Un destino infame

Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.


Il 22 Ottobre 2006 Michele O. scrive:
Chi le scrive è un disabile da polio in grave patologia che, oltre i problemi di diabete (in questo mese oscilla tra 220/261) che tengo inutilmente sotto controllo con Humalog Mix 50 2 volte al di + Novonorm 2mg 1 pranzo e Metforal 500 1 mattina, ha da combattere atrofia muscolare, obesità (130 kg), cardiopatia (collasso 06/2004 arteria sx out 80%), ipertensione (altissima) e sono anche portatore di Epatite C, sicuramente lei avrà dedotto che non posso fare molto movimento (sono in carrozzina) e che il minimo che mangio lo assorbo tutto, urino molto (solo la notte riempio 2 pappagalli) ho male alle estremità dei piedi, vedo annebbiato sempre più sensibilmente... ma la cosa che più mi da fastidio è che io sento e attendo ogni ormai dovuta conseguenza (dialisi...reni... coma) perchè i medici che mi seguono, siccome cambiano ad ogni controllo, danno la sensazione come se non importasse a nessuno se mi sono aggravato o no e se necessitano ulteriori interventi ecc.
La/le mia/e domanda/e è/sono questa/e:
quanto tempo posso ancora vivere con questo stato di salute?
Cosa posso fare di buono IO a questo punto per aiutarmi?
Lei capisce che quanto sopra non è stata colpa mia ma di un destino infame?

Risponde il dr. Patrizio Tatti, diabetologo:
Ammetto che quella che mi ha descritto non è una delle situazioni migliori, però non mi sento neppure di condividere il suo grave pessimismo. Non lo dico per consolazione, ma perchè ho visto molte persone che stavano come lei vivere tranquillamente oltre 80 anni.
Intanto va chiarito che la glicemia scompensata aumenta la probabilità di andare incontro alle complicanze, ma non è una condanna certa. Ovviamente questo non vuol dire che non si deve fare tutto il possibile per normalizzarla, e sicuramente lei può fare molto.
In secondo luogo per fare una prognosi bisogna conoscere la situazione specifica, ovvero da quanti anni ha il diabete, come è stato controllato negli anni precedenti, se ci sono già segni di complicanze. I dati che fornisce sono troppo scarsi anche per capire se l’insulina è la cura adatta per lei.
Lei chiede cosa può fare pere aiutarsi. Indubbiamente può prendere contatto con uno psicologo o con il Centro di Igiene Mentale della zona in cui vive per ricevere aiuto. Può prestare molta attenzione alla dieta, ed individuare le medicine più adatte a lei. Se non può usare le gambe può usare le braccia per fare attività fisica e combattere la atrofia di cui parla. Certamente sa della esistenza di numerosi atleti diversamente abili.
In sintesi io comprendo il suo stato d’animo ma non le sue conclusioni, e le consiglio di prendere contatto con uno psicologo esperto e con un centro per la cura del diabete dove possa anche trovare un dietologo.


Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 3 Novembre 2006 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2006/e2_02668.html