Vitreoctomia a seguito di un glaucoma
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 26 Marzo 2007 Alessandra S. scrive:
Mio padre, 73 anni, diabetico da 40 anni, ha subito 1 anno fà una vitreoctomia a seguito di un glaucoma. A fine intervento ci è stato detto che il nervo ottico risultava parecchio danneggiato e che quindi non avrebbe recuperato la vista! L’occhio ora risulta ‘appannato’; gli esami PEV sono in grado di misurare la vitalità del nervo ottico anche se la cornea appare danneggiata?
E’ possibile vedere effettivamente in che stato si trova l’occhio con un’ecografia?
Il chirurgo che l’ha operato mi ha prospettato un trapianto di cornea... ma se il nervo ottico è danneggiato a cosa può servire?Risponde la dr.ssa Letizia Mansutti Saibene, oculista:
È difficile capire quali siano le prospettive di recupero per suo padre.
Se la vitrectomia è stata eseguita per un tipo di glaucoma, denominato glaucoma neovascolare, che è una grave complicanza della retinopatia diabetica proliferante, le possibilità di recupero sono pressochè nulle. Se la vitrectomia è invece avvenuta per asportare le membrane vitreoretiniche o un emovitreo persistente, ed il glaucoma è un fattore associato ed indipendente dal diabete, bisogna valutare quanto la retina era compromessa nella parte centrale (quant’era il visus pre operatorio?) e quanto era compromesso il nervo ottico (era in terapia con diversi colliri?). Se subito dopo l’intervento la vista era discreta e l’opacizzazione corneale è avvenuta successivamente ci si può attendere un recupero.
I PEV non sempre sono correlabili alle potenzialità visive, anche perchè, essendoci delle opacità, si possonio eseguire solo quelli da flash.
Io mi affiderei al chirurgo che ha operato suo padre, e che meglio conosce la situazione del suo occhio.
Ritengo che siano però importanti per la decisione due elementi:
- Che la pressione dell’occhio ora sia discretamente compensata e che questo non sia un “corticoid responder”, il che darebbe molti problemi con la terapia steroidea topica antirigetto.
- Come vede l’altro occhio? L’intervento va senz’altro considerato qualora il residuo visivo sia anch’esso basso.
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 27 Aprile 2007 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2007/e2_02772.html