Congresso EASD 2002 - Budapest, 2 Settembre 2002

Risultati dell'ENDIT
(European Nicotinamide in Diabetes Intervention Trial)

di Anna Casu

Nel recente congresso della European Association for the Study of Diabetes tenutosi in Ungheria dall’1 al 5 settembre il prof. Gale e la prof.ssa Bingley dell’Università di Bristol - Inghilterra hanno presentato i risultati finali dello studio ENDIT.

Che cos’è l’ENDIT

Si tratta di uno studio di prevenzione secondaria del diabete tipo 1 condotto su 552 parenti di primo grado di soggetti affetti da diabete tipo 1 provenienti dal Canada e dall’Europa, anche dall’Italia. I soggetti reclutati nello studio erano risultati ad alto rischio di sviluppare il diabete tipo 1 per il riscontro nel sangue di alti livelli di anticorpi anti insula pancreatica (ICA). L’arruolamento è iniziato nel 1994 e terminato nel 1997. Per individuare un tale numero di familiari a rischio sono stati sottoposti a screening per la presenza degli ICA circa 30.000 individui.

Lo studio si prefiggeva di valutare se la nicotinamide (una vitamina) fosse in grado di prevenire l’insorgenza del diabete nei soggetti identificati a rischio on il dosaggio degli ICA. Per tale motivo coloro che erano arruolati nell’ENDIT venivano assegnati a caso ad assumere la nicotinamide o il placebo, in modo da costituire due gruppi di soggetti virtualmente identici e poter così confrontare l’ eventuale differente frequenza di insorgenza del diabete di tipo 1 tra i due gruppi nei 5 anni successivi. L’ipotesi di partenza era che, se la nicotinamide avesse avuto un qualche effetto, il gruppo di soggetti che la assumeva avrebbe sviluppato il diabete tipo 1 con una frequenza del 35% inferiore rispetto al gruppo di controllo che assumeva il placebo.

Lo studio si è concluso quest’anno quando l’ultimo soggetto arruolato nel 1997 ha concluso il periodo di follow up di 5 anni.

Nei 5 anni di follow up i soggetti arruolati sono stati periodicamente monitorizzati con visite e prelievi semestrali allo scopo di diagnosticare l’eventuale insorgenza del diabete, studiare la secrezione insulinica, investigare i geni di rischio per la malattia, e monitorare l’eventuale comparsa di effetti collaterali del farmaco somministrato.

Vedi anche: European Nicotinamide Diabetes Intervention Trial

Caratteristiche dei soggetti arruolati

I due gruppi (quello di intervento con la nicotinamide e quello di controllo) erano assolutamente identici per quanto riguarda tutte le caratteristiche dei soggetti arruolati: età, rapporto maschi/femmine, % di genitori, fratelli e figli, frequenza di anticorpi anti insula pancreatica oltre agli ICA, frequenza di iperglicemia a digiuno, secrezione insulinica, frequenza dei vari genotipi di rischio, durata del follow up, percentuale di soggetti persi al follow up e motivo di interruzione volontaria della partecipazione allo studio. Questo rende estremamente validi i risultati ottenuti in quanto il confronto è avvenuto tra soggetti con le medesime caratteristiche.

Risultati

Il quesito era: la nicotinamide serve per la prevenzione secondaria del diabete tipo 1? La risposta, pronunciata tristemente dal prof. Gale durante la sua presentazione a Budapest è stata: “cari amici: non serve”.

La frequenza di sviluppo di diabete è stata del 30% in 5 anni senza nessuna differenza tra i due gruppi. Questo valore è inferiore a quello che ci si aspettava in base ai dati della letteratura, ma identico se confrontiamo i soggetti che avevano assunto la nicotinamide e quelli che non la avevano assunta (placebo).

Il rischio di sviluppare il diabete tipo 1 è stato maggiore nei soggetti con età inferiore ai 20 anni, in coloro che al momento dell’arruolamento avevano: a) 4 anticorpi anti insula pancreatica (ICA, GADA; IA-2, IAA), b) geni di alto rischio per il diabete tipo 1, c) una secrezione insulinica già ridotta o un test da carico orale di glucosio alterato. E’ stato inoltre sottolineato che anche 5 soggetti che avevano geni di protezione, cosiddetta dominante, per il diabete tipo 1 hanno in realtà sviluppato la malattia, nonostante si ritenga che questi geni forniscano una protezione assoluta nei confronti del diabete. Questo numero è tuttavia ancora troppo piccolo per poter trarre delle conclusioni definitive.

Sicurezza

“Quindi la nicotinamide non è in grado di prevenire il diabete, tuttavia noi abbiamo 226 individui che hanno assunto il farmaco e la nostra coscienza ci impone di verificare se li abbiamo esposti a rischi aggiuntivi con la sperimentazione” sono state le parole del prof. Gale. Fortunatamente non ci sono stati eventi avversi gravi né ci sono differenze tra i due gruppi nel numero di tali eventi, per cui lo studio non ha esposto i partecipanti a rischi per la salute né a peggioramento della secrezione insulinica.

Conclusioni

La nicotinamide ai dosaggi utilizzati non si è dimostrata in grado di prevenire il diabete tipo 1 e questo è stato verificato con uno studio di proporzioni e qualità adeguate a fornire una risposta definitiva a questo quesito. Non ha mostrato d’altra parte rischi per la salute.

Seppure i risultati non siano incoraggianti, l’ENDIT assume una notevole importanza poiché chiarisce definitivamente l’assenza di alcuna capacità di prevenzione della nicotinamide. Ha inoltre dimostrato la possibilità di portare avanti uno studio di prevenzione di grandi proporzioni e ha favorito nel contempo la nascita di una rete di collaborazione internazionale che potrà essere utilizzata per altri studi in un futuro che si spera non troppo lontano. Proprio a tale proposito si è levato dalla platea un coro di plauso al prof. Gale per l’ottimo coordinamento dello studio, sia da un punto di vista scientifico che umano, e il clima di reciproca stima e collaborazione che si è respirato alla fine della presentazione fa ben sperare per la riuscita degli studi futuri.


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 12 Settembre 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_183.html


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