AGGIORNAMENTI IN DIABETOLOGIA
Novità in tema di organizzazione sanitaria e di terapia nel diabete
Genova 26 Febbraio 2000 ore 09.00
Centro di Biotecnologie Avanzate - Ospedale S. Martino - Genova
Organizzato da
SID (Società Italiana di Diabetologia Sez. Liguria)
AMD (Associazione Medici Diabetologi Sez. Liguria)Il convegno è stato aperto dall'intervento introduttivo della dott.ssa Anna Cattaneo (Presidente AMD Sez. Ligure, Responsabile del Servizio di Diabetologia dell'Az. Osp. Villa Scassi, Sampierdarena) e del dott. M.A. Comaschi (Presidente entrante dell'AMD e responsable DMRRF dell'ASL 3 di Genova) che, aiutato da alcune diapositive, ha mostrato come in campo sanitario, il passaggio da USL ad ASL permette una gestione più imprenditoriale ed orientata all'utente della sanità. In particolare l'integrazione delle risorse tramite il passaggio da servizi separati (monadi) ai dipartimenti organizzati per patologie omogenee e la formazione di Distretti territoriali dovrebbero modificare l'attuale tendenza verso un'integrazione degli sforzi in una sinergia di risorse e strumenti. Tale metodo di lavoro rientrerebbe in un'ottica di Evidence Based Medecine (Medicina Basata sull'Evidenza, o meglio definita in un intervento successivo del dott Soro, Basata sulle Prove) dove il lavoro di squadra diventa fondamentale. Inoltre ha anche accennato alla crazione di un Data Base che si ponga almeno tre obiettivi: verifica degli outcomes, degli indici di qualità, e controllo dei costi. In sostanza una sanità in grado di trasformarsi da fee for service a desease management, cioè dal pagare per il singolo servizio ad una vera e propria gestione della malattia.
Il dott Focarile (Direttore del Dipartimento Servizi Sociali e Sanità della Regione Liguria) ha sottolineato nel suo lungo e articolato intervento che il nuovo Piano Sanitario Regionale (PSR) viene visto come uno strumento di integrazione delle risorse disponibili sul territorio per poter fornire un miglior servizio agli utenti e come punto di riferimento per tutti gli operatori della sanità. Esso si basa su quattro punti cardine: l'equità, la compatibilità, l'organizzazione e l'innovazione.
L'equità mira ad una migliore distribuzione delle risorse fornendo gli strumenti lo sviluppo ed una maggior presenza sul territorio. Il PSR si pone l'obiettivo di dare priorità agli interventi decentrati sul territorio che passerebbero dal 48,8% al 50,9% rispetto a quelli ospedalieri.
La compatibilità mira a mantenere le attuali risorse azzerando i debiti pregressi.
L'organizzazione viene articolata su 5 punti: 1) programmazione tramite il PSR, il Piano Attuativo Locale (a livello di ASL) e il Piano Attuativo Territoriale (a livello di Distretti); 2) individuazione dei 19 Distretti; 3) Definizione dei Dipartimenti organizzati per patologie omogenee; 4) costituzione di un Organismo di Coordinamento delle Aree Metropolitane; 5) valutazione dei risultati conseguiti tramite relazioni dei Distretti, delle Asl, e della Regione.
L'innovazione preve nuovi investimenti per 33 miliardi in rinnovo tecnologico e rispettivamente 7 e 12,2 miliardi negli anni 2000 e 2001 in formazione.
Vengono inoltre definite le seguenti priorità: sicurezza dei posti di lavoro, sicurezza degli alimenti, riabilitazione, rianimazione (24 nuovi posti letto), emergenza, oncologia, umanizzazione delle cure.
Per quanto riguarda il diabete, l'obiettivo 3.5 "Ridurre la mortalità e le conseguenze di altre patologie a rilievo sociale", il PSR si pone gli obiettivi di una riduzione delle complicanze e della mortalità associate al diabete tramite un'estensione dell'assistenza medico-sanitaria. Per realizzare questo ambizioso obiettivo, si attuerà un sistema di prevenzione e cura integrato, coinvolgendo al suo interno le diverse figure professionali attualmente impegnate su questo fronte. Inoltre si pianificherà un intervento formativo per personale medico e non medico, adeguando l'organico.Il dibattito seguito a questi primi interventi ha visto il dott. Canepa e successivamente il dott. Soro ricordare l'importanza del ruolo dei medici di famiglia nella lotta contro il diabete. Il dott. De Micheli ha invece sottolineato l'importanza dell'integrazione emersa dal PSR, mentre il dott. Grasso (direttore dell'ASL dell'Imperiese) ha ribadito la necessità di passare dalle parole ai fatti, dando una spinta in avanti alla formazione reale degli operatori sanitari.
Il Prof. Renzo Cordera (Professore di Malattie del Metabolismo presso l'Università di Genova, DISEM) ha invece illustrato le novità in tema di terapia del diabete. L'intervento è iniziato descrivendo come dagli studi del DCCT sia emerso che un miglior controllo metabolico, quindi una inferiore HbA1c, determina una riduzione dell'incidenza di microangiopatie, mentre porta ad un aumento del rischio ipoglicemico. Quest'ultimo fattore porta inevitabilmente a porsi la domanda se la terapia insulinca intensiva sia poi applicabile a tutti i pazienti (anziani e/o bambini piccoli, con complicanze già in essere, ecc.). Un aspetto importante emerso da uno studio successivo sui pazienti che hanno partecipato al DCCT ha poi evidenziato come anche dopo 4 anni dalla conclusione dello studio (durato 10 anni) i vantaggi della terapia intensiva rispetto all'esordio di complicanze sono rimasti evidenti, nonostante molti dei pazienti avessero un controllo metabolico peggiore.
A proposito della terapia insulinica ha illustrato i nuovi analoghi dell'insulina umana: Lispro e Aspart (insuline ultrarapide), HOE 21 e NN 304 (insuline lente). Ha fatto anche un breve cenno alle insuline ad assorbimento alveolare.
Ha poi concluso per quanto riguarda le terapie del diabete tipo 1, dando risalto all'importanza della prevenzione dei soggetti a rischio e del trapianto delle insule su cui si stanno facendo molti progressi, ma si dovrà ancora aspettare prima di vedere dei risultati.
Per quanto riguarda la terapia del diabete tipo 2 ha riportato quanto emerso dallo studio UKPDS che avrebbe dimostrato come anche piccole riduzioni dei livelli di HbA1c porterebbero a degli abbassamenti di rischio di complicanze, pur definendo il 7% come valore al di sotto del quale il rischio è decisamente ridotto.
Le malattie cardiocircolatorie, a differenza invece delle microangiopatie, non verrebbero influenzate se non in minima parte dal controllo metabolico. Questo può essere spiegato o per il fatto che esse in realtà sono determinate da una vasta gamma di altre patologie non necessariamente associate al diabete, o per il fatto che un buon controllo metabolico spesso porta anche ad un aumento ponderale.
In tal senso si sta rivalutando la metformina che ridurrebbe la tendenza ad aumentare di peso e ridurrebbe il rischio di infarto del miocardio.
Il Prof. Cordera ha poi illustrato come il triglotiziadone, farmaco ad ampio spettro d'azione, permetterebbe un migliore equilibrio metabolico.
Ha infine accennato all'imminente conversione dell'insulina dalla concentrazione U40 a quella U100.Il Prof Giacomo Deferrari (Direttore di Nefrologia all'Università di Genova) e il prof. Enzo Manzato (Professore di Geriatria all'Università di Genova) hanno quindi concluso gli interventi parlando dell'importanza rispettivamente della terapia dell'ipertensione e ipolipemizzante nel paziente diabetico, enfatizzandone l'importanza dell'associazione di questi disturbi con la malattia diabetica nell'ambito della prevenzione delle sue possibili sequele.
Data ultimo aggiornamento: Gio, 2 Marzo 2000 6:30:00
URL:http://www.progettodiabete.org/expert/e1_109.html
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