Marcatori antipancreatici per la diagnosi di un LADA autoimmune

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 1 Ottobre 2007 Nicola D. scrive:
A due mesi da una chetoacidosi d’esordio (glicemia 580, H1c 10,7 %, c-peptide basale 1.08) ho ritirato il referto dell’esame AA GAD ma non è indicato se il valore di 5.2 è da considerarsi negativo o positivo (intervallo di riferimento: < 5 UI/mL). Gli anticorpi antii-insulina risultano nulli (IAA: 0.0.). Val la pena anticipare la visita diebotologica per testare subito altri marcatori antipancreatici o quelle 0.2 unità d’eccesso sono risibili per la diagnosi di un LADA autoimmune? Ho 38 anni e dopo il ricovero sono passato del tutto a ipoglicemizzanti orali.

Risponde il prof. Paolo Pozzilli, diabetologo:
Sarebbe utile conoscere quali erano le caratteristiche all’esordio della malattia, in particolare la sintomatologia precedente alla diagnosi è stata caratterizzata da perdita di peso? Poliuria, polidipsia? Ha familiarità per diabete? Qual era il suo peso corporeo? Inoltre gli esami effettuati alla diagnosi mostravano una chetoacidosi? Il C-peptide basale mostra una persistenza della funzionalità b-cellulare come ci si aspetta nei pazienti LADA, ma senz’altro riterrei utile per un inquadramento diagnostico la rivalutazione degli anticorpi antiGAD e IA2.


Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 19 Novembre 2007 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2007/e2_02866.html