È vero che dopo 20 anni di diabete giovanile anche compensato il 90% soffre di retinopatia?
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 14 Maggio 2007 Jlenia S. scrive:
Ho 30 anni e un diabete tipo 1 dal 1988. Sono passati 19 anni da quel maledetto giorno in cui la mia vita è cambiata, ma con sacrifici e gran cura di me stessa ho un diabete ben compensato nessuna complicanza e un lavoro soddisfacente. In questi anni ho fatto cose che forse non tutti hanno fatto, come mettere al mondo due figli splendidi e perfettamente sani. Insomma, una vita normale... il problema è questo: tutti i diabetici che conosco lottano da anni per una o un’altra complicanza ed io mi chiedo se sono fortunata o devo solo aspettare ancora un po’ per vedere una complicanza... e soprattutto è vero che comunque dopo circa 20 anni dall’esordio del diabete giovanile anche con un buon compenso il 90% soffre di retinopatia?Risponde la dr.ssa Letizia Mansutti, oculista:
Indubbiamente il rischio di un interessamento oculare da parte del diabete aumenta con gli anni di malattia.
Le statistiche di recenti studi americani riportano una qualche forma di retinopatia nel 40% di tutti i diabetici di oltre i 40 anni di età, con grave compromissione visiva nel 9% dei casi.
Considerando solo i diabetici di tipo I, l’80% sviluppa una retinopatia (severa nel 30%).
Però la retinopatia è già presente alla diagnosi ben nel 7-10% dei casi (il che indica che il diabete era già presente, e trascurato, da anni).
Inoltre, se prendiamo la prevalenza di retinopatia diabetica proliferante a 20 anni dall’esordio, essa è del 50% se il diabete è stato diagnosticato prima del 1960 e del 20% se la diagnosi è posteriore al 1980. Quindi il rischio si riduce drasticamente seguendo al meglio la malattia.
A mio parere nella stragrande maggioranza dei casi, le complicanze oculari sono evitabili seguendo i fattori di prevenzione (controllo della glicemia, della pressione, del colesterolo, della massa corporea), ed evitando quelli di rischio come il sovrappeso, la vita sedentaria, l’etilismo ed il fumo di sigaretta (20/die triplicano il rischio).
Spero di averti un poco tranquillizzata.
Data ultimo aggiornamento: Martedì, 22 Maggio 2007 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2007/e2_02796.html