A proposito di Diabete e Vaccinazioni
CDC - Centers for Disease Control and Prevention
Il 16 febbraio 1998 la ABC World News Tonight ha pubblicato un articolo su una nuova teoria che considererebbe la vaccinazione, a seconda dei tempi di somministrazione, come un possibile fattore di rischio per lo sviluppo di un particolare tipo di diabete noto come diabete giovanile o diabete mellito insulino-dipendente (IDDM). (Nella discussione che segue, il termine "diabete" viene riferito all'IDDM).
1. Ci sono prove che dimostrano che il vaccino causa diabete?No, ci sono state alcune scoperte, mai verificate, che dimostrano che le vaccinazioni potrebbero causare il diabete o aumentare il rischio di svilupparlo.
L'unica prova a supporto di questa teoria è venuta dal Dr. John B. Classen (Classen 1996; Classen and Classen 1997). Altri ricercatori che hanno studiato l'argomento non hanno trovato alcuna associazione tra rischio di diabete e vaccinazioni (Parent 1997, Dahlquist 1995, Blom 1991, Heijbel 1997, Hyoty 1993). Tali studi, tuttavia, hanno esaminato la relazione tra le vaccinazioni e lo sviluppo del diabete, senza porre particolare attenzione ai tempi in cui esse venivano somministrate. Tuttora, le limitate prove emerse dagli studi fino ad oggi effettuati, non supportano l'ipotesi di un sostanziale incremento nel rischio globale di diabete associabile alle vaccinazioni.
2. C'è qualche ricerca che mostra un'associazione tra diabete e tempi di vaccinazione?Il Dr. Bart Classen ha affermato che somministrare certi vaccini alla nascita, può ridurre la probabilità di sviluppare diabete, mentre se tali vaccini vengono effettuati oltre i due mesi di vita, il diabete si verifica con maggiore frequenza. Egli ha basato la sua teoria sui risultati di esperimenti su animali da laboratorio e sul confronto tra l'incidenza di diabete tra paesi con differenti piani di vaccinazione (Classen and Classen 1997). Molti degli esperimenti su animali hanno incluso il vaccino antrace, raramente usato per i neonati e i bambini. Il confronto tra i diversi programmi di vaccinazione comprendeva inoltre vaccini poco usati negli U.S.A. (BCG) o non usati da molto tempo (antivaiolosa).
Il Dr. Classen ha anche effettuato un'analisi dei dati riportati da un ampio studio condotto in Finlandia sul vaccino per l'Hemophilus influenzae tipo B (HiB). È stato scelto a caso un campione di 100.000 bambini. Ad acuni sono state somministrate 4 dosi di vaccino a 3 mesi dalla nascita. Agli altri una singola dose a 24 mesi. Dopo un periodo di 10 anni, 205 bambini del primo gruppo (dose multipla) ha sviluppato diabete contro i 185 dell'altro gruppo. Questi risultati sono inconclusivi in quanto non è noto l'esatto numero di bambini in ogni gruppo e le differenze notate non sono statisticamente significative.
3. Quanto sono convincenti le teorie del Dr Classen?I risultati del Dr. Classen non corrispondono al corrente pensiero scientifico e non sono state verificate da altri ricercatori.
Estrapolare le scoperte dagli animali di laboratorio agli umani è ricco di rischi ed incertezze. Le scoperte notate sugli animali non possono essere applicate direttamente alle persone a causa delle grandi differenze biologiche. Il confronto dell'incidenza di diabete nei paesi con diversi programmi di vaccinazione ha inoltre portato prove molto deboli, a causa di diversi fattori, come la differenza tra i tempi di vaccinazione, diversi da un paese all'altro. Inoltre l'incidenza del diabete può essere stata influenzata da molti altri fattori, non direttamente collegabili alle vaccinazioni, tra cui quelli ambientali o di predisposizione genetica.
4. Quali potrebbero essere le implicazioni della scoperta qualora fosse vera?L'eventualità che l'immunizzazione alla nascita possa prevenire lo sviluppo del diabete potrebbe aprire nuove prospettive molto positive e richiederebbe una rivalutazione del rapporto rischio-beneficio della somministrazione di alcuni vaccini al momento della nascita, ove possibile.
La possibilità che certi vaccini somministrati a due mesi dalla nascita, o successivamente, possano aumentare il rischio, potrebbe portare ad importanti conseguenze. L'entità di tali conseguenze, comunque, sarebbe proporzionale all'aumento del rischio. Allo stato attuale, questa possibilità è solo teorica e nessun dato certo è disponibile. Basandosi sull'analisi degli studi finlandesi sull'HiB, il Dr. Classen afferma che il vaccino HiB può aumentare il rischio di IDDM di più del 10 per cento (Classen and Classen 1997). Negli Stati Uniti, il rischio per una persona di sviluppare diabete all'età di 20 anni è circa 36 su 10.000. Applicando il 10 per cento in più, risulta un incremento ipotetico di 4 su 10.000.
5. Quali indicazioni si traggono da queste scoperte per le attuali politiche e norme d'immunizzazione?Nel 1995, il National Institutes of Health (NIH) convocò un incontro tra scienziati ed autorità in campo sanitario per analizzare le prove riguardo una possibile associazione tra vaccinazioni e diabete. Ci fu pieno consenso dei partecipanti nell'affermare che non vi fossero prove tali da consigliare un cambiamento nei programmi di vaccinazione. Quanto successivamente emerso non ha modificato tale decisione.
6. Cosa si è iniziato a fare a seguito delle scoperte del Dr. Classen?Per accertare la sicurezza delle vaccinazioni, il Centers for Disease and Prevention (CDC), la Food and Drug Administration (FDA), il National Institutes of Health (NIH), e altri organismi federali hanno monitorizzato costantemente e hanno condotto ricerche per esaminare ogni nuovo evento che possa far pensare all'esistenza di problemi legati alle vaccinazioni. Le attuali attività per esplorare ulteriormente una possibile associazione tra vaccinazioni e diabete includono: 1) il NIH ha promosso una revisone estensiva della letteratura internazionale e delle ricerche previste su questo argomento; 2) il NIH sta inoltre programmando una conferenza internazionale sulle infezioni (inclusa l'immunizzazione) e il diabete; e 3) il CDC sta conducendo uno ampio studio epidemiologico sulle vaccinazioni e il rischio di IDDM, focalizzandolo anche sui tempi di somministrazione.
Per maggiori informazioni sui vaccini e le vaccinazioni, contattare il CDC's National Immunization Information Hotline: 001-800-232-0233, lingua inglese, o 001-800-232-0233, lingua spagnola, o visitare la pagina internet del CDC http://www.cdc.gov/nip.
BibliografiaBlom L, Nystrom L, Dahlquist G. The Swedish childhood diabetes study: Vaccinations and infections as risk determinants for diabetes in childhood.
Classen JB. The timing of immunization affects the development of diabetes in rodents. Autoimmunity 1996;24:137-145.
Classen DC, Classen JB. The timing of pediatric immunization and the risk of insulin-dependent diabetes mellitus. Infectious Diseases in Clinical Practice 1997;6:449-454.
Dahlquist G, Gothefors L. The cumulative incidence of childhood diabetes mellitus in Sweden unaffected by BCG-vaccination. Diabetologia 1995;38:873-874.
Heijbel H, Chen RT, Dahlquist G. Cumulative incidence of childhood-onset IDDM is unaffected by pertussis immunization. Diabetes Care 1997;20:173-175.
Hyoty H, Hiltunen M, Reunanen A, et al. Decline of mumps antibodies in Type 1 (insulin-dependent) diabetic children and a plateau in the rising incidence of Type 1 diabetes after introduction of the mumps-measles-rubella vaccine in Finland. Diabetologia 1993;36:1303-1308.
Parent M, Fritschi L, Siemiatycki J, Colle E, Menzies R. Bacille Calmette-Guerin vaccination and incidence of IDDM in Montreal, Canada. Diabetes Care 1997;20:767-772.
Tratto da: Concerns about Diabetes and Vaccines: Questions and Answers, Center for Disease Control and Prevention
Data ultimo aggiornamento: Ven, 28 Maggio 1999 14:36.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_51.html
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