Glicemia a digiuno maggiore di 130: rivedere la terapia
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 2 Luglio 2007 Carlo B. scrive:
Ho 64 anni e da oltre 20 soffro di diabete di tipo 2 e ipertensione. La terapia, sempre la stessa, è di 1 cps di gliclazide 80 mg a pranzo e 1 a cena e per l’ipertensione 1 cps di accuretic al mattino. L’emoglobina glicata si mantiene intorno al 6,5, la glicemia a digiuno intorno a 150 mentre la post prandiale (misurata 2 ore dopo l’inizio del pasto) non scende quasi mai sotto i 200. La glicosuria al mattino digiuno è ++. Il medico dice che il compenso è buono e di continuare con la terapia. La visita oculistica ha evidenziato: “sclerosi arteriolare ++ con diffuso restringimento del calibro vasale e segni di incrocio aterovenoso ++, rari microaneurismi al polo posteriore”, uguale in entrambi gli occhi. Due anni fa c’era solo “lievi segni di incrocio aterovenoso”. Secondo Voi va bene così e quindi devo continuare la terapia oppure è opportuno rivedere qualcosa?Risponde il dr. Francesco Paolo Volpe, diabetologo:
Se la dieta è corretta, con la giusta quantità di carboidrati complessi e adeguato apporto di fibra alimentare, e ciononostante la glicemia a digiuno si mantiene oltre i 130, con la postprandiale oltre i 180, una piccola correzione farmacoterapeutica si impone. Potrebbe essere consigliabile, previa parere del Curante, l'aggiunta di 500 mg di metformina dopo i pasti. La pressione è al di sotto dei 130/80? Anche colesterolo totale e LDL vanno tenuti nei limiti, per preservare i vasi sanguigni. Oggi si tende ad usare piccole dosi di acido acetilsalicilico (100 mg al dì) per favorire la circolazione.
Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 16 Luglio 2007 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2007/e2_02830.html