Relazione basata sui dati rilevati nell’International Pancreas Transplant Registry
Lo stato dei trapianti di pancreas
di Deb Butterfield
Deb Butterfield è direttore esecutivo del sito Web DiabetesPortal.com
Tavola 1La Tavola numero 1 mostra che al 10 ottobre 2001 oltre 17000 trapianti di pancreas sono stati registrati nell’International Pancreas Transplant Registry (IPTR): il 72% eseguito negli USA, il 28% nel resto del mondo.
Specificamente 13142 in Nord America (Canada + USA); 4394 in Europa; 121 in Sud America; 79 nel Medio ed Estremo Oriente, 2 in Sud Africa.
Tavola 2Rispetto al 2000 non ci sono variazioni nel numero di trapianti eseguiti negli USA, ma il numero dei Centri Trapianti è aumentato e la media dei trapianti eseguiti per centro è diminuita. (Tavola 2)
La maggior parte dei trapianti di pancreas, sia negli USA che nel resto del mondo, sono trapianti di rene-pancreas (SPK) (Tavola 3).
Pochissimi sono i trapianti di pancreas dopo un precedente trapianto di rene (PAK) eseguiti al di fuori degli Stati Uniti.
Negli USA il numero di SPK è sceso dal 1994, mentre il numero dei PAK e dei PAT (solo pancreas) è andato aumentando.
Tavola 3
In parte ciò può essere spiegato mediante il meccanismo della domanda di organi e della loro reale disponibilità.
Visto che la domanda di reni eccede enormemente la disponibilità di organi da donatore cadavere, i pazienti che necessitino di rene e pancreas spesso cercano un donatore vivente per il rene, onde evitare la dialisi e successivamente si sottopongono a PAK.
Molti trapiantati PAK sono in realtà trapiantati di un SPK in cui il pancreas è stato rigettato o rimosso, che si sottopongono ad un secondo trapianto di pancreas.
Inoltre la crescente consapevolezza che prevenire l’insufficienza renale è possibile mediante un trapianto di pancreas, e la possibilità di liberarsi dal diabete con un trapianto di pancreas dopo essersi sottoposti ad un trapianto di rene, possono spiegare l’aumento percentuale di trapianti PAK e PTA.
Tavola 4DATI RELATIVI AI TRAPIANTATI
Un’analisi dei casi americani presi in considerazione dal 1987 al 2001 mostra che la percentuale dei pazienti che riceve un trapianto dopo i 45 anni di età è aumentata dal 5% al 25%, con un miglioramento nei risultati. Questo dato può essere attribuito ai cambiamenti occorsi nella terapia di controllo del diabete.
La percentuale di successo riferita al periodo 1° gennaio 1998 - 30 giugno 2002 era simile per i trapiantati tipo 1 e tipo 2, con una percentuale di insulinoindipendenza ad un anno rispettivamente dell’84% e dell’85%.
Anche la percentuale di trapianti di pancreas eseguiti su diabetici di tipo 2 è aumentata (Tavola 4). Molti pazienti, diabetici di tipo 2 hanno una tipizzazione HLA associata al diabete di tipo 1, ciò nonostante sono classificati come tipo 2.
Tra i casi riportati nel 2000, poco più del 4% dei soggetti che hanno ricevuto un trapianto di pancreas negli USA erano classificati diabetici di tipo 2; l’anno scorso sono stati il 6%.
Questo dato è ancora al di sotto del numero potenziale di pazienti che potrebbero beneficiare di questo intervento.TECNICHE DI DRENAGGIO
Le insule pancreatiche (tessuto endocrino) costituiscono approssimativamente il 2% della massa totale dell’organo e il restante tessuto “esocrino” è responsabile delle funzioni digestive.
Quando il pancreas viene trapiantato, le secrezioni escocrine vengono generalmente drenate o nell’ intestino (drenaggio sistemico-enterico ED: enteric drainage) o nella vescica (drenaggio sistemico-vescicale BD: bladder drainage) del ricevente.
Quando il pancreas viene drenato nell’intestino, circa 2 litri di liquidi vengono riassorbiti dall’intestino.
Nel caso di drenaggio vescicale, questi liquidi vengono eliminati senza essere riassorbiti, il paziente in questo caso è a più alto rischio di disidratazione.Il vantaggio del drenaggio vescicale è che gli episodi di rigetto del pancreas possono essre scoperti più precocemente misurando gli enzimi pancreatici presenti nell’urina.
D’altro canto, quando il pancreas è trapiantato simultaneamente al rene del medesimo donatore, il rene può servire come meccanismo di diagnosi precoce.
Non c’erano significative differenze nelle percentuali di successo nei trapianti SPK riferibili alle due diverse tecniche (ED e BD).
Certamente, la maggior parte dei centri ora usano il drenaggio intestinale in questa categoria e il 15-20% dei trapianti che utilizzano il drenaggio vescicale, vengono sottoposti ad un reintervento per collegare il pancreas all’intestino nei primi 3 anni dal trapianto.
Per il trapianto PAK e PTA i risultati continuano a migliorare leggermente con il drenaggio vescicale.
C’era una differenza dell’8% tra i risultati riportati nel registro tra il 1° gennaio 1998 e il 1° luglio 2002.
I trapiantati PAK con drenaggio vescicale avevano una probabilità di successo dell’81%, mentre quelli con drenaggio enterico avevano una probabilità del 73%.
Nello steso periodo il 7.9% dei PAT eseguiti con drenaggio enterico sono stati rigettati, contro il 5.5 % dei PAT con drenaggio vescicale.
La differenza nelle percentuali di successo tra trapianti PAK e PTA, riferibili ai diversi sistemi di drenaggio, sta ad indicare che la possibilità di diagnosticare più precocemente il rigetto quando c’è un drenaggio vescicale, rende tale tecnica preferibile quando il pancreas non sia trapiantato insieme ad un rene del medesimo donatore.Il Dr Bob Stratta, direttore del Programma dei Trapianti di pancreas alla Wake Forest University di Raleigh in North Carolina e il Dr Steven Bartlett, direttore del Programma dei Trapianti dell’Università del Maryland hanno iniziato ad utilizzare il drenaggio portale attraverso il sistema venoso, una tecnica per collegare il pancreas al sistema epatico.
È tecnicamente più difficile da eseguire, ma per il posizionamento più fisiologico dell’organo, si ottengono dei benefici in termine di metabolismo lipidico e di prevenzione dell’iperinsulinemia.
Nei casi di trapianti SPK riportati negli ultimi 5 anni le percentuali di successo erano le stesse, sia con il drenaggio portale (85%) che con il drenaggio sistemico-vescicale o sistemico-enterico (84%).IMMUNOSOPPRESSORI
L’immunosoppressione standard nei trapianti di pancreas è oggi: TACROLIMUS (TAC, Prograf, FK506) e MMF (Micofenolato Mofetile, CellCept), con steroidi nei PAT.
Oltre il 70% dei trapianti di pancreas registrati tra il 1999 e il 2001 utilizzano TAC e MMF, come mostrato nella Tavola 5.
Tavola 5Le percentuali di successo nei trapianti di pancreas sono basate su due fattori:
- Un numero minore (9%) di organi persi per cause tecniche come trombosi o emorragie.
- Miglioramenti nelle terapie immunosoppressive che hanno portato ad un minor numero di rigetti.
La Tavola 6 mostra la caduta sostanziale della percentuale di rigetto dopo l’introduzione del Tacrolimus e del MMF. Il numero del PAT rigettati è dimunuito significativamente nei pazienti che assumono Tacrolimus e MMF.
Il Rapamune (Sirolimus) è un nuovo immunosoppressore, quindi per ora, non ci sono dati sui risultati.
Tavola 6Avere un numero maggiore di immunosoppressori sul mercato ha reso possibile trovare il regime immunosoppressivo più appropriato per i singoli pazienti.
In passato, quando non c’erano che poche medicine, i pazienti soffrivano effetti collaterali perché non c’erano opzioni . Oggi non è più così, perché spesso c’è un immunosoppressore alternativo che può essere utilizzato per eliminare gli effetti collaterali indesiderati.RISULTATI
Il trapianto di pancreas viene considerato un “successo” (al contrario di un trapianto di insule) quando è unico (non c’è reintervento) e porta alla completa insulinoindipendenza del ricevente.
Le percentuali di successo vengono date ad un anno perché il rischio maggiore di perdere l’organo a causa di un rigetto si ha durante il primo anno.
Per i pancreas che funzionino dopo un anno il rischio di rigetto scende al 2-3% per anno.
Nonostante le tecniche chirurgiche e i protocolli immunosoppressivi siano molto migliorati rispetto agli anni 80 e 90, ci sono comunque trapiantati ancora insulinoindipendenti con il pancreas che hanno ricevuto in quel periodo.
L’Università del Minnesota, ad esempio, ha circa 100 trapiantati di pancreas ancora insulinoindipendenti tra i 10 e i 20 anni dopo il loro trapianto.
Le percentuali di successo attuali per i trapianti di pancreas utilizzando Tacrolimus e MMF sono dell’86% per i SPK; del 79% per i PAK e dell’84% per i PAT, come mostrato dalla tavola 7
Tavola 7CONCLUSIONE
È importante tenere in mente che le statistiche, come quelle qui riportate, offrono una panoramica di alto livello per ciò che riguarda l’andamento dei trapianti di pancreas.
Queste statistiche sono medie, probabilità ed esperienze, ma il risultato individuale può spaziare dall’ insuccesso al successo completo, senza problemi né episodi di rigetto.
Secondo la filosofia dell’Insulin-Free World Foundation e di DiabetesPortal.com offriamo questa panoramica sui trapianti di pancreas come punto di partenza.
Il modo migliore per una persona di capire se potrebbe trarre beneficio da un trapianto di pancreas è di sottoporsi ad una valutazione presso un centro trapianti valido e qualificato.
Fonte: InsulinFreeTime
Traduzione di Daniela D'OnofrioData ultimo aggiornamento: Venerdì, 8 Novembre 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_186.html
