Progetto Obiettivo Diabete. Regione Liguria, settembre 1997.

Progetto Obiettivo Diabete. Regione Liguria, gennaio 1998.

Società Italiana di Diabetologia Sezione Liguria
Associazione Medici Diabetologi Sezione Liguria
Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica
Associazioni Liguri dei Diabetici.

1. PREMESSE EPIDEMIOLOGICHE E CLINICHE.

1.1. Epidemiologia del diabete mellito.
1.1.1. Incremento della incidenza e prevalenza del diabete.
1.1.2. Prevalenza del diabete in Liguria.
1.1.3. Dati epidemiologici noti sul diabete in Liguria

1.1.3.1. Studio di incidenza del diabete mellito insulino dipendente
1.1.3.2. Dati noti sulle complicanze nei Pazienti seguiti presso i Centri Antidiabetici della Liguria.

1.2. Terapia del diabete mellito e prevenzione delle complicanze.
1.2.1. Efficacia

1.2.1.1. Diabete insulino dipendente.
1.2.1.2. Diabete non insulino dipendente.
1.2.2. Obiettivi del compenso metabolico.

2. ECONOMICITÀ DELLA CURA DEL DIABETE.

3. RACCOMANDAZIONI INTERNAZIONALI.

4. RIFERIMENTI LEGISLATIVI.

5. OBIETTIVI

5.1. Estensione della assistenza specialistica qualificata a tutti i diabetici del territorio regionale:

5.2. Riduzione dei ricoveri per diabete e complicanze e della durata delle degenze con conseguente recupero di risorse.

5.3. Verifica periodica.

6. STRUMENTI ORGANIZZATIVI PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI.

7. ORGANIZZAZIONE DELLA ASSISTENZA.

7.1. Assistenza al cittadino diabetico adulto.
7.1.1. Definizione degli standard operativi dei livelli di assistenza summenzionati.

7.1.1.1. Medico di Medicina generale.
7.1.1.2. Unità Operative Autonome Diabetologiche all'interno di Dipartimenti Ospedalieri di Area Funzionale articolati con attività territoriale nell'ambito della Azienda di pertinenza.
7.1.1.3. Servizi di Diabetologia a valenza Regionale.
7.1.3. Fabbisogno di personale e piante organiche.
7.1.3.1. Razionale.
7.1.3.2. Stima del fabbisogno ottimale di Personale.
7.1.3.3. Standard minimo delle dotazioni organiche.

7.2. Assistenza al cittadino diabetico in età evolutiva.
7.2.1. Definizione degli standard operativi dei livelli di assistenza summenzionati.

7.2.1.1. Pediatra di famiglia
7.2.1.2. Sezioni di Diabetologia Pediatrica all'interno delle U.O. di Pediatria, articolate in attività territoriale nell'ambito del bacino di utenza.
7.2.1.3. Servizio Regionale di Riferimento e Coordinamento.
7.2.2. Fabbisogno di personale e piante organiche
7.2.2.1. Sezioni di Diabetologia Pediatrica all'interno delle U.O. di Pediatria, articolate in attività territoriale nell'ambito del bacino di utenza.
7.2.2.2. Centro Regionale di Riferimento e Coordinamento.
7.2.2.2.1. Situazione attuale.
7.2.3. Organizzazione funzionale ed assistenziale.

8. COMMISSIONE DIABETOLOGICA REGIONALE.

9. PROGETTI A BREVE SCADENZA.

10. BIBLIOGRAFIA.


La presente proposta è volta a disegnare una ipotesi per una rete assistenziale per il diabete mellito in Liguria, adeguata a fornire su tutto il territorio una cura della malattia qualitativamente elevata. I capisaldi della proposta sono:

  1. La necessità di una adeguata conoscenza epidemiologica su cui valutare i fabbisogni assistenziali.
  2. La dimostrazione che le complicanze del diabete sono prevenibili ed i costi globali della malattia sono riducibili attraverso una cura volta ad ottenere il migliore compenso metabolico secondo adeguate modalità definite alla luce di studi scientifici rigorosi.
  3. La esistenza di raccomandazioni ufficiali da parte internazionali per l'organizzazione e la massima estensione della assistenza diabetologica, in particolare le raccomandazioni O.M.S. / Dichiarazione di Saint Vincent, recepite ufficialmente dal Ministero della Sanità Italiano.
  4. La presenza nella Legislazione italiana di una Legge sulla prevenzione e la cura del diabete mellito (Legge 115/ 87 e successivi Atti di Intesa) e di Leggi che disciplinano la organizzazione del Servizio Sanitario secondo modalità volte ad ottimizzare la efficacia degli interventi.
  5. La necessità di estendere la assistenza diabetologica a tutti i cittadini diabetici e di ridurre i costi per il trattamento ospedaliero del diabete e delle sue complicanze.
  6. La organizzazione di una assistenza diabetologica per pazienti adulti ed in età evolutiva autonoma da altre discipline mediche, organizzata su più livelli strettamente interconnessi con la presenza di varie figure mediche (Specialisti Diabetologi, Medici di Medicina Generale, Consulenti per le complicanze) e non mediche (Infermieri, Psicologi, Podologi, Dietiste).

1. Premesse epidemiologiche e cliniche.

1.1. Epidemiologia del diabete mellito.

1.1.1. Incremento della incidenza e prevalenza del diabete.

Il numero dei diabetici negli Stati Uniti è salito da 1.6 milioni nel 1958 ad 8 milioni nel 1995 (un incremento di 5 volte).
Il diabete è la settima causa di morte negli Stati Uniti e contribuisce a migliaia di morti ogni anno (1).
È noto che i pazienti diabetici hanno rischio aumentato di cardiopatia ischemica, cecità, insufficienza renale, amputazioni degli arti inferiori e la prevenzione e la cura del diabete mellito devono essere viste in questa ottica più ampia di prevenzione di patologie gravi ed inabilitanti (2).
L'aumentata prevalenza nel mondo del diabete tipo 2 non insulino-dipendente, soprattutto legata all'aumento del benessere ed allo stile di vita occidentale (3) ha portato la o.m.s. a parlare di "epidemia" di diabete non insulino dipendente (4). Stime e proiezioni sul periodo 1994- 2010 indicano la triplicazione a livello mondiale dei casi di diabete mellito non insulino dipendente. Per L'Europa Occidentale è stato previsto un aumento dei casi di diabete mellito non insulino dipendente del 27.5% dal 1994 al 2000 e del 54.9% dal 1994 al 2010 (5).
In Europa anche la obesità, uno dei maggiori fattori di rischio per il diabete, è in aumento (6).
Anche per diabete mellito insulino dipendente molti dati epidemiologici evidenziano aumento della incidenza (circa raddoppio per ogni generazione in taluni casi) (7). Per L'Europa Occidentale è stato previsto un aumento dei casi di diabete mellito insulino dipendente del 18.3% dal 1994 al 2000 e del 36% dal 1994 al 2010 (5).
La prima conseguenza di tutti questi fatti è l'aumentato "carico" sociale dovuto alla malattia diabetica e alle sue complicanze (8).

1.1.2. Prevalenza del diabete in Liguria.

Non esistono dati epidemiologici diretti sulla prevalenza del diabete in Liguria. A titolo indicativo, sulla base di dati noti in altre Regioni italiane (9) si può stimare per il diabete mellito non insulino dipendente (tipo 2) una prevalenza del 3.5% sulla popolazione totale (diabete noto e diagnosticato; la prevalenza è circa il doppio se si considera anche il diabete non noto) e per il diabete mellito insulino dipendente (tipo 1) una prevalenza dello 0.1%. Tali dati sono verosimilmente approssimati per difetto per due motivi:

Una stima del numero di diabetici di tipo 2 trattati con insulina e pertanto bisognosi di cure specialistiche continuative non è facile. Nei Servizi Diabetologici della Liguria il 22% dei Pazienti di tipo 2 risulta trattato con insulina (10); poiché il dato è sovrastimato per il fatto che questi Pazienti afferiscono tutti a Servizi specialistici, si ritiene opportuno calcolare come insulino trattati circa il 15% dei diabetici di tipo 2, come mediamente segnalato dalla letteratura internazionale.
Assumendo comunque questi dati di prevalenza è possibile stimare che vi siano in Liguria:

1.1.3. Dati epidemiologici noti sul diabete in Liguria

1.1.3.1. Studio di incidenza del diabete mellito insulino dipendente

Studi precedenti eseguiti in Liguria e pubblicati a livello internazionale (11), hanno evidenziato che l'incidenza del diabete mellito insulino dipendente in Liguria, seppure lontana da quella della Sardegna, è più elevata rispetto alla maggioranza delle regioni italiane, raggiungendo 11.72 casi/ 100000/ anno (l'incidenza in altre Regioni è fra 6 e 8/ 100000/ anno) . Ciò giustifica una particolare attenzione alla malattia nella nostra Regione e rende indispensabili una adeguata rete assistenziale e la raccolta prospettica dei dati di incidenza, già in corso in Regione per iniziativa delle Società Scientifiche interessate ma priva di avvallo ufficiale ed adeguato supporto da parte dell'Assessorato alla Sanità.

1.1.3.2. Dati noti sulle complicanze nei Pazienti seguiti presso i Centri Antidiabetici della Liguria.

Nel corso del 1993 è stato eseguito in Liguria uno studio epidemiologico sulla prevalenza della ipertensione arteriosa, di altri fattori di rischio cardiovascolare e di complicanze diabetiche nei pazienti seguiti presso i Servizi Diabetologici della Liguria (10). Pur con i limiti dovuti alla selezione della popolazione (solo pazienti curati presso Centri Specialistici) ed alle metodologie impiegate è possibile eseguire alcune valutazioni riassunte nella tabella seguente (tabella 1).

La tabella è stata compilata applicando al numero di diabetici stimati in Liguria le percentuali di complicanze rilevate nello studio, eseguito su 7444 pazienti diabetici visitati nel corso di 7 mesi in 13 Servizi o Ambulatori Specialistici Diabetologici in Liguria.

Appaiono molto evidentie il grande "carico" assistenziale determinato dalle complicanze della malattia e l'ampio spazio per interventi di prevenzione terziaria, anche in considerazione del fatto che molti pazienti sono portatori di complicanze multiple.

% Diabetici
non insulino
dipendenti
N. casi
stimato

% Diabetici
insulino
dipendenti
N. casi
stimato

sovrappeso704076131516
ipertensione623610327449
albuminuria12698814233
Insuff. renale cronica42329233
retinopatia17989939649
cardiopatia ischemica1693176100
claudicatio intermittens1269889150
vasculopatia cerebrale52912233
neuropatia sintomatica12698821349
fumo15873520333
Tabella 1. Fattori di rischio e complicanze del diabete in Liguria

 

1.2. Terapia del diabete mellito e prevenzione delle complicanze.

1.2.1. Efficacia

Sono da tempo note le correlazioni fra elevati valori glicemici e complicanze diabetiche. Recentemente lo Expert Committee on the Diagnosis and Classification of Diabetes Mellitus della American Diabetes Association (12) ha proposto l'abbassamento dei valori glicemici diagnostici per diabete mellito sulla base di studi prospettici sulla incidenza di complicanze micro- e macro-angiopatiche in pazienti con valori glicemici inferiori a quelli in precedenza considerati diagnostici per diabete.
Esistono inoltre numerosi studi che hanno dimostrato come il compenso metabolico ottimizzato riduca significativamente l'incidenza di complicanze.

1.2.1.1. Diabete insulino dipendente.

Il recente studio americano prospettico denominato Diabetes Control and Complications Trial (13) ha evidenziato con metodologia rigorosamente scientifica che il buon compenso metabolico riduce l'incidenza di complicanze diabetiche:

Di particolare rilievo dal punto di vista della organizzazione dell'assistenza appare il fatto che il compenso ottimale è stato ottenuto attraverso un trattamento ambulatoriale intensivo dei Pazienti da parte di uno staff di Medici Diabetologi, Infermieri specializzati, Educatori, Psicologi e attraverso contatti molto frequenti fra i Pazienti ed i Curanti. In altri termini si è avuta la conferma che per ottenere risultati adeguati è indispensabile la creazione di staff specializzati costituiti da figure professionali diverse, capaci di seguire continuativamente i Pazienti diabetici nelle loro diverse esigenze.

1.2.1.2. Diabete non insulino dipendente.

Nonostante la presenza di molte evidenze indirette del rapporto tra scompenso metabolico e complicanze diabetiche nel diabete mellito non insulino dipendente (14), basate prevalentemente su studi retrospettivi (15), non sono disponibili al momento i risultati di uno studio prospettico analogo al Diabetes Control and Complications Trial sul diabete mellito insulino dipendente. Un recente studio prospettico giapponese randomizzato ha comunque dimostrato una correlazione fra compenso metabolico ottimizzato in terapia insulinica e prevenzione delle complicanze microvascolari (16). Lo United Kingdom Prospective Diabetes Study (17), in corso di completamento, ha lo scopo di valutare se un migliore compenso metabolico riduce la frequenza di complicanze nel diabete mellito non insulino dipendente. I dati preliminari indicano al momento la estrema difficoltà a mantenere in questo tipo di pazienti un controllo metabolico adeguato e la tendenza di questo a peggiorare nel tempo, confermando il grosso impegno terapeutico necessario anche per questo tipo di diabete.
Viene comunque riconosciuto unanimemente (18) che:

Anche la modalità di cura (specialistica vs. cura esclusiva da parte del Medico di Medicina Generale) può avere implicanze prognostiche per il diabete, come indicato dal Verona Diabetes Study (20): in tale studio si è riscontrata una ridotta mortalità a 5 anni per i diabetici non insulino dipendenti seguiti presso il Servizio Diabetologico rispetto a quelli seguiti soltanto presso il Medico di Medicina Generale (rischio relativo 0.83, I.C. 0.75- 0.92).

1.2.2. Obiettivi del compenso metabolico.

Sulla base delle evidenze precedenti le Società Scientifiche Internazionali hanno stabilito degli obiettivi del compenso metabolico "globale" (equilibrio glicemico, stato lipidico, peso corporeo, pressione arteriosa) per tutti i Pazienti diabetici (21-22). Per il raggiungimento di questi obiettivi attraverso la organizzazione della cura e la periodicità del controllo e per la verifica dei risultati ottenuti esistono appropriate linee guida e raccomandazioni (vedi punto 3).

2. Economicità della cura del diabete.

Costi diretti USA

Milioni $%
Ospedale37234.582.33
Nursing Home1832.84.05
Ambulatorio6155.413.61
45222.7100

Tabella 2. Costi diretti del diabete negli Stati Uniti

Nel loro insieme i dati riportati indicano che si possono realizzare risparmi significativi per il Servizio Sanitario se anche una frazione dei costi per le complicanze del diabete può essere evitata attraverso un trattamento efficace della malattia in adeguate strutture specialistiche multidisciplinari.

 

3. Raccomandazioni internazionali.

Esistono numerose raccomandazioni internazionali sulla qualità della cura ai Pazienti Diabetici(32- 33- 34).
Anche il Ministero della Sanità Italiano ha sottoscritto la Dichiarazione di Saint Vincent (35) ed i successivi documenti di attuazione.
In sintesi, ai fini della organizzazione della assistenza al diabetico alcuni elementi appaiono di particolare rilievo:

Appare pertanto evidente la necessità di calcolare le risorse per l'assistenza diabetologica in una prospettiva più ampia non limitata al classico atto medico della visita in occasione di un problema acuto.

La Legislazione Italiana (vedi oltre punto 4) ha ampiamente recepito queste istanze (Legge 115/ 87 e successivi Atti di Intesa).

4. Riferimenti legislativi

Il presente documento progettuale sulla realizzazione di una rete regionale ligure di assistenza al cittadino diabetico si delinea secondo un processo di razionalizzazione logica di organizzazione sanitaria (vedi sopra punti 1, 2, 3) e si basa su alcuni precisi riferimenti legislativi nazionali e regionali. La logica fondamentale che sottende il progetto- proposta è la seguente:

I percorsi della proposta si basano su alcuni precisi riferimenti legislativi:

5. Obiettivi

Gli obiettivi primari per l'assistenza diabetologica in Liguria sono:

  1. Estensione della assistenza specialistica qualificata a tutti i diabetici del territorio regionale (è calcolabile che oggi siano seguiti presso Centri Specialistici non più del 12-20% dei Pazienti diabetici). La definizione degli obiettivi intermedi e la verifica del loro raggiungimento sono compito della Commissione Diabetologica Regionale (vedi punto 8).
  2. Riduzione dei ricoveri per diabete e complicanze e delle durate delle degenze con conseguente recupero di risorse.

È ovviamente preliminare alla programmazione degli obiettivi un adeguato studio conoscitivo della realtà attuale sui punti considerati, unito ad un protocollo rigoroso per la valutazione prospettica dei risultati.

5.1. Estensione della assistenza specialistica qualificata a tutti i diabetici del territorio regionale:

A questo fine sono necessari:

5.2. Riduzione dei ricoveri per diabete e complicanze e della durata delle degenze con conseguente recupero di risorse.

La riduzione dei posti letto nella Regione Liguria attualmente in corso comporterà la necessità di riduzione del numero e della durata delle degenze, ma sarà comunque necessario garantire ai Pazienti diabetici una adeguata assistenza. Destinare idonee risorse alla attività diabetologica condurrà ad autofinanziamento della stessa attraverso:

  1. Consulenze specialistiche diabetologiche ai Reparti con riduzione della durata della degenza di diabetici ricoverati per altre patologie (sono in teoria almeno il 5% dei ricoveri ed hanno degenze più lunghe non compensate dai DRG). Si veda al proposito il recente lavoro di Levetan e coll (37). In questo studio l'adeguato utilizzo della consulenza diabetologica ha ridotto mediamente del 56% la durata della degenza dei pazienti diabetici; inoltre è stato calcolato che il costo per paziente del team diabetologico è pari al costo di una singola giornata di degenza; si realizza pertanto un risparmio netto sulla spesa ospedaliera per la cura dei diabetici.
  2. Preparazione pre-ricovero di tutti i diabetici che devono essere sottoposti a trattamento chirurgico di elezione.
  3. Gestione post- ricovero di diabetici non ancora perfettamente compensati.
  4. Trattamento ambulatoriale anche quotidiano di pazienti che si presentano in Pronto Soccorso solo a motivo di elevati valori glicemici.
  5. Trattamento ambulatoriale di complicanze spesso trattate in ricovero con degenze lunghe e non remunerative (instabilità metabolica, piede diabetico, gravidanza in diabetica).
  6. Interventi sistematici di formazione ed aggiornamento diabetologico nei confronti dei Medici di Medicina Generale (attraverso la collaborazione istituzionalizzata con le loro Associazioni), da coinvolgere nel team diabetologico per quanto di loro competenza (vedi punto 6). E' consequenziale a ciò il fatto che il Medico di Medicina Generale elevi la qualità delle prestazioni nei confronti dei diabetici e possa fare riferimento in tempi brevi o immediati al Servizio Diabetologico per varie necessità di cura che oggi inducono alla richiesta di un ricovero urgente in regime di degenza.

5.3. Verifica periodica.

Gli obiettivi anzidetti saranno sottoposti a verifica periodica con cadenza annuale a cura dei Responsabili delle Unità Operative e dei Dipartimenti, presentata alla Commissione Diabetologica Regionale.

6. Strumenti organizzativi per il raggiungimento degli obiettivi.

Per il raggiungimento degli obiettivi proposti sono indispensabili alcuni strumenti organizzativi:

  1. Creazione di una struttura assistenziale capillare ed omogenea capace di curare tutti i diabetici del territorio regionale e non solo una minoranza come oggi avviene, che si avvalga di tutte le forze attualmente disponibili a livello ospedaliero e ambulatoriale, opportunamente incrementate.
  2. Integrazione reale tra i vari livelli assistenziali attraverso adeguati strumenti di comunicazione.
  3. Costituzione di team diabetologici (Diabetologo, Medico di Medicina Generale, Infermiere diabetologico, Dietista, Psicologo, Podologo).
  4. Integrazione nel Servizio Diabetologico delle attività specialistiche sulle complicanze in un sistema dipartimentale interdisciplinare e polispecialistico secondo quanto previsto dalla Legge 115/ 87 art. 5, comma 1, punto c.
  5. Creazione di strutture dipartimentali aziendali o interaziendali secondo quanto previsto dalle Leggi 502 e 517 e LR 2/97.
  6. Creazione di strumenti per attività di ricerca clinica e collaborazione con Centri di ricerca di base.
  7. Creazione di strumenti per l'educazione e l'aggiornamento permanente di operatori medici, non medici e pazienti (Legge 115/87).
  8. Informatizzazione "compatibile" in tutte le strutture a fini epidemiologici e di VRQ.

7. Organizzazione della assistenza.

Nell'ottica di quanto precedentemente espresso vengono oggi chiaramente codificati i compiti specifici ed esclusivi che debbono essere svolti da un Servizio di Diabetologia, identificabili in cinque grandi aree:

  1. Epidemiologia: gli Operatori diabetologici, in collaborazione con i Medici di Medicina Generale, rilevano i dati di prevalenza ed incidenza della malattia diabetica e delle sue complicanze, fornendo in tal modo al programmatore la possibilità di indirizzare le risorse. A tal fine appare indispensabile l'omogeneità regionale delle strutture informatiche della rete di assistenza.
  2. Prevenzione:
  3. Gli strumenti dell'educazione sanitaria e del controllo longitudinale sono il cardine delle attività preventive.
  1. Terapia: della malattia diabetica finalizzata al miglior controllo metabolico e alla prevenzione delle complicanze.
  2. Area sociale: rapporti con il mondo del lavoro e della scuola, in coordinamento con le Associazioni di Volontariato dei Pazienti.
  3. Area riabilitativa: coordinamento con gli Operatori della Riabilitazione, finalizzato all'assistenza dei pazienti ipovedenti, motulesi, ecc. ed al loro possibile reinserimento lavorativo.

Da quanto espresso si evidenzia la necessità di prevedere per i Servizi di Diabetologia una attività duplice: articolata sul territorio e legata alla struttura ospedaliera.

7.1. Assistenza al cittadino diabetico adulto.

Sulla base di tutte le considerazioni precedenti si propone che nella Regione Liguria, ferma restando la libertà di accesso del Paziente, l'assistenza al cittadino diabetico adulto venga articolata in tre livelli:

  1. Medico di Medicina Generale
  2. Unità Operative Autonome Diabetologiche all'interno di Dipartimenti Ospedalieri di Area Funzionale articolati con attività territoriale nell'ambito della Azienda di pertinenza.
  3. Servizi di Diabetologia a valenza Regionale (cosiddetti di terzo livello o di riferimento).

Vengono di seguito proposti in dettaglio gli standard operativi, la distribuzione dei posti letto ed i fabbisogni di personale.

7.1.1. Definizione degli standard operativi dei livelli di assistenza summenzionati.

7.1.1.1. Medico di Medicina generale.

Il Medico di Medicina Generale, secondo quanto stabilito dalla Legge 115/ 87 e successivi Atti di Intesa Stato- Regioni del 1991, in stretto rapporto con i livelli successivi, è dotato degli strumenti idonei per l'attività di base ed opera secondo quanto indicato dal protocollo nazionale di intesa AMD/ SIMG (38). In particolare ha i compiti di:

7.1.1.2. Unità Operative Autonome Diabetologiche all'interno di Dipartimenti Ospedalieri di Area Funzionale articolati con attività territoriale nell'ambito della Azienda di pertinenza.

Tali strutture possono essere distribuite territorialmente secondo il seguente schema:

  1. U.O. all'interno di un Dipartimento di Area Funzionale Medica comprendente i tre Ospedali di Imperia, Sanremo, Bordighera, con competenza territoriale su tutta la USL 1, con ambulatori decentrati in rapporto alle esigenze della facilità di accesso del bacino di utenza ed alle strutture diabetologiche esistenti.
  2. U.O. all'interno di un Dipartimento di Area Funzionale Medica comprendente gli Ospedali San Paolo, Cairo ed albenga con competenza territoriale sulla U.S.L. con ambulatori decentrati in rapporto alle esigenze della facilità di accesso del bacino di utenza ed alle strutture diabetologiche esistenti.
  3. U.O. all'interno di un Dipartimento di Area Funzionale Medica del P.O. di Genova Ponente, con competenza territoriale sull?ambito 1 della U:S.L.3, con ambulatori decentrati in rapporto alle esigenze della facilità di accesso del bacino di utenza ed alle strutture diabetologiche esistenti.
  4. U.O. all'interno di un Dipartimento di Area Funzionale Medica Interaziendale tra l'A.O. Villa Scassi e il P.O. di Genova Nord, con competenza territoriale sugli ambiti 2 e 3 della U.S.L. 3, con ambulatori decentrati in rapporto alle esigenze della facilità di accesso del bacino di utenza ed alle strutture diabetologiche esistenti.
  5. U.O. all'interno di un Dipartimento di Area Funzionale Medica comprendente gli Ospedali di Lavagna , Sestri L. e Tigullio, con competenza territoriale sulla U.S.L. 4, con ambulatori decentrati in rapporto alle esigenze della facilità di accesso del bacino di utenza ed alle strutture diabetologiche esistenti.
  6. U.O. all'interno di un Dipartimento di Area Funzionale Medica comprendente gli Ospedali di La Spezia, Levanto e Sarzana, con competenza sulla U.S.L. 5, con ambulatori decentrati in rapporto alle esigenze della facilità di accesso del bacino di utenza ed alle strutture diabetologiche esistenti.

7.1.1.3. Servizi di Diabetologia a valenza Regionale.

I Servizi di Diabetologia a valenza Regionale sono individuati all'interno della Azienda Ospedaliera Ospedale San Martino di Genova e Cliniche Universitarie Convenzionate.

7.1.3. Fabbisogno di personale e piante organiche.

7.1.3.1. Razionale

7.1.3.2. Stima del fabbisogno ottimale di Personale.

La stima del numero di diabetici di tipo 1 e di tipo 2 trattati con ipoglicemizzanti orali o insulina (e pertanto con necessità di più assidua assistenza specialistica, vedi sopra) è riassunta nella tabella seguente ( Tabella 3).

abitantiNIDDM
totali
NIDDM
in terapia
orale
NIDDM
in terapia
insulinica
IDDM
USL 1217655761864751143218
USL 2284148994584531492284
USL 378984927645234984147790
USL 414978252424456786150
USL 5222286778066131167222
TOTALE1663720582304949687351664

Tabella 3. Numero stimato di diabetici per USL

Una analisi preliminare delle necessità di Personale per svolgere le funzioni previste per Legge da parte dei Servizi Diabetologici, eseguita anche tenendo in conto l'attività di cura dei cittadini diabetici da parte dei Medici di Medicina Generale, ha fornito i risultati riassunti nella tabella 4 (il numero più basso è calcolato per l'assistenza al 75% dei cittadini diabetici ed il più alto per l'assistenza al 100%)

medici

Infermieridietistepsicologipodologi
USL 1

13-17

17- 23

222-3
USL 2

17-23

23- 30

2-32-33-4
USL 3

48-64

64- 85

6-97-98-10
USL 4

9-12

12- 16

1-21-21-2
USL 5

14-18

18- 24

222-3
totale

101-134

135- 179

14- 1814-1916-22

Tabella 4. Fabbisogno di Personale per l'assistenza ai cittadini Diabetici *

* Nel calcolo non sono state considerate né la attività assistenziale in regime di degenza completa né il numero ridotto di ore di assistenza previsto per Legge per il Personale Universitario.

Appare evidente l'elevatissimo fabbisogno teorico di personale specializzato per una assistenza ottimizzata. E' compito della Programmazione Regionale individuare ovviamente le possibilità concrete di attuazione. Di seguito vengono formulate alcune ipotesi iniziali.

7.1.3.3. Standard minimo delle dotazioni organiche.

Sulla base delle considerazioni precedenti occorrono:

Le Unità Operative così articolate si sottoporranno a verifica biennale della attività svolta, finalizzata all'eventuale adeguamento delle dotazioni.

L'analisi dell'attuale organizzazione diabetologica sul territorio regionale permette di identificare i percorsi più corretti ed economici per la definizione delle proposte formulate in precedenza al riguardo delle dotazioni delle previste Unità Operative. Infatti:

L'analisi è stata preparata dagli estensori del presente documento informalmemente e a titolo puramente indicativo ed esemplificativo, onde meglio chiarire le non eccessive necessità reali di aggiunta di organico per ottimizzarlo rispetto a quanto proposto (vedi sopra punto7.1.3.3). Essa deve necessariamente essere ripetuta da parte delle Aziende Ospedaliere e territoriali nei suoi più dettagliati aspetti amministrativi e giuridici.

7.2. Assistenza al cittadino diabetico in età evolutiva.

L'assistenza al bambino con diabete mellito insulino-dipendente viene articolata su tre livelli:

  1. Pediatra di famiglia.
  2. Sezioni di Diabetologia Pediatrica all'interno delle U.O. di Pediatria, articolate in attività territoriale nell'ambito del bacino di utenza.
  3. Servizio Regionale di Riferimento e Coordinamento.

7.2.1. Definizione degli standard operativi dei livelli di assistenza summenzionati.

7.2.1.1. Pediatra di famiglia

Il Pediatra di famiglia, in stretto rapporto con i livelli successivi, è dotato delle conoscenze e degli strumenti tecnici necessari idonei per l'attività di base in campo di diabetologia pediatrica.

7.2.1.2. Sezioni di Diabetologia Pediatrica all'interno delle U.O. di Pediatria, articolate in attività territoriale nell'ambito del bacino di utenza.

Le Sezioni di Diabetologia Pediatrica aggregate alle U.O. di Pediatria, articolate in attività territoriale nell'ambito del bacino di utenza:

Sono così dislocate sul territorio regionale:

  1. Sezione di Diabetologia Pediatrica afferente ad una delle U. O. di Pediatria della USL 1, con competenza territoriale su tutto il territorio della USL 1.
  2. Sezione di Diabetologia Pediatrica afferente ad una delle U. O. di Pediatria della USL 2, con competenza territoriale su tutto il territorio della USL 2.
  3. Sezione di Diabetologia Pediatrica afferente ad una delle U. O. di Pediatria della USL 4, con competenza territoriale su tutto il territorio della USL 4.
  4. Sezione di Diabetologia Pediatrica afferente ad una delle U. O. di Pediatria della USL 5, con competenza territoriale su tutto il territorio della USL 5.

7.2.1.3. Servizio Regionale di Riferimento e Coordinamento.

Il Servizio Regionale di Riferimento e Coordinamento è costituito presso l'Istituto Giannina Gaslini.

7.2.2. Fabbisogno di personale e piante organiche

7.2.2.1. Sezioni di Diabetologia Pediatrica all'interno delle U.O. di Pediatria, articolate in attività territoriale nell'ambito del bacino di utenza.

7.2.2.2. Centro Regionale di Riferimento e Coordinamento.

La dotazione organica deve essere tale da garantire la piena funzionalità dell'attività di assistenza intra- ed extramurale, sia per il personale medico che non- medico.

Si propone che la pianta organica sia costituita da:

7.2.2.2.1. Situazione attuale.

In termini operativi, l'assistenza al Paziente diabetico insulino dipendente in età evolutiva è attualmente coordinata dal Centro di Diabetologia Pediatrica afferente alla I° Clinica Pediatrica dell'Istituto G. Gaslini ed è effettuata nei:

Reparti di degenza ordinaria individuati nei locali della I° Clinica Pediatrica dell'Istituto G. Gaslini: sono utilizzati al momento della diagnosi ed in caso di scompenso ipo-iperglicemico non risolvibile a domicilio. Vengono utilizzati per le stesse motivazioni le Divisioni di Pediatria che fanno parte della Rete Assistenziale, con particolare riferimento alle divisioni di pediatria dell'Ospedale di Sanremo, di Savona e di Lavagna;

Reparto D.H. della I° Clinica Pediatrica dell'Istituto G. Gaslini utilizzato per i pz diabetici insulino dipendenti in età evolutiva che devono eseguire test di stimolo ( IVGTT; glucagone per c-Peptide ) e nell'ambito del progetto di studio del prediabete per i soggetti a rischio di diabete mellito insulino dipendente ( parenti di I° grado di probandi; iperglicemie occasionali; poliendocrinopatie ).

Ambulatorio della I° Clinica Pediatrica dell'Istituto G. Gaslini, localizzato nel padiglione dei Poliambulatori; in occasione della visita ambulatoriale vengono valutati i termini essenziali del controllo metabolico (HbA1c, fruttosamina, Fundus oculi, altre visite specialistiche etc); in questa stessa occasione viene effettuata la visita medica pediatrica e la verifica del sistema di controllo, vale a dire la lettura del quaderno che rappresenta la base del sistema di autogestione della malattia; lo spazio maggiore è dedicato a discutere delle problematiche individuali con il bambino o adolescente ed il gruppo familiare; questo appuntamento si realizza secondo necessità, in genere ogni 2-3 mesi circa.

La serie casistica globale in controllo longitudinale continuativo che fa riferimento alla I° Clinica Pediatrica dell'Istituto Giannina Gaslini è rappresentata da 241 soggetti, di cui 108 (44.8%) di sesso femminile, 133 (55.1%) di sesso maschile; 154 (63%) soggetti sono residenti in Liguria, 87 (36%) soggetti risiedono fuori della Liguria; 70 soggetti (29%) in età inferiore a 14 anni - 171 (70%) in età superiore ai 14 anni).

L'organico assistenziale del Centro è costituito attualmente da

  1. un Ricercatore Universitario con qualifica di Dirigente Medico di I livello,
  2. uno Specializzando della I Scuola di Specializzazione in Pediatria della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Genova.

In relazione alle proposte formulate si ritiene indispensabile che siano inizialmente assegnati

7.2.3. Organizzazione funzionale ed assistenziale.

  1. aggiornare i dati statistico- epidemiologici relativi al diabete mellito insulino dipendente nella popolazione in età evolutiva della Regione Liguria. La rete assistenziale si propone come osservatorio epidemiologico regionale per la verifica continuativa dei tassi di incidenza e di prevalenza del diabete mellito insulino dipendente in età evolutiva, in collaborazione con i Servizi Diabetologici di III livello per gli adulti per le altre fasce di età;
  2. definire i criteri minimi di inquadramento diagnostico e di intervento terapeutico;
  3. definire e uniformare i criteri del controllo clinico e metabolico del diabete mellito insulino dipendente;
  4. identificare ed applicare linee di ricerca scientifiche comuni.

La centralizzazione di dati presso il Servizio di Riferimento Regionale permette la valutazione critica della serie casistica complessiva in controllo longitudinale.

8. Commissione Diabetologica Regionale.

Per la adeguata organizzazione della assistenza al diabete, la definizione degli obiettivi assistenziali intermedi e la verifica degli obiettivi di qualità di assistenza e cura raggiunti viene istituita la Commissione Diabetologica Regionale permanente.

Essa è costituita da:

9. Progetti a breve scadenza.

  1. Studio di incidenza del diabete mellito insulino dipendente e ufficializzazione del Registro. Lo studio è di fatto già in corso. E' indispensabile per la elaborazione dei dati la collaborazione con la Sezione Ligure della Società Italiana di Diabetologia e la Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica dell'Assessorato Regionale alla Sanità, cui è stata inviata documentata richiesta in proposito nell'aprile 1997.
  2. Studio di prevalenza delle due forme di diabete (metodologia capture recapture multipla: Centri Diabetologici, Medici di Medicina Generale, prescrizioni farmaceutiche, materiali per diabetici, cittadini esenti da ticket). Ciò implica la collaborazione di:

10. Bibliografia

  1. U.S. Department of Health and Human Services, Public Health Service Centers for Disease Control and Prevention.
  2. Zimmet P. Lefèbvre P. Diabetologia 39 (11): 1247-8, 1996.
  3. O'Rahilly S . BMJ 314 (7085): 955-9, 1997.
  4. King H., Rewers M. Bull World Health Organ 69 (6): 643-8, 1991.
  5. Mc Carty D., Zimmet P. Diabetes 1994 to 2010: global estimates and projections. Bayer AG, Melbourne International Diabetes Institute, 1994.
  6. Seidell J.C. Int J Obes Relat Metab Disord 19 (S3), S1-4, 1995.
  7. Bingley P.J., Gale E.A.M. Diabetes Care 12: 289- 95, 1989.
  8. Leibson C.L., O'Brien P.C., Atkinson E., Palumbo P.J., Melton L.J. 3rd Am J Epidemiol 146(1): 12-22, 1997.
  9. Vaccaro O., Bonora E., Bruno G., Garancini M.P., Muntoni S. Il diabete in Italia, Kurtis Milano 1996.
  10. De Micheli A., Bruzzi P., Cataldi L., Corsi A., Melga P. L., Pompei A., Viviani G. L.. Prevalenza della ipertensione arteriosa e fattori di rischio correlati in una popolazione di 7444 diabetici. XCV Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Interna, Firenze 18- 21 Ottobre 1994, Abs Poster 112.
  11. Mazzella M., Cotellessa M., Bonassi S., Mulas R., Caratozzolo A., Gaber S., Romano C. Diabetes Care 17:1193-1196, 1994.
  12. The Expert Committe on the Diagnosis and Classification of Diabetes Mellitus Diabetes Care 20 (7): 1183- 1197, 1997.
  13. Diabetes Control and Complications Trial Research Group NEJM 329: 977- 986, 1993.
  14. Nathan D.M. in: Kahn C.R., Weir G.C. Joslin's Diabetes Mellitus 13th Ed, Lea & Febiger 1994.
  15. Pirart J., Diabetes Metab 3: 97, 1977.
  16. Ohkubo Y,, Kishikawa H,, Araki E,, Miyata T,, Isami S,, Motoyosyi S,, Kojima Y,, Furoyoshi N,, Shichiri M, Diabetes Research and Clinical Practice 28: 103- 117, 1995.
  17. U.K. Prospective Diabetes Study. 16. Diabetes 44:1249- 1258, 1995.
  18. American Diabetes Association Position Statement : Implications of the Diabetes Control and Complications Trial Diabetes Care 11: 1517- 1520, 1993.
  19. Intensive Diabetes Management by ADA. American Diabetes Association Clinical Education Series, ADA, Alexandria VA, 1995.
  20. Verlato G., Muggeo M., Bonora E., Corbellini M., Bressan F., De Marco R.. Diabetes Care. 19(3): 211-3. 1996.
  21. International Diabetes Federation, Saint Vincent's Declaration, World Health Organization: A desktop Guide for the Management of Non- Insulin- Dependent Diabetes Mellitus, 1993.
  22. International Diabetes Federation, Saint Vincent's Declaration, World Health Organization: Consensus Guidelines for the Management of Insulin- Dependent (Type 1) Diabetes, 1993.
  23. Health Economics of Diabetes in: W.H.O: Diabetes Care and Research in Europe : The Saint Vincent Declaration Action Programme Implementation Document, Krans HMJ, Porta M, Keen H, Staehr Johansen K Eds., Giornale Italiano di Diabetologia 15 (1): 69- 70, 1995.
  24. American Diabetes Association: Direct and Indirect Costs of Diabetes in the United States in 1992, ADA, Alexandria VA, 1993.
  25. Kangas T., Seppo A., Veikko A., Salinto M., Laakso M., Reunnanen A. Diabetes Care 19: 494- 497, 1996.
  26. Olsson J., Persson P.H.L., Tollin C., Nilsson S., Melander A., Diabetes Care 17 (11): 1257- 1263, 1994.
  27. Warner D.C., Mc Candles R.R., De Nino L.A., Cornell J.E., Pugh J.A., Marsgh G.M.. Diabetes Care 19: 1616- 1419, 1996.
  28. The DCCT Research Group JAMA 276: 1409- 1415, 1996.
  29. Eastman C.E., Javitt J.C., Herman W.H., Dasbach E.J., Copley- Merriman C., Maier W., Dong F., Mannisen D., Zbrozek A.S., Kotsanos J., Garfield S.A., Harris M.. Diabetes Care 20: 735- 744, 1997.
  30. Selby J.V., Ray G.T., Zhang D., Coby J.C. Diabetes Care 20: 1396- 1402, 1997.
  31. Rodby R.A., Firth L.M., Lewis E.J. Diabetes Care 19: 1051- 1061, 1996.
  32. W.H.O: Diabetes Care and Research in Europe : The Saint Vincent Declaration Action Programme Implementation Document, Krans HMJ, Porta M, Keen H, Staehr Johansen K Eds., Giornale Italiano di Diabetologia 15 (1): 1- 84, 1995.
  33. American Diabetes Association: Clinical Practice Recommendations 1997, Diabetes Care 20 (Suppl.1): S1- S70, 1997.
  34. Linee Guida della Società Italiana di Diabetologia Il Diabete 1989- 1997.
  35. Diabetes Mellitus in Europe: a Problem at All Ages in All Countries: A Model for Prevention and Self Care. Giornale Italiano di Diabetologia 10 (Suppl.):1- 144, 1990.
  36. American Diabetes Association: Clinical Practice Recommendations 1997. Diab Care 20 (S1): S5- S13, 1997
  37. Levetan C.S., Salas J.R., Wilets I.F., Zumoff B. Am J Med 99(1): 22-8, 1995.
  38. AMD- SIMG: Protocollo per il Coordinamento dell'Assistenza Diabetologica, Aemmedi Notizie: 58- 64, 1995.


Data ultimo aggiornamento: Mer, 11 Marzo 1998 06:50.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_41.html

Protocollo Diabete SIMG - AMD - SID I servizi di diabetologia Abruzzo: un esempio di economia sanitaria
[Indice] [Il nostro sito] [Il diabete] [Associazioni] [Servizi] [Leggi] [Community] [Notizie] [Pubblicazioni] [Passatempo] [Altri siti] [Cerca] [Lettere]


Hosted by Publinet