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All'opera di prevenzione attuata dal Servizio sanitario nazionale, concentrata soprattutto sui gruppi a maggior rischio, verrà affiancata quella educativa, sia del paziente che del medico, per affrontare l'affezione anche nelle sue cause primarie: l'obesità e i recenti mutamenti nello stile di vita, in particolare il cambio tra vita rurale e urbana, che hanno portato a mutamenti nelle abitudini alimentari e di attività fisica, con un considerevole aumento dell'apporto calorico e un maggior consumo di grassi, specialmente saturi. Il diabete mellito in Messico Dottoressa Mirislava Santander Bermudez, Dottor Rafael Maciel Martinez Il diabete mellito è in tutto il mondo un problema di crescente importanza per quanto concerne la salute pubblica e lo è in Messico ancora di più poi che l'attuale diffusione della malattia, e quella che si prevede per le prossime due decadi, si profila molto elevata, per cui il Paese deve prepararsi ad un massiccio coinvolgimento dei medici nei confronti della malattia e delle sue complicanze. Va segnalato che in Messico la maggior parte dei diabetici è seguita dal medico generico La lotta a questo preoccupante incremento del diabete mellito dovrà necessariamente essere affiancata da una campagna educazionale per la prevenzione primaria, orientata ad eliminare i fattori di rischio, ad esempio l'obesità e la sedentarietà nei soggetti che hanno un'elevata propensione a sviluppare la malattia. Va fatto presente, a questo riguardo, che in Messico le caratteristiche della popolazione diabetica appaiono generalmente diverse da quelle dei pazienti dei Paesi sviluppati, con una netta prevalenza della neuropatia, retinopatia e nefropatia. La malattia inizia in età precoce, gli orari e il tipo di alimentazione sono differenti ed esistono limitazioni socio economiche e quindi di accesso all'ambulatorio medico. Il diabete insulino dipendente, o di tipo 1, cointeressa circa il 10 per cento di tutti i casi e la prevalenza del diabete mellito varia in parallelo con l'età: intorno al 10 per cento per le persone tra i 15 e i 55 anni e intorno al 31 per cento della popolazione superiore ai 55 anni, comunque con una marcata differenza nelle aree rurali (dove è molto bassa) se paragonata con le aree urbane e con gli emigranti negli Stati Uniti (messicano-americani), dovuta a cause genetiche e ambientali. Sui circa 100 milioni di messicani, circa 4 milioni sono diabetici e si stima che diverranno più di 5 milioni nell'anno 2000. L'assistenza pubblica Per quanto concerne il servizio sanitario nazionale, l'Instituto Mexicano del Seguro Social (IMSS) assiste approssimativamente il 60 per cento della popolazione, con un indice di mortalità per diabete purtroppo considerevolmente aumentato negli ultimi anni, con conseguente incremento in parallelo della domanda di ospedalizzazione per diabete (5 volte superiore rispetto alle altre malattie). Sempre in tema di statistiche, negli ultimi otto anni il numero di visite per la malattia diabetica ha avuto un incremento del 438 per cento e il diabete rappresenta il 7 per cento del totale della richiesta di cure mediche all'interno dell'Istituto di Salute Pubblica. Ne consegue che il diabete è oggi in Messico una delle principali cause di ricovero dei pazienti, differenziata in rapporto all'età: nelle persone tra i 15 e i 24 anni scende al decimo, mentre dopo i 44 anni raggiunge il primo posto. La media nazionale di permanenza ospedaliera per diabete è di otto giorni, contro i quattro giorni per tutte le altre cause e la principale causa di ricovero è la nefropatia, seguiti dai disturbi della circolazione perierica. Per tutti, l'IMSS provvede all'assistenza medica e farmacologica (esistono soltanto sulfoniluree e insulina). Mortalità in aumento Come detto all'inizio ci sono sufficienti dati epidemiologici per affermare che il diabete sta avviandosi ad essere uno dei principali problemi di salute pubblica in Messico: la malattia occupa oramai il quarto posto come causa di morte nel Paese e in una certa fascia di età è addirittura la prima. La prevalenza del diabete mellito non insulino dipendente nella popolazione adulta è elevata (e cresce ulteriormente in certi gruppi a rischio) e i fattori che ne favoriscono lo sviluppo sono l'età avanzata, l'obesità e i recenti mutamenti nello stile di vita, in particolare il cambio tra vita rurale e urbana. Diversi dati attestano, infatti, che la migrazione dalla campagna alla città costituisce uno dei fattori di rischio più importanti per la comparsa del diabete. Il cambiamento di stile di vita comprende ovviamente mutamenti di abitudini alimentari e di attività fisica e il tutto determina un aumento dell'apporto calorico e un maggior consumo di grassi, specialmente saturi. Se al progressivo incremento dell'età media e alle maggiori spettanze di vita è dovuto, almeno in parte, l'incremento del diabete, si sta però osservando un aumento della frequenza della malattia anche nei giovani, per cui l'invecchiamento della popolazione non spiegherebbe totalmente il fenomeno. Appare comunque certo che il diabete non insulino-dipendente tende nel Messico a manifestarsi precocemente, cioè in soggetti giovani, come del resto avviene anche in altre popolazioni, così che la percentuale degli individui che sanno di essere diabetici è maggiore di quanto abitualmente si riscontra nella letteratura mondiale. Ed è per questo che il servizio sanitario nazionale messicano si sta orientando soprattutto verso la prevenzione della malattia, concentrandosi sui gruppi a maggior rischio. In questa ottica verranno affrontati gli anni 2000: con l'educazione continua, sia del paziente che del medico. Tratto da Diabete: oggi e domani, anno XVII, n.51, Novembre 1997. |
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