raccoglierne di nuovi più significativi, ma nulla, tranne il senso comune (che però non sempre si rivela essere la scelta giusta), sembrerebbe giustificare una limitazione anche in tal senso.
Concludo infine riportando, dall'articolo di Borch-Johnsen K. Improving prognosis of type 1 diabetes. Mortality, accidents, and impact on insurance un'affermazione di grande importanza che riguarda i premi assicurativi, ma che fornisce anche un'idea della reale incidenza dei sinistri causati da diabetici insulino trattati. "Per quanto riguarda invece le assicurazioni sui rischi di incidente, non è stato riscontrato alcun aumento di rischio, per cui le persone affette da diabete dovrebbero poter accedere a tali contratti senza dover subire alcuna maggiorazione".
Si ringrazia Marco Songini per la supervisione dell'articolo.
Data ultimo aggiornamento: Ven, 10 Marzo 2000 6:30:00
URL:http://www.progettodiabete.org/expert/e1_92.html
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