Risolvere il dilemma dell'esercizio fisico
Studio di tre casi
di Daniel Trecroci
Uno studio pubblicato nel dicembre del 1998 dal Canadian Journal of Diabetes Care riporta che l'esercizio fisico regolare è una componente importante nel trattamento di tutte le persone col diabete. Gayle Lorenzi, RN, CDE, che ha condotto questo studio all'Università della California, San Diego, ha affermato che l'esercizio, quando combinato con una terapia a regime dietetico e farmacologico, generalmente contribuisce a migliorare il controllo glicemico, allo stesso modo riduce il rischio di problemi cardiaci, migliora il controllo della pressione arteriosa, e la qualità della vita.
I medici devono però considerare che la decisione di iniziare un nuovo programma di esercizi richiede buone motivazioni iniziali, ed un certo impegno per mantenerlo.
Lorenzi menziona tre profili che illustrano le strategie di intervento usate per includere l'attività fisica nella routine quotidiana dei pazienti.
Una vita sedentaria
Il primo è una donna di 60 anni alla quale è stato diagnosticato il diabete tipo 2 sei anni prima dello studio. La donna pesava 276 pounds (circa 120 Kg), ed era in cura con metformina per migliorare il suo controllo glicemico. La donna non aveva fatto più attività fisica da tempo, e la sua comprensione dei benefici portati dall'esercizio era limitata.
Si stabilì un programma di esercizi che inizialmente consisteva nel camminare da tre a cinque minuti al giorno, successivamente si aumentava ogni giorno di uno o due minuti la durata dell'esercizio. Inizialmente veniva controllata ogni due o tre settimane e poi ogni 6-8 settimane con continua enfasi nell'aumentare la durata degli esercizi. Dopo 9 mesi dalla prima valutazione, la donna aveva perso circa 15 chili, e la sua emoglobina glicosilata (HbA1c) era scesa a 6.5%.
Un triatleta
Il secondo profilo riguarda un uomo di 32 anni con diabete tipo 1, triatleta. Almeno tre volte alla settimana egli passava una media di 3 ore e 45 minuti quotidiane sollevando pesi, correndo, andando in bicicletta e nuotando.
Il suo regime insulinico giornaliero era di 45 unità di NPH ogni mattina, con dosi supplementari di Regolare prima dei pasti. Raccontava di avere lievi ipoglicemie circa quattro volte alla settimana, e che tali istanze ipoglicemiche aumentavano in frequenza e gravità con l'intensificarsi dell'allenamento. Egli aveva provato a sospendere l'insulina nei giorni delle competizioni, ma l'unico risultato era una diminuizione della sua capacità di resistenza ed un aumento dei livelli di glicemia.
Il suo programma di esercizi fu di controllare la glicemia più spesso quando si allenava. Se l'allenamento durava meno di 30 minuti, egli doveva aggiungere uno snack e o un piccolo aggiustamento di insulina. Se il suo esercizio durava per più di 30 minuti, doveva ridurre l'insulina dal 10 al 20 per cento e consumare da 10 a 30 grammi di carboidrati ogni 30-60 minuti. E se stava per iniziare un gravoso e prolungato esercizio, doveva ridurre l'insulina del 30- 50 per cento (prima di e fino a 12-24 ore dopo l'esercizio) e consumare 10-30 grammi di carboidrati ogni 30-60 minuti.
Come risultato di questo programma, l'atleta ha mostrato un miglior controllo glicemico e la sua HbA1c è scesa a 6.9% senza ulteriori episodi di ipoglicemia.
Uno stacanovista
Il terzo profilo è quello di un uomo di 44 anni con 18 anni di storia di diabete tipo 1. I suoi valori di HbA1c erano 8- 8.4%, e la sua attività fisica era limitata a lavorare sul suo motociclo nei weekend. Fumava circa 40 sigarette al giorno, e raccontava di avere il fiato corto al minimo esercizio. L'uomo avrebbe voluto perdere peso ed esercitarsi maggiormente, ma era incerto su come poteva unire tale attività con il suo regime di vita. Identificò nel camminare un esercizio che poteva fare mentre era "per la strada".
Fu stabilito un piano di esercizi consistente nel camminare ogni sera per 5-10 minuti, aumentando gradualmente la durata degli esercizi. Dopo un anno, aveva continuato a condurre una vita intensa fumando da 30 a 40 sigarette al giorno, ma i livelli di HbA1c erano calati a 7.3%, e aveva perso una decina di chili.
Lorenzi conclude che l'integrazione dell'esercizio fisico nella vita quotidiana delle persone con diabete è una sfida, e che le linee di riferimento e le raccomandazioni generali dei medici possono essere un buon punto di partenza. Lorenzi pensa anche che i medici dovrebbero dare istruzioni dettagliate riguardo gli aggiustamenti necessari nella terapia per ridurre ogni possibile rischio di ipoglicemia. Il successo dell'esercizio fisico e dell'aumento del'attività fisica può essere raggiunto anche con una rivalutazione e aggiustamento terapeutico per permettere meglio al paziente di adeguarsi ai suoi obiettivi di benessere e di controllo metabolico.
Tratto da: Diabetes Interview
Data ultimo aggiornamento: Ven, 23 Aprile 1999 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_79.html
|
|
|
