Protocollo Diabete SIMG - AMD - SID (*)


Diabete.
Ogni M.M.G. (Medico di Medicina Generale) con 1500 assistiti ha circa 30 - 60 diabetici; l'alta prevalenza della malattia, la caratteristica multisistemica, l'importanza della sorveglianza ravvicinata e continua possibile per il buon rapporto intercorrente tra assistito e M.M.G, ci consentono di fare le seguenti considerazioni:

  1. Il M.M.G. deve conoscere la malattia diabetica.

  2. Il M.M.G.deve essere disponibile e capace ad intervenire nella diagnosi e cura.

  3. Il MMG deve riconoscere le situazioni che richiedono competenze specialistiche.

  4. Il M.M.G. può eseguire lo screening periodico su assistiti a rischio (p.e. familiari di diabete 2° in sovrappeso). Può, in molti casi, fare diagnosi di diabete sia in presenza dei sintomi classici, sia nell'asintomatico a rischio (età avanzata, familiarità positiva, obesità, iperlipidemia, ipertensione).

Un buon controllo metabolico riduce o elimina i sintomi, migliora la qualità della vita, previene le complicanze acute e croniche della malattia.



La diagnosi di diabete mellito.
La diagnosi di diabete mellito si basa sui seguenti parametri:
  • presenza di sintomi classici: poliuria, polidipsia, ecc.
  • 2 determinazioni glicemiche a digiuno su plasma venoso > 140 mg%
  • 2 determinazioni glicemiche a digiuno su sangue capillare > 120 mg%
  • per valori tra 110 e 140 mg% a digiuno su plasma venoso, eseguire OGTT (curva glicemica da carico).


I valori diagnostici della curva da carico (OGTT) con carico di 75g di glucosio sono i seguenti:
  • normale: basale < 140mg%; a 2 ore < 140mg%
  • intolleranza glucidica (IGT): basale < 140mg%; a 2 ore tra 140 e 200 mg%
  • diabete mellito: basale > 140mg%; a 2 ore > 200mg%.


Obiettivi del controllo metabolico:
BuonoAccettabileCattivo
Glicemia a digiuno [mg/dl]80-110< 140> 140
Glicemia postprandiale [mg/dl]80-140< 180>180
HbA1c [%]< 6.5< 7.5> 7.5
Glicosuria [%]0< 0.5> 0.5
Colesterolo totale [mg/dl]< 200< 250>250
Colesterolo HDL [mg/dl]> 40> 35< 35
Trigliceridi [mg/dl]< 150< 200> 250
BMI [kg/m2]M: 20-25
F: 19-24
M: < 27
F: < 26
M: > 27
F: > 26
Pressione arteriosa [mmHg]< 140/90< 160/95> 160/95



Obiettivi del controllo clinico:

  1. riconoscimento precoce della neuropatia diabetica.
  2. identificazione della vasculopatia periferica in fase iniziale.
  3. ispezione periodica del piede.
  4. ricerca dei segni di nefropatia (microalbuminuria, proteinuria, creatininemia).
  5. prevenzione della retinopatia diabetica.

Calendario per il monitoraggio.

Visita iniziale:
peso, altezza (BMI), pressione arteriosa, ricerca neuropatia, polsi periferici, ispezione piede, misurazione visus ed esame fundus, glicemia a digiuno e postprandiale, HbA1c, colesterolo tot. e HDL, trigliceridi, creatininemia, microalbuminuria, proteinuria, glicosuria, chetonuria, educazione del paziente, consigli dietetici, insegnamento dell'autocontrollo.

Ogni 3 - 4 mesi: peso, pressione arteriosa, esame clinico per le complicanze, glicemia (digiuno, random o profilo in base alle caratteristiche del diabete), HbA1c (periodicità condizionata dal tipo di diabete).

Annualmente: esame obiettivo e test come prima visita,rivalutazione terapia, dieta, tecnica di autocontrollo, educazione.



Obiettivi dell'educazione.

A tutti i diabetici deve essere proposto un programma di insegnamento possibilmente in un ambulatorio orientato per il problema, con tecniche di apprendimento per gruppi e con il supporto dell'infermiere esperto in diabete e del dietologo.
Devono conoscere la malattia: per essere in grado di eseguire l'automonitoraggio e modificare conseguentemente i farmaci, la dieta, l'attività fisica,per capire gli effetti dannosi del fumo e dell'eccesso di alcolici, per far fronte alle emergenze (malattie intercorrenti, severe ipoglicemie e iperglicemie), per riconoscere le manifestazioni delle comuni complicanze, in particolare del piede, per sapere gli obiettivi della cura.



Collaborazione tra M.M.G. e operatori preposti alla cura del diabete.

Riteniamo che allo stato attuale il M.M.G. debba assumere un ruolo attivo nella gestione del diabetico evitando di delegare, sempre e comunque, competenze che sono proprie dell'assistenza di primo livello; questo comporta anche il riconoscimento delle situazioni che necessitano del ricorso ad altri operatori, come nei seguenti casi: IDDM, NIDDM instabile o con cattivo controllo metabolico, malattie intercorrenti con rischio di scompenso del diabete, complicanze croniche avanzate od evolutive.



Proposte:

Incontri periodici con diabetologo, delegato associazione, un medico per distretto, paramedici, educazione a piccoli gruppi con M.G. e Diabetologo, utilizzazione di un diario in cooperazione, anche perché i compensi saranno probabilmente correlati all'adeguamento a standard di collaborazione incontri di studio sul diabete.



SIMG: Società Italiana di Medicina Generale
AMD: Associazione Diabetologi Italiani
SID: Società Italiana di Diabetologia

Tratto da: SIMG Società Italiana di Medicina Generale - Sezione provinciale di Sondrio



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