Consigli sulla terapia insulinica per ultraottantenne
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 9 Novembre 2006 Fiorenza B. scrive:
Mio padre ha 86 anni e da circa 46 anni soffre di diabete mellito di tipo 2. Fino a questa primavera prendeva 6 pastiglie (due a pasto) di glibomet 400 mg, da marzo è passato all’insulina. Da gennaio di quest’anno è stato sottoposto a angioplastica del tronco tibio-peroneale, e amputazione di 3 dita del piede sx. Nel mese di Maggio ha fatto un infarto miocardio acuto “non q” infero-laterale complicato da edema polmonare acuto.
Al momento delle dimissioni i medici si sono raccomandati di tenere la pressione sotto i 130/80 e tener misurato il diabete prima di ogni pasto. Le dosi di insulina sono:
A colazione 8U, pranzo e cena 12U, se la glicemia è < 120 diminuire di 2U di HUMULIN R 100 Ul/ml.
Alle 23,00 4U di insulina HUMULIN I - 100 Ul/ml.
In ospedale, quando il diabete è sui valori di 80 circa non danno insulina, ma poi al pasto successivo il diabete è alle stelle.
Vorrei chiedere: per le unità di insulina da dare, mi devo regolare in base al valore glicemico o devo sempre dare le 12/10 Unità? Se prima dei pasti il diabete è sui valori di 60 è giusto dare ugualmente l’insulina anche se in misura ridotta naturalmente o meglio non dare nulla?Risponde il dr. Patrizio Tatti, diabetologo:
La risposta è apparentemente semplice: quando la glicemia è bassa si dovrebbe ridurre proporzionalmente il dosaggio di insulina e far mangiare lo stesso. Purtroppo però le cose sono più complicate perché si dovrebbe anche tener conto di quanto la persona mangerà e nell’anziano questo è quasi sempre imprevedibile.
Per semplificare al massimo posso consigliarle un comportamento pratico: se la glicemia è inferiore a 100 mg/dl riduca la dose di insulina del 50% e faccia la iniezione al termine del pasto. In questo modo non dovrà fare congetture, ma potrà rendersi conto meglio di quanto suo padre mangia. Inoltre la glicemia potrà risalire prima che l’insulina inizi a funzionare.
Consideri comunque che a 86 anni il pericolo peggiore è la ipoglicemia, che può innescare gravissimi disturbi del ritmo cardiaco. Una iperglicemia transitoria in questa situazione clinica ha effetti trascurabili, e comunque lei può in piena coscienza accettare una iperglicemia in cambio di una ben più pericolosa ipo.
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 30 Novembre 2006 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2006/e2_02697.html