Diabete: la ricerca avanza
Provocata da un eccesso di zucchero nel sangue, questa malattia è una epidemia silenziosa, che colpisce nel mondo 135 milioni di persone. Ma oggi la battaglia si combatte con nuove armi, come la super insulina a effetto rapido. Figlia dell'ingegneria genetica, la "lispro" è in grado di comtrollare in breve tempo la glicemia e prevenire complicazioni. A patto di seguire una dieta corretta e svolgere regolare attività fisica [STEFANIA LUPI E FEDERICO MERETA]
È l'Europa a guidare questa non invidiabile classifica: 33 milioni di diabetici, di cui 1 milione e 700 mila in Italia, con una previsione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per il 2025 di oltre 3 milioni e 300 mila malati. Il diabete, ovvero l'accumulo di uno zucchero, il glucosio, nel sangue e l'incapacità dei reni di riassorbirlo, può presentarsi in due forme: nel circa 5-10 per cento dei casi si tratta di diabete mellito insulino dipendente (o di tipo 1), cioè causato da una carente o nulla produzione di insulina da parte del pancreas; il restante 90-95 per cento è costituito invece da pazienti con diabete non insulino dipendente (o di tipo 2), le cui cause dipendono, oltre che da un'insufficienza funzionale del pancreas, anche da una resistenza all'azione dell'insulina (il pancreas la produce ma non la utilizza). Col passare del tempo però (in media 15-20 anni), anche questi malati sono costretti a ricorrere all'insulina (spesso in associazione ad altri farmaci orali) perché il pancreas va incontro a un progressivo esaurimento funzionale. Questa situazione spinge la ricerca scientifica a studiare cure sempre più efficaci per tenere sotto controllo la malattia e le sue gravi complicazioni, oltre che per assicurare ai diabetici una migliore qualità di vita.
LE NUOVE FRONTIERE
Da poco si è cominciato a parlare di una possibile terapia genica, mirata a correggere il difetto nel DNA che porta alla mancata o comunque insufficiente produzione di insulina, ma si tratta di una speranza tutta da confermare. Anche perché si sospetta che il diabete sia una malattia poligenica, causata cioè da diversi geni e quindi difficile da trattare sostituendo un unico tratto difettoso del DNA. Al momento quindi non resta che contare sulla prevenzione e sulle armi di difesa che abbiamo a disposizione. La cura del diabete non dipende solo e soltanto dall'insulina, ma da un programma terapeutico complessivo spiega Guido Pozza, professore di Clinica Medica all'università di Milano. Ed è in questa ottica che devono essere valutati i progressi scientifici. L'ultimo frutto della diabetologia è la 'lispro', l'innovativa insulina indicata in tutti i pazienti colpiti da diabete di tipi 1 e 2, prodotto avanzato dell'ingegneria genetica, che consente al paziente di poter adattare la terapia insulinica ai propri ritmi e alle proprie esigenze di vita. In pratica la nuova insulina, già sperimentata su oltre 3.000 pazienti, viene iniettata direttamente prima del pasto, anziché con l'anticipo di almeno 30/45 minuti normalmente richiesto dalle insuline utilizzate fino ad oggi. Ma c'è di più. Grazie alle sue caratteristiche, riduce il rischio di crisi ipoglicemiche e previene i picchi di aumento dela glicemia dopo il pasto, che sono spesso causa di rischio per le complicanze croniche del diabete.
Ma perché il diabete fa così paura? Perché è una malattia cronica subdola, che non dà quasi segni della sua presenza ma, se non curata, può portare a gravi complicazioni spiega il professor Gianfranco Pagano, direttore del Dipartimento di Medicina Interna dell'università di Torino. E non mi riferisco solo all'infarto, per il quale, come per le altre malattie circolatorie il diabete è uno dei principali fattori di rischio. Ma anche all'impotenza, alla cecità (conseguenza del danno alla retina), alle diverse patologie neurologiche, all'insufficienza renale e ai problemi che colpiscono gli arti inferiori (patologie venose, difficoltà di movimento delle gambe, perdita di sensibilità nei piedi fino al piede diabetico, coperto di ulcere e ferite quasi impossibili da guarire e che portano spesso all'amputazione). Il diabetico rischia anche il coma, che può essere causato da un improvviso aumento dello zucchero nel sangue (per mancanza di trattamento) o a una carenza per dieta scorretta o un'eccessiva dose di insulina.IL VALORE DELLA PREVENZIONE
Con il diabete, quindi, bisogna giocare d'anticipo e, una volta scoperta la presenza dell'iperglicemia patologica, mettere in atto tutte le armi disponibili per tenere a bada la malattia specifica il professor Pagano. In generale, basta davvero poco per sapere se la glicemia ha superato i livelli di guardia. La diagnosi del diabete infatti si basa sulla persistenza di valori di glicemia uguali o superiori a
140 mg/100 millilitri, mentre l'intervalo della normalità è compreso fra 70 e100 mg/100 ml. Prosegue Pagano: Per chi è sano è sufficiente un esame del sangue e delle urine ogni tre anni e, dopo i 45 anni, una volta all'anno, specie se si è fra soggetti a rischio. Il diabete di tipo 2 è una malattia del benessere e aumenta col passare degli anni, quindi interessa soprattutto gli anziani. Anche se corrono maggiori rischi le persone obese, con un peso superiore del 20% a quello ideale, e quelle che conducono una vita sedentaria. Inotre, la possibilità di ammalarsi cresce in chi ha la pressione alta fin da giovane e ha parenti stretti che già soffrono di diabete e nelle donne che hanno partorito un figlio il cui peso superava i 4 chili.I CAMPANELLI D'ALLARME
L'esordio del diabete, ovvero i suoi segnali, sono ben definiti: aumento del'appetito e della sete, bisogno ricorrente di urinare durante la giornata, calo di peso. Altri sintomi possono essere: infezione delle vie urinarie o della sfera genitale, stanchezza e affaticabilità, disturbi della visione, vertigini e impotenza.
Per la cura, oltre alla terapia farmacologica orale e all'insulina, occorre una dieta personalizzata, per fornire all'organismo una quantità di calorie tale da mantenere o raggiungere il peso ideale in base all'età e all'attività lavorativa e fisica.
[S.L. E F.M.]
n.d.r. per una trattazione più completa del diabete vedere: http://www.progettodiabete.org/clinica/diab.html e in particolare per quanto riguarda le complicanze: http://www.progettodiabete.org/clinica/d5.html e i problemi connessi alla sessualità http://www.progettodiabete.org/clinica/d6.html.
Tratto da: Soprattutto, Anno 2, n.29, pagg.104-105, Supplemento a "Il Secolo XIX"
Data ultimo aggiornamento: Ven, 17 Luglio 1998 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_54.html
|
|
|
