È finito il tempo in cui era vietato qualsiasi dolce: oggi anche i medici ammettono i "peccati di gola". Ecco quali e come commetterli

Diabete, senza privarsi di una fetta di torta

Barbara Tomasi


Il diabete è una malattia piuttosto diffusa, da curare con molta attenzione; è dovuto a un'insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas (una ghiandola posta dietro lo stomaco) con la conseguente alterazione del metabolismo (il processo di lavorazione) degli zuccheri assunti con l'alimentazione.
La glicemia, cioè il livello degli zuccheri nel sangue, aumenta in modo anomalo e il glucosio, non più trattenuto dai reni, viene perso dall'organismo attraverso grandi quantità di urina.


Vita "quasi" normale

Nonostante la gravità del disturbo, la persona diabetica, al giorno d'oggi, non solo può, ma deve condurre una vita il più normale possibile. Un aiuto viene dai farmaci, ovviamente, ma anche da una corretta informazione fornita dal medico sulla malattia, in modo che venga applicato al meglio tutto ciò che può tenerla sotto controllo ed evitare i fattori di rischio.
Oltre al rispetto della terapia, è quindi importante controllare tutti quei comportamenti, primo fra tutti il modo di alimentarsi, che possono aggravare il diabete. Accanto a un'attenta educazione nutrizionale, il diabetico dovrebbe anche fare attività fisica e ridurre il peso in caso di obesità.


L'alimentazione

In entrambi i tipi di diabete mellito, la dieta alimentare è una voce importantissima nella cura. Addirittura, nel diabete non insulino-dipendente, il rispetto di alcune norme alimentari può tenere sotto controllo la malattia, senza ricorrere a cure più invasive.
È doveroso sottolineare che i dietisti preferiscono parlare, anziché di dieta (che richiama l'idea di privazioni e restrizioni alimentari), di corretta alimentazione. Il diverso termine usato dà all'argomento una valenza meno "terribile".


Equilibrio

Il diabetico è da considerarsi una persona normale, che deve rispettare, come tutti del resto, alcune regole fondamentali e seguire un bilanciato regime alimentare, che comprenda:

  • le proteine
  • i grassi
  • gli zuccheri

In pratica deve seguire quel tipo di alimentazione equilibrata raccomandata dalle tabelle preparate dall'Istituto nazionale della nutrizione.
Quindi l'alimentazione del diabetico non è molto diversa da quella di una persona sana: la differenza sta solamente nella quantità di zuccheri semplici e di zuccheri complessi o amidi che possono essere assunti nell'arco della giornata.
Lo scopo
principale di una corretta alimentazione è di mantenere la glicemia a livelli normali. Per raggiungere questo obiettivo, il dietista prepara una dieta a normale contenuto calorico per il diabetico senza problemi di peso, mentre sceglie un regime nutrizionale ipocalorico per il diabetico obeso o con problemi di sovrappeso.


Gli zuccheri

L'almento più delicato per il diabetico è lo zucchero. Gli zuccheri che si assimilano col cibo si suddividono in:
Qualche strappo alle regole

Una volta ogni tanto, anche una persona diabetica può concedersi uno strappo alle regole e gustare, senza drammi, una fetta di torta o un pasticcino.
È preferibile però che questo avvenga a fine pasto, in modo che gli zuccheri semplici contenuti nel dolce, mescolandosi agli altri alimenti, vengano assorbiti con maggiore lentezza. Tuttavia, il dietista preferisce valutare caso per caso tale possibilità, che può, alla lunga, diventare "pericolosa" nella persona che non ha accettato completamente la malattia (per cui tende a "dimenticarsela"), oppure in quella che si dimostra ansiosa o, ancora, troppo golosa.
Queste persone possono infatti considerare la concessione di un dolce una volta ogni tanto come una regola da seguire costantemente.
Il che è ovviamente vietato.

  • semplici
  • complessi, detti anche amidi.

Il principale zucchero semplice è il saccarosio, cioè quello normale, da tavola. L'organismo lo assorbe molto velocemente. Il saccarosio viene consumato principalmente sotto forma di dolci, marmellate, biscotti, torte oppure viene aggiunto a bevande. Una certa quantità proviene anche dalla frutta.
Gli zuccheri complessi (o amidi) vengono assorbiti più lentamente di quelli semplici. Si trovano nella pasta, nel pane, nel riso, ella polenta eccetera.
Una volta si pensava che bastasse limitare drasticamente la quantità di zuccheri nell'alimentazione del diabetico. Ricerche più recenti hanno dimostrato, invece, che chi ha questo disturbo può consumare una moderata quantità di zuccheri, prediligendo, tra quelli semplici, il fruttosio contenuto nella frutta.
Il diabetico può consumare quotidianamente circa un dieci per cento di zuccheri semplici, mentre la quota di amidi non deve mai risultare inferiore al 50-55 per cento.


La frutta

Una volta si pensava che il diabetico potesse consumare solo alcuni tipi di frutta considerati poco zuccherini, come la mela.
Oggi invece si tende a permettere ogni tipo di frutta, tenendo però presente alcune indicazioni del dietista: 100 grammi di banana, frutto ricco di potassio e di zuccheri, sono ammessi come sostituzione di 150 grammi di mela. Al diabetico è concesso quindi di mangiare frutti ritenuti una volta poco adatti (uva, cachi, fichi eccettera) per l'alto contenuto di zucchero, variando così maggiormente il proprio regime alimentare. Per orientarsi con le quantità, vedere la tabella.


Fibre e quantità
In questa tabella sono riportate le quantità di fibre contenute in vari alimenti. Il consumo di una certa quota di fibre a ogni pasto è vivamente consigliata.
Ciboogni 100
grammi
ogni 100
calorie
Farina 002,50,7
Farina integrale9,63
Pane comune3,81,5
Pane integrale5,72,3
Fagioli freschi10,67,3
Ceci13,84,2
Lattuga1,57,5
Cavoli di Bruxelles5,210,4
Carote3,17,7
Mele23,3
Arance1,63,5
Pere2,84,6

Assorbimento lento

Anche le fibre hanno una funzione importante nell'alimentazione del diabetico. Queste infatti ritardano lo svuotamento dello stomaco e rallentano l'assorbimento degli zuccheri, evitando così sbalzi bruschi nel tasso di glicemia.
In pratica, una certa quantità di fibre assunte durante i pasti fa sì che l'assorbimento dello zucchero presente nei cibi non sia troppo rapido. Le fibre si trovano principalmente:

  • nella verdura, soprattutto nei broccoli, nei cavolfiori, nelle verze, nei carciofi, nelle melanzane, nei fagiolini, nei finocchi;
  • nella frutta, soprattutto nelle fragole, nelle mele, nelle albicocche, nelle pere, nelle arance;
  • nei cereali, come la farina integrale, il pane integrale, la crusca.


L'alcol

Il vino va considerato come un alimento nel calcolo giornaliero della dieta: se non ci sono particolari malattie del fegato che ne sconsiglino l'assunzione, può essere bevuto a pranzo e a cena, ma soltanto nel caso sia permesso espressamente dal dietista e in quantità da lui indicata. È sempre meglio evitare, invece, i superalcolici.


Pasti frequenti

Il dietista calcola il contenuto calorico dei cibi e lo traduce in uno schema alimentare giornaliero, sulla base dell'età, del peso, dell'attività fisica, delle cure date al diabetico.
L'alimentazione, nella giornata, va suddivisa in tre pasti: colazione, pranzo e cena, intervallati da due spuntini.
Il diabetico, infatti, non deve assumere gli zuccheri e gli amidi necessari concentrandoli in solo due o tre momenti del giorno.

In questo modo sottopone il pancreas, che già non produce insulina, a un lavoro eccessivamente pesante.

Barbara Tomasi

con la consulenza di Maria Luigia Troncon, dietista, dirigente del Servizio dietetico dell'ospedale Civile di Feltre (Belluno)



Tratto da: Come stai, mensile della salute per la famiglia, anno IV, n.2, Febbraio 1998.



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