Tavola mediterranea e attività fisica sono la “terapia” migliore

Occhio alla dieta se è di tipo due

di Francesco Minuto e Renzo Cordera*

Il diabete di tipo 2 è caratterizzato dall'iperglicemia (aumento del glucosio nel sangue) che è determinata da alterazioni complesse sia delle secrezione, sia dell'attività insulinica. L'iperglicemia quindi è causata da una minore capacità dell'insulina di attivare l'utilizzazione dello zucchero da parte di muscoli, fegato e tessuto adiposo e dalla incapacità delle cellule del pancreas endocrino a produrre una quantità di insulina sufficiente per superarne la inefficienza. È tuttora non chiara quale sia la causa primitiva del diabete tipo 2 (alterata secrezione o ridotta efficienza dell'insulina), perché al momento della diagnosi entrambi i meccanismi patologici sono presenti.

Nel 1997 la Società americana del diabete (ADA) ha proposto nuovi criteri diagnostici per il diabete tipo 2. Tre le novità più importanti per la diagnosi:

  1. Il valore di glicemia a digiuno al di sopra del quale si fa diagnosi di diabete a digiuno è stato ridotto da 140 a 126 mg/dl;

  2. Il riconoscimento di una nuova categoria “l'intolleranza allo zucchero a digiuno (IFG)” che comprende i soggetti con glicemia a digiuno compresa tra 110 e 126 mg/dl (soggetti ad alto rischio di diabete e malattie Cardiovascolari)

  3. Controllo della glicemia a digiuno al di sopra dei 45 anni

Chi corre il rischio di diventare diabetico? Nel 90 per cento dei casi di diabete tipo 2 sono presenti, oltre alla familiarità, vita sedentaria, obesità, alti livelli di colesterolo, di trigliceridi e ipertensione. Che cosa rischia un diabetico di tipo 2? Fondamentalmente questi pazienti hanno un'aumentata probabilità di soffrire per un infarto cardiaco e/o un ictus cerebrale; in altre parole il diabete tipo 2 rappresenta un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Purtroppo questa forma di diabete favorisce anche la sofferenza di altri organi importanti: rene, occhio e sistema nervoso periferico. In termini pratici questo significa: rischio di emodialisi, di cecità, di amputazioni degli arti inferiori.

Da non dimenticare anche che il diabete tipo 2 può provocare disturbi di tipo sessuale come il deficit erettile del maschio. Quello appena descritto è lo scenario, la storia naturale del diabete trascurato, non curato. Per fortuna oggi molti mezzi sono a disposizione del medico e del paziente per fronteggiare e prevenire questi pericoli. Fondamentale è il ripristino di valori di zucchero nel sangue il più possibile normali. Il metodo ottimale per ottenerlo è un appropriato stile di vita, cioè un'alimentazione ridotta nella quantità, “mediterranea” nella qualità (povera di grassi animali, di dolci e zucchero, e ricca in fibre e carboidrati complessi come pasta e pane) associata ad attività fisica (passeggiate, sport non competitivo, bicicletta, nuoto). L'adozione di queste misure comporta, oltre alla riduzione dello zucchero nel sangue, un aumento della massa muscolare a scapito della massa grassa, riduzione del peso corporeo, e della pressione arteriosa, un aumento del colesterolo “buono” (HDL): ne consegue un'enorme riduzione dei rischi di malattie cardiovascolari e delle complicanze ricordate prima. Se ciò non basta il medico prescrive dei farmaci: dalle sulfoniluree, che aumentano la secrezione insulinica, alle biguanidi e agli attivatori di fattori di trascrizione, che ottimizzano l'attività dell'insulina, fino alle iniezioni di insulina.

Francesco Minuto e Renzo Cordera
Scienze Endocrinologiche e Metaboliche,
Università di Genova


Tratto da: Salute, settimanale di Repubblica, Anno 5, n.168, 4 febbraio 1999

Data ultimo aggiornamento: Gio, 4 Marzo 1999 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_70.html

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