Problemi alle gambe, alle braccia ed alla schiena

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 12 Novembre 2006 Salvatore O. scrive:
Sono Salvatore ho 49 anni e scrivo da Messina. Da circa 10 anni sono affetto da diabete (mellito 2). A marzo 2006 la mia situazione si è aggravata a causa di alcuni problemi alle gambe, alle braccia ed alla schiena. I sintomi maggiori sono :dolori persistenti agli arti (superiori ed inferiori), insensibilità costante, impossibilità a chinarmi e ad alcuni movimenti come correre, stringere i pugni ecc… e per quanto riguarda la schiena invece ho dolori dal collo al bacino, dopo essere stato per parecchio tempo alzato. La mia domanda è se le cause dei miei disturbi possono essere ricondotte al diabete e se soprattutto possiamo parlare di parestesie agli arti e quindi di neuropatia diabetica?
Volevo inoltre aggiungere che a marzo dello stesso anno in cui sono comparsi questi disturbi ho avuto un incidente con la moto! Non molto grave ma con la gamba destra ingessata ed in seguito sono stato ricoverato al Policlinico di Messina dove mi è stata diagnosticata una “trombosi venosa” alla stessa gamba. (fino ad oggi curata con la Sintrom).
Infine vorrei sapere se per chiarire questa situazione è possibile fare degli esami più specifici?e quali?(avendo già eseguito l’elettromiografia, la tac e la risonanza magnetica). E soprattutto se potrebbe consigliarmi un centro serio dove poter risolvere la mia sofferente condizione e poter quindi ricevere cure adeguate e soprattutto definitive?

Risponde il dr. Fabio Baccetti, diabetologo:
Per prima cosa vorrei chiarire che se i suoi disturbi fossero imputabili alla neuropatia diabetica di questa non si guarisce; si può certamente però far qualcosa per i sintomi che la affliggono. Ma andiamo con ordine: l’insensibilità agli arti, l’incapacità a stringere il pugno, a correre o a chinarsi potrebbero esser si dovuti alla presenza di Neuropatia Diabetica nelle sue varie forme cliniche e la diagnosi di certezza si ha con l’elettromiografia o elettroneurografia che mi pare di capire ha già fatto. Se la diagnosi è stata questa come più volte ribadito dalle pagine di questo sito l’unica terapia possibile oggi, per evitare la progressione della malattia e in alcuni rari casi la remissione, è il buon controllo metabolico. Cioè Emoglobina Glicosilata costantemente inferiore al 75, meglio 6,5% con quindi Glicemia a digiuno inferiore a 120 mg/dl e Glicemia post prandiale inferiore a 160 mg/dl. Oltre a questa si possono assumere antiossidanti come l’Acido Lipoico (800 mg al giorno in forma retard) e la Vitamina E (900-1200 mg o UI al giorno); se coesiste sintomatologia dolorosa esistono tutta una serie di farmaci analgesici come il gabapentin, il pregabalin, l’amitriptilina e altri che hanno sperimentate capacità nel lenire tali dolori. Riguardo ai centri, pur specificando che tutte le diabetologie dovrebbero essere in grado di trattare pazienti con le sue problematiche, le posso raccomandare la Diabetologia della II Università Tor Vergata di Roma (dr.ssa Spallone), oppure il dr. Scionti della Diabetologia dell’Università di Perugia.


Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 20 Novembre 2006 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2006/e2_02691.html