Una nuova medicina di nome Januvia
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 14 Gennaio 2008 Augusto A. scrive:
Ho 74 anni. Da una decina d’anni soffro di pressione alta, ma ora è tutto sotto controllo (media 70/130 costante): prendo una compressa di Combisartan 160 mg e una di Wascoman 20 mg al giorno.
Soffro anche di diabete. Fino allo scorso anno stavo nei limiti minimi grazie a una dieta appropriata e non castigante e a una moderata attività fisica. Da un anno i miei valori glicemici sono aumentati a dispetto di quanto detto. Il mio medico da due mesi mi fa prendere la Metformina merck da 1000 mg, mezza pastiglia in due volte giornaliere, per ora con risultati appena accettabili.
Seguo ordinatamente una dieta da 1500 calorie datami dal centro diabetico ASL.
Il valore glicemico mattutino a digiuno è sempre intorno ai 100 o anche meno, ma i valori a metà mattina, dopo 2 ore dalla colazione (mangio solo caffelatte amaro e 40 gr di pane sporcato con un filo di burro), sono sempre intorno a 150. Durante il giorno i valori tornano ad essere accettabili (135 dopo 2 ore dal pranzo, 115/120 prima di cena). Invece verso le 23 (2 ore dopo cena) è sempre tra 150 e 170 qualsiasi cosa mangi (tenendo sempre fissa una parte di carboidrati, un secondo, insalata). Bevo mezzo bicchiere di vino rosso a pasto. Purtroppo durante il giorno bevo pochissima acqua per abitudine.
Il mio peso è nella norma.
Colesterolo 170.
Fumo da sempre la pipa.
Ho letto di una nuova medicina di nome Januvia “inibitore dell’enzima DPP4”. È utile? È in commercio?
Potete darmi qualche indicazione sul perché di questi sbalzi di valori glicemici ed eventualmente come ovviarvi?Risponde il dr. Francesco Paolo Volpe, diabetologo:
L’equilibrio del suo diabete non è molto lontano dai limiti desiderabili, che due ore dopo mangiato devono essere entro i 140 mg/dl. Se l’HbA1c non supera 6,5% non prenderei provvedimenti farmacologici, ma solo accentuerei il contenuto di fibre a colazione e a cena (ad esempio usando pane veramente integrale).
Se l’incremento delle fibre non è sufficiente, allora si può pensare all’aggiunta di un farmaco. Quello di cui lei ha letto è stato approvato dall’Agenzia europea del farmaco ed è reperibile in commercio, anche se non è ancora rimborsato dal S.S.N. Alla dose di 100 mg in monosomministrazione, in aggiunta alla Metformina, il Sitagliptin fosfato (questo è il suo nome chimico) abbassa di oltre mezzo punto l’HbA1c e tende a far diminuire in misura significativa la glicemia a digiuno e postprandiale. Gli effetti collaterali più comuni sono nausea, dolori muscolari e sintomi nasali di congestione.
Prima di provare un farmaco nuovo, però, nel suo caso, se le fibre non sono sufficienti, si può provare con acarbose prima di colazione e cena, in aggiunta alla metformina dopo pranzo e cena che lei già assume.
Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 23 Gennaio 2008 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2008/e2_02889.html