Comunicare le scienze della vita e le biotecnologie
Roma - Palazzo Chigi, 14 aprile 2003Che cosa si intende per biotecnologie
Con il termine biotecnologie si intendono tutte quelle tecnologie che utilizzano organismi viventi (batteri, lieviti, cellule vegetali o animali di organismi semplici e complessi) o loro componenti per ottenere quantità commerciali di prodotti utili oppure per migliorare le caratteristiche di piante e animali o, ancora, per sviluppare microrganismi utili per usi specifici.
Le principali applicazioni delle biotecnologie si registrano nei seguenti settori:
farmacologia e medicina, per la produzione di prodotti diagnostici e medicinali;
agricoltura, veterinaria e zootecnia, per la produzione di animali e vegetali transgenici, produttivi e resistenti;
bioindustria, per la produzione industriale di vitamine, aminoacidi, enzimi, prodotti alimentari, bevande;
ambiente, per lo smaltimento dei rifiuti, la depurazione delle acque contaminate e la identificazione di sostanze tossiche presenti nel terreno, nell'aria e nelle acque.
QUANDO SONO NATE LE BIOTECNOLOGIE TRADIZIONALI
Le biotecnologie tradizionali, intese semplicemente come utilizzazione di organismi viventi (batteri, lieviti, cellule vegetali o animali di organismi semplici e complessi), risalgono a tempi preistorici; il latte che si trasforma in formaggio, il succo d'uva in vino, sono solo alcuni esempi delle biotecnologie tradizionali che si usavano già tanti anni fa, ma senza saperlo! Fra le forme più antiche di biotecnologie ricordiamo la produzione delle prime bibite alcoliche in Babilonia (6000 a.c.); la produzione del pane e della birra in Egitto (4000 a.c.); la produzione di formaggio e yogurt in Medio Oriente (3000 a.c.); la produzione di aceto in Egitto (400 a.c.); la produzione di formaggio in Svizzera, Francia e Inghilterra (1000 d.c.); la prima produzione industriale di aceto in Francia (1300 d.c.).
QUANDO SONO NATE LE BIOTECNOLOGIE AVANZATE
L'origine delle biotecnologie avanzate può essere fatta risalire al 1680 quando, nei Paesi Bassi, Anton Von Leeuwenhoek riuscì per primo a vedere i batteri grazie alla scoperta di una lente e alla costruzione di un microscopio. L'importante scoperta consentì di ipotizzare che alla base dei processi di trasformazione di alcuni prodotti naturali potessero essere coinvolti specifici microorganismi viventi. Solo verso la metà del secolo scorso (1875), però, Pasteur comprese e descrisse la causa delle fermentazioni; infatti egli individuò i batteri e i lieviti responsabili di alcuni processi importanti della trasformazione di sostanze alimentari per arrivare alla produzione di birra, vino, aceto. In seguito si scoprì che alla base dei processi fermentativi vi erano enzimi (proteine) in grado di catalizzare la conversione del glucosio in etanolo, presenti all'interno delle cellule del lievito e che essi erano facilmente estraibili senza avere alterazioni nelle loro funzioni. Nel 1953 Crick e Watson descrissero la molecola del DNA, molecola presente nel nucleo delle cellule, che contiene tutte le informazioni genetiche. Nel 1973 i ricercatori Cohen e Boyer effettuano la prima manipolazione genetica, aprendo così la strada alla tecnologia del DNA ricombinante (ingegneria genetica). Nel 1982 vi fu l'immissione sul mercato del primo farmaco (l'insulina) prodotto per mezzo dell'ingegneria genetica.
QUALI SONO LE APPLICAZIONI DELLE BIOTECNOLOGIE IN MEDICINA
Le biotecnologie applicate in medicina servono ad esempio per:
fabbricare medicine quali l'insulina che serve per curare le persone affette da diabete, l'ormone della crescita o somatotropina che serve per curare alcune forme di nanismo, e l'eritropoietina che serve nei casi di anemia
produrre gli interferoni che servono per combattere virus, per far regredire tumori
produrre gli antibiotici su scala industriale per difenderci dai batteri
produrre vaccini per esempio per difenderci dal virus dell'epatite B o dalla Bordetella pertussis, batterio responsabile della pertosse
individuare malattie infettive o genetiche in periodo prenatale e curare alcune malattie genetiche attraverso la terapia genica.
QUALI SONO I RISCHI DELLE BIOTECNOLOGIE
Sono annoverati fra i possibili rischi delle biotecnologie:
allergie negli adulti e nei bambini
mais geneticamente modificato provoca resistenza nei confronti di sostanze analoghe alla penicillina
resistenza ai pesticidi delle piante coltivate
contaminazione di altri organismi o apparizione di nuovi virus, ibridazioni incontrollate in natura
perdita di diversità di specie e di habitat
aumento dell'inquinamento genetico
cambiamenti delle condizioni socioeconomiche dovute all'uso delle tecnologie del DNA ricombinante
L'Agenda 21, pertanto, nel riconoscere che "le biotecnologie possono contribuire sostanzialmente allo sviluppo sostenibile migliorando la disponibilità di cibi e mangimi, la salute umana, e la protezione ambientale" avverte che "la comunità internazionale può trarre i massimi benefici dalle biotecnologie solo se queste vengono sviluppate ed applicate giudiziosamente". La Convenzione sulla Diversità biologica, inoltre, richiama l'attenzione sulla necessità di stabilire misure per "regolare, gestire o controllare i rischi associati con l'uso e il rilascio di organismi modificati mediante le biotecnologie, che possano avere impatti negativi sull'ambiente e influenzare la conservazione e l'uso sostenibile della diversità biologica, tenendo conto anche dei possibili rischi per la salute umana"
QUALI SONO I VANTAGGI DELLE BIOTECNOLOGIE
Produzione di vaccini e farmaci che presentano una maggiore sicurezza (evitando contaminazioni dovute alle precedenti tecniche di isolamento da tessuti o organi biologici)
Possibilità di diagnosticare o curare malattie il cui gene sia conosciuto, sia per uomini che per animali usati in produzione zootecnica
Possibilità di rilevare elementi patogeni negli alimenti
Abbassamento dei costi di produzione di farmaci e vaccini con relativo aumento della produzione
Aumento della quantità di alcuni alimenti, miglioramento della qualità nutrizionale di alcuni prodotti agricoli, della resistenza a stress ambientali, a parassiti e ad altri patogeni.
Smaltimento dei prodotti di rifiuto (acque di scarico e rifiuti solidi)
Biorisanamento (bioremediation) del suolo e delle acque inquinate da composti tossici (es. degradazione del petrolio e dei suoi derivati da parte di batteri "mangiapetrolio")
Possibilità di effettuare diagnostica ambientale.
Tratto da: Governo Italiano - Fonte: Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 17 Aprile 2003 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_196.html
