Mio figlio ha un comportamento irrequieto e violento
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 12 Novembre 2007 Elvira P. scrive:
Mio figlio ha il diabete da quando aveva quattro anni. Il problema suo è di tipo comportamentale: a scuola si lamentano per la sua irrequietezza e violenza e a casa con le sorelline è violento ; ad esempio a colazione controlla tutto ciò che mangiano e se qualcuno ha preso i suoi cibi si inquieta , urla... Non mostra preoccupazione per il diabete nè si lamenta ,ma i suoi scatti d’ira mi fanno pensare che lui voglia sfogare il suo disagio mettendosi in mostra,facendo dispetti.Inoltre in ambito scolastico tende a sottovalutare tutto e il suo impegno è superficiale.Niente lo fa agitare, si mostra sicuro di sè anche quando non studia.Risponde la dr.ssa Paola Marchionne, psicopedagogista:
Nella sua richiesta non si evince quanti anni ha il bambino. Leggo che l’esordio è datato ai suoi 4 anni e immagino che adesso non sia moltissimo più grande perchè nel target della richiesta lei indica che la sua età è fra i 6 e i 12 anni.
Ipotizziamo che abbia quindi un’età compresa nei 10 anni: in questo caso, è molto piccolo per manifestare direttamente il suo disagio. Se lo facesse, lo farebbe comunque all’interno della intima cerchia familiare.
I tratti che lei descrive sono riconducibili a: apparente sicurezza di se’, atteggiamento superficiale, tendenza a gestire con la violenza i rapporti specialmente con le sorelle, controllo del cibo nel senso di volersi a tutti costi rassicurare che nessuno si nutra più di lui. Quest’ultimo fattore è sicuramente il più immediatamente riconducibile al diabete che, in maniera più o meno importante, lo ha portato a regolare la sua alimentazione. In un certo senso è come se suo figlio volesse controllare nella maniera più concreta possibile (quantificando il cibo) qualcosa che sfugge al suo controllo (sia il diabete che le relazioni affettive) dominandola prepotentemente.
Se invece il ragazzo fosse già più grande, quindi più vicino ai 12 anni, i tratti che lei descrive potrebbero essere assimilibili ad un soggetto in difficoltà che tenta di azzerare tutto e tutti facendo un po’ il bullo.
Io credo, con tutta la comprensione e l’affetto possibili, che sia meglio voi chiediate un aiuto: prima voi come genitori per essere aiutati ad analizzare le modalità delle vostre relazioni familiari e per essere supportati nel capire di dovervi rinforzare nell’impedirgli di fare il brutto e il cattivo tempo, anche se ha il diabete; e un aiuto per lui, per facilitare la sua autoliberazione da questa corazza che si sta costruendo e dalla fissazione per il cibo (cosa che richiederà molto tempo).
Per salutarvi e farvi sorridere, permettetemi di raccontarvi un episodio di nemmeno qualche ora fa: quando vedo i giovani diabetici (quella di oggi non ha nemmeno 11 anni) e i genitori li vengono a riprendere, i figli non dicono nè ciao, nè altro, ma sempre, inesorabilmente HO FAME!!
Perchè?
Perchè è una delle frasi più “attivanti” per i genitori, che sanno di non dover mai mancare nel sostentare i loro piccoli.. Nel diabete, però, non è completamente così, e bisogna necessariamente spostare su altri tipi di attenzioni genitoriali...
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 23 Novembre 2007 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2007/e2_02870.html