Una salute tutta per noi

Dott.ssa Paola Marchionne Toscanelli

-Quando la c’è la salute c’è tutto. […]

Probabilmente molti di voi si saranno trovati a pensare che “essere sani” significa non avere malattie, non essere afflitti da sintomi fastidiosi che producono malessere, disagio o inabilità. Noi certo non ci stupiamo di questa risposta, ma crediamo che definire così lo stato di salute sia alquanto riduttivo e limitante.

La salute è qualcosa di molto più complesso e completo. Allo stesso tempo la salute non è mancanza o assenza di qualcosa (la malattia), ma è presenza di benessere, serenità, energia, capacità e competenze. Ci piace pensare alla salute come a un vero e proprio stile di vita che viene promosso sin dall’età più precoce e perseguito e potenziato durante tutto il percorso dell’esistenza.

La salute diviene, in questo modo, un progetto infinito che non ha mai fine, che sempre va programmato, ingrandito e potenziato. In ogni momento della vita, perciò esiste un campo d’azione per perseguire questo progetto infinito. Significa che in ogni momento ognuno di noi può imparare nuove cose, apprendere comportamenti adeguati e confrontarsi con chi gli sta intorno al fine di “guadagnare” e incrementare il proprio livello di salute.

(…) Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la salute è “uno stato di completo benessere fisico, psicologico e sociale”; il che sta a significare che una persona sperimenta la salute quando le sue dimensioni biologiche, psicologiche e relazionali si trovano in una situazione ottimale e non presentano limitazioni o danni di alcun genere.

Sebbene questo modo di vedere la salute sia alquanto completo e globale, noi lo troviamo in qualche modo limitante. Prima di tutto la salute non è uno “stato”, una condizione immobile, ma qualcosa di dinamico, un processo che continuamente si ridefinisce, modifica ed evolve. Inoltre è molto difficile che ciascuno di noi si trovi nella sua vita in uno stato di totale benessere psichico, fisico e sociale…-

(Alberto Pellai - Barbara Bianchi, Educare alla Salute Giocando, Ed. Franco Angeli, Le Comete)

È questo un concetto di salute che può senz’altro “sorridere” a chi ha il diabete, altrimenti non avere più la regolare secrezione pancreatica di insulina o la glicata a posto vorrebbe dire non poter mai più stare bene, e perché, come si è visto la salute è mente e corpo, corpo e mente, con corollari le loro valenze cognitive, esperienziali, relazionali.

Al contrario, ad un individuo, quando arriva una diagnosi di diabete, cominciano a girare nella testa concetti, e purtroppo convinzioni, inerenti al fatto di aver perso definitivamente qualcosa, di essere un soggetto debole e fragile, con un destino segnato, vittima di schiavitù praticamente insopportabili, cogliendo ed esaltando l’aspetto della cronicità, con le sue routine ed obbligatorietà : i controlli, la dieta, le iniezioni, il movimento, la cura di alcune parti del corpo, ecc.

Ma ho tralasciato qualcosa , mancando di specificare il riferimento ad un individuo adulto. Perché i bambini non la pensano così , e dovremmo TUTTI (specialmente i genitori che stanno loro accanto) imparare da loro : in un Campo Scuola di qualche anno fa, coi piccoli diabetici dai 7 ai 10 anni, abbiamo ragionato sul concetto di Salute.

Ad uno sguardo superficiale, si direbbe che i bambini hanno fatto una gran confusione: un comportamento a favore della salute è stato ritenuto “obbedire”, e quindi si trova nella sfera sociale; un comportamento a sfavore è stato individuato nello “stare da soli”, e quindi c’è il lato psicologico; infine, ci sono stati tutti i riferimenti a malanni transitori e non, come raffreddore, varicella, e questo è il lato fisico. Una bimba tra le più piccole, trovava che la cosa più lesiva della sua salute fosse…non mangiare le caramelle.

Insomma i bambini hanno spaziato tantissimo: musica, giochi, allegria, e amicizie fanno stare bene e mantengono in salute; al contrario la solitudine ferisce e fa sentire male.

Ovviamente i bambini non posseggono ancora la visione integrata di tutto ciò e quindi veramente completa, anche perché non esiste una cultura diffusa della salute in questo senso; piuttosto la salute continua ad essere fortemente ed unicamente “assenza di malattia”: un’altra bambina, affermò con particolare veemenza che i diabetici avranno circa la..metà della salute rispetto agli altri. Un maschietto rivelò allora di aver saputo che alcuni bambini producono insulina in eccesso, quindi dovrebbero inventare una operazione di scambio per dare ai diabetici l’insulina che quelli hanno in più…così staremmo bene tutti!

Al di là della tenerezza che queste affermazioni possono suscitare, occorrerebbe riflettere, forse ancora una volta, sul fatto che anche la salute può fare la differenza fra le persone, dando luogo a stereotipi, emarginazioni e difficoltà di accettazione e/o inserimento e che, quindi, essa rientra in un lavoro educativo volto a far capire E CONVINCERE che la salute può anche mancare, ma che non si dovrebbe cessare mai di sentirsi SANI, ossia sereni, impegnati, bendisposti e, soprattutto, in grado di non estendere una difficoltà a tutti gli aspetti della nostra vita.


Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 4 Marzo 2002 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_172.html

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