Guidare? Si può
Teresa Arrigo
Le norme che regolano questa attività e le avvertenze che, se seguite con attenzione, permettono di guidare senza rischi
NORMATIVE
Nella lista dei desideri dell'adolescente la patente di guida occupa da sempre un posto privilegiato.
Nella moderna società industrializzata l'automobile, oltre ad essere un mezzo di locomozione insostituibile, rappresenta il passaporto per entrare nel mondo degli adulti, ufficializzando l'emancipazione dell'adolescente.Il rilascio o il rinnovo della patente di guida costituisce ancora oggi un "problema" un po' più complicato dal punto di vista burocratico quando a richiederli sia un individuo con diabete insulino-dipendente, a causa delle numerose normative che regolamentano i requisiti medici per la definizione di idoneità fisica.
Fino a qualche anno addietro la legislazione in materia risultava difforme nei differenti Stati del mondo per cui, ad esempio, la guida di automezzi pesanti di portata superiore ai 3.500 Kg era consentita ai soggetti con diabete in alcune nazioni (Finlandia, Giappone, Argentina), limitata in altre (Austria, Inghilterra, Svezia) e proibita del tutto in altre ancora (Belgio, Grecia, Italia).
Dal 1991 la Comunità Economica Europea ha uniformato i criteri relativi alle norme sanitarie per il rilascio della patente con una direttiva, che è stata recepita dal Ministero italiano dei Trasporti e della Navigazione.
Tale decreto specificava che la patente di guida dei veicoli del gruppo 1 (veicoli di categorie A, B, B+E, sottocategorie A1, B1) "può essere rilasciata o rinnovata al candidato o conducente colpito da diabete mellito, con parere di un medico autorizzato e regolare controllo medico specifico per ogni caso", mentre per i veicoli del gruppo 2 (veicoli di categorie C, C+E, D+E, sottocategorie C1, C1 + E, D1, D1 + E) "la patente di guida non deve essere rilasciata né rinnovata al candidato o conducente di questo gruppo colpito da diabete mellito che necessiti di trattamento con insulina, salvo casi eccezionali debitamente giustificati dal parere di un medico autorizzato e con controllo medico regolare".
Il suddetto decreto ministeriale, però veniva interpretato in modo differente a livello delle diverse Commissioni Mediche Locali, per cui da parte del Ministero dei Trasporti veniva richiesta al Consiglio Superiore di Sanità la creazione di un gruppo di lavoro, costituito da tecnici e incaricato di affrontare e discutere alcuni aspetti specifici relativi alla condizione diabetica.
A conclusione dei lavori di una Commissione, composta dai rappresentanti della Federazione Italiana Diabete, di un'Associazione di volontariato (la FDG), del Ministero dei Trasporti e del Ministero della Sanità sono state approvate dal Consiglio Superiore di Sanità le "Linee guida per l'applicazione della normativa inerente il rilascio ed il rinnovo della patente di guida a candidati o conducenti colpiti da diabete" (30/9/97).
Il Ministero dei Trasporti e della Navigazione, facendo riferimento tra l'altro anche alle suddette linee guida, ha di recente del 1994 modificato il precedente decreto, permettendo il rilascio della patente a soggetti che necessitino di trattamento con insulina, però solamente in "casi eccezionali debitamente giustificati dal parere di un medico autorizzato e con controllo medico regolare" (D.M. 16/10/98). [n.d.r.: una successiva circolare ministeriale si chiarisce ulteriormente che tale limite "si applica esclusivamente alle patenti di guida del "gruppo 2", ossia alle categorie c.d. superiori (C, C1, d, D1, E)].
Il diabetologo (di una struttura pubblica o privata accreditata), che segue regolarmente il soggetto con diabete mellito insulino-dipendente, ha il compito di rilasciare la certificazione sullo stato di salute complessivo, sul controllo glicemico e sull'assenza o presenza di complicanze connesse. La Commissione Medica Locale potrà concedere o negare il rilascio e/o il rinnovo della patente di guida (per il gruppo 1) per un tempo variabile da 1 a 5 anni sulla scorta della qualità del controllo glicemico e in caso di assenza delle complicanze.
PERCHÉ IL RILASCIO DELLA PATENTE DI GUIDA VIENE CONSIDERATO "A RISCHIO" PER IL SOGGETTO CON DIABETE INSULINO-DIPENDENTE?
Guidare è un'attività fisica che richiede da parte del conducente attenzione, abilità, coordinazione motoria, acuità visiva, sensibilità tattile, concentrazione psichica e anche un modesto dispendio energetico. Se il richiedente è in trattamento insulinico si pongono essenzialmente due problemi: il primo connesso al rischio di ipoglicemia, il secondo correlato al grado di acuità visiva.
Il soggetto in trattamento insulinico è esposto al rischio di ipoglicemia che, se grave (glicemia inferiore a 45 mg/dl), si può manifestare con svariati sintomi: difficoltà di concentrazione, perdita di coordinazione, confusione, sdoppiamento dell'immagine visiva, disturbi nella percezione dei colori, diminuzione dello stato di coscienza fino alla perdita della stessa e/o convulsioni. Il quadro clinico è ovviamente tanto più grave quanto più marcata è la diminuzione della concentrazione di zucchero a livello del cervello. Dopo molti anni dall'esordio della condizione diabetica il soggetto con diabete insulino-dipendente può talora avvertire in maniera sfumata i segni dell'ipoglicemia per cui può andare incontro ad un appannamento dello stato di vigilanza, il che può essere causa di incidenti stradali.
Alcuni dati in letteratura dimostravano che i soggetti con diabete mellito insulino-dipendente presentavano un'aumentato rischio di incidenti stradali, come conseguenza dell'ipoglicemia, mentre più recentemente è stato dimostrato come soggetti sottoposti ad un programma intensivo di educazione, atto a riconoscere precocemente l'ipoglicemia siano meno frequentemente coinvolti negli incidenti stradali, grazie ad una diminuita comparsa di episodi ipoglicemici gravi.
La capacità visiva di un soggetto con diabete, oltre che alternarsi transitoriamente in corso di ipoglicemia, può anche ridursi stabilmente se sono presenti (e in fase di evoluzione avanzata) complicanze a carico della retina. Comunque, un soggetto con diabete mellito insulino-dipendente in buon controllo glicemico, con una buona capacità di avvertire e interpretare correttamente i segni premonitori dell'ipoglicemia e istruito sulle contromisure da adottare in questi casi, senza complicanze, seguito con regolarità da un diabetologo, non ha problemi per il rilascio della patente (categorie A,B, B+E e sottocategorie Al e B1).
AVVERTENZE
Il soggetto con diabete insulino-dipendente, prima di mettersi alla guida, dovrà comunque ricordare e mettere in atto alcune elementari norme igieniche, allo scopo di non mettere a repentaglio la propria e l'altrui incolumità:
- tenere in macchina una scorta di zuccheri semplici;
- misurare la glicemia prima di partire e durante un lungo viaggio (da mantenere sempre valori glicemici superiori a 75mg/dl);
- evitare di saltare il pasto e la prevista somministrazione di insulina;
- evitare l'assunzione di alcool;
- evitare i lunghi viaggi senza soste e/o pasti;
- fermarsi immediatamente ai primi sintomi di ipoglicemia, per misurare la glicemia e prendere tempestivamente gli opportuni provvedimenti;
- ricordarsi di mettere al corrente il proprio agente assicurativo della propria condizione diabetica;
- portare sempre con sé un tesserino che attesti la sua condizione, con nome, cognome, indirizzo, telefono, tipo di terapia in corso, medico curante e chi avvisare in caso di malore. Questo documento rappresenta una vera "carta di identità sanitaria" che permette l'identificazione e un soccorso mirato;
- avere a disposizione una confezione di glucagone.
Teresa Arrigo
Istituto di Clinica Pediatrica
Università di Messina
Tratto da: Diabete Giovani, Anno I, n. 1, maggio 1999. (il commento contrassegnato con n.d.r. è a cura di Progetto Diabete)
Data ultimo aggiornamento: Mer, 8 Settembre 1999 6:30:00
URL:http://www.progettodiabete.org/expert/e1_90.html
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