Polineuropatia periferica di grado moderato
Vi raccomandiamo, prima di procedere nella consultazione, di leggere le avvertenze.
Il 19 Ottobre 2006 Anna R. scrive:
Diabete mellito dal 1990. Trattato fino a febbraio 2004 con antidiabetici orali. Attualmente la terapia è insulina, 4 volte al giorno (Lantus 20 unità ore 20 e 11 unità colazione, pranzo e cena di Humalog).
la neuropatia diabetica è stata riscontrata a maggio 2004 presso la clinica Santa Lucia di Roma, trattata con Neurantin fino a 1600 mg al giorno per 6 mesi, Cipralex 10 mg al giorno per 6 mesi, Alanerv 2 compresse al giorno per 1 mese e poi 1 compressa al giorno per un mese.
Dopo questa terapia senza alcun beneficio ho assunto TOLEP 300 mg fino a 450 mg al giorno per 4 mesi.
All’istituto Besta di Milano mi è stata esclusa la neuropatia, diagnosticandomi una tendinite achillea.
Dopo cura antinfiammatori, radar-tranoni e massoterapia la situazione è rimasta invariata.
Attualmente il dolore è insopportabile.
Al policlinico Gemelli nel marzo 2005, mi è stata confermata la diagnosi di neuropatia diabetica prescrivendomi Tengredol 1/2 compressa per 2 da aumentare gradualmente fino a 1 compressa.
Nel luglio 2005 vista dallo specialista di neurochirurgia mi è stato diagnosticato tunnel tarsale bilaterale con successivo intervento sul piede destro senza nessun beneficio.
Nel giugno 2006 in DH presso l’ospedale Maggiore di Bolognami è stata diagnosticata una Polineuropatia periferica prevalentemente sensitiva s di grado moderato, la cui ragione è verosimilmente da correlarsi alla patologia diabetica.
La terapia attualmente seguita Lyrica 150 la mattina e Lyrica 75 dopo pranzo e cena. Senza ottenere grandi risultati.Risponde il dr. Francesco Paolo Volpe, diabetologo:
La neuropatia periferica legata al diabete è una complicanza insidiosa e proteiforme, che evolve spesso in maniera capricciosa (questo può spiegare le differenti valutazioni che ne hanno dato strutture tutte assolutamente valide sul piano scientifico e clinico).
Quello che oggi è provato è che solo una terapia ipoglicemizzante attenta e costante, che faccia avvicinare il più possibile l’Emoglobina glicata al 6%, può giovare nel medio e lungo periodo, minimizzando il danno anatomo-funzionale delle fibre mielinizzate, responsabili della patologia sensitiva. Tutti i farmaci che agiscono sulla trasmissione e sulla percezione del dolore sono solo coadiuvanti, eppure utili. Raggiunta l’euglicemia, buoni risultati possono ottenersi con gli antiossidanti tipo acido alfalipoico (800 mg) e vitamina E (900-1200 mg) e con i farmaci attivi sul sistema nervoso, che Lei ha già usato a dosaggi medi. La rimando anche alle precedenti risposte date su questo sito dal dott.Baccetti.
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 27 Ottobre 2006 6:30.00
URL: http://www.progettodiabete.org/expert/2006/e2_02666.html