Avendo poca costanza, il microinfusore fa al caso mio?

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 26 Novembre 2007 Roberto TR. scrive:
Mi chiamo Roberto ho 45 anni dopo qualche anno di tossicodipendenza ho deciso di smettere e dopo un periodo di comunità torno a casa e dopo alcuni esami generici scopro di essere positivo all hiv. Tutto ok sino al primo ricovero in ospedale. Dimesso molto deperito e provato mi esce fuori anche il diabete. Poi anche problemi al fegato con ascite e inizio di cerrosi ora sto nettamente meglio, farmaci non ne posso assumere. In sintesi la mia domanda è questa: ho sentito parlare di microinfusori è possibile che faccia al caso mio? Visto che non ho una costanza lunga per rispettare una dieta la prego mi aiuti.

Risponde la dr. Daniela Bruttomesso, diabetologa:
La terapia con microinfusore non è la prima scelta. Nel suo caso conviene iniziare terapia insulinica con plurime iniezioni die di insulina, associata ad una dieta adattata ai suoi bisogni e abitudini, in modo che lei possa seguirla con una certa costanza. Solo nel caso in cui con dieta adeguata e con terapia insulinica somministrata mediante iniezioni non si raggiunga un ottimo controllo glicemico si potrà valutare se esistono le indicazioni e/o se non vi sono controindicazioni all’uso del microinfusore. Il microinfusore peraltro non è uno strumento che fa da sè... al contrario richiede un grosso impegno al paziente, molti controlli glicemici al giorno, aderenza alla dieta, e così via.


Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 6 Dicembre 2007 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2007/e2_02878.html