Ho il diabete LADA e a breve dovrò abbandonare l’insulina

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


L’8 Ottobre 2007 Milena C. scrive:
Ho 33 anni e ho scoperto in data 17/05/2007 di essere diabetica (forse tipo 1). All’esordio l’emoglobina glicosilata era al di sopra di 11. La mia terapia è stata insulino intensiva con 3 iniezioni di Humalog per un totale di 24/25 unità. Adesso sono scesa ad uno di 5 così suddivise: 3 a pranzo e 2 a cena. Questo alla luce degli ultimi esami che di seguito riporto: c-peptide 1,2; ica negativo; gad: 9.10 (valori di riferimento: <5: negativo, 5-10: dubbio, > 10: positivo).
HB glicosilata 7,60 (valori di rif.: 4,30-6,10)
Cortisolo 14,8, ACTH 7,0 8 VAL. DI RIF. 7,0-51,0).
Il mio medico mi ha detto che ho il diabete tipo LADA e che a breve mi farà abbandonare l’insulina affidando il mio controllo metabolico alla sola dieta senza neanche passare alla terapia orale. Ma come è possibile passare da una cura intensiva di insulina alla totale mancanza della stessa? Se ho ancora una discreta riserva di beta cellule, non sarebbe meglio dare un supporto a queste per “preservarmi” negli anni? Certo, l’insulina è sempre fastidiosa e chi non desidererebbe non farsela... ma ho paura ad abbandonarla totalmente. La prego mi dia un consiglio e mi faccia capire meglio cosa significa “Lada”. Sono davvero confusa e soprattutto scoraggiata.

Risponde il dr. Patrizio Tatti, diabetologo:
Con il termina LADA (Latent Autoimmune Diabetes in the Adult) si indica una forma di diabete tipo 1 (già definito insulino-dipendente) che è più frequente nei giovani che compare molto lentamente, talora con le caratteristiche del tipo 2. Quindi è possibile che un processo di aggressione autoimmune del pancreas cominciato molti anni prima si manifesti in età adulta.
La diagnosi nel suo caso è ancora incerta, e nei prossimi mesi certamente si chiarirà ma si possono fare alcune considerazioni:

  1. in genere nel caso del LADA il soggetto non è grasso e la storia di diabete in famiglia non è chiara. Lei non mi da informazioni in questo senso. Nel suo caso I markers di autoimmunità sono sostanzialmente negativi e questo non avvalora la diagnosi. Il C-peptide, che indica la capacità del pancreas di secernere insulina, ed indirettamente la quantità di cellule insulino-secernenti vitali è positivo. Sarebbe ancora più utile conoscere il tasso di C-peptide dopo stimolo
  2. l’ insulina che lei ha usato ha ridotto la glicemia, ed ha quindi eliminato il fenomeno della “glucotossicità” (il fenomeno per cui la glicemia alta blocca la secrezione di insulina dal pancreas) e quindi il rapido miglioramento che ha avuto con la terapia insulinica non implica necessariamente che lei abbia il diabete tipo 1
  3. per quanto riguarda il fatto di togliere la terapia insulinica personalmente concordo con la sua osservazione conclusiva “Se ho ancora una discreta riserva di beta cellule, non sarebbe meglio dare un supporto a queste per preservarle negli anni?” In effetti risulta che una terapia insulinica iniziata precocemente preserva le cellule beta nel diabete 1 ed anche nel 2. Il concetto è ancora più valido a mio parere nel caso del LADA.

Comunque anche il suo medico non ha detto di interrompere subito la terapia insulinica.


Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 29 Ottobre 2007 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2007/e2_02845.html