Ho letto che iperglicemie sporadiche specie dopo i pasti danneggiano il cuore

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 5 Dicembre 2006 Teresa S. scrive:
Da una rivista sul diabete che ricevo regolarmente ho letto che iperglicemia sporadiche specie dopo i pasti danneggiano il cuore.
Ora Lei sa meglio di me che nel diabete di iper e ipo ve ne sono e più che sporadiche, anche se tutto sommato mio figlio ha dei valori abbastanza stabili, la mia domanda è, forse più che domanda la mia è un’osservazione: i nostri ragazzi sono spaccciati, nell’arco di pochi anni potrebbero avere un infarto e addio.
Noi riusciamo a gestire il dibete di mio figlio piuttosto bene ma io vivo nel terrore delle complicanze che esso gli potrà causare

Risponde il dr. Vincenzo Martinelli, cardiologo:
Innanzitutto vorrei rassicurarLa: le iperglicemie solo “sporadiche”, come dice nella Sua domanda, non vanno temute se il controllo glicemico e degli altri fattori di rischio cardiovascolare sono ottimali.
Indubbiamente il Diabete è una malattia che di per sè predispone alle malattie cardiovascolari ed all’infarto ma prevenirle non è impossibile.
A questo proposito mi permetto di ricordarLe che la migliore prevenzione consiste nel mantenere vicino alla norma i valori glicemici (meno di 100 mg/dl a digiuno) e quelli dei cosiddetti “fattori di Rischio cardiovascolare”, tenendo presente che alcuni di questi valori nei diabetici devono essere possibilmente più bassi che nei soggetti non - diabetici. Mi riferisco al Colesterolo Totale (meno di 190 mg/dl), a quello LDL (meno di 100 mg/dl, ma si parla sempre più di abbassarlo, nei diabetici, a 70 mg/dl), alla Pressione Arteriosa (ottimale se 120/80 o anche meno).
È indispensabile non fumare.
Occorre inoltre il controllo del peso mediante dieta calibrata ed attività fisica (che non deve essere per forza di palestra ma comunque regolare e continuativa: basta una passeggiata veloce di mezz’ora al giorno. In bicicletta il percorso ed il tempo devono essere triplicati).
Altri fattori da controllare ed eventualmente correggere (in questo si fidi dei suggerimenti del Suo medico di famiglia e del diabetologo) sono: la Creatininemia (un aumento può già essere indice o precursore di possibili danni cardiovascolari altrimenti silenti), l’Omocisteinemia (i valori di riferimento sono differenti da laboratorio a laboratorio. Non esistono tuttavia studi che abbiano correlato espressamente questa sostanza con possibili danni cardiovascolari diretti nel diabetico), l’Uricemia, la VES, la Proteina C Reattiva e, ultima ma non ultima, l’Insulinemia, per individuare possibilmente in chi NON è ancora diabetico, i casi di “insulinoresistenza”. Come sa questa è una condizione in cui l’organismo risponde all’ingresso degli zuccheri e delle altre sostanze alimentari con una esagerata produzione di questo ormone e può precedere la malattia vera e propria. L’insulina in eccesso, purtroppo, induce essa stessa danni diretti alle strutture vascolari, ma rappresenta anche la medicina di molti diabetici. Nel diabete la terapia medica non può essere disgiunta dalla dieta anche per ridurre le dosi di insulina.
L’unico fattore di rischio cardiovascolare che non possiamo cambiare (almeno per il momento) è la predisposizione familiare ad ammalarsi di infarto o ictus o arteriopatia periferica (queste sono le principali manifestazioni dell’arteriosclerosi, condizione base di tutte le malattie cardiovascolari): la probabilità è maggiore se uno o ambedue i genitori hanno avuto ad esempio un infarto , specie se in età inferiore ai 60 anni. In questo caso l’attenzione ai fattori di rischio sopra elencati deve essere maggiore.
È inteso che per raggiungerne i valori ottimali possono essere necessari anche dei farmaci.
Per conoscere meglio l’eventualità di incorrere in una malattia cardiovascolare, sono state stilate delle tabelle che consentono di calcolarne il rischio sulla base dei propri valori di Presione, Colesterolo, età, presenza di diabete, fumo. Le cosidette “Tabelle del Rischio Cardiovascolare” si possono trovare sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità: www.iss.it > Epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute > Progetto Cuore, e potrà calcolare con discreta approssimazione il rischio di Suo figlio.
Peraltro oggi esistono terapie per il diabete impensabili solo dieci anni fa, dal trapianto di cellule Beta pancreatiche alle pompe di Insulina. Ma dobbiamo constatare anche un indiscutibile progresso nella terapia medica già applicata oggi, sia per quento riguarda le insuline come per gli antidiabetici orali. Notevole progresso anche in campo cardiovascolare, per cui anche i diabetici che se ne ammalano mantengono comunque buone prospettive di vita.


Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 18 Dicembre 2006 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2006/e2_02716.html