Il diabete nel mondo

Epidemia di obesità in Africa

A cura di Guido Seu

Dal 28 al 31 ottobre 2004 si è riunita a Sun City, Sudafrica, la prima Conferenza Internazionale sull’Obesità della International Association for the Study of Obesity (IASO). Nel corso della manifestazione è stato soprattutto enfatizzato il fenomeno preoccupante della rapida espansione dell’epidemia di obesità nei Paesi in via di sviluppo. Attualmente, in Africa, l’obesità riveste un ruolo di fondamentale importanza insieme all’AIDS e alla malnutrizione, ed è evidente che obesità e malnutrizione coesistano allo stesso tempo negli stessi Paesi. Il problema risulta più grave se consideriamo che obesità e diabete di tipo 2 sono spesso strettamente collegati tra di loro. In Sudafrica, un uomo adulto su tre e più di una donna su due sono in sovrappeso od obesi, mentre nel Marocco il 40% della popolazione è sovrappeso. I fattori socio culturali uniti alla mancanza di esercizio fisico e ad un’alimentazione non corretta sarebbero alla base di questi dati allarmanti ed in continua espansione. Secondo gli esperti, per combattere questa epidemia è necessaria un’azione urgente che impedisca che le malattie croniche collegate all’obesità rallentino lo sviluppo economico dei Paesi in via di sviluppo.

ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LO STUDIO SULL’OBESITà

Comunicato stampa

L’epidemia di obesità è un freno per lo sviluppo dell’economia

Gli esperti riuniti nella prima Conferenza Internazionale sull’Obesità in Africa (28 ottobre 2004), avvertono che, a meno che non si intraprendano azioni urgenti, le malattie croniche collegate all’obesità saranno un freno al progresso economico di molti Paesi in via di sviluppo. Se i ministri finanziari e del commercio non daranno il loro supporto ai ministri della salute pubblica per attuare strategie volte a migliorare il benessere nutrizionale delle popolazioni dei loro Paesi, si troveranno a dover presto affrontare gli enormi costi determinati dal diabete di tipo 2, dalle malattie cardiache e dagli altri disturbi connessi all’obesità.

In molti Paesi in via di sviluppo, ancora in lotta per superare un’eredità di sottonutrizione con le sue conseguenze metaboliche per le future generazioni, l’obesità ha aggravato ulteriormente il già pressante problema della salute pubblica. Molte persone sono ora ad alto rischio per gli effetti nocivi della dieta “occidentale”, ricca di grassi, zuccheri e sale. Fatto, questo, che ha indotto l’OMS-WHO a modificare le proprie raccomandazioni sugli interventi da attuare in Asia per le popolazioni sovrappeso.

Il professor Philip James, presidente della International Obesity Task Force (IOTF) della IASO, che ha scelto come tema principale del primo congresso regionale della IASO, tenuto a Sun City, Sudafrica, dal 28 al 31 ottobre, l’“Epidemia globale di obesità: una sfida per i Paesi in via di sviluppo”, ha affermato che sebbene questi Paesi debbano abbracciare i vantaggi dello sviluppo economico, devono anche prendersi cura della salute nutrizionale delle loro popolazioni, specialmente delle generazioni più giovani.

“Gli eccessi di peso durante l’infanzia e l’adolescenza - ha aggiunto James - rappresentano un grande problema in questo Paese ed in molte altre parti del mondo in via di sviluppo, ponendo le prime basi per una rapida espansione del diabete di tipo 2. La difficoltà economica che ne deriverà, sarà un freno allo sviluppo, strettamente collegato alla sanità pubblica e alla produttività.”.

Circa il 60% di tutti i decessi nel mondo ed il 47% delle malattie possono essere attribuiti al diabete, alle malattie cardiovascolari, all’osteoporosi ed ai tumori. Circa due terzi delle morti dovute a queste malattie si manifestano nel mondo in via sviluppo. I fattori di rischio principali sono la dieta inadeguata e l’inattività fisica, e l’obesità ad esse collegata.

Il professor James ha affermato che 191 ministri hanno aderito alla strategia globale dell’Assemblea Mondiale per la Salute della OMS, tenutasi a Ginevra in maggio, su dieta, attività fisica e salute, ed ha elogiato il ministro del Sudafrica che ha sostenuto questa strategia. È ora importante che i governi regionali e nazionali intraprendano azioni risolute per attuare questa strategia, per migliorare la salute nutrizionale e per contribuire alla prevenzione delle malattie croniche, che rappresentano una importante minaccia economica per lo sviluppo.

In Sudafrica, secondo il professor James, vice presidente della IASO, ad esempio è fondamentale che il Paese abbia ospitato il Congresso della IASO dal momento che il mondo sta riconoscendo che l’obesità non conosce confini e porta con sé gravi conseguenze per tutte le popolazioni.

“L’obesità - specialmente fra le donne - è stata trascurata troppo a lungo. Il picco di incidenza dell’obesità nella Provincia del Capo è stato evidenziato nel primo rapporto IOTF sull’obesità del 1997” ha aggiunto James. Ciò ha condotto al rapporto sull’obesità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità “Preventing and Managing the Obesity Epidemic” (Prevenzione e controllo dell’epidemia di obesità - WHO TRS894). Da allora il Governo Sudafricano ha riconosciuto l’importanza che obesità e malattie ad essa collegate stanno assumendo, ed è estremamente impegnato nello stabilire l’estensione del problema tra i giovani così come tra gli adulti.

Il South Africa Demographic and Health Survey del 1998, in corso di una revisione che sarà pubblicata il prossimo anno, ha evidenziato l’alta incidenza dell’obesità con il 29% degli uomini ed il 56% delle donne in sovrappeso, ed il 9% degli uomini ed il 29% delle donne obesi. La percentuale con un Indice di Massa Corporea BMI >30 raggiunge il 46% nelle donne di età compresa tra i 45 ed i 64 anni.

L’indagine concludeva: “Questi dati suggeriscono soprattutto che il modello nutrizionale predominante tra gli adulti Sudafricani, specialmente tra le donne Africane di colore, è basato su una alimentazione eccessiva, con tassi notevolmente alti di obesità”.

Dati più recenti pubblicati in un’indagine del 2002 (South African Youth Risk Assessment Survey 2002) dal South African Medical Research Council mostra che la prevalenza di sovrappeso (compresa l’obesità) tra i giovani tra i 13 e i 19 anni è del 17% totale, interessando più ragazze (25%) che ragazzi (7%). La prevalenza è più alta (più di 20% per ragazzi e ragazze insieme) nei gruppi bianchi ed indiani della popolazione. Un altro fattore chiave, emerso nel National Food Consumption Survey del 1999, è che un bambino su cinque di età inferiore a 9 anni soffre di malnutrizione, collegata a sottonutrizione cronica nei primi anni di vita, ed, ironicamente, il problema è più evidente tra i bambini cresciuti nelle aziende agricole. Con la dieta occidentale ricca di calorie e grassi, questi bambini sono particolarmente vulnerabili a sviluppare obesità addominale.

Il congresso IASO, inoltre, ha richiamato per la prima volta l’attenzione sulla gestione medica del controllo del peso corporeo per i malati di HIV/AIDS che, subendo trattamento anti-retrovirale di lunga durata, possono essere soggetti ad un aumento eccessivo di peso, a obesità ed a diabete di tipo 2.

Il congresso è stato aperto formalmente dal Dr. Elamin Mohamed, Direttore della Commissione per le Malattie Croniche, Disabilità e Geriatria, del Dipartimento della Salute del Governo Sudafricano e dal professor Arne Astrup, Presidente eletto dello IASO. Il congresso è stato organizzato dalla professoressa Tessa van der Merwe, segretaria onoraria dello IASO, Presidente dell Comitato per lo Sviluppo Professionale ed inoltre Presidente della Società Sudafricana per lo Studio dell’Obesità.

For ulteriori informazioni contattare:
Kalpa Kara
Media Department
International Association for the Study of Obesity
231 North Gower Street
London NW1 2NS
Tel 44 2076911900
Email: media@iaso.org


Fonte: IDF GlobalNews
Traduzione e adattamento a cura di Guido Seu
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 4 Novembre 2004 6:00:00

URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_223.html


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