Terapia

La terapia insulinica con microinfusore nel XXI secolo

Strategie per un impiego efficace nei diabetici adulti, adolescenti e bambini

Bruce W. Bode, MD; William V. Tamborlane, MD; Paul C. Davidson, MD


Obiettivi di apprendimento (Formazione Continua in Medicina - CME):


Prefazione:

L’uso della terapia con il microinfusore negli Stati Uniti è enormemente aumentato negli ultimi 10 anni.
Tale terapia è ormai considerata un’alternativa sicura e funzionale negli adulti, negli adolescenti e nei bambini con diabete. In una serie di studi di follow-up su più di 800 pazienti, i dottori Bode, Tamborlane e Davidson hanno documentato i vantaggi della terapia con il microinfusore e le soluzioni per il suo buon uso. In questo articolo, presentano questi e altri risultati, insieme con le prospettive per il futuro di tale terapia.


Gli obiettivi della terapia insulinica intensiva stabiliti dai Diabetes Control and Complication Trial (DCCT) sono di ottenere una glicemia vicina alla norma (tabella 1) ed evitare crisi a breve termine, compresa l’ipoglicemia (1). Un controllo metabolico rigoroso minimizza le complicanze a lungo termine del diabete e migliora la qualità e la durata della vita dei pazienti.

Tabella 1. Valori glicemici ottimali nei pazienti diabetici

Condizione del pazientePrima del pasto mg/dL
(mmol/L)
Dopo il pasto mg/dL
(mmol/L)

Sano70-140 (4-8)<160 (9)

Incline a ipoglicemie90-160 (5-9)<180 (10)

In gravidanza60-90 (3.5-5)<120 (6.5)

Adattamento dal Diabetes Control and Complications Trial Research Group.(1)


Gli obiettivi della terapia intensiva possono essere conseguiti o con iniezioni multiple giornaliere (MDI) di insulina o con infusione continua sottocutanea (CSII) di insulina per mezzo di un microinfusore. Gli svantaggi del metodo delle iniezioni multiple (MDI) sono che occorrono tre o più iniezioni al giorno e si devono usare, come componente basale, insuline ad azione intermedia o lunga (NPH, lenta, ultralenta o glargina). L’assorbimento delle insuline modificate è stato dimostrato variare dal 19% al 55% nello stesso individuo, con il risultato di livelli glicemici variabili (2). Invece, l’assorbimento delle insuline solubili ad azione rapida, usate nella terapia con il microinfusore (CSII), varia meno del 3% al giorno (3).

Vantaggi della infusione continua sottocutanea (CSII)

Il vantaggio principale della CSII rispetto al metodo delle iniezioni multiple (MDI) è una migliore farmacocinetica dell’insulina. Con la CSII, è usata solo insulina ad azione rapida e ogni assunzione di cibo (soprattutto di carboidrati) è controbilanciata da boli di insulina somministrati dal paziente, mentre i normali livelli glicemici sono mantenuti, per il resto del tempo, dal rilascio continuativo dell’insulina basale.

Altri vantaggi della CSII sono una minore variabilità nell’assorbimento dell’insulina, un rischio minore di ipoglicemie notturne, un miglior controllo dell’ “effetto alba” usando quantità basali variabili, una maggiore libertà di tempi per pasti e spuntini e un minor rischio di ipoglicemia dovuta al movimento fisico. Quindi, la CSII imita la funzione delle isole pancreatiche meglio che le MDI.

Evoluzione della tecnologia del microinfusore

La prima notizia dell’uso di un microinfusore per il diabete di tipo 1 risale alla fine degli anni 1970 e i risultati hanno mostrato la possibilità di raggiungere uno stretto controllo delle glicemie in un gruppo scelto di persone (4,5). Da allora, gli infusori sono diventati enormemente più piccoli, più facili e sicuri da usare e più durevoli. I modelli attuali hanno memoria elettronica, indici basali multipli, varie opzioni di bolo, blocco di sicurezza e telecomando. Le apparecchiature moderne da infusione hanno cannule morbide e opzioni di rilascio rapido. L’evoluzione storica dei microinfusori (figura 1) ha reso la CSII un’alternativa sicura e funzionale al MDI.


Figura 1.
Microinfusore da insulina: a. Primo modello di Arnold Kadish MD
b. Primo infusore portatile. c. Microinfusore moderno

Nello studio DCCT, il 42% dei pazienti osservati avevano usato la CSII durante tutto l'ultimo anno di trattamento. I ricercatori del DCCT hanno constatato una diminuzione dei valori di emoglobina A1c (HbA1c) con l’uso della CSII, come anche una maggiore flessibilità dello stile di vita (6). Dalla fine del DCCT, l’uso della CSII negli Stati Uniti è aumentato da 15.000 pazienti nel 1993 a più di 162.000 nel 2001 (figura 2).


Figura 2.
Numero per anno di pazienti che usano microinfusori negli Stati Uniti.
Il totale per il 2001 è stimato

Presso i Diabetes Associates di Atlanta e la Clinica per il diabete infantile di Yale, abbiamo seguito l’esperienza clinica di più di 800 pazienti che hanno cominciato a usare il microinfusore dal 1985. Le nostre conclusioni sono simili a quelle riferite da altri ricercatori: con l’uso della CSII si ottiene un migliore controllo glicemico, dimostrato da valori più bassi di HbA1c, e una riduzione significativa di episodi di ipoglicemia severa (7-10). Le indicazioni per la terapia col microinfusore sono elencate nella tabella 2.

Tabella 2. Indicazioni per l’infusione continua sottocutanea di insulina

Controllo glicemico inadeguato, determinato da:

  • Emoglobina glicosilata A1csopra il livello ottimale (>7%)
  • Effetto alba: glicemie > 140 - 160 mg/dL (8 - 9 mmol/L) al mattino
  • Accentuata variabilità giornaliera delle glicemie

Storia di ipoglicemie asintomatiche o episodi ipoglicemici con bisogno di assistenza

Necessità di uno stile di vita flessibile (es. turnista, chi viaggia per lavoro, chi ha incarichi di sicurezza)

Gravidanza (o progetto di gravidanza)

Basso fabbisogno di insulina (<20 U/die)


CSII in adulti e adolescenti:
l’esperienza dei “Diabetes Associates” di Atlanta

Presso i Diabetes Associates di Atlanta ci prendiamo cura di adulti e adolescenti diabetici. Fra i 413 pazienti adulti con diabete di tipo 1 che usano un microinfusore, i valori medi di HbA1c sono diminuiti da 8.3% a 7.5% in una media di tre anni (P<001) (valori normali, <6.1%). Fra i 50 pazienti adolescenti che hanno usato la CSII per una media di 3.5 ±3.9 anni, abbiamo osservato una diminuzione significativa del livello medio di HbA1c, da 9.6 prima di iniziare la terapia con microinfusore a 8.3 dopo aver cominciato tale terapia (P<001) (11).

Analizzando i pazienti durante le consuete visite di controllo, abbiamo identificato alcuni elementi chiave, necessari per una terapia efficace con il microinfusore (12). Il più importante è la frequenza di monitoraggio della glicemia. Abbiamo rilevato che i pazienti che controllano i livelli glicemici tre o più volte al giorno hanno un livello medio di HbA1c più basso di quelli che li controllano una o due volte al giorno (7.2% contro 8%; P<001). Dei 106 pazienti che hanno dichiarato di controllare i livelli glicemici cinque o più volte al giorno, 66 (62%) avevano un livello di HbA1c inferiore al 7%. Ogni misurazione addizionale giornaliera della glicemia corrisponde a una riduzione dello 0.2% nella HbA1c (P<.0002).

Altri fattori importanti che influiscono sul controllo glicemico sono i seguenti:

Altri ricercatori (14, 15) hanno confermato i benefici dell’uso di lispro nella CSII.

La nostra esperienza con la CSII in pazienti diabetici di tipo 2 è limitata ma incoraggiante. In un gruppo di 11 di tali pazienti, che non riuscivano a controllare i livelli glicemici usando le iniezioni multiple di insulina (16), il livello medio di HbA1c è diminuito da 9.2% a 7.5% sei mesi dopo l’inizio della terapia col microinfusore (P = .02) e a 7.2% 18 mesi dopo l’inizio di tale terapia (P = .04).

Altri ricercatori (17, 18) hanno confermato i benefici della terapia col microinfusore per il diabete di tipo 2.

In un recente studio policentrico (19), 120 pazienti con diabete di tipo 2 curati con insulina erano stati assegnati a caso o ad una terapia di insulina aspart somministrata per CSII o a multiple iniezioni con penna di insulina aspart prima dei pasti e di NPH prima di dormire. Il controllo glicemico complessivo è migliorato in ambedue i gruppi: c’è stata una significativamente maggiore riduzione dei livelli glicemici nel plasma a digiuno con la CSII che con le MDI (-46 ± 9 mg/dL contro -12 ± 12 mg/dL; P <.02) e anche una leggera diminuzione dei livelli di HbA1c (-0.62 ± 0.14% contro -0.46 ± 0.13%). Tuttavia, il 97% dei pazienti col microinfusore lo preferivano alla precedente terapia con iniezioni per la facilità d’uso, la comodità, il miglioramento del controllo glicemico e un generale benessere (20).

Ipoglicemia e CSII

L’effetto negativo peggiore della terapia insulinica intensiva è l’ipoglicemia grave. Nel DCCT l’incidenza di ipoglicemie gravi nel gruppo che seguiva la terapia intensiva era stata tre volte maggiore che in quello sotto terapia convenzionale (1). Nei nostri pazienti che erano passati dalle MDI alla CSII (7), l’ipoglicemia grave è passata da 138 episodi annuali per 100 pazienti che usavano le MDI a 22 episodi annuali per 100 pazienti nel primo anno di uso della CSII; l’incidenza è rimasta significativamente più bassa nel secondo, terzo e quarto anno di uso della CSII e i livelli di HbA1c non sono aumentati. Molti ricercatori hanno confermato la riduzione delle ipoglicemie con l’uso della CSII. Tale diminuzione delle ipoglicemie gravi potrebbe essere dovuta ad un miglior rilascio farmacocinetico dell’insulina e ad una riduzione del 15 - 20% del fabbisogno insulinico a paragone della terapia con MDI (P<.01) (7).

Aumento di peso e CSII

Il ridotto fabbisogno insulinico e la maggiore flessibilità nell’assunzione di cibo hanno avuto come conseguenza un aumento di peso minimo fra i nostri pazienti che usavano il microinfusore (7). Nel DCCT, alla terapia intensiva era invece seguito un notevole aumento di peso (21)

Chetoacidosi diabetica e CSII

A causa dell’assenza di una riserva di insulina a lunga azione con la CSII, i pazienti che usano tale terapia sembrerebbero correre un maggior rischio di rapido sviluppo di chetoacidosi diabetica rispetto a quelli che usano le MDI. Tuttavia, abbiamo rilevato una riduzione dei casi di chetoacidosi in ambedue i nostri gruppi (adulti e adolescenti) (22). Tale riduzione è stata ottenuta educando il paziente a trattare adeguatamente i livelli glicemici alti: i pazienti sono stati istruiti a farsi una un’iniezione sottocutanea manuale di insulina se sono presenti dei chetoni o se due misurazioni consecutive della glicemia sono più alte di 250 mg/dL (14 mmol/L) e poi a cambiare il loro dispositivo di infusione. Altri ricercatori (23, 24) hanno rilevato simili riduzioni della chetoacidosi con l’uso della CSII in pazienti adolescenti, che erano proni alla chetoacidosi durante la terapia con iniezioni.

Stile di vita e CSII

Come ultima cosa, la CSII permette ai pazienti di avere uno stile di vita più normale. La CSII rende più semplice affrontare orari irregolari per i pasti e altre attività non pianificate. I vantaggi della CSII possono spiegare perché più del 50% dei sanitari con diabete di tipo 1, membri dell’Associazione americana per il diabete (American Diabetes Association) e dell’Associazione americana degli educatori per il diabete (American Association of Diabetes Educators) (25), così come molti atleti professionisti, usino il microinfusore. Come risultato di tali benefici, l’indice di continuazione a lungo termine di questa terapia è maggiore del 97% (26).

Come effettuare la terapia col microinfusore

I candidati migliori per la CSII sono i pazienti che praticano l’autocontrollo del loro diabete, misurando spesso le glicemie, riportando in un diario i valori glicemici e le unità di insulina, facendosi controllare regolarmente da un centro medico e contando i carboidrati.

Tuttavia, al nostro centro di Atlanta, abbiamo riscontrato che alcuni pazienti che controllano male il loro diabete con le MDI possono riuscire molto meglio con la CSII. Sono i pazienti frustrati e scoraggiati dall’uso delle iniezioni multiple, poiché non sono riusciti con esse a ottenere il loro scopo. I sanitari che parlano della terapia col microinfusore con un futuro utente devono fornire aspettative realistiche: la CSII non è una cura, ma uno strumento che aiuta a controllare con successo il diabete.

Noi raccomandiamo, quando si inizia una terapia col microinfusore, di ridurre la dose totale giornaliera di insulina del 25% - 30% e, negli adulti, di usarne una metà come dose basale e l’altra metà come dose totale del bolo (27) (figura 4). La dose basale sarà divisa per 24 per ottenere l’unità oraria, assunta come quantità singola di base. Le dosi del bolo sono divise secondo il contenuto di carboidrati dei pasti. La dose basale e quella del bolo sono regolate secondo le misurazioni della glicemia del paziente prese prima dei pasti, 2 ore dopo i pasti, all’ora di coricarsi, a mezzanotte e alle 3 del mattino. La velocità basale è aumentata o diminuita di 0.1 U/ per ora per mantenere i livelli glicemici prepasto e notturni entro una variazione di 30-mg dalla glicemia di base. Se la glicemia aumenta più di 30mg/dL (1.7 mmol/L) fra la misurazione delle 3 del mattino e quella al risveglio, si aggiungerà una seconda velocità basale (circa una volta e mezza della prima quota basale) per 4 - 6 ore, cominciando 2 o 3 ore prima del tempo abituale della prima colazione.


Figura 4. Determinazione delle dosi iniziali di insulina basale e del bolo

La dose basale deve essere regolata durante il giorno solo se si verificano delle variazioni significative della glicemia più di 4 ore dopo un bolo del pasto. Per guidare la regolazione della velocità basale durante il giorno, il paziente dovrebbe ritardare o saltare un pasto e controllare i livelli glicemici ogni due ore a digiuno. Bisognerebbe far questo periodicamente per assicurarsi che le dosi basali non siano troppo alte o troppo basse (28).

Le dosi del bolo sono regolate secondo le misurazioni della glicemia, eseguite due ore dopo i pasti. Ai pazienti vengono date istruzioni su come regolare i boli di insulina o il rapporto fra insulina e carboidrati in modo da mantenere i livelli glicemici entro variazioni ragionevoli (<160 mg/dL [9 mmol/L] 2 ore dopo un pasto). Una volta che il paziente riesce a calibrare le dosi del bolo, seguendo uno schema fisso di alimentazione stabilito da un dietista, si può calcolare il rapporto fra insulina e carboidrati per il normale uso del paziente nel modificare le dosi del bolo, a seconda del contenuto di carboidrati del pasto. Tale rapporto ha delle variazioni individuali da 1U per 5 gr. fino a 1U per 30 gr. di carboidrati (in media, 1U per 10-15 gr. di carboidrati) (28), e deve essere determinato per ogni persona.

Follow-up

Per il controllo clinico successivo si richiede ai pazienti di misurare la glicemia da 4 a 6 volte al giorno e di spedire il diario con i risultati e le quantità di insulina (per fax o e-mail) all’ambulatorio medico, una volta o due a settimana, finché non si raggiungano livelli glicemici normali. È poi programmata una visita di controllo dal dietista dopo 2-4 settimane e più tardi, secondo il bisogno. È fissata anche una visita di controllo dal medico entro 2-4 settimane e, una volta che la condizione del paziente si è stabilizzata, altre visite a scadenza trimestrale. Ad ogni visita, un sanitario dovrebbe verificare la correzione dell’ipoglicemia, la prevenzione di iperglicemie e chetoacidosi e la gestione dei giorni di malattia (28).

Quando il livello di HbA1c è superiore a quello desiderato, il medico deve esaminare la frequenza con cui il paziente controlla e registra le glicemie, la sua dieta e la sua corretta valutazione dei cibi assunti e la frequenza delle dosi di bolo somministrate con cibo e spuntini (tabella 3). (La memorizzazione dei dati sui glucometri e sui microinfusori aiuta a verificare la registrazione da parte del paziente delle glicemie e della frequenza dei boli.) Si deve controllare se nell’area intorno al sito di infusione ci siano atrofia, ipertrofia o infiammazione ed è necessario approfondire altri fattori che potrebbero influire sul controllo glicemico, come il forte timore di ipoglicemie e il trattamento eccessivo dei valori glicemici bassi.

Tabella 3. Domande da fare quando la CSII ha come risultato un controllo glicemico non ottimale e l’HbA1c del paziente è superiore al livello desiderato di 7%

Il paziente controlla i livelli glicemici 4-6 volte al giorno?

La quota di insulina basale è impostata correttamente? (il paziente può saltare un pasto senza avere ipoglicemia o iperglicemia?)

Il paziente riesce a fare il conto dei carboidrati o ad usare le "liste di scambio degli alimenti" in modo accurato e a somministrare i corretti boli di insulina?

Il paziente usa il giusto coefficiente di correzione del bolo per abbassare i livelli glicemici elevati?

Il paziente sa bilanciare i livelli glicemici bassi con l’appropriata quantità di carboidrati?

La memorizzazione dei boli sul microinfusore riflette le registrazioni del paziente sul suo diario?


CSII, infusione continua sottocutanea di insulina; HbA1c, emoglobina glicosilata A1c.


Se il livello di HbA1c continua a non essere quello desiderato, il paziente è sottoposto a un monitoraggio continuo delle glicemie per 72 ore, per capire i motivi dell’inadeguatezza del controllo (29, 30).


La CSII nei bambini e negli adolescenti:
l’esperienza della Clinica diabetologica pediatrica di Yale

Uno degli sviluppi più entusiasmanti nella gestione del diabete di tipo 1 in bambini e adolescenti è stato l’enorme aumento dell’uso della CSII. Tale aumento negli Stati Uniti (da meno di 500 utenti nel 1997 a più di 7500 nel 2001) è stato alimentato sia dallo sforzo per dare attuazione alle raccomandazioni del DCCT (Diabetes Control and Complication Trial) per un più stretto controllo metabolico che dal miglioramento della tecnologia del microinfusore.

Più di 300 pazienti della Clinica diabetologica pediatrica di Yale (circa il 50% dei nostri pazienti) attualmente usano il microinfusore e molti altri bambini hanno iniziato questa terapia presso i centri più grandi a Los Angeles, in Colorado e altrove. Nella maggior parte dei centri, si è iniziata l’applicazione di tale terapia sugli adolescenti, estendendola poi a pazienti sempre più giovani.

Dato che in genere la malattia, al suo esordio, può essere adeguatamente tenuta sotto controllo nei ragazzi con una semplice terapia di iniezioni, continuiamo a usare due iniezioni giornaliere di insulina nei pazienti con un diabete appena diagnosticato. Non esitiamo, tuttavia, a passare direttamente alla terapia con il microinfusore una volta che termina il periodo di “luna di miele”.

Considerando la novità della terapia con CSII, non è da sorprendersi che le pubblicazioni sulla sua efficacia e sicurezza nei ragazzi con diabete di tipo 1 siano ancora relativamente scarse. In uno studio sulla possibilità di attuare le raccomandazioni del DCCT negli adolescenti diabetici (8), abbiamo riferito che 25 ragazzi, che avevano scelto la CSII, avevano livelli di HbA1c più bassi e una notevole riduzione del 50% del rischio di ipoglicemia grave a confronto con 50 ragazzi che avevano scelto la terapia con iniezioni multiple.

Recentemente abbiamo analizzato i dati dei primi 161 pazienti (di età fra i 18 mesi e i 18 anni) che avevano iniziato la terapia col microinfusore nel nostro centro diabetologico pediatrico dal 1997. Nei gruppi di ogni età, ci sono stati un calo consistente (fra 0.6% e 0.7%) dei livelli di HbA1c e una diminuzione delle crisi ipoglicemiche gravi; l’indice di continuazione della terapia è stato del 98%. Nonostante i livelli più bassi di HbA1c, la frequenza di episodi gravi di ipoglicemia, con perdita di conoscenza o coma, è stata notevolmente ridotta dalla terapia con il microinfusore (31). Quindi, la CSII può essere usata efficacemente nell’ambito esteso di una clinica pediatrica e l’età del paziente non dovrebbe essere un ostacolo ad iniziare tale terapia.

I nostri risultati sono simili a quelli già ottenuti in pazienti pediatrici presso il centro di Atlanta e altrove (22,31-34). In effetti, Tubiana-Rufi e i suoi colleghi hanno dimostrato che uno dei benefici della CSII nei bambini piccoli è proprio il fatto che riduce il rischio di ipoglicemia grave. Perfino l’uso limitato della CSII come sostituzione dell’insulina basale notturna, in bambini di età fra i 7 e i 10 anni, si è dimostrato essere efficace (35).

Come iniziare la terapia

Nel nostro centro di Yale, offriamo l’uso della CSII come terapia alternativa ai pazienti (o ai loro genitori) che misurano i livelli glicemici almeno tre o quattro volte al giorno, che sono motivati a fare una terapia intensiva e i cui livelli glicemici non sono regolati facilmente con due iniezioni giornaliere. Non è necessario compiere test di adesione (come portare un infusore con “soluzione salina”) o atti particolari per qualificarsi (es. firmare un contratto) prima di cominciare la terapia di CSII, ma i bambini più grandi e gli adolescenti devono mostrare interesse per tale terapia.

In passato, i bambini che iniziavano la terapia di CSII venivano ricoverati in ospedale, ma poi abbiamo visto che ciò non era necessario. La maggior parte dell’addestramento, riguardante gli aspetti tecnici dei nuovi microinfusori perfezionati, può essere completato in due visite ambulatoriali di circa un’ora e mezza.

Generalmente, si comincia col dare ai bambini la stessa dose totale di insulina, che prendevano con la terapia di iniezioni. La dose totale giornaliera è divisa approssimativamente in un 50% di dosi per il bolo prepasto e un 50% come sostituzione dell’insulina basale, somministrata in una quantità oraria per tutte le 24 ore.

Le dosi di insulina basale e del bolo sono poi regolate sulla base di frequenti conversazioni telefoniche, durante le prime due-quattro settimane di terapia. I bambini con meno di 12 anni mostrano, in genere, un “effetto alba al contrario”, necessitando una quota basale più alta dalle ore 21 alle 3 e una più bassa dalle 3 alle 18.

All’inizio, si somministrano a tutti i pazienti la lispro o l’aspart, piuttosto che l’insulina regolare, per le loro qualità di effetto più rapido, picco più netto e minore durata di azione. L’uso della lispro o dell’aspart nella CSII è particolarmente adatto per i bambini più piccoli che hanno un modo di nutrirsi e un appetito imprevedibili.

Si può somministrare una prima dose parziale di lispro prima del pasto e il rimanente durante o dopo il pasto, a seconda della quantità di carboidrati assunta.

Il follow-up

Le visite ambulatoriali sono programmate su base trimestrale. L’educazione del paziente riguarda la regolazione delle dosi del bolo, per armonizzare le variazioni nelle glicemie preprandiali (con la correzione dei boli) e la consistenza del pasto (con il conteggio dei carboidrati), la prevenzione di chetoacidosi e ipoglicemia, gli algoritmi per gli sport e l’esercizio fisico, la cura dei siti di iniezione e l’uso delle caratteristiche più avanzate del microinfusore. I pazienti e i loro genitori sono incoraggiati a telefonare ai loro esperti sanitari se hanno problemi o domande; devono comprendere che il microinfusore non è un pancreas artificiale e che, come in tutti gli aspetti della cura del diabete, sono necessari tempo e sforzi per avere successo. Tuttavia, la maggioranza delle nostre famiglie si rende conto che i miglioramenti del controllo metabolico e della qualità di vita fanno sì che ne valga la pena. In effetti, nel nostro studio comparato della CSII e delle MDI negli adolescenti (8), un’importante caratteristica, che distingueva i due gruppi, era che i ragazzi in terapia con CSII riferivano di riuscire ad affrontare il loro diabete molto più facilmente.

Il futuro della terapia col microinfusore

Questa terapia ha un futuro promettente: saranno presto disponibili nuovi modelli di microinfusore con telecomando e programmi computerizzati, che renderanno più facile analizzare i dati e controllare i pazienti.

Il monitoraggio continuo del glucosio non solo incoraggerà un maggior uso del microinfusore, ma offrirà la speranza di sviluppo di un pancreas artificiale (closed-loop) o in forma di un sensore esterno oppure di uno impiantabile, con retroazione ad un infusore esterno o impiantabile.

Come risultato dell’accettazione diffusa e dell’utilità della CSII, tale terapia sarà alla fine usata da più del 40% dei diabetici di tipo 1. Inoltre, l’estensione della copertura da parte delle assicurazioni, farà aumentare l’uso dei microinfusori anche fra i diabetici di tipo 2.

Sintesi e conclusione

Usando la CSII si può conseguire un controllo intensivo del diabete in adulti, adolescenti e bambini.

A paragone con le iniezioni multiple, la CSII presenta una migliore farmacocinetica dell’insulina, meno variabilità di assorbimento dell’insulina e un diminuito rischio di ipoglicemia; offre inoltre ai pazienti uno stile di vita più flessibile. Un’attenta regolazione della dose basale e di quella del bolo e un accurato controllo a distanza, che comprende l’educazione del paziente, sono elementi indispensabili per il successo della CSII.

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Il dott. Bode è il direttore medico del Diabetes Resource Center e Diabetes Associates di Atlanta, Georgia.
Il dott. Tamborlane è professore di medicina pediatrica alla School of Medicine dell’Università di Yale e direttore del Children’s Research Center di New Haven, Connecticut.
Il dott. Davidson è un endocrinologo del Diabetes Resource Center e Diabetes Associates di Atlanta.


Fonte: Postgraduate Medicine Vol 111, N. 5, Maggio 2002

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 30 Dicembre 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_188.html


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