L’insulina nel micro dopo 3 giorni perde efficacia

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 4 Febbraio 2008 Alberto Z. scrive:
Sono diabetico tipo 1 da circa 8 anni con microinfusore da 2 anni e mezzo e utilizzo l’insulina Apidra. Cambio i set di infusione ogni 2/3 giorni senza problemi. Ho l’impressione da un po’ di tempo che l’insulina nella cartuccia del micro dopo il 3 giorno cominci a perdere progressivamente la sua efficacia. Questo lo noto soprattutto dai valori glicemici al 6 giorno molto diversi rispetto a quelli dei primi giorni e dalla quantità di insulina che a volte quasi raddoppia. Potrebbe essere dovuto all’insulina che comincia a degradarsi? Le chiedo inoltre se le insuline ad azione ultrarapida (apidra, humalo e novorapid) sono davvero tutte identiche oppure alcuni eccipienti presenti in alcune di queste possono provocare particolari reazioni (non gravi) nella pelle che ne pregiudicano l’efficacia? Quale potrebbe essere il suo consiglio?

Risponde la dr.ssa Daniela Bruttomesso, diabetologa:
Effettivamente si consiglia in genere di cambiare la cannula ogni 2-2,5 giorni e tutto il set + cartuccia ogni 4-5 girni. Può succedere che l’insulina dopo alcuni giorni precipiti. Raramente è stato segnalato che si denaturi, a meno che non venga esposta a temperature improprie.
Per quanto riguarda i 3 analoghi rapidi Humalog (Lispro), Novorapid (aspart) e Apidra (Glulisina) sono usate abbastanza indifferentemente.
In realtà vi sono state osservazioni in vivo secondo le quali la glulisina sembrerebbe dare meno iperglicemie. Tale risultato, ottenuto su un piccolo numero di pazienti, è al momento in fase di valutazione su una popolazione molto più ampia. Inoltre in vitro è stato dimostrato che lispro potrebbe avere una maggior tendenza a precipitare nel catetere che connette la pompa al sito di infusione rispetto ad aspart.
Una possibile spiegazione del fenomeno è che la CO2 atmosferica, penetrando attraverso la parete del catetere, potrebbe abbassare il pH, favorendo il precipitare di lispro che, in vitro, si è dimostrata meno resistente di aspart alla precipitazione indotta da uno shift del pH verso l’acidità (13).Questi dati di 2-3 anni fa, sono stati però contraddetti da un recentissimo lavoro secondo il quale le condizioni create per lo studio in vitro sono talmente rare ed eccessive, da non presentarsi nell’effettiva quotidianità.
In conclusione quindi al momento non esistono prove evidenti in “vivo” che ci facciamno preferire un analogo rapido piuttosto che un altro.
Molti studi invece hanno confermato che l’analogo rapido con il microinfusore è più efficace della insulina rapida regolare del passato.


Data ultimo aggiornamento: Martedì, 12 Febbraio 2008 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2008/e2_02905.html