Distribuzione dei presidi diagnostico-terapeutici ai pazienti diabetici

ABRUZZO: UN ESEMPIO DI ECONOMIA SANITARIA

Lotta risoluta per eliminare gli sprechi ma, nello stesso tempo, incentivazione all'automonitoraggio per tutti coloro che non hanno un buon controllo metabolico.

La Regione Abruzzo ha emanato di recente due disposizioni legislative che regolamentano la distribuzione dei presidi diagnostico terapeutici ai pazienti diabetici in ossequio alla legge l15/87.L'iter per stendere una normativa valida su tutto il territorio regionale è stato lungo e complesso e l'impulso per raggiungere questo obiettivo è venuto dalle associazioni di volontariato che hanno fatto emergere le molte disfunzioni in essere a danno dei pazienti diabetici.

La prima disposizione legislativa ha fornito i tetti massimi di erogazione dei presidi diagnostici in vista di stimolarne un corretto utilizzo, da un lato combattendo la sottoutilizzazione e, dall'altro, eliminando gli sprechi:

l) per gli insulino dipendenti quattro determinazioni glicemiche quotidiane (da 2 iniezioni in su)

2) per i soggetti non insulino trattati (o con la sola iniezione serale di insulina ad azione intermedia) si è stabilito di vincolare il numero delle determinazioni glicemiche quotidiane al valore dell'emoglobina glicosilata, ossia 25 determinazioni al mese se il valore (eseguito ogni quattro mesi) è inferiore al 7 per cento e 50 determinazioni al mese se è superiore al 7 per cento, con due raccomandazioni: la prima, di utilizzare i dosaggi in modo appropriato, così da rientrare al più presto nella fascia precedente e, la seconda, di eseguire il dosaggio dell'emoglobina glicosilata ogni 2 mesi, finché non si è raggiunto l'obiettivo.

Il messaggio, in termini di lotta alle complicanze, è stato forte e rapidamente recepito dai pazienti e da tutti gli operatori sanitari del settore.

Nella seconda disposizione legislativa si è disciplinata la modalità di erogazione. Nella regione, i presidi diagnostico terapeutici da molti anni erano distribuiti dalle farmacie ospedaliere, provvedimento che permette un notevole risparmio economico. La disponibilità dei vari tipi di presidi diagnostici non risultava però omogenea sul territorio regionale: si registravano cioè episodi (aventi come unico scopo il contenimento di spesa) che portavano alcune ASL alla fornitura di presidi provenienti da un'unica industria aggiudicatrice di gara, con utilizzazione di un unico tipo di glucometro. In una logica che vedeva solo il risparmio economico, la stessa ASL poteva quindi pretendere che i diabetici cambiassero glucometro qualora un'altra industria offrisse prezzi più favorevoli.

La Giunta Regionale è stata sensibile e ha approvato un programma elaborato dal Comitato Diabetologico Regionale che, fissando un tetto massimo di spesa per presidio corrispondente ad uno sconto del 50 per cento sul prezzo di listino, invita le ASL ad approvvigionarsi di tutti i presidi richiesti dai diabetici, evitando di acquisire prodotti di una sola industria.

Una raccomandazione viene fatta a tutti i Servizi di Diabetologia per erogare direttamente i presidi, sia per controllare direttamente l'applicazione della disposizione legislativa, ma soprattutto per fornire ai pazienti un servizio di comodità uguale, o forse superiore, a quello offerto dalle farmacie esterne.

Lotta agli sprechi, quindi ma nello stesso tempo incentivazione all'automonitoraggio per tutti coloro che sono in cattivo controllo metabolico.


Professor FABIO CAPANI
Cattedra di Fisiopatologia
Clinica Università di Chieti

Tratto da Diabete: oggi e domani, Novembre 1997



Data ultimo aggiornamento: Gio, 21 Maggio 1998 13:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_46.html

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