di Lois Jovanovic-Peterson (ricercatrice) e Charles M. Peterson
Fondazione di ricerche mediche Sansum di Santa Barbara in California
Tutti noi, ogni giorno, dedichiamo del tempo alla cura della nostra forma. Ci osserviamo allo specchio per vedere se ci siamo pettinati bene o se la nostra cravatta è bene annodata, usiamo una bilancia per controllare il peso e, prima di uscire, diamo un'occhiata al tempo. Le informazioni che ricaviamo da queste operazioni, ci permettono di tenere il giusto comportamento per vivere e stare meglio: possiamo spazzolarci i capelli o pettinarli meglio, annodarci la cravatta, decidere cosa mangiare e che cosa no, scegliere cosa indossare a seconda delle condizioni metereologiche.
Nella nostra particolare condizione, poi, dobbiamo adottare una precauzione in più: il controllo della glicemia. Ne trarremo un sicuro vantaggio.
L'autocontrollo glicemico serve per sapere qual è il livello di glucosio nel sangue al momento della misurazione. Questo dato servirà poi per modificare l'alimentazione, l'esercizio fisico o addirttura le dosi di farmaci da assumere (se ve li hanno prescritti), in modo da mantenere i livelli glicemici entro i limiti della normalità.
Perché controllare la glicemia?
L'autocontrollo della glicemia vi aiuta a capire se il livello di glucosio nel sangue ha superato quello normale o se è sceso al di sotto. Se il livello rimane al di sopra della norma per un periodo di tempo prolungato, c'è il rischio di complicanze (1) come:
Gli strumenti per misurare la glicemia
Molti strumenti disponibili hanno una memoria elettronica che registra le misurazioni fatte riportando data e ora di esecuzione, consentendo così al paziente o al suo medico di confrontare il risultato con quelli del giorno o della settimana precedente (2). Sono strumenti che si tengono nel palmo della mano, costano relativamente poco e sono precisi e affidabili.
Per ottenere una misurazione della glicemia è sufficiente una gocciolina di sangue, prelevata dalla punta di un dito. Per prelevarla, basta pungere il dito con un ago, formare una goccia di sangue e poi disporla su una striscia impregnata di sostanze chimiche.
I sistemi di ultima generazione (3) funzionano ponendo la goccia di sangue a contatto con una striscia reattiva contenente un elettrodo - sensore, attraverso il quale la giusta quantità di sangue (tre microlitri) viene aspirata. La reazione avviene automaticamente, e dopo alcuni secondi, sul visualizzatore appare il valore del glucosio nel sangue.
Per facilitare le cose, negli anni sono stati realizzati strumenti pungi-dito che riducono sempre più il dolore e il disagio del prelievo. Il medico curante o il consulente diabetologo possono suggerire la marca da scegliere (ve ne sono parecchie sul mercato) e insegnarvi come si usa nel modo migliore, soprattutto per ottenere una misurazione esatta.
Quando si misura la glicemia
La risposta a questa domanda è: il più spesso possibile. Se conoscete il vostro livello glicemico, siete più liberi di vivere una vita normale. Questo è uno dei vantaggi di una misurazione frequente della glicemia. Il che non vuol dire che dovete misurarvela allo scoccare di ogni ora: potete farlo in momenti diversi della giornata a seconda di come vi sentite e di quanto vi ha consigliato il vostro medico.
Se vi hanno appena scoperto il diabete vi verrà consigliato di misurarvi la glicemia parecchie volte al giorno (4): in genere appena alzati al mattino, dopo ogni pasto e prima di andare a dormire.
Potete continuare così tutti i giorni fino a che non vi sarete abituati al vostro nuovo stile di vita (programma alimentare e di esercizio fisico e della glicemia) è tornato ad oscillare in un intervallo di valore accettabile, in genere concordato con il medico.
Se volete controllare l'effetto della dieta o decidere combinazioni di alimenti, oppure l'influenza di una particolare attività fisica sul vostro livello glicemico, converrà fare le misurazioni prima e dopo aver mangiato quel cibo o avere fatto quell'esercizio fisico.
Una volta raggiunto il controllo ottimale (5) dei livelli glicemici, potete prendere le cose con più calma. Potete effettuare controlli frequenti a giorni alternati, oppure un giorno sì e due no, oltre a un controllo quotidiano al mattino. Importante, comunque sia, è che concordiate con il vostro medico curante il tipo di controllo da effettuare, e la sua frequenza.
Se cambiate stile di vita (un trasloco, un altro lavoro, la pensione eccetera), sarebbe meglio aumentare la frequenza dei controlli fino ad avere superato l'inevitabile periodo di stress. In caso di malattia, (anche un raffreddore da poco), meglio aumentare la frequenza dei controlli fino a quando non vi sarete ristabiliti. Una maggiore frequenza può essere opportuna ogni volta che volete avere maggiori informazioni sul funzionamento del vostro organismo.
Il controllo della glicemia, da solo, non vi aiuta a gestire il diabete. Non vi ridurrà il livello glicemico, non vi farà perdere peso e non vi eviterà nemmeno le possibili complicazioni. Quello che fa il controllo glicemico è fornirvi le informazioni in base alle quali dovete agire.
Potete, prima di tutto, informare il vostro medico curante se la situazione fosse di emergenza: per esempio, un livello troppo alto o troppo basso. Potete registrare su un diario (oppure nella memoria dello strumento (6)) le varie misurazioni e poi discuterne con il medico quando andate da lui per la visita di routine. Potete anche servirvi dei dati ottenuti per perfezionare il programma di gestione del diabete, modificando per esempio la quantità e il tipo dei cibi, le ore dei pasti, il tipo di esercizi che fate e addirittura le dosi dei farmaci che assumete.
La possibilità di fare queste piccole modifiche vi consentirà una maggiore elasticità nel vostro stile di vita. Per esempio, se il livello glicemico si alza dopo la seconda colazione, potete scegliere il da farsi per riportarlo nella norma.
Come usare le informazioni ricevute
Potete aumentare la quantità di esercizio fisico nel pomeriggio, sia nella durata, sia nella sua intensità (7). Oppure potete ridurre la quantità di cibo nel resto della giornata e per la sera. Entrambe queste soluzioni vi aiuteranno a far scendere il livello della glicemia (8).
Quanto esercizio fisico fare in più e di quanto ridurre il cibo come risposta a una lettura glicemica specifica dovranno essere determinati in anticipo. Il parere del diabetologo sarà decisivo (per esempio, 20 minuti di camminata a passo veloce per ridurre il livello di 20 mg/dL).
A mano a mano che vi fate un'esperienza nella calibrazione del programma di gestione del diabete, scoprirete che vi sarà facile tenere conto di eventi speciali (per esempio, una festività oppure un invito a pranzo) e mantenere nella norma la glicemia. Sarete sempre più in grado di tenere sotto controllo il diabete pur conducendo uno stile di vita normale.
Sfortunatamente, per raggiungere questo grado di esperienza occorrono tempo e pazienza. È necessaro fare molta pratica. Bisogna diventare esperti nella tecnica della misurazione della glicemia, e mantenersi tali, e anche diventare professionisti nell'arte di fare quadrare alimentazione ed esercizio fisico per riportare e mantenere i livelli glicemici nella norma.
Se dovete assumere un ipoglicemizzante orale o farvi inezioni di insulina, potrete ridurre o aumentare le dosi orali o modificare il programma di iniezioni. Molti diabetici sono diventati abilissimi in questa pratica.
Altre possibilità di scelta e altri metodi
Negli anni Trenta, i diabetici potevano soltanto effettuare la misurazione del glucosio nelle urine (glicosuria). Dovevano usare un bruciatore (becco Bunsen) e sostanze chimiche, qualcosa di simile a quello che fanno gli scienziati di laboratorio.
Negli anni Quaranta, i ricercatori della Miles Inc. (oggi Bayer) hanno realizzato una compressa per il controllo dello zucchero nelle urine, il Clinitest, che divenne lo strumento standard per l'autocontrollo del diabete. Si tratta di usare un campione d'urina in una provetta, e di metterci la compressa. La soluzione cambia colore a seconda della concentrazione di glucosio. Questo metodo è ancora utilizzato da alcuni diabetici.
La glicosuria ci dà un'idea globale, un po' grossolana dei livelli di glucosio nel sangue. Pur avendo un certo valore per individuare i livelli glicemici molto superiori al normale nelle ultime ore, il controllo sulle urine non fornisce dati sul livello attuale nel sangue, né indica un eventuale livello glicemico troppo basso.
Negli anni Cinquanta i controlli sulle urine venivano fatti con una striscia reattiva da immergere nell'urina e anche questo era un metodo molto diffuso. Versioni molto migliorate delle striscie reattive fornivano dati molto precisi sul glucosio nelle urine ed erano più comode da usare. Ancora oggi le strisce reattive sono utili per i diabetici che non vogliono o non possono fare la misurazione della glicemia. La tecnologia di queste misurazioni servì anche a realizzare i test per i corpi chetonici. Questi, anch'essi sotto forma di compresse o di striscioline reattive, sono molto usati da quei diabetici che sono a rischio di contrarre chetosi o chetoacidosi.
Un altro esame molto utile per i diabetci è la misurazione della emoglobina glicosilata (A1c). Questo test viene praticato nello studio del medico o in laboratorio. Il test dell'emoglobina glicosilata vi dirà la media del vostro livello glicemico nelle otto settimane circa prima della misurazione. I risultati di questo test forniscono sia a voi sia al medico curante una visione molto più precisa dell'andamento della gestione del diabete.
Mentre infatti, i dati ricavati dall'autocontrollo servono per evidenziare eventuali oscillazioni giornaliere della glicemia verso l'alto o il basso, il valore dell'emoglobina glicosilata è come un riassunto delle vostre glicemie medie nel periodo considerato.
Lo scopo generale del programma di gestione del diabete è quindi quello di riportare il più vicino possibile alla norma i livelli glicemici e mantenerveli. Il test dell'emoglobina glicosilata indica quanto successo avete avuto a questo proposito.
Tratto da: Tuttodiabete, anno 14, n.2, 1997
Note di Progetto Diabete:
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