Test della glicemia senza sangue

I dispositivi non invasivi per il monitoraggio della glicemia dei diabetici sono vicini alla commercializzazione, ma il loro costo potrebbe rivelarsi un grosso problema

Bucarsi le dita per controllare i livelli della gliemia è un rituale troppo comune per i diabetici, il cui organismo non è in grado di produrre abbastanza insulina per metabolizzare lo zucchero. Purtroppo, visto il disagio della puntura sul dito, molti diabetici non si controllano regolarmente come dovrebbero, mettendo a rischio la salute dei loro occhi e dei reni. Tuttavia, si stanno studiando molti nuovi strumenti che non richiedono l'uso del sangue, in grado cioè di aiutare i 15.7 milioni di Americani diabetici e riducendo, secondo l'American Diabetes Association, la spesa sanitaria che oggi si aggira intorno ai 92 bilioni di dollari in costi medici, in disabilità ed in guadagni mancati. Siccome però i nuovi dispositivi sono molto costosi e data la riluttanza delle società di assicurazioni a coprire le spese per il controllo della glicemia, possono essere usati solo da pochissime persone.

Il primo sensore di glicemia al mondo non invasivo, il Diasensor 1000, recentemente ha ricevuto l'approvazione per la commercializzazione dall'Unione Europea. Utilizza una sonda in fibra ottica ad emissione di luce infrarossa, che attraversa la pelle fino al sangue. La luce viene riflessa nuovamente verso il sensore ed analizzata dal calcolatore del Diasensor. L'ideatore della macchina, la Biocontrol Technology di Pittsburgh, sta lavorando con la Food and Drug Administration dal 1994 per ottenere che il Diasensor venga approvato per il consumo interno, ma nel 1996 una Commissione di Revisione della FDA ha ritardato l'approvazione chiedendo maggiori informazioni, che Biocontrol ha già presentato.

Altri sensori non invasivi del glucosio sono in varie fasi di sviluppo. La Cygnus di Redwood, California, per esempio, sta finendo le prove cliniche per il suo GlucoWatch, che può essere portato come un orologio da polso. Il dispositivo usa la corrente elettrica a basso voltaggio per estrarre il glucosio in maniera indolore e farlo assorbire da un'apposita striscia reattiva. La Cygnus spera di presentare i relativi dati alla FDA prima della conclusione di questo anno.

Un approccio differente viene invece usato da SalivaSac, della Pacific Biometrics, di Lake Forest, California. È stato realizzato per migliorare l'uso diagnostico della saliva "ultrafiltrandola" -- cioè estraendone gli enzimi, gli alimenti ed altri agenti inquinanti. La Pacific Biometrics è attualmente in una fase iniziale di verifica del suo dispositivo e non pensa di poterlo introdurre sul mercato per almeno due anni.

Andando più avanti nel futuro, la George S. Wilson della Università del Kansas sta sviluppando un impianto per il monitoraggio continuo delle glicemie e l'emissione di un allarme quando si rendesse necessaria l'insulina. Il sensore, circa tre volte lo spessore di un capello, può essere impiantato facilmente sotto la pelle con un ago. La National Applied Science in Portland, Oregon, detiene i diritti di commercializzazione del sistema, che è a circa cinque anni dall'approvazione della FDA.

Il mercato del monitoraggio della glicemia nel mondo ha raggiunto 1,5 miliardi di dollari e si sviluppa del 15 per cento all'anno. Con circa 800.000 nuovi casi di diabete che compaiono annualmente negli Stati Uniti, tutte le aziende che sviluppano sistemi di monitoraggio non invasivi potrebbero ricavarne una somma enorme. Soprattutto se tali sistemi di controllo avessero prezzi competitivi e se le assicurazioni contro le malattie ne copriranno le spese. Michael Mawby, vice presidente nazionale presso l'avvocatura dell'American Diabetes Association, crede che le società di assicurazione non siano affatto entusiaste. "Sarei molto sorpreso se qualunque assicuratore decidesse di coprirli senza problemi" egli dice "l'approvazione della FDA non si traduce automaticamente in una copertura".

La nuova tecnologia non offre novità particolari dal punto di vista economico. La Biocontrol progetta di vendere il Diasensor 1000 in Europa al prezzo di 9.000 dollari. Ma, diversamente dagli strumenti comunemente usati, il Diasensor non richiede prodotti aggiuntivi e dovrebbe durare almeno 10 anni. Il prezzo del GlucoWatch varierà fra 225 e 250 dollari, con un costo supplementare di circa 4 dollari per ogni striscia reattiva che deve essere cambiata ogni 12 ore.

Senza copertura delle assicurazioni, i dispositivi sono fuori della portata di molti diabetici. Andrea Sobel della Cygnus afferma che l'azienda ha già discusso il suo GlucoWatch con alcuni operatori sanitari e lavorerà con essi per avere almeno una parziale copertura dopo il lancio del prodotto. La Pacific Biometrics intende fornire il SalivaSac ad un prezzo competitivo con i prodotti esistenti. "I componenti non sono eccezionalmente costosi", afferma M. Badrawi, vice presidente del marketing "Non è nostro obiettivo realizzare un prodotto di elite ma un prodotto per chiunque lo voglia usare". Egli e gli altri che sviluppano questi prodotti si augurano che anche le assicurazioni la vedano allo stesso modo.

--Roxanne Nelson


Tratto da una traduzione dell'articolo "Bloodless Testing" pubblicato su Scientific American

Data ultimo aggiornamento: Lun, 23 Novembre 1998 6:00.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_64.html

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