Patente


Il diabetico e la patente di guida

di Pierdomenico Bertello
U.O.A. di Medicina Interna, P.O. di Cuorgnè (TO), ASL 9, Regione Piemonte


Il diritto alla guida di autoveicoli è sempre più reclamato nella società moderna, essendo aumentata la necessità di doversi spostare, non solo per diporto ma spesso per lavoro. Poiché però il godimento di un diritto non deve ledere altri diritti, quale, nel caso specifico, il diritto sociale della sicurezza del traffico, si impone una regolamentazione per la concessione della patente di guida che tenga conto di questi aspetti. I regolamenti riguardanti il rilascio o il rinnovo della patente di guida ai soggetti affetti da diabete mellito hanno subito, nel corso degli anni, in Italia ed all’estero, dei cambiamenti e delle revisioni. Le norme attualmente vigenti in Italia verranno esaminate di seguito. Prima mi sembra importante cercare di dare una risposta, basata sull’evidenza, alla domanda se il diabete mellito aumenta realmente il rischio di incidenti sulla strada. Ho preso in considerazione, mediante ricerca con MedLine, gli studi più controllati degli ultimi 15 anni. Gli studi sono stati condotti per la maggior parte mediante indagini retrospettive, utilizzando questionari ideati specificamente (1,2). Nessuno studio ha evidenziato un aumento significativo del rischio totale di incidenti automobilistici per i soggetti diabetici, sia di tipo 1 che di tipo 2. Lo studio di Songer et al. (3) ha però evidenziato, per ragioni poco chiare, un aumento significativo (p<0.05) del rischio di incidenti automobilistici per le donne studiate con diabete insulinodipendente rispetto alle donne non diabetiche. La causa più frequente di incidente è risultata essere l’ipoglicemia (5.2%), molte volte con neuroglicopenia apparentemente asintomatica (4). Comunque il rischio aggiuntivo derivante dall’insulinoterapia sembra rientrare nella soglia di rischio attualmente accettata (sonnolenza, cardiopatia, uso di farmaci, alcolismo, abuso di sostanze, guida ai sedicenni, pericolosità delle strade) (5).

I risultati dei vari studi hanno così portato Borch-Johnsen ad affermare, in un suo recente lavoro (6), che i diabetici non dovrebbero subire delle maggiorazioni sui premi assicurativi sui rischi di incidenti automobilistici. D’altra parte, in un recente studio di Cox et al. (7), usando un simulatore di guida sofisticato ed inducendo l’ipoglicemia in 37 diabetici di tipo 1, è stata documentata una riduzione dell’abilità di guida già per glicemie di 60-70 mg/dl ed una consapevolezza dell’evento solamente in circa il 20% dei soggetti. Ne consegue che è importante e doveroso per il diabetologo valutare la frequenza delle ipoglicemie e la sensibilità alle stesse, nel momento in cui rilascia una certificazione per il rilascio o il rinnovo della patente di guida. Altresì importante e doveroso per il diabetologo è educare il diabetico a riconoscere i possibili sintomi precoci dell’ipoglicemia e a gestire correttamente le ipoglicemie soprattutto quando è al volante. Nello studio di Vaneman (4) è dimo­strato infatti che usando un programma di educazione, il BGAT (blood glucose awareness training), introdotto da Cox et al. (8), la percentuale di rischio di inciden­te risulta notevolmente ridotta.

Passo ora ad esaminare le normative vigenti in Italia inerenti la patente di guida, ricordando, per inciso, che fino al 1988, in Italia, per qualsiasi tipo di patente, la patologia diabetica era inesistente, cosicché per decenni molti diabetici hanno guidato automobili, camion, autobus senza particolari problemi.

La legge N. 472 del 7 dicembre 1999 (Interventi nel settore dei trasporti), all’art. 32, prevede la seguenti modifiche agli articoli 119 e 126 del D. Lgs 30 aprile 1992, n. 285, riguardanti i requisiti fisici e psichici per il conseguimento della patente di guida (art. 119) e la durata e conferma della validità della patente di guida (art. 126):

  1. All’art. 119, a) dopo il comma 2 è inserito il seguente
    “2-bis: L’accertamento dei requisiti psichici e fisici nei confronti dei soggetti affetti da diabete per il conseguimento, la revisione o la conferma delle patenti A, B, BE e sottocategorie, è effettuato dai medici specialisti dell’Unità Sanitaria locale che indi­cheranno l’eventuale scadenza entro la quale effettuare il successivo controllo medi­co cui è subordinata la conferma o la revisione della patente di guida”,
    b) al comma 4, dopo la lettera d) è aggiunta la seguente:
    “d-bis: L’accertamento dei requisiti fisici e psichici è effettuato da commissioni mediche locali costituite in ogni provincia presso le Unità Sanitarie locali del capoluogo di provincia, nei riguardi dei soggetti affetti da diabete per il conseguimento, la revisione o la conferma delle patenti C, D, CE, DE e sottocategorie. In tal caso la commissione medica è integrata da un medico specialista diabetologo, sia ai fini degli accertamenti relativi alla specifica patologia, sia ai fini dell’espressione del giudizio finale”.

  2. Dopo il comma 4 dell’articolo 126 è inserito il seguente:
    “4-bis: Per i soggetti affetti da diabete trattati con insulina gli accertamenti di cui all’articolo 119, comma 4, lettera d-bis) sono effettuati ogni anno, salvo i periodi più brevi indicati sul certificato di idoneità”.

Mentre per il conseguimento, la revisione e la conferma delle patenti C, D, CE, DE la legge N. 472 prevede chiaramente la presenza dello specialista diabetologo, nella Commissione locale Patenti di Guida, e chiaramente indica, per i diabetici insulino­trattati il limite massimo di un anno per gli accertamenti, per le patenti di categoria A, B, BE e sottocategorie la stessa legge non identifica il “medico monocratico”, specia­lista dell’Unità Sanitaria locale. La circolare del 24 gennaio 2001 del Ministero della Sanità (Dip. Prevenzione Uff.VII) precisa che il medico specialista previsto deve prestare servizio presso “l’ufficio della unità sanitaria locale territorialmente com­petente cui sono attribuite funzioni in materia medico-legale”. La circolare aggiun­ge che: “In considerazione dell’espressione clinica della malattia diabetica e della possibile esistenza di manifestazioni d’organo rilevanti al fine dell’accertamento e non facilmente obiettivabili, al fine di facilitare la formazione del giudizio e l’indica­zione della scadenza alla quale effettuare il successivo controllo medico, su conforme parere del Consiglio Superiore di Sanità, il richiedente si presenterà alla visita con una attestazione rilasciata dal proprio medico di base o dal centro diabetologico pubblico o privato che lo ha in cura. Tale attestazione conterrà notizie sullo stato di compenso metabolico, sulla terapia praticata e sulle eventuali complicanze d’organo presenti nonché l’indicazione se il paziente è sottoposto a regolari controlli medici. Ove gli specialisti che effettuano l’accertamento dovessero indicare una scadenza, entro la quale effettuare il successivo controllo, anticipata rispetto a quella ordinaria appare opportuno che nelle annotazioni della comunicazione di cui al modello IV.4 venga segnalato che l'accertamento è stato effettuato a norma dell’articolo 32 della Legge 7 dicembre 1999 n. 472”.

Bibliografia

  1. Hansotia P, Broste SK: The effect of epilepsy or diabetes mellitus on the risk of automobile accidents. New Engl J Mcd 1991; 324 (1):22-6.

  2. Mc Gwin G Jr, Sims RV, Pulley L, Roseman IM: Diabetes and automobile crashes in the elderly. A population-based case-control study. Diabetes Care 1999; 22 (2):220-7.

  3. Songer TJ, La Port RE, Dorman JS, Orchard TJ, Cruickshanks KJ, Becker DJ, Drash AL: Motor vehicle accidents and IDDM. Diabetes Care 1998; 11 (9):701-1O.

  4. Veneman TF: Diabetes mellitus and traffic incidents. Neth I Mcd 1996; 48 (1): 24-8.

  5. Gislason T, Tomasson K, Reynisdottir H, Bjornsson JK, Kristbjarnarson H: Medical risk factors drivers in single-car accidents. I Intern Med 1997; 241 (3):213-9.

  6. Borch-Johnsen K: Improving prognosis of type i diabetes. Mortality, accidents, and impact on insurance. Diabetes Care 1999; 22 Suppl.2: B1-3.

  7. Cox DJ, Gonder-Frederick LA, Kovatchev BP, Julian DM, Clarke WL: Progressive hypoglicemia's impa­ct on driving simulation performance. Occurence, awareness and correction. Diabetes Care 2000; 23 (2):163-70.

  8. Cox DJ, Gonder-Frederick LA, Julian DM, Clarke WL: Long-term follow-up evaluation of blood glucose awareness training. Diabetes Care 1994; 17 (1 ):1-5.


Tratto da Atti del XIII Congresso Nazionale dell'Associazione Medici Diabetologi, Torino, 9-12 maggio 2001
A cura di: Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 23 Maggio 2001 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_153.html

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