Da pochi giorni si è presentata la chetosi

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 14 Gennaio 2008 Vanessa B. scrive:
La interpello per avere informazioni riguardo alla comparsa di chetosi in un malato di diabete di secondo tipo; non avendo la possibilità di contattare la mia diabetologa spero lei mi possa delucidare. Ho dovuto smettere per lungo tempo la cura con metformina a causa di pesanti effetti collaterali; da pochi giorni si è presentata la chetosi, con alito dell’odore tipico, mal di testa insopportabile e fatica a parlare (confondevo parole e sillabe). presa dal dubbio ho ricominciato a prendere la metformina in una quantità ancora tollerabile per il mio fisico (1/2 pastiglia da 500 per ogni pasto, precedentemente erano 2 pastiglie da 500 per pasto); i sintomi stanno lentamente scomparendo. volevo sapere da lei se lo stato di chetosi in un paziente con questo tipo di diabete e correlato agli altri sintomi può indicare qualcosa in particolare. spero mi possa aiutare.

Risponde il dr. Francesco Paolo Volpe, diabetologo:
La chetosi, che va confermata almeno con un esame delle urine, non va confusa con la chetoacidosi diabetica, complicanza temibile di un diabete sia di tipo 1 sia di tipo 2 molto scompensato. In quest’ultimo caso (che non è affatto il suo) la chetosi si accompagna a glicemia molto alta, di solito superiore a 300-400 mg/dl e a glicosuria marcata.
La chetosi di cui lei parla è molto più simile invece al cosiddetto “acetone” che colpisce tipicamente i bambini quando sono ammalati,non mangiano o hanno la febbre: la causa sta nel fatto che, nel digiuno prolungato o in eccesso di consumo energetico, vengono intaccate le riserve di grasso dell’organismo, o peggio le proteine dei muscoli, producendo i cosiddetti corpi chetonici (acetoacetato, idrossibutirrato e acetone) che forniscono l’energia necessaria ai processi vitali. Il fatto che dosi modestissime di metformina sembra che l’abbiano fatta stare meglio è solo una coincidenza; è probabile che lei abbia bevuto, si sia rialimentata e reidratata, sentendosi meglio. Riprenda la terapia e, se veramente la metformina a dosi più alte le dà fastidio, la sua diabetologa le consiglierà una terapia adatta.


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 24 Gennaio 2008 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2008/e2_02890.html