Editoriale


Giovani adulti diabetici: l'esigenza di un nuovo paradigma

di Howard A. Wolpert,1 e Barbara J. Anderson,2

1 Section of Adult Diabetes, Joslin Diabetes Center, Boston, and the2 Mental Health and Behavioral Research Unit, Joslin Diabetes Center, Boston, MA (U.S.A.)

Traduzione di Stefano Paolocci

 

I risultati dello studio segnalato da Bryden ed altri in su Diabetes Care, presenta una prospettiva ragionevole sulle sfide da affrontare e sulle occasioni mancate durante il passaggio da adolescenti con diabete a giovani adulti. Come evidenziato da questi risultati, i giovani adulti con il diabete sono un gruppo dimenticato, i cui bisogni speciali sembrano ricadere fuori dagli interessi primari sia della medicina dell'adulto sia di quella pediatrica.

Molte sfide sono basate su questo passaggio critico allorché i giovani adulti si assumono la responsabilità della propria terapia. La cultura della medicina dell'adulto è generalmente meno attenta alle lotte comportamentali classiche del periodo adolescenziale, e questo può essere un lato sconvolgente per alcuni adulti giovani. In più, molti genitori sono innervositi dal, spesso brusco, cambiamento nel loro ruolo quando il loro bambino viene "promosso adulto" e quindi cambia obiettivi oltrepassando la cura di un ambiente pediatrico familiare. I cambiamenti opprimenti nella prima fase del periodo della maturità (comprensivi dell'inizio delle scuole superiori, passando attraverso le prime uscite fuori casa, fino ai nuovi indirizzi educativi per arrivare all'autosufficienza) sono spesso una distrazione dalle necessità di gestione del diabete. Tuttavia, successivamente, tutto andrà verso una serie di scelte e di programmi mirati allo sviluppo dei rapporti, del lavoro e dei modi di comportamento. Questa seconda fase del periodo del giovane adulto, quando tutte le procedure quotidiane di autogestione sono regolate, può rappresentare un'occasione affinché il medico intervenga ed influenzi le abitudini che contribuiranno a determinare la salute futura dei giovani adulti giovani con il diabete.

Quali sono le chiavi prioritarie nella cura del giovane adulto con diabete? In primo luogo, si deve sviluppare un rapporto forte che assicurerà un continuo follow-up e che col tempo potrebbe essere tradotto in una sorta di influenza psicologica per promuovere cambiamenti nei comportamenti di autogestione. In secondo luogo, si dovrà lavorare in associazione con il paziente al fine di formulare una serie di obiettivi terapeutici realistici e raggiungibili, che faranno da traino per far nascere un senso di successo, di auto-efficacia e di impegno nell'autogestione. In terzo luogo, come suggerito dai risultati di Bryden ed ed altri, accertarsi che gli adolescenti ad alto rischio con problemi psicologici abbiano continuità di cure psicologiche nel periodo di transizione dall'adolescenza all'età adulta.

Può essere vista come una sfida da vincere, il pieno successo del passaggio, per un adolescente "anziano", dalle cure pediatriche a quelle di un medico "per adulti". Alcuni dati retrospettivi dalla popolazione della Joslin Clinic indicano che, una frequentazione irregolare della stessa, preannuncia uno sviluppo futuro di nefropatia diabetica. Per quel che riguarda lo sviluppo evolutivo, gli adolescenti anziani hanno un senso di "invulnerabilità" e tendono a non tenere in conto i rischi per la loro salute futura e l'esigenza continua di cure mediche. La natura del rapporto con il pediatra può essere un fattore importante in questo passaggio. Se c'è un legame forte, positivo e costante con il team pediatrico, può risultare difficile che adolescenti anziani tradiscano "la fedeltà nel team." Per contro, se c'è un'esperienza in cui il team è visto come un tribunale o in cui i contatti con il team sono stati frammentari, allora può essere difficile che l'adolescente anziano possa iniziare un nuovo "rapporto con il diabete."

Il modello tradizionale di cure mediche, in cui il medico prescrive il solo trattamento programmato, non è più conforme alla realtà di chi vive con un malattia cronica e che deve provvedere alla propria cura quotidianamente. Come succede nel nuovo rapporto che nasce fra genitore e bambino durante il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, così questa fase di sviluppo deve essere accompagnata da un ri-orientamento del rapporto medico-paziente in un modello di collaborazione, in cui il medico serve da guida per il paziente informandolo circa le scelta da intraprendere per convivere con il diabete. Le percezioni del paziente e del medico circa le priorità nella cura differiranno frequentemente. Contrariamente al paziente che si presenta per risolvere un'emergenza impellente (per esempio la diagnosi del diabete), e che si aspetta solitamente dal medico direttive per superare tale crisi, il giovane adulto asintomatico sarà meno ricettivo nei confronti di questo metodo didattico e potrebbe non riconoscere l'esigenza di cambiamenti importanti nella personale gestione del diabete; quindi, le richieste non realistiche di un nuovo medico con il quale ancora non si è sviluppato un legame di riservatezza, possono essere percepite come intrusioni e, per questo, possono condurre ad allontanarsi dalla cura e dai controlli.

Nel formulare il programma per il trattamento e gli obiettivi, il medico deve valutare a fondo le aspettative e la ricettività che sottostanno al cambiamento nel giovane adulto e deve considerare il contesto in cui il giovane adulto si muove (quale per esempio l'alta competitività in cui deve misurarsi come studente) e altre barriere (come il timore di ipoglicemie o preoccupazioni circa l'aumento del peso, per esempio) che possono ostacolare l'autogestione. I primissimi anni dopo le scuole superiori sono spesso una fase in cui il paziente non è ricettivo nei confronti di cambiamenti importanti nel regime del diabete. L'obiettivo della cura medica suggerita potrebbe essere quello di accertare che il giovane adulto effettui annualmente un esame oculare e un esame delle urine per testare la microalbuminuria, nonché dovrà fornire consigli su come minimizzare il rischio di ipoglicemia dopo aver alzato il gomito ad una festa, o discutere dell'effetto ipoglicemia nelle relazioni sociali o parlare della contraccezione. Il paziente che rispetta il consiglio del medico e che ha a cuore la propria salute, è più probabile possa rispondere ai suggerimenti dati. I cambiamenti nella cura spesso hanno bisogno di essere introdotti a piccole dosi, in modo che possano essere assimilati e integrati più facilmente nel quotidiano. Di più, i benefici di questi cambiamenti dovranno spesso essere inquadrati dalla prospettiva del paziente. Per esempio, gli strumenti  di rimpiazzo dell'insulina endogena (iniezioni multiple quotidiane, microinfusore, e conta dei carboidrati) devono essere presentati al paziente come un mezzo per rendergli la vita più libera piuttosto che come un semplice mezzo per meglio controllare la glicemia. Il giovane adulto che pratica sport dovrà essere relazionato circa l'importanza di ottimizzare il suo diabete con l'attività sportiva, in tale modo si definirà un punto di contatto su cui far leva per migliorare l'autogestione. Un importante ruolo nel complesso processo promozionale del cambiamento di cura è la definizione degli obiettivi. Gli obiettivi raggiungibili, anche se lontani da quelli ideali, favoriscono un certo senso di successo che potrà portare a grandi miglioramenti.

Il periodo del giovane adulto è un momento intenso del processo di crescita, soprattutto quando ci si trova a dover regolare frequentemente tutte le procedure quotidiane di autogestione. Questa fase può diventare l'occasione per il medico di formare i comportamenti che determineranno la salute futura degli adulti giovani con il diabete. Per avere un ruolo chiave in questo cambiamento e nell'implementazione della terapia, il medico deve attivamente collaborare con il paziente per identificare e superare le barriere che ostacolano ogni miglioramento nell'autogestione.


Tratto da: American Diabetes Association - Fonte: Diabetes Care 24:1513-1514, 2001
Traduzione e adattamento a cura di: Stefano Paolocci

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 25 Settembre 2001 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_161.html

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