Avrà il rischio in futuro di avere complicanze

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 15 Ottobre 2007 Alessia N. scrive:
Vorrei chiederLe qualche informazione riguardo il diabete giovanile. Tempo fa ho conosciuto un ragazzo 32enne che ha contratto il diabete giovanile all’età di 15 anni. Vorrei avere qualche chiarimento su questa patologia e, in particolare, vorrei capire se un diabetico che mantiene il livello di glicemia nel sangue entro i parametri stabiliti, seguendo un’alimentazione equilibrata e una costante attività fisica, avrà il rischio in futuro di avere complicanze (questo ragazzo è abbastanza robusto per la sua altezza -80 kg per 1.73- e ha già una forte miopia).
Ho letto in diversi siti web che trattano di questa malattia che non dovrebbero esserci rischi se la glicemia viene sempre mantenuta entro i limiti consentiti, ma vorrei comunque ricevere notizie a riguardo anche da voi.
Inoltre vorrei sapere se i diabetici vostri pazienti che hanno contratto la malattia in giovane età, e che ora sono adulti o anziani, hanno avuto nella loro vita complicanze e, se sì, di quale genere e per quali motivi.

Risponde il dr. Paolo Ciampalini, diabetologo pediatra:
È vero che a partire dagli anni 90 diversi studi di popolazione, tra cui il più famoso è sicuramente il Diabetes Control and Complications Trial, hanno dimostrato come il rischio di sviluppare le complicanze del diabete siano prevalentemente legate alla qualità del controllo metabolico, piuttosto che alla durata di malattia.
In base alle linee guida più recenti tutti gli sforzi per una corretta cura del diabete sono pertanto indirizzati al mantenimento di una emoglobina glicata entro il 7%, ovvero entro un punto percentuale in più rispetto al limite massimo normale (questo nel caso in cui il laboratorio che si usa abbia un range di riferimento diverso dal valore normale fino a 6).
Sicuramente è oggi possibile avere adulti con 10-15 anni di malattia del tutto privi di segni clinici di complicanze.
In realtà va considerato che fino agli anni 90 il controllo domiciliare della glicemia era quasi sconosciuto, dato che la diffusione dei primi modelli di reflettometro era ristretta e risentiva di metodiche di dosaggio assai grossolane rispetto alle attuali, per cui la maggiorparte dei pazienti effettuava pochissimi controlli e prevalentemente poteva utilizzare solo la glicosuria.
Inoltre sia le indicazioni di cura come lo schema insulinico intensivo con più somministrazioni al giorno che l’uso sistematico dell’emoglobina glicata come parametro di controllo sono scaturite negli anni successivi alla pubblicazioni di questi studi.
Per tali motivi vi è ancora un’ampia fetta di pazienti adulti o anziani con complicanze la cui storia clinica non è chiaramente separabile dalla componente del controllo metabolico.
Ovviamente le complicanze in questa parte di pazienti anziani sono quelle per così dire classiche della malattia e vedono variamente rappresentate la retinopatia, la nefropatia e la neuropatia.


Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 29 Ottobre 2007 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2007/e2_02846.html