Un gruppo internazionale di ricercatori, tra cui alcuni italiani, annuncia la messa a punto del preparato

Battuta la "dolce malattia" arriva il vaccino antidiabete

Potrà risolvere il problema di 48 milioni di persone nel mondo. Altri 200 milioni sono colpiti dalla forma "alimentare". Realizzato al Children's Hospital di New Orleans

Di ARNALDO D'AMICO

ROMA - "Tra le prospettive che apre la scoperta vi sono la prevenzione e la cura definitiva del diabete". Lo dichiaravano a Repubblica Franco Bottazzo e Lelio Orci, due ricercatori italiani all'estero, undici anni fa. E ieri la previsione è diventata realtà. Secondo il settimanale francese L'express un ricercatore americano, anch'egli appartenente allo stesso gruppo di lavoro internazionale sul diabete, ha annunciato la messa a punto del "vaccino antidiabete". E la costituzione di una sua società che lo proddurrà. [...]
Il vaccino è stato messo a punto da Noel Maclaren, direttore del Centro di ricerca del Children's Hospital di New Orleans, premiato nel 1995 da Hilary Clinton come "scienziato dell'anno" per i suoi studi sul diabete.
Maclaren è avaro di particolari sul suo rimedio. Ha depositato una domanda di riconoscimento di brevetto e preannuncia una relazione più accurata in una sede scientifica, il congresso che si terrà a Boston il 19 maggio.
I risultati su un ceppo di topi "non obesi"
Per ore si sa che i suoi risultati positivi li ha ottenuti su un particolare ceppo di topi indicato con la sigla Nod (Non obese diabetic) ovvero roditori che, al pari dei pazienti con diabete tipo 1 hanno il diabete ma non sono obesi.
Semplice ed efficace lo stratagemma terapeutico che sembra coronato da successo che si può sintetizzare con il termine di "missile antimissile".
Franco Bottazzo, dieci anni fa, riuscì ad individuare per la prima volta con grande precisione, la complessa e sorprendente autoaggressione che si scatena in questo tipo di diabetici.
[...]
Dalle ricerche di 10 anni fa sono usciti fuori i test per individuare la predisposizione al diabete "tipo 1" basati sulla individuazione nel sangue degli anticorpi diretti contro le Isole. E adesso Maclaren ha costruito gli anticorpi contro gli anticorpi, i "missile-antimissile" appunto. Non si tratta quindi di un vaccino nel senso esatto del termine ma di una immunoterapia. Il vaccino è un preparato che serve a suscitare la produzione di anticorpi contro un batterio virus o tossina (ad esempio il tetano) per evitare che si ammali delle corrispondenti malattie. Si somministra il microorganismo ucciso o trattato in modo da essere inoffensivo, il sistema immunitario entra in allarme e mette in produzione i corrispondenti anticorpi che colpiranno i "nemici" non appena questi entreranno nel corpo.
Il "vaccino" antidiabete invece si fa inoculando gli anticorpi umani contro le Isole di Langherans in un animale, per il quale sono comunque dei corpi estranei, ed estraendo gli anticorpi che il sistema immunitario di quest'ultimo produce.
Il siero così prodotto provato nel "modello animale" come lo chiamano i ricercatori, i topi Nod, col diabete simile a quello umano "tipo 1" ha stroncato l'aggressione del pancreas. E, nei topi in cui erano sopravvissute un sufficiente numero di Isole, è scomparsa anche la malattia. Chiaramente, negli animali in cui la distruzione era stata totale, solo la somministrazione esterna di insulina ha rimesso in sesto la glicemia.
Il successo ottenuto nel modello animale non dà la certezza che, quando si ripeterà negli esseri umani, lo stratagemma funzionerà. Ma il risultato deve comunque aver reso molto fiducioso Maclaren se ha costituito la Bioseek, la società che gestirà la produzione del "vaccino" e la lunga fase sperimentale sull'uomo, che potrebbe richiedere anche altri 10 anni.





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Parla il Professor Luigi Pisano

"L'immunologia contro le cellule suicide"

nostro servizio



ROMA - E' soddisfatto Luigi Pisano, Professore di Medicina Interna e primario di Malattie Metaboliche dell'Ospedale Sant'Eugenio di Roma.
[...]
Allora, professore, abbiamo finalmente la cura del diabete?
"E' troppo presto per dirlo. Conosco personalmente Noel Maclaren, e so che è un ottimo scienziato, ma le informazioni non sono ancora sufficienti per fare una previsione sull'uomo a partire da un risultato sui topi. Lo incontrerò presto a Boston e non vedo l'ora di avere da lui i particolari. E' la conferma comunque che è l'immunologia la strada da esplorare".
Altri risultati promettenti?
"Li stanno ottenendo i francesi coordinati dal professor Bach. In Italia il gruppo che fa capo Paolo Pozzilli di Roma (n.d.r.) sta tentando una strada molto ardita: suscitare la reazione immunitaria che si deve opporre a quella che nel paziente sta aggredendo le cellule che producono l'insulina con l'insulina stessa, ma somministrata per bocca. Come è noto questo ormone viene frammentato in tanti pezzi nello stomaco il che lo rende inservibile per la sua funzione. Ma potrebbero essere degli ottimi stimolatori di una reazione immunitaria benefica.
Una remissione della malattia dell'uomo - continua Pisano - anche se parziale e temporanea, invece l'abbiamo ottenuta, a sorpresa dando una semplice vitamina, la nicotinnamide. Il risultato apre un altro promettente filone di ricerca"
E per la forma più comune di diabete, quello tipo II?
"Il rimedio già c'è: basta stare a dieta".


n.d.r.:

Ci ha scritto il dott. Pozzilli, che qui ringraziamo, precisando che "ciò che ha pubblicato Repubblica è erroneo e suscita speranze ingiustificate. A suo tempo feci una protesta ufficiale con il giornale ma è opportuno ora informare correttamente i diabetici attraverso la vostra iniziativa..."




Noel Maclaren


Data ultimo aggiornamento: Ven, 18 Giugno 1999 14:00:00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/e1_13.html

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