L’Indice Glicemico degli alimenti è un fattore determinante della risposta glicemica derivante da pasti composti

di Thomas MS Wolever, Ming Yang, Xiao Yi Zeng, Fiona Atkinson e Janette C. Brand-Miller

American Journal of Clinical Nutrition. Vol. 83, No. 6, 1306-1312, June 2006

Traduzione di Alberto Zambelli



Sommario

Recenti studi mostrano che il contenuto in carboidrati e l’indice glicemico (IG) dei singoli alimenti non sono in grado di stimare gli effetti glicemici e insulinici in pasti composti da vari alimenti. E’ ragionevole supporre che queste conclusioni siano ingiustificate a causa di considerazioni metodologiche.

Obiettivo:
L’obiettivo è di accertare, in soggetti sani, se l’IG e il contenuto in carboidrati dei singoli alimenti influisce sulla risposta glicemica e insulinica in pasti composti.

Metodo:
Tramite un metodo incrociato, abbiamo determinato la risposta glicemica e insulinica di 6 pasti in 16 pazienti residenti a Sidney e la risposta glicemica di 8 pasti in 10 pazienti residenti a Toronto. In seguito i dati sono stati unificati.
I 14 diversi pasti variavano in merito a: kcal (220-450), proteine (0-18 g), grassi (0-18 g), contenuto in carboidrati disponibili (16-79 g) e IG (35-100; valori approssimativi).

Risultati:
Gli effetti dell’insulina e della glicemia nei pasti assunti dai pazienti australiani presentavano un campo di variazione su 3 livelli (P 0.001) mentre la risposta glicemica dei pasti assunti dai pazienti canadesi presenta un campo di variazione su 2.4 livelli (P 0.001). Le risposte glicemiche non erano correlate al contenuto di grassi o proteine del pasto. Il contenuto di carboidrati (P 0.002) e l’IG (P 0.022) erano invece associati alle risposte glicemiche: insieme rappresentavano l’88% della variazione della risposta glicemica (P 0.0001). La risposta insulinica è legata in modo significativo alla risposta glicemica (r 0.94, P 0.005).

Conclusioni:
Se applicato in un contesto realistico, l’IG è un elemento determinante dell’effetto glicemico derivante da pasti composti in soggetti normali. In pasti composti con un’ampia varietà di nutrienti testati, il contenuto di carboidrati e l’IG mostrano una variazione della risposta glicemica media pari al 90%, tenendo conto dell’effetto minimo delle proteine e dei grassi. Am J Clin Nutr 2006;83:1306–12.

Parole chiave:
Individui, carboidrati alimentari, indice glicemico, pasti composti composti da vari alimenti, glucosio, insulina.

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Introduzione

La rilevanza clinica su cui è basata la classificazione dei cibi contenenti carboidrati utilizzando l’Indice Glicemico è oggetto di discussione da circa 20 anni [1–5]. La questione più critica e ricorrente è che l’IG dei singoli cibi non viene mantenuto nei pasti composti a causa dell’effetto dei grassi e delle proteine. [1-5]. Tuttavia, in numerosi esempi, la conclusione che l’IG non ha alcuna utilità clinica era principalmente basata su errori nel modo di interpretare l’area al di sotto della curva (AUC) o nel modo in cui veniva calcolato l’effetto glicemico dei pasti composti, oppure l’utilizzo di valori glicemici non corretti o ancora la mancanza di certezza statistica [6]. Alcuni studi mostrano che l’IG può stimare l’effetto glicemico relativo dei pasti composti che contengono quantità equivalenti di proteine, grassi e carboidrati [7–9].

Recentemente è nato un crescente interesse circa il ruolo dell’IG nella determinazione dell’effetto glicemico in pasti contenenti diverse quantità di grassi, proteine e carboidrati. La risposta glicemica derivata dall’assunzione di un pasto, espressa come percentuale della risposta glicemica a seguito dell’ingestione di 50g di carboidrati disponibili a partire dall‘alimento di riferimento dell’IG (glucosio o pane bianco) è definita “risposta glicemica relativa”(RGR).
Wolever and Bolognesi [10] hanno elaborato la seguente equazione per stimare la risposta glicemica relativa (RGR) di un pasto a partire dal suo IG e i grammi di carboidrati disponibili che questo contiene: RGR 1.5 GI (1 e 0.018 G A vC H O) 13.
La risposta glicemica relativa (RGR) rappresenterebbe il 90% della variazione delle risposte glicemiche medie a seguito dell’assunzione di pasti composti in soggetti normali [11]. Il concetto di carico glicemico (CG) è stato introdotto come misura dell’effetto glicemico della dieta e incide sia sulla fonte glucidica che sulla quantità di carboidrati ingerita [12].

Brand- Miller et al [13] hanno mostrato che il carico glicemico (CG) di un pasto prestabilito è strettamente correlato alla risposta glicemica che questi provocano. Tuttavia, 2 studi recenti, entrambi con un numero elevato di pasti composti, hanno concluso che l’IG, il RGR e il CG dei singoli alimenti non stimano la risposta glicemica derivata dall’assunzione di pasti composti [14, 15]. Alcuni medici però non sono d’accordo completamente con queste conclusioni mettendo in discussione la validità dei metodi di ricerca utilizzati [16, 17]. Nonostante tutto, questi studi mettevano in luce i limiti dei nostri precedenti lavori in questo ambito; in particolare, solo 5 diversi pasti composti sono stati testati [12] e la validità del CG è stata esaminata utilizzando solo 5 singoli alimenti [13].

Di conseguenza, abbiamo condotto nuovi esperimenti per verificare se l’IG e il contenuto glucidico dei singoli alimenti fossero elementi determinanti dell’effetto glicemico in pasti composti con quantità variabili di calorie, grassi, proteine e carboidrati. Abbiamo inoltre misurato la correlazione tra l’effetto glicemico medio in pasti prestabiliti e i corrispondenti valori di IG e RGR calcolati. Queste relazioni potrebbero differire poiché l’IG tende ad aumentare in modo lineare se la quantità di carboidrati consumati aumenta, mentre la risposta glicemica relativa deriva da un modello esponenziale.

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Tesi e metodi

Le risposte glicemiche derivate da 14 pasti prestabiliti sono state misurate in 2 gruppi di soggetti sani: 16 individui (8 uomini e 8 donne) residenti a Sidney hanno testato 6 pasti (S1–S6) e 10 individui (7 uomini e 3 donne) residenti a Toronto hanno testato 8 pasti (T1–T8). Gli individui di Sidney avevano un’età media di 23 ± 1 ed un indice di massa corporea (BMI: in kg/m2) pari a 21.3 ± 0.4. Gli individui a Toronto avevano un’età media di 26 ± 1 ed un indice di massa corporea pari a 22.4 ± 0.8. Poiché prima abbiamo mostrato come i nostri risultati in termini glicemici fossero riproducibili utilizzando pasti prestabiliti [18], abbiamo deciso in seguito di utilizzare pasti composti differenti a Sidney e a Toronto e di unire in seguito i risultati per aumentare così il numero dei diversi pasti su cui effettuare i nostri esperimenti.

In ogni centro, lo studio ha mostrato delle convergenze in ogni individuo che testava ciascun pasto prestabilito in ordine casuale. Le procedure utilizzate erano in accordo con gli standard etici del comitato istituzionale o regionale sulla sperimentazione umana e l’approvazione è stata ottenuta dal comitato competente.
I soggetti sono stati analizzati dopo un digiuno notturno di 10-14 ore. Dopo un prelievo di sangue a digiuno, i soggetti hanno consumato un pasto prestabilito e in seguito sono stati loro effettuati ulteriori prelievi di sangue 15, 30, 45, 60, 90 e 120 minuti dopo aver cominciato a mangiare. I due centri diabetologici hanno utilizzato ciascuno le proprie procedure di routine per prelevare il sangue e analizzare le concentrazioni di glucosio. A Sidney, il sangue capillare prelevato dal polpastrello (0.7 mL) è stato inserito in una provetta eparinizzata ad una temperatura di 20 °C e il plasma è stato rimosso prima di effettuare l’analisi delle concentrazioni di glucosio (Modello: HITACHI 911; Hitachi, Tokyo, Giappone) e di insulina (Coat-A-Count Insulin; Diagnostic Products Corporation, Los Angeles, CA). A Toronto, il sangue capillare prelevato dal polpastrello (2–3 gocce) è stato raccolto in una provetta fluoro-ossalata, mescolata e mantenuta ad una temperatura di 20 °C prima dell’analisi della concentrazione di glucosio nel sangue intero (Modello 2300 STAT; YSI Inc, Yellow Springs, OH). Nonostante i campioni di sangue e i macchinari di analisi fossero differenti a Sidney e a Toronto, abbiamo anticipatamente evidenziato che queste differenze specifiche non hanno un effetto significativo sui valori dell’IG ottenuti con alimenti prestabiliti [18]. L’insulina è stata misurata a Sidney e non a Toronto per due ragioni: l’obiettivo dello studio era di determinare la prevedibilità della risposta glicemica che, in questo caso, è misurata in modo più efficace nel sangue capillare [18] mentre l’abitudine a misurare l’insulina in volumi ridotti di plasma è stata sviluppata solo a Sidney. I metodi utilizzati a Toronto già mettevano in luce una stretta correlazione tra il glucosio plasmatico medio e la risposta insulinica derivata dai 5 pasti composti con diverso contenuto in calorie, carboidrati, grassi, proteine e IG (r 0.99, P 0.002) [11].
Tredici dei pasti prestabiliti erano costituiti da un normale pasto e 1 costituito da 50 g di glucosio per via orale. I 14 pasti avevano un contenuto diverso di calorie (223– 451 kcal), proteine (0 –17.5 g; 0 –31% di calorie), grassi (0 –18.2 g; 0 –52% di calorie), carboidrati disponibili (15.5–79.4 g; 28 –100% di calorie) e IG (35–100) (Tabella 1 e Tabella 2). La composizione dei principi nutritivi dei cibi utilizzati si basava sulle informazioni presenti nelle etichette delle confezioni oppure direttamente dal produttore, definendo sempre i carboidrati disponibili come carboidrati totali senza fibre alimentari.
I valori dell’IG dei singoli cibi è stato prelevato da tabelle stampate in libri di letteratura medica [21].

L’IG di ogni pasto prestabilito è stato calcolato nel modo seguente:

Formula

in cui n è il numero di alimenti contenenti carboidrati in un pasto, IGa è l’IG di quel determinato alimento [20], gAvCHOa rappresentano i grammi di carboidrati disponibili in quel determinato alimento, e GAvCHO sono i grammi di carboidrati disponibili dell’intero pasto. Il carico glicemico di ciascun pasto prestabilito è stato calcolato nel modo seguente

Formula

in cui l’IG è l’IG del pasto prestabilito e GAvCHO sono i grammi di carboidrati disponibili nel pasto prestabilito.
La risposta glicemica relativa (RGR) è stata così calcolata:

Formula

mentre la risposta insulinica relativa (RIR) nel modo seguente:

Formula

RGR e RIR sono formule elaborate da Wolever e Bolognesi [10] per valutare rispettivamente l’effetto insulinico e glicemico previsto, di pasti prestabiliti a partire dal GAvCHO e GI, con i valori ottenuti rappresentando la percentuale della risposta dell’insulina o del glucosio dopo l’ingestione di 50 g di glucosio.
L’area incrementale al di sotto delle curve di risposta dell’insulina e del glucosio (AUC) sono state calcolate ignorando l’area al di sotto della concentrazione di glucosio a digiuno [18, 22]. I valori AUC provenienti da ciascun centro presentavano ampia variabilità; dopo la dimostrazione di una significativa eterogeneità, l’importanza di queste differenze tra singoli pasti è stata calcolata utilizzando il test di Tukey per ottenere confronti multipli (PRISM versione 4; GraphPad Software Inc, San Diego, CA). Per determinare l’effetto relativo del contenuto in carboidrati disponibili, in IG, in grassi e proteine dei pasti prestabiliti sulla risposta insulinica e glicemica, sono state effettuate analisi regressive lineari multiple e invariate dei valori nutritivi sulla curva AUC media (LOTUS 123, 1997 versione; Lotus Development Corp, Cam- bridge, MA). Inoltre, sono state stabilite delle correlazioni tra CG e glucosio medio AUC, RGR, glucosio medio AUC, e RIR e l’insulina media AUC. Sono state infine considerate importanti dal punto di visto statistico le differenze e i coefficienti di correlazione soltanto se P=0.05.

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Risultati

Le risposte insuliniche e glicemiche provenienti dai diversi pasti prestabiliti sono mostrate in Figura 1. In un confronto dei 6 pasti prestabiliti presso il centro di Sidney, si è notata una significativa eterogeneità del glucosio medio (P 0.001) e dell’insulina(P 0.001) AUC (Tabella 3).

WOLEVER ET AL

Tabella 1. Pasti prestabiliti utilizzati in Sydney, Australia1

Ingredienti (n. e IG in tabella)2

Calorie
Kcal

Proteine
g (% di calorie)

Grassi
g (% di calorie)

AvCHO
%

IG

S1
45 g Fibra, frutta e cereali3 [n. 232, 73]
120 ml Latte con grassi pari a 1.4% [304]
80 g Melone cantalupo [n. 435, 65]
80 g Pompelmo [n. 430, 66]

265

10.2 (16)

2.6 (9)

50.1 (76)

65

S2
45 g Cereali ad alto contenuto di fibre5 [n. 184, 37]
120 ml Latte con grassi pari a 1.4% [304]
50 g Fragole [n. 436, 40]
100 g Pompelmo [n. 407, 25]

234

11.1 (19)

2.5 (10)

41.9 (72)

35

S3
80 g Omelette con uova
40 g Pane integrale [n. 116, 77]
80 g Spinaci [n. 440, 38]
20 g Peperone rosso [n. 440, 38]
80 g Pomodoro grigliato [n. 440, 38]

237

17.5 (30)

9.6 (36)

20.2 (34)

66

S4
80 g Omelette con uova
38 g Pane con miele e crusca di avena6 [n. 497]
80 g Spinaci [n. 440, 38]
20 g Peperone rosso [n. 440, 38]
80 g Pomodoro grigliato [n. 440, 38]

223

17.1 (31)

10.3 (41)

15.5 (28)

40

S5
15 g Cereali integrali8 [n. 239, 69]
120 ml Latte con grassi pari a 1.4% [304]
4 g Zucchero di canna [n. 589, 68]
90 g Banana [n. 397, 52]
100 ml Succo di arancia [n. 41, 53]

227

6.9 (12)

1.5 (6)

46.7 (82)

55

S6
64 g Muffin [n. 14, 59]
14 g Burro di arachidi

265

4.5 (7)

15.4 (52)

27.3 (41)

56

1 AvCHO, carboidrati disponibili. IG, indice glicemico.
2 I valori tra parentesi sono i numeri e i valori di IG degli ingredienti nel riferimento 17.
3 Sultana Bran Cereal, Kellogg (Aust) Pty Ltd (Melbourne, Australia).
4 Questa valore di IG si trova nel riferimento 19.
5 Guardian Cereal, Kellogg (Aust) Pty Ltd (Melbourne, Australia).
6 Burgen, George Weston Foods, Ltd (Chatswood, Australia).
7 Questo valore di IG si trova nel riferimento20.
8 Weet-Bix, Sanitarium Health Food Company (Berkeley Vale, Australia).

Allo stesso modo, si è notato una eterogeneità del glucosio medio AUCs (P 0.0001) negli 8 pasti prestabiliti di Toronto (Tabella 3). Il contenuto di grassi e proteine dei pasti prestabiliti non è stato correlato in modo significativo con il glucosio medio AUC (Figura 2). Tuttavia, la quantità di carboidrati disponibili (P 0.0018) e l’IG (P 0.022) stesso sono stati associati al glucosio medio AUC.
Nonostante la variazione del CG (Carico Glicemico) rappresentasse il 90% delle variazioni del glucosio medio AUC (P 0.0001), l’asse delle y interseca la linea di regressione, 28 8.5, con un risultato molto maggiore di 0 (95% CI: 10, 47). L’ RGR rappresenta l’88% della variazione del glucosio medio AUC, e l’asse delle y interseca la linea di regressione, 11 13, non molto lontano dallo 0.
Quando grassi, proteine, carboidrati disponibili e IG entrano a far parte di un modello di regressione lineare multiplo, è possibile rappresentare il 93% della variazione di glucosio medio AUC; i coefficienti per grassi (P 0.44) e proteine (P 0.58) non sono risultati significativi, mentre i coefficienti per carboidrati disponibili (P 0.0004) e IG (P 0.0008) sono risultati importanti. Quando proteine e grassi non rientrano più nel modello, le altre 2 variabili rimaste rappresentano l’88% (P 0.0001) della variazione di glucosio medio AUC nel seguente modo:

AUC 1.5 gAvCHO 1.4 IG 46 (5)

In cui gAvCHO sono i grammi di carboidrati disponibili e IG rappresenta l’indice glicemico. I coefficienti per gAvCHO (P 0.0001) e IG (P 0.0002) sono risultati molto significativi.
L’insulina media AUC dopo i pasti prestabiliti S1–S6 era correlata in modo significativo con il glucosio medio AUC (r2 0.88, P 0.005), il CG (r2 0.89, P 0.005), RIR (r2 0.84, P 0.011) e il contenuto di carboidrati disponibili (r2 0.82, P 0.013), ma la relazione tra insulina media AUC e grassi (P 0.15), proteine (P 0.35) e IG (P 0.56) non è risultata importante.

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Discussione

Questi risultati mostrano che, se applicato in un contesto realistico, l’IG dei singoli cibi è un fattore determinante sull’effetto glicemico di pasti composti composti. Più generalmente, i risultati indicano che per pasti composti contenenti 0 –18 g di grassi, 0 –18 g di proteine, 220– 450 kcal e 16 –79 g di carboidrati disponibili, il contenuto di carboidrati disponibili insieme all’IG calcolato in base al pasto assunto rappresentano il 90% della variazione della risposta glicemica media; l’effetto dei grassi e delle proteine è invece trascurabile.

RISPOSTA GLICEMICA DI PASTI COMPOSTI E IG

Tabella 2. Pasti prestabiliti utilizzati a Toronto, Canada1

Ingredienti (n. e IG in tabella)2

Calorie
Kcal

Proteine
g (% di calorie)

Grassi
g (% di calorie)

AvCHO
%

IG

T1
50 g Glucosio [100 per definizione]

250

0.0 (0)

0.0 (0)

50.0 (100)

100

T2
30 g Corn flakes3 [n. 168, 81]
125 ml Latte con grassi pari a 2% [n. 373, 32]
10 g Zucchero di canna [n. 589, 68]
50 g Pane integrale [n. 116, 71]
10 g Margarina4
125 ml Succo di arancia [n. 416, 52]

440

11.4 (10)

11.9 (24)

71.9 (65)

68

T3
110 g Panino integrale [n. 56, 72]
30 g Formaggio da spalmare [n. 369, 27]
125 ml Succo di arancia [n. 416, 52]

432

13.3 (12)

11.2 (23)

69.4 (64)

67

T4
50 g Pane di segale nero5 [n. 84, 50]
10 g Margarina4
45 g Cereali di frumento6 [n. 221, 49]
10 g Zucchero di canna [n. 589, 68]
125 ml Latte con grassi pari a 2% [n. 373, 32]
125 ml Succo di arancia [n. 416, 52]

447

11.2 (10)

13.7 (28)

69.6 (62)

51

T5
30 g Pane di segale nero 5 [n. 84, 50]
5 g Margarina4
175 ml yogurt alla fragola 7 [n. 382, 27]
142 g Frutta in scatola 8 [n. 406, 55]
125 ml Succo di arancia [n. 416, 52]

451

6.0 (5)

12.2 (24)

79.4 (70)

44

T6
100 g Uova
75 g Patatine fritte9 [n. 607, 75]
25 g Pane integrale [n. 116, 71]
5 g Margarina4
125 ml Succo di arancia [n. 416, 52]

382

16.7 (18)

18.2 (43)

37.9 (40)

67

T7
60 g Muffin integrale [n. 14, 60]
10 g Margarina4
125 ml Succo di arancia [n. 416, 52]

273

5.0 (7)

9.7 (32)

41.4 (61)

58

T8
175 ml Yogurt alla fragola 7 [n. 382, 27]
142 g Frutta in scatola8 [n. 406, 55]

321

5.3 (7)

8.0 (22)

57.0 (71)

42

1 AvCHO, carboidrati disponibile; IG, indice glicemico.
2 I valori tra parentesi sono i numeri e i valori di IG degli ingredienti nel riferimento 17.
3 Kellogg Canada, Inc (Mississauga, Canada).
4 Becel Margarine, Unilever Canada, Inc (Toronto, Canada).
5 Holtzheuser Bros Pumpernickel Bread (Toronto, Canada).
6 Red River Cereal, Robin Hood Multifoods, Inc (Markham, Canada).
7 Astro Brand, Parmalat Dairy & Bakery, Inc (Toronto, Canada).
8 Del Monte Mandarin Oranges and Peaches, Nabisco, Ltd (Toronto, Canada).
9 McCain Foods Ltd (Florenceville, Canada).

Ciò è incoerente con i risultati dello studio Flint et al [14] e Alfenas and Mattes [15]. Crediamo che vi siano 2 differenze metodologiche alla base di questa disparità: la classificazione corretta dell’IG dei cibi e il tipo di cibi assunti insieme al suo IG.
figura 1Figura 1. (SEM) Risposte glicemiche e insuliniche medie in soggetti normali derivanti dall’assunzione di 14 diversi pasti prestabiliti. A Sydney i pasti prestabiliti S1–S6 (sopra e in mezzo) sono stati testati da 16 soggetti ; a Toronto i pasti prestabiliti T1–T8 (sotto) sono stati testati da 10 soggetti.
Una corretta classificazione dell’IG dei cibi è essenziale per valutare se l’IG predice la risposta glicemica derivante dall’assunzione di pasti composti.
Flint et al [14] hanno classificato l’IG dei cibi utilizzando le tabelle con i valori dell’IG pubblicate nelle riviste [21]. Tuttavia, esiste un’ampia varietà di valori di IG per i vari alimenti ed eventuali errori derivanti da una classificazione non corretta possono verificarsi con facilità se vengono considerati i valori sbagliati; siamo convinti che Flint et al abbiano commesso tale sbaglio.
Alfenas e Mattes [15] hanno classificato l’IG dei cibi presenti nei loro pasti basandosi sulle proprie misurazioni dell’IG. Tuttavia, i metodi utilizzati erano imprecisi ed ogni alimento è stato analizzato solo in 3 soggetti. Abbiamo stimato che il 95% dei valori di IG di Alfenas-Mattes (adattati alla scala del glucosio) era pari a 70 [17].

figura 2
Figura 2. Le correlazioni univariabili tra l’area al di sotto delle curve di risposta al glucosio (AUC) e il contenuto in grassi, proteine e carboidrati disponibili (AvCHO); indice glicemico (IG); carico glicemico (CG); e risposta glicemica relativa calcolata (RGR) [10] per i 14 diversi pasti prestabiliti. Pallino nero = risultati dei pasti prestabiliti S1–S6 (per n 16 soggetti); Pallino bianco = risultati dei pasti prestabiliti T1–T8 (per n 10 soggetti).

Poiché la differenza di IG tra alimenti ad alto e basso indice glicemico è solo 15-20, un IG pari a 70 consente una notevole possibilità di errore. I valori di IG che abbiamo utilizzato provengono da analisi effettuate mediante l’utilizzo di procedure raccomandate e testate su 10 pazienti [22].
Le proteine e i grassi influenzano le risposte dell’insulina e del glucosio [4,23]; tuttavia, sono stati effettuati alcuni studi in merito [24, 25]. Inoltre, non è chiaro se i risultati di questi studi possano essere affiancati al nostro tipo di studio sull’IG.
Per valutare se le proteine e i grassi rendono difficile prevedere la risposta glicemica dei pasti composti, il contenuto di carboidrati e l'IG dei diversi pasti prestabiliti deve variare ampiamente. Inoltre, per un confronto clinicamente rilevante, la variabilità del contenuto di grassi e proteine dei diversi pasti dovrebbe essere simile al contenuto di carboidrati. Grandi variazioni di un singolo elemento potrebbero rendere impossibile individuare l’effetto di piccoli cambiamenti.
Allo stesso modo, per valutare se la RGR è in grado di prevedere la risposta glicemica, una dei concetti fondamentali dello studio di Flint et al [14], la differenza prevista nella RGR deve essere sufficientemente ampia per essere individuata.
La variazione nel contenuto di grassi e proteine dei nostri pasti prestabiliti ha un effetto trascurabile sulla risposta glicemica
Un contenuto di carboidrati eccessivo ed un IG alto non sono alla base di ciò; infatti , la variazione nel contenuto di CHO e IG dei nostri pasti (41% e 28%, rispettivamente) era minore della variazione in grassi e proteine (55% e 61%, rispettivamente).
L’utilità del IG è stata criticata largamente poiché le risposte glicemiche degli alimenti non erano strettamente correlate all’effetto insulinico [4].
I nostri risultati attuali e precedenti [11] non sostengono questa ipotesi perché la risposta insulinica dei pasti prestabiliti S1–S6 era strettamente correlata alla sua risposta glicemica corrispondente. Tuttavia, poiché la risposta insulinica non è stata misurata in 6 pasti prestabiliti, non è stato possibile elaborare dei confronti dettagliati dei fattori determinanti della risposta insulinica.
Il CG e la RGR erano virtualmente identici se correlati con il glucosio medio AUC (r 0.95 e 0.94, rispettivamente). Il CG potrebbe essere un indice clinicamente più utile dell’effetto glicemico rispetto alla RGR in quanto risulta più facile da calcolare. Tuttavia, Il CG non spiega il fatto che la relazione tra dose di carboidrati e glucosio AUC non è lineare [10].
Pertanto, il CG non è proporzionale al glucosio AUC mentre, al contrario, la RGR è proporzionale. Questo non influisce sulla capacità del CG di classificare qualitativamente la risposta glicemica, ma una estrapolazione proporzionale di piccoli valori di CG su larga scala tenderebbero a sovrastimare la risposta glicemica prevista.
A causa della grande variabilità individuale della risposta glicemica nei singoli individui, il tipo e la quantità di CHO non puù essere considerato per stimare la risposta glicemica di una persona in una singola occasione. Tuttavia, questi fattori possono fornire un contributo nella determinazione dell'effetto glicemico relativo o nell’ordine di classificazione della risposta glicemica media derivata da pasti composti assunti in diverse occasioni in diversi periodi di tempo.
Infatti, questi risultati mostrano che, se correttamente applicato, l’IG e il contenuto di carboidrati sono validi fattori determinanti per stimare l'effetto glicemico medio di pasti composti con un ampio contenuto di nutrienti. Nonostante ciò, una stima accurata dell’effetto glicemico relativo dei diversi pasti prestabiliti è possibile solamente nell’ambiente clinico con valori esatti e dettagliati. Il contenuto di CHO della maggior parte degli alimenti è stato misurato tramite metodi affidabili e i risultati sono disponibili immediatamente sulle etichette degli alimenti. Allo stesso modo, per rendere l’IG uno strumento clinicamente utile, i valori di IG dei singoli cibi devono essere misurati mediante procedure affidabili e i risultati devono essere resi ampiamente disponibili.

RISPOSTA GLICEMICA DI PASTI COMPOSTI E IG

Tabella 3. Risposte insuliniche e glicemiche, carico glicemico (CG), risposta glicemica relativa (RGR) e risposta insulinica relativa (RIR) per ogni pasto prestabilito1

Pasto prestabilito

Glucosio AUC2

Insulina AUC2

CG
g

RGR
%

RIR
%

S1

126± 17a , 4

18.9 ±3.5a

32

71

53

S2

86 ±13b, c

10.3± 1.7b, c

14

40

25

S3

56 ±10c, d

5.9± 0.9c

13

43

27

S4

44 ± 9d

5.8± 1.1c

6

28

15

S5

117 ±19a, b

12.8± 1.7b

26

60

42

S6

77± 17c, d

8.5± 1.0b, c

15

46

29

T1

190± 24w

-

50

102

-

T2

151 ±18w, x

-

49

87

-

T3

148 ±14w, x

-

47

85

-

T4

143 ±13w, x

-

35

68

-

T5

133± 23x, y

-

35

64

-

T6

90 ±17y, z

-

25

63

-

T7

86 ±16y, z

-

24

59

-

T8

79± 14z

-

24

53

-

1 I pasti S1–S6 corrispondono ai pasti prestabiliti di Sydney, Australia; i pasti T1–T8 corrispondono ai pasti prestabiliti di Toronto, Canada. Vedere tabella 1e 2 per la composizione di ciascun pasto. AUC, area under the curve (area sotto la curva). I valori di GL, RGR e RIR sono stati calcolati a partire dalla composizione di ogni pasto prestabilito come mostrato in figura 1 e 2. Vedere la formula di Methodsfor.
2 Calcolato in mmol min/L.
3 Calcolato in nmol min/L.
4 x SEM (idem).

In conclusione, noi crediamo che, se applicato in un contesto realistico, l’IG sia un elemento significativo della risposta glicemica in pasti composti. Per i pasti composti contenenti 0 –18 g di grassi, 0 –18 g di proteine, 220 – 450 kcal e 16 –79 g di carboidrati disponibili, il contenuto di carboidrati e l’IG del pasto rappresentano il 90% della variazione della risposta glicemica media, con un effetto trascurabile di grassi e proteine.

TMSW e JCB-M hanno elaborato questo studio ed hanno ottenuto i fondi per lo studio. MY, XYZ e FA hanno selezionato i partecipanti ed hanno gestito le sessioni di studio. TMSW ha eseguito l’analisi statistica ed ha redatto la prima stesura. Tutti gli autori hanno visionato e commentato la prima stesura. TMSW è presidente del Glycaemic Index Testing Inc, Toronto (www.gitesting.com), un ente coinvolto nella ricerca, nella formazione e nell’educazione associata alle tematiche del IG e alle sue procedure di misurazione. TMSW è inoltre presidente del Glycemic Index Laboratories Inc, Toronto (www.gilabs.com), una organizzazione coinvolta nella ricerca. JCBM fa parte del consiglio di amministrazione del Glycemic Index Limited, una organizzazione no-profit che amministra il programma Glycemic Index Symbol food labeling in Australia (www.gisymbol.com.au). JCBM è inoltre direttrice del servizio no-profit di misurazione dell’IG presso l’Università di Sydney. TMSW e JCB-M sono coautori di una serie di libri dal titolo ‘The New Glucose Revolution’ (La Nuova Rivoluzione del Glucosio) (pubblicato da Marlowe and Co in Nord America), in cui vengono spiegati al pubblico i concetti teorici e pratici dell’indice glicemico. Gli autori non dichiarano nessun conflitto di interessi.

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Fonte: American Journal of Clinical Nutrition. Vol. 83, No. 6, 1306-1312, June 2006 Traduzione e adattamento a cura di Alberto Zambelli

Data ultimo aggiornamento: Sabato, 14 Ottobre 2006 6:45:00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_262.html


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